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	<title>Rotary Club Bergamo Nord &#187; tecnologia</title>
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		<title>Metodi di valutazione delle pietre preziose</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 18:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni dei Soci]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 25 maggio il nostro socio Pierfranco Bosisio, coadiuvato dalla figlia Michela, ci ha guidato alla scoperta del mondo delle pietre preziose. E’ stata una relazione molto tecnica e competente, da cui è emerso tutto il fascino di ‘oggetti’ che, oltre al valore economico, hanno sempre costituito una sorta di mondo magico e misterioso. Ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/CIMG3471.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-612" title="Bosisio" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/CIMG3471-300x155.jpg" alt="" width="300" height="155" /></a></div>
<p>Il 25 maggio il nostro socio Pierfranco Bosisio, coadiuvato dalla figlia Michela, ci ha guidato alla scoperta del mondo delle pietre preziose.<br />
E’ stata una relazione molto tecnica e competente, da cui è emerso tutto il fascino di ‘oggetti’ che, oltre al valore economico, hanno sempre costituito una sorta di mondo magico e misterioso.<br />
Ed è un mondo, per quanto riguarda i suoi ‘operatori’, assai articolato e complesso, in cui convivono elementi contrastanti: enormi interessi economici e importanti ‘questioni’ sociali (vedi sfruttamento umano nell’estrazione dei diamanti); professionalità e improvvisazione; grande artigianalità e produzione seriale; qualità e contraffazione.</p>
<p>Tale estrema articolazione, tra cui anche quella dovuta all’ampiezza e varietà delle tipologie merceologiche, fa sì che non esistano criteri unici e incontrovertibili per la valutazione delle pietre preziose, ma linee di giudizio e di mercato, anche soggette a fattori di natura volubile quali mode o aspetti culturali e di costume.</p>
<p>Una distinzione fondamentale dal punto di vista merceologico è quella tra DIAMANTI e PIETRE COLORATE.</p>
<div class="imgright"><img src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/CIMG3469-300x251.jpg" alt="" title="Diamante" width="300" height="251" class="alignnone size-medium wp-image-613" /></div>
<p>Per quanto riguarda i DIAMANTI (carbonio puro), che hanno un indice di rifrazione molto elevato e una dispersione luminosa molto elevata, sono determinanti le angolature, le proporzioni, le finiture. Spesso negli intagli si sbagliano le misure e si eccedono gli angoli limite, con conseguente perdita di brillantezza, e quindi di valore della pietra. I tagli sono sempre in evoluzione, ed il loro utilizzo varia molto a seconda delle aree geografiche: in Italia, per esempio, gli aspetti culturali conducono per la gran parte alla richiesta di tagli ‘a brillante’. Il taglio a brillante, se rispettoso delle regole che governano la riflessione della luce, conferisce alla pietra quella brillantezza caratteristica che ne costituisce il fascino principale.<br />
Ne dobbiamo la nascita a Marcel Tolkovsky che, nel 1919, indicò le proporzioni ideali riferite al diametro, alla distanza padiglione-corona e della tavola e della cintura, così da ottenere il fenomeno della riflessione totale della luce, ovvero, lo sfavillio che si nota osservando la tavola della pietra.<br />
La differenza di valore tra i diamanti dipende da fattori quali: peso (carati), colore o assenza di colore, grado di pulizia interna (anche se concetto da non esasperare, poiché a volte alcune ‘impurità’ sono sintomo di qualità e genuinità della pietra), taglio e conseguente luminosità e brillantezza.</p>
<p>Per quanto riguarda le PIETRE COLORATE, il colore è dato dalla fusione naturale ad alte temperature e pressione con elementi chimici quali titanio, cromo o altro, che conferiscono alla pietra le colorazioni giallo, blu, rosso, verde ecc. Tra le più note: rubino (corindone con intrusioni di cromo), smeraldo (berillo) e zaffiro (corindone con intrusioni di ematite e di rutilo).<br />
Nel taglio delle pietre colorate assume ancora maggiore importanza l’abilità del tagliatore, in quanto, a differenza del diamante (che viene per lo più tagliato a macchina con procedimenti computerizzati), si tratta di sfruttare i centri di colore tipici di ogni singola gemma.<br />
Determinanti nella valutazione sono fattori quali: tono, purezza, saturazione di colore. Attenzione appunto al colore: per esempio, lo smeraldo è una varietà di berillo dal colore verde molto intenso, se l’ intensità del colore scende al di sotto di un certo limite definito non si può più chiamare smeraldo ma semplicemente berillo verde.<br />
Inoltre, attenzione ai ‘trattamenti’ della pietra: possono essere impiegate molte tecniche di colorazione, di natura considerata più o meno lecita ed influente sul valore. Fino ad arrivare alle cosiddette ‘pietre sintetiche’, che nulla hanno a che vedere con lo splendore ed il valore delle pietre naturali.</p>
<p>In chiusura, prima del partecipato dibattito, Pierfranco ha accennato alla valutazione del gioiello, quindi del manufatto realizzato a partire dalle pietre preziose, dove entrano in gioco il design, l’abilità dell’artigiano, la cura del dettaglio e l’innovazione.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
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		<title>Volare in aliante : vincere con la mente</title>
		<link>http://www.rotarybgnord.it/2010/02/23/volare-in-aliante-vincere-con-la-mente/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 20:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ospiti del Club Leonardo e Riccardo Brigliadori, che, preceduti dal loro straordinario curriculum di titoli e vittorie, hanno introdotto i soci e gli ospiti nel magico mondo del volo a vela. I due relatori hanno spiegato come si realizza oggi il sogno di Icaro, anche attraverso l’ausilio di due contributi video che hanno spiegato ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright">
<div id="attachment_561" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/02/Gelmi_Brigliadori.jpg"><img class="size-medium wp-image-561" title="Gelmi_Brigliadori_Brigliadori" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/02/Gelmi_Brigliadori-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Leonardo Brigliadori, Luigi Gelmi, Riccardo Brigliadori</p></div>
</div>
<p>Ospiti del Club <strong>Leonardo</strong> e <strong>Riccardo Brigliadori</strong>, che, preceduti dal loro straordinario curriculum di titoli e vittorie, hanno introdotto i soci e gli ospiti nel magico mondo del volo a vela.</p>
<p>I due relatori hanno spiegato come si realizza oggi il sogno di Icaro, anche attraverso l’ausilio di due contributi video che hanno spiegato ai profani il delicato equilibrio tra tecnologia ed intuito che permette all’aliante di veleggiare. L’aria infatti è piena di energia ed il pilota comprende che le forze della natura sono a sua disposizione, se ha imparato a non temerle bensì a rispettarle, ad ascoltarle, a coglierne i minimi segni con la propria più totale attenzione.<br />
I relatori hanno spiegato le varie fasi del volo, dal decollo all’atterraggio, suscitando numerosi interventi dei soci nel corso delle spiegazioni.</p>
<p>Il decollo può avvenire in vari modi, per esempio al traino di un aereo a motore oppure grazie alla trazione esercitata, tramite un cavo lungo anche 1000 metri, da un potente verricello fisso al suolo. Una volta in volo l’aliante, lentamente ma inesorabilmente, scende. L’energia potenziale dovuta alla quota viene infatti usata per vincere la resistenza aerodinamica e planare alla ricerca di energia. Se il pilota riesce a trovare una zona dove l’aria non è statica, ma sale verso l’alto, allora l’aliante salirà con essa, guadagnando di nuovo quota. Il vento non è l’unico responsabile dei movimenti verticali di una massa d’aria: il sole, in una bella giornata, scalda il terreno e quest’ultimo scalda l’aria di un sottile strato (qualche decina di metri) a contatto con esso; come una mongolfiera, anche l’aria intiepidita tende ad alzarsi e si organizza in una invisibile, stretta colonna ascendente che chiamiamo “una termica”.</p>
<p>Il pilota esperto mantiene il proprio aliante all’interno della termica il più a lungo possibile, compiendo una serie di spirali esattamente come gli uccelli veleggiatori quali rapaci e cicogne. Una normale termica ha un diametro compreso tra i 100 e i 400 metri, e sale fino al raggiungimento di una quota di equilibrio che dipende anche dalla differenza di temperatura rispetto all’aria circostante; spesso ciò significa almeno 1000 ma anche 3000 metri e oltre.</p>
<p>Con il crescere dell’esperienza, oggi un volovelista può ambire a mete che sembrano inverosimili. Il record mondiale di quota è di oltre 14.000 metri, ma ben più importante è quello di distanza pari a 3000 chilometri percorsi in un solo giorno (di notte, senza l’energia del sole, gli alianti non volano); il record di velocità su percorso di 500 o di 1000 Km. sono di oltre 200 km/h. Nessuno di questi valori è destinato a durare a lungo. Ogni anno vengono effettuati centinaia di tentativi per nuovi primati mondiali o nazionali. Il volo più lungo fatto in Italia è stato fatto attraversando tutta le Penisola da Como fino a Taranto (volo effettuato proprio da Leonardo Brigliadori) .</p>
<p>Qualunque buon pilota, dopo un paio di anni di esperienza, può volare per diverse centinaia di chilometri in una normale giornata, senza affrontare costi esagerati e utilizzando la flotta di un Club volovelistico, che in Italia sono circa trenta, con punte di eccellenza in Lombardia tra cui spiccano <strong>Alzate Brianza</strong> e <strong>Valbrembo</strong>, dove opera il nostro Andrea Lanfranchi, cui dobbiamo questa splendida serata, che ha avuto il merito di farci respirare atmosfere inconsuete e suggestive ma soprattutto di farci capire come la sintonia con l’ambiente rimanga la miglior medicina per vincere le mille tensioni che ci legano a terra.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Filippo Crippa Sardi</em></p>
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		<title>Il Codice Atlantico di Leonardo &#8230; digitale.</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 20:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright">
<div id="attachment_549" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/02/IMG00154-20100209-2235.jpg"><img class="size-medium wp-image-549" title="Gelmi_Bellini" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/02/IMG00154-20100209-2235-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Luigi Gelmi e Sergio Bellini di Mida Informatica</p></div>
</div>
<p>La conviviale di Martedì 09 Febbraio ha rappresentato la sintesi delle intersezioni tra la nostra storia, il nostro passato, e le nuove tecnologie che hanno come obiettivo la loro preservazione nella memoria e nella fruibilità. E così, il nostro ospite relatore, <strong>Sergio Bellini, titolare di Mida Informatica</strong>, ci ha illustrato l&#8217;ultima <em>fatica</em> che ha visto come oggetto il <strong>Codice Atlantico di Leonardo</strong>.</p>
<p>Tramite il breve video di presentazione, che potete trovare di seguito, abbiamo appreso delle sofisticate tecniche di digitalizzazione specifiche per opere così delicate tramite scanner planetari e, soprattutto, delle problematiche connesse alla conservazione nel tempo, non solo dell&#8217; inestimabile originale (ogni foglio del codice è assicurato per oltre 750 mila euro) , ma anche delle <em>copie</em> digitali che, se non correttamente riprodotte su nuovi supporti, corrono pure il rischio di &#8220;svanire&#8221; nella inevitabile perdita di <em>bit</em> insita nei supporti magnetici o, peggio, di divenire inutilizzabili causa l&#8217;obsolescenza della tecnologia che le ha prodotte: una copia su CD è infatti più sicura ma &#8230; per quanto tempo saranno ancora in circolazione i lettori CD ?</p>
<p>Bellini ha anche portato con se una delle riproduzioni dell&#8217;intero codice, edite in versione limitata e numerata dalla Biblioteca Ambrosiana, di cui l&#8217;Italia ha fatto recentemente dono ai capi di stato intervenuti al vertice dell&#8217;Aquila.</p>
<p>Molti gli interventi dei soci, diversi dei quali hanno colto il &#8220;valore&#8221; non solo dell&#8217;opera originale ma anche quella del <em>fac-simile</em> &#8230; investimenti in vista ?</p>
<p>Il Presidente Luigi Gelmi ha quindi chiuso la serata donando a Sergio Bellini il medaglione del Club.</p>
<p><object width="445" height="364"><param name="movie" value="http://www.youtube-nocookie.com/v/prjcyn3qZbk&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube-nocookie.com/v/prjcyn3qZbk&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="445" height="364"></embed></object></p>
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