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	<title>Rotary Club Bergamo Nord &#187; sociale</title>
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		<title>Le donne in africa: il ruolo della microfinanza</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 20:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Graditissima ospite e relatrice della serata di martedì 2 Novembre, la Prof.ssa Laura Viganò, Preside della Facoltà di Economia dell’Università degli studi di Bergamo. Il tema della conviviale “Le donne in Africa: il ruolo della microfinanza” lasciava intravedere la possibilità di lanciare lo sguardo su di uno scenario economico-sociale sicuramente inedito per la maggior parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><div id="attachment_687" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-687" href="http://www.rotarybgnord.it/2010/11/02/le-donne-in-africa-il-ruolo-della-microfinanza/vigano_longo/"><img class="size-medium wp-image-687" title="Vigano_Longo" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/12/Vigano_Longo-300x219.jpg" alt="" width="300" height="219" /></a><p class="wp-caption-text">La prof.ssa Vigano e Alberto Longo</p></div></div>
<p>Graditissima ospite e relatrice della serata di martedì 2 Novembre, la Prof.ssa Laura Viganò, Preside della Facoltà di Economia dell’Università degli studi di Bergamo.</p>
<p>Il tema della conviviale “Le donne in Africa: il ruolo della microfinanza”  lasciava  intravedere  la  possibilità  di  lanciare  lo sguardo  su  di  uno  scenario  economico-sociale  sicuramente<br />
inedito  per  la maggior  parte  dei  partecipanti. Così  è  stato:  la Prof.ssa  Viganò,  usando  il  linguaggio  preciso  ed  accessibile tipico dei profondi conoscitori di una materia, ci ha condotto  in un  rapido e avvincente percorso  ‘mirato’ all’interno della  realtà del grande continente. Non sono mancate certo le sorprese: partendo da una carrellata di  immagini  raffiguranti personaggi  in qualche modo  rappresentativi  dell’ampio  panorama  del mondo  femminile  africano &#8211; dalla Presidente della Liberia Ellen Johnson Sirleaf, al premio Nobel per  la pace Wangari Maathai, da una maestra di scuola elementare  a  giovani  operaie  in  una  fabbrica  per  l’imbottiglia mento dell’acqua minerale, da madri di famiglia a gruppi di donne  imprenditrici –  la nostra  relatrice ci ha mostrato quanto sia fondamentale il ruolo giocato dalle donne nel continente africano. Soprattutto, in riferimento allo specifico del tema della serata, è stato  evidenziato  quanto  il mondo  femminile  rappresenti  l’elemento trainante della ‘micro-economia’ in Africa. Particolarmente per quanto  riguarda  le  regioni  rurali, si assiste infatti  al  diffuso  fenomeno  della  ‘micro-imprenditoria’,  cioè  la nascita  di micro-imprese  per  lo  più  ‘personali’  e  ‘al  femminile’ nei più svariati settori: vi sono tessitrici, commercianti, produttrici di prodotti agricoli, di sale, fornitrici di servizi, quali ad esempio, negli ultimi anni, catering per cerimonie e ricorrenze e servizi per chi ‘viene da fuori’ (battesimi, matrimoni, funerali ecc.). Le donne, quindi, come protagoniste di un  fondamentale  ruolo sociale-economico:  oltre  ad  organizzare  la  gestione  familiare, partecipano infatti in modo sostanziale alla produzione del reddito, dando vita a microattività autonome, spesso complementari alla principale attività della famiglia-impresa. Il successo di  tali attività  ‘femminili’ è estremamente  rilevante: prova ne sono gli elevati ‘tassi di riuscita’, decisamente più elevati che nel caso di attività maschili;  tale dato è deducibile dal complessivo minore  numero  di  insoluti  in  termini  di  rimborsoprestiti alle banche. Uno dei motivi di questa prevalente efficacia  della micro-imprenditoria  femminile  risiede,  oltre  che  nella<br />
maggiore capacità di relazione ed aggregazione, dal fatto che il fallimento per una donna può avere conseguenze sociali molto rilevanti; pertanto  la posta  in gioco è molto alta, così come, di conseguenza, l’impegno  profuso.</p>
<p>Ma cosa s’intende per ‘microfinanza’? Se la generale definizione tecnica di ‘finanza’ si riferisce al ‘trasferimento di saldi finanziati dalle unità in surplus a quelle in deficit’ &#8211; in pratica il trasferimento  di  fondi  da  chi  risparmia  a  chi  li  utilizza  &#8211;  il  termine ‘micro’ allude evidentemente all’entità del finanziamento; con la differenza  che  in  Italia  si  può  parlare  di   ‘microfinanziamento’ per un prestito di 10.000-15.000 euro, mentre in Africa può essere appena di 10-100 euro. E poiché  le donne  in Africa hanno sempre storicamente avuto<br />
difficoltà  di  accesso  alla  finanza  (diffusamente  in  Africa  non hanno molto da offrire  in  termini di garanzia/proprietà), ecco  la nascita delle prime forme di auto-organizzazione: le tontines. Le tontines sono delle associazioni spontanee in cui le partecipanti pagano una quota e alimentano una cassa comune di cui ciclicamente dispongono per portare a termine i loro progetti. A volte la tontine è il pretesto per un modo di associarsi ed aiutarsi a vicenda. Il denaro motiva le persone a riunirsi, ma l&#8217;obiettivo principale non è quello, e  la quota può essere anche molto esigua. La priorità è data alla qualità dei legami sociali e d’amicizia che si creano. Si forma così una società reale, fuori dall’economia e fuori dallo Stato, che funziona con proprie regole, e che  ha  quindi  anche  inventato  dei  sistemi  di  regolazione  dei conflitti e dei litigi. Il meccanismo può comunque consentire di avviare e fare crescere attività rilevanti, oltre che funzionare da stimolo alla circolazione e alla condivisione di idee, e quindi all’avvio di altre attività imprenditoriali. Dalla tontines possono poi nascere azioni più  incisive, fino alla crescita di vere e proprie cooperative di  risparmio e credito,  in cui evidentemente si allenta  il meccanismo rotativo a  favore di metodi più elaborati.<br />
La  funzione comunque sociale delle  tontines porta, per esempio, anche all’individuazione e organizzazione di azioni educative  funzionali  allo  sviluppo  (es.  invito  a  relatori  nelle  comunità per tenere conferenze su determinati argomenti, fino ad arrivare a veri e propri corsi di formazione).</p>
<p>Ecco un esempio pratico di processo che nasce dalla tontine. Più  donne  di  un  villaggio  sono  dedite  alla  filatura  della  lana. Però vogliono farlo insieme, si riuniscono e intanto chiacchierano fra loro. Poi decidono di mettere un po&#8217; di risparmio in cassa comune, e parte il meccanismo della rotazione: a turno si ha a disposizione  un  piccolo  ma  significativo  capitale. La  tontine cresce, ed assume anche un  ruolo sociale. Può cominciare ad affacciarsi con credibilità alle  richieste  di  prestiti  finanziari  presso  banche. Può  anche  diventare  portavoce  o  referente  nei confronti  di  organizzazioni  esterne  o  estere,  che poi  possono  entrare  in  gioco  per  aiutare  il  villaggio,  in  collaborazione  con  le donne, ed aiutarle a dotarsi di struttura. La tontine a questo punto si trasforma in una vera propria  associazione  con  segni  identificativi,  sedi ecc. Ecco pertanto  realizzata  la moltiplicazione di valore  nata  da  piccole  iniziative  di  risparmio.  Ed ecco sorgere  la  frase riportata alla nostra relatrice da  un  interlocutore  africano:  &#8216;grazie  alle  nostre donne abbiamo capito come aiutare chi sta peggio nel villaggio.&#8217;  Volontà,  determinazione,  risparmio,  rigore  di  gestione,  iniziativa,  coraggio,  imprenditorialità  rappresentano quindi, come indicato dalla nostra relatrice, gli ingredienti di successo della microfinanza. Che non si pone certo come una panacea per tutti i mali  o  una  risposta  esaustiva  ai  gravissimi  problemi  del  grande  continente  africano;  certamente rappresenta  però  un  elemento  importante  di  un mix di misure e  interventi  fondamentali nella  lotta alla povertà.</p>
<p>Un  sentito  ringraziamento  alla Prof.ssa Viganò,  il cui  intervento  ha  apportato  un  deciso  contributo allo  svolgimento  del  principale  filo  conduttore  tematico delle conviviali di quest’anno, dedicato dal nostro Presidente Alberto alla donna e all’imprenditorialità femminile. (PB)</p>
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		<title>Un modello di oncologia integrata</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 18:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la consegna da parte del presidente Luigi Gelmi di una medaglia dal particolare valore simbolico all’AG Fulvia Castelli, quale ringraziamento per la collaborazione prestata al nostro club, Il Dott. Marco Varini, illustre oncologo svizzero presentatoci dal nostro socio Roberto Labianca, ci ha intrattenuto sull’istruttiva tematica del &#8216;modello di oncologia integrata&#8217;, uno dei modi più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/CIMG3403.Ljpg_.jpg"><img src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/CIMG3403.Ljpg_-300x142.jpg" alt="" title="Varini e Gelmi" width="300" height="142" class="alignnone size-medium wp-image-603" /></a></div>
<p>Dopo la consegna da parte del presidente Luigi Gelmi di una medaglia dal particolare valore simbolico all’AG Fulvia Castelli, quale ringraziamento per la collaborazione prestata al nostro club, Il Dott. Marco Varini, illustre oncologo svizzero presentatoci dal nostro socio Roberto Labianca, ci ha intrattenuto sull’istruttiva tematica del &#8216;modello di oncologia integrata&#8217;, uno dei modi più attuali ed efficaci di interpretare l&#8217;approccio alle malattie tumorali.</p>
<p>Si tratta di una metodologia derivata dal lavoro di trentacinque anni del Dott. Varini e portata allo sviluppo odierno anche grazie all’attività dell&#8217;Associazione &#8216;il Triangolo&#8217; di Locarno, fondata e presieduta dallo stesso Dott. Varini.</p>
<p>I presupposti di tale metodologia, oggi ampiamente riconosciuta e condivisa, affondano le proprie radici nel lavoro iniziato appunto 35 anni orsono, quando l&#8217;oncologia era agli albori e i medici oncologi erano considerati dei ‘visionari’, con la loro &#8216;pretesa&#8217; di potere intervenire su una malattia considerata incurabile per definizione.</p>
<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG3401L.jpg"><img src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG3401L-230x300.jpg" alt="" title="Gelmi Castelli" width="230" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-605" /></a></div>
<p>Negli ultimi quindici anni, contrariamente alla percezione comune, l&#8217;insorgenza delle malattie tumorali è in fase di diminuzione nelle sue forme più comuni (prostata, colon, polmone, seno) così come è in calo la mortalità generale a causa della malattia: si fuma meno, sono state introdotte abitudini meno nocive nello stile di vita, è disponibile una migliore diagnostica, sono state introdotte terapie più efficaci.</p>
<p>La ricerca in generale, inoltre, compie continui progressi, lasciando ben sperare per gli sviluppi dei prossimi anni.<br />
Occorre tuttavia porre l&#8217;accento non solo sull&#8217;approccio al tema dal punto di vista medico-diagnostico-terapeutico, ma anche da tutta un&#8217;altra serie di punti di vista.</p>
<p>Ed è proprio questo il punto focale del ‘modello integrato’: il paziente affetto da tumore è un paziente ‘diverso’ dagli altri, per i motivi illustrati nel seguito. Inoltre, nel rapporto fra malato e curanti, intesi come l&#8217;oncologo e la sua struttura ospedaliera, occorre tenere conto anche di un terzo soggetto fondamentale, quale la famiglia del malato stesso.</p>
<p>Ecco pertanto definito il TRIANGOLO da cui trae nome l&#8217;associazione fondata dal Dott. Varini: curanti, paziente, famiglia.</p>
<p>In tale triplice relazione, occorre assolutamente considerare una serie di problematiche di ordine psicologico, socio-culturale, socio-economico, organizzativo. Il &#8216;cancro&#8217;, infatti, non è una sola malattia, ma un insieme di varie patologie che colpiscono organi differenti con specificità assolutamente diverse; tutte però accomunate dalla necessità di un approccio multitematico integrato.</p>
<p>Dal punto di vista clinico ci si trova infatti di fronte ad un ventaglio di problematiche ed obiettivi quali:</p>
<ul>
<li>guarigione</li>
<li>contenimento della malattia</li>
<li>terapie complesse e prolungate</li>
<li>tendenza alla cronicizzazione</li>
<li>effetti collaterali delle terapie</li>
<li>comorbità (cioè presenza di più malattie, specie nell&#8217;anziano)</li>
<li>effetti collaterali nocivi delle cure prolungati nel tempo</li>
<li>cure palliative</li>
<li>trattamento della patologia nel malato terminale</li>
</ul>
<p>Inoltre, ci si trova ad affrontare tematiche di ordine psicologico e sociale quali:</p>
<ul>
<li>pregiudizi</li>
<li>problemi di informazione e comprensione</li>
<li>senso di incertezza</li>
<li>implicazioni psicologiche</li>
<li>necessità di continuità delle cure</li>
<li>coinvolgimento emotivo e pratico delle famiglie</li>
<li>diminuzione dell&#8217;autonomia del malato e sua condizione di dipendenza</li>
<li>conseguenze professionali e sociali sulla vita del malato</li>
</ul>
<p>Ma il paziente oncologico è diverso dagli altri anche dal punto di vista dei &#8216;bisogni&#8217;, e specificamente:</p>
<ul>
<li>ricerca di protezione e sicurezza</li>
<li>necessità di capire e venire capito</li>
<li>chiarezza nel rapporto con i curanti</li>
<li>perseguimento coerente degli obiettivi terapeutici</li>
<li>necessità e volontà di &#8216;non dover soffrire&#8217;</li>
<li>rapporto di fiducia nei curanti potere contare su di un oncologo di riferimento, che non cambi</li>
</ul>
<p>Da quanto esposto, appare evidente la necessità di un &#8216;trattamento globale&#8217;, che contemperi e ponga in equilibrio complessi aspetti clinici, psicologici e umani, dove con quest’ultimo termine si intende tutta quella serie di fattori che costituiscono la rete &#8216;ambientale&#8217; della situazione: famiglia, lavoro, relazioni sociali, aspetti economici e organizzativi.</p>
<p>Per fare fronte a tali necessità, l&#8217;Associazione il Triangolo dispone oggi di strumenti quali:</p>
<ul>
<li>studio medico</li>
<li>reparto di oncologia</li>
<li>team di cure domiciliari (volontariato)</li>
<li>servizi psico-oncologici</li>
<li>servizi sociali (volontariato)</li>
<li>programmi di reinserimento professionale</li>
</ul>
<p>L’associazione, che nel 2009 ha anche ricevuto il riconoscimento ESMO (European Society for Medical Oncology) si occupa inoltre di ‘formazione’, con particolare attenzione ai seminari sulle cure e sul rapporto medico-paziente-famiglia.<br />
Il dibattito successivo alla relazione, ne ha approfondito alcuni aspetti significativi, quali l’effettiva possibilità di effettuare diagnosi sufficientemente precoci, le forme di prevenzione, l’incidenza della psicologia sull&#8217;insorgere e sulla guarigione del tumore.il ruolo delle singole strutture e dello Stato nelle campagne di informazione. E’ inoltre emerso dall’intervento di Roberto Labianca il fatto che il nostro ospedale di Bergamo applica da tempo una metodologia integrata tipo quella illustrata dal Dott. Varini ed è pure insignito del riconoscimento ESMO; fondamentale inoltre il ruolo attribuito al volontariato quale indispensabile supporto organizzativo e finanziario.<br />
La serata si è conclusa con il ringraziamento del club al nostro relatore e il dono dei tradizionali omaggi rotariani.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
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		<title>W gli Alpini</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 18:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>

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		<description><![CDATA[Ospite del Club la Sezione Bergamasca dell’Associazione Nazionale Alpini rappresentata dal sig. Enzo Nespoli, Presidente della Sezione di Bergamo Boccaleone e dal dott. Giuseppe Bonaldi, Presidente Nazionale della protezione civile degli Alpini. Alla vigilia dell’83ª Adunata nazionale nella nostra città, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere più da vicino la straordinaria realtà di un gruppo di volontariato che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/Immagine1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-597" title="Il Labaro" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/Immagine1-188x300.jpg" alt="" width="188" height="300" /></a></div>
<p>Ospite del Club la Sezione Bergamasca dell’Associazione Nazionale Alpini rappresentata dal sig. Enzo Nespoli, Presidente della Sezione di Bergamo Boccaleone e dal dott. Giuseppe Bonaldi, Presidente Nazionale della protezione civile degli Alpini.</p>
<p>Alla vigilia dell’83ª Adunata nazionale nella nostra città, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere più da vicino la straordinaria realtà di un gruppo di volontariato che è ben lontano da quegli aspetti di puro folklore su cui troppe volte si limita l’attenzione. Il Dott. Sonzogni ha illustrato come oggi l’A.N.A. sia costituita da 81 sezioni raggruppate intorno al Presidente<br />
nazionale ed al Consiglio Direttivo, con 4400 gruppi circa e 380.000 iscritti (di cui ben 60.000 affiliati per pura condivisione di idealità e stili di vita).</p>
<p>La storia dell’associazione affonda le radici nei tragici bagliori del primo dopoguerra, nel 1919, e nasce in uno dei luoghi simbolo, il Monte Ortigara, proprio per non dimenticare e per continuare a coltivare e tramandare quei valori di umanità, abnegazione e spirito di servizio per la comunità nazionale che ancor oggi costituiscono i tratti salienti e distintivi degli “Alpini”. Seguì poi la drammatica epopea della Seconda Guerra Mondiale, con pagine di assoluto eroismo immortalate nei cieli della Storia.</p>
<p>Il Dott. Bonaldi, ha poi specificato che l’associazione ha sviluppato una sempre più marcata vocazione all’interno del sistema della protezione civile a partire dal Vajont e poi con il terremoto del Friuli, per terminare con quello d’Abruzzo, che ha visto impegnato il personale volontario sino a poco più di un mese fa, dove ben 8.500 soci si sono alternati da tutte le sezioni d’Italia su un’aliquota di 14.000 a disposizione del Dipartimento della Protezione Civile.</p>
<p>L’Associazione è oggi un punto fermo nel sistema nazionale di contrasto alle emergenze, anche in campo internazionale. E’ anche però un baluardo, non meno importante, contro<br />
la deriva di valori identitari ed unitari che colpiscono la memoria storica, sottilmente posta in atto da più parti ed in più sedi. Così l’attività di informazione nelle scuole, non sempre<br />
ben accetta da tutto il corpo insegnante allorquando dagli aspetti più esteriori si passa all’illustrazione dell’aspetto più “militaresco”, quasi che si volesse ignorare o sottacere<br />
che gli Alpini erano e sono soldati d’Italia.</p>
<div id="_mcePaste">La promozione di numerose manifestazioni sportive nelle discipline più legate alla montagna è inoltre tratto importante dell’associazione nella società. Insomma, abbiamo avuto modo di apprezzare viepiù la differenza tra chi le cose le dice e chi le cose le fa; tra chi vive di parole e chi costruisce perchè crede in valori forti, non cristallizzati ma resi attuali nella vita di tutti e ciascuno con l’esempio nel quotidiano. “Alpini” è un modo di essere, sempre.</div>
<div>Numerose domande hanno poi confermato il  pieno successo della serata, al termine della quale si è fatto luogo ad un reciproco scambio di doni ed omaggi.</div>
<div style="text-align: right;"><em>Filippo Crippa Sardi</em></div>
<p></p>
<div class="imgright"><img class="alignnone size-medium wp-image-600" title="Ospiti Venezuela" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/05/Ospiti-300x190.jpg" alt="" width="300" height="190" /></div>
<p><em>Al termine della conviviale abbiamo incontrato alcuni amici rotariani provenienti dal Venezuela (D4370) che sono in visita<br />
in alcuni Paesi europei tra cui l&#8217;Italia.<br />
Il Presidente ha donato loro il gagliardetto del Club ed alcuni soci si sono a lungo intrattenuti con gli amici sudamericani<br />
per scambiare opinioni e idee.<br />
Un bel momento di affiatamento rotariano!<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Interclub : San Patrignano e &#8230; le Fughe da Fermi</title>
		<link>http://www.rotarybgnord.it/2010/03/18/interclub-san-patrignano-e-le-fughe-da-fermi/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 20:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interclub]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[Drugs Off]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Graditissimi ospiti della conviviale di giovedì 18 Marzo, fuori sede alla Marianna per un interclub con il Rotary Bergamo Sud, il Dott. Giampaolo Brusini, tossicologo e responsabile scientifico della comunità di San Patrignano e alcuni ragazzi della comunità stessa, interpreti dello spettacolo teatrale ‘Fughe da fermi’. Dopo il saluto da parte dei presidenti dei due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright">
<div id="attachment_576" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/CIMG3250L.jpg"><img class="size-medium wp-image-576 " title="Brusini-Castelli-Gelmi" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/CIMG3250L-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il dott. Brusini, Fulvia Castelli, Luigi Gelmi</p></div>
</div>
<p>Graditissimi ospiti della conviviale di giovedì 18 Marzo, fuori sede alla Marianna per un interclub con il <em>Rotary Bergamo Sud</em>, il <strong>Dott. Giampaolo Brusini</strong>, tossicologo e responsabile scientifico della comunità di San Patrignano e alcuni ragazzi della comunità stessa, interpreti dello spettacolo teatrale ‘<strong>Fughe da fermi</strong>’.<br />
Dopo il saluto da parte dei presidenti dei due club, Giancarlo Ghezzi e Luigi Gelmi, ed il conferimento della Paul Harris al Dott. Brusini, in virtù della sua fondamentale opera di diffusione della conoscenza del tema droga, ha preso la parola il nostro relatore.</p>
<p>Prendendo spunto da un recente fatto di cronaca, l’esclusione del cantante Morgan dal festival di Sanremo a seguito della rivelazione di essere un consumatore di cocaina, il dott. Brusini ha posto l’accento sul fondamentale tema dell’assuefazione alla presenza della droga nella nostra società. Si convive cioè con questa realtà considerandola quasi una presenza ormai acquisita e inevitabile, di cui non si avverte quasi più la pericolosità estrema. E’ un enorme problema di mancanza di consapevolezza; troppo spesso le persone, e in particolare i giovani, vedono oggi la droga come un fatto di costume, a volte come un palliativo, come un antidepressivo, come un ausilio e rimedio ad un diffuso mal di vivere e alla ‘carenza di senso’ che pervade la nostra società.</p>
<p>E’ cioè in atto (quanto ‘pilotato’ dati gli enormi interessi economici in gioco?) un terribile processo di ‘normalizzazione’ delle sostanze stupefacenti. E a poco servono ormai i richiami medico-scientifici nei confronti delle deleterie conseguenze provocate dall’assunzione di droghe: nella maggior parte dei casi viene percepito, da chi ne fa uso, solo l’aspetto immediatamente consolatorio, che fa capo all’azione di quell’area cerebrale detta ‘della ricompensa’ o ‘della gratificazione’, su cui agiscono direttamente le sostanze stupefacenti.<br />
La chiave di approccio al problema della prevenzione scelta pertanto dalla comunità di San Patrignano è quella emozionale, emotiva, l’unica in grado di ‘fare breccia’ nelle coscienze sopite e anestetizzate così tipiche del nostro tempo. E’ per questo motivo che sono stati concepiti spettacoli teatrali tipo appunto ‘Fughe da fermi’, i cui protagonisti sono appunto ragazzi che sono passati attraverso l’esperienza della droga.</p>
<p>Giampaolo Brusini, spiega che assistere ad uno spettacolo come &#8220;Fughe da fermi&#8221;, metafora per ‘fughe dalla consapevolezza’, può aiutare ad assumere un atteggiamento diverso, piu&#8217; critico, verso la droga: &#8220;E&#8217; come se il pubblico, e cioè i ragazzi, stesse guardando un film nel quale scorre il primo tempo della sua vita. Poi il ragazzo, ospite di San Patrignano, dal palco racconta come sarà il secondo tempo se si prenderanno decisioni che portano sulla strada della droga&#8221;. E non è una bella prospettiva.<br />
A conferma di quanto detto, è intervenuta Eugenia, una delle protagoniste dello spettacolo, che, con il semplice racconto della sua storia, ha tenuto l’uditorio con il fiato sospeso, rendendoci partecipi di una tormentata vicenda che, nel suo caso, ha fortunatamente conosciuto un lieto fine.<br />
Lo spettacolo è in tour nazionale e rappresenta un momento di importante crescita individuale per ragazzi e genitori; sì, perché qualche ragazzo ha detto: ‘ma come, tutto questo ragionare di droga e poi quando vado a casa trovo i miei genitori seduti sul divano che si spinellano?’</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
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		<title>Il mio sguardo</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 18:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che cos’è la ‘normalità’? Questa la domanda che ha aperto la conviviale di martedì 9 marzo e che certamente risuonerà nella mente degli spettattori che il 22 aprile assisteranno, al Teatro Donizetti, allo spettacolo ‘IL MIO SGUARDO’. Di questo spettacolo/evento, promosso dal RC Romano di Lombardia e trasformatosi in un fondamentale service del gruppo orobico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/CIMG3240L.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-570" title="CIMG3240L" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/CIMG3240L-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a></div>
<p><em>Che cos’è la ‘normalità’?</em><br />
Questa la domanda che ha aperto la conviviale di martedì 9 marzo e che certamente risuonerà nella mente degli spettattori che il 22 aprile assisteranno, al Teatro Donizetti, allo spettacolo ‘<strong>IL MIO SGUARDO</strong>’.<br />
Di questo spettacolo/evento, promosso dal RC Romano di Lombardia e trasformatosi in un fondamentale service del gruppo orobico, sono venuti a parlarci i graditi ospiti: AG Fulvia Castelli; Luca Margnini  -  Presidente Commissione Distrettuale Pubbliche Relazioni; Oreste Castagna (regista, attore); Vera Vavassori (staff regia) e Silvia Barbieri (attrice, autrice e staff regia); Pietro Sparaco (fotografo); Francesco Crudo (cineoperatore); Sandro Gentile (masterizzazione CD); Cristina Moro (Commissione Pubbliche Relazioni RC Bergamo Ovest).</p>
<p>Cristina Moro, una delle principali coordinatrici dell’evento insieme a Fulvia Castelli e a Bianca Galli, ha dapprima  introdotto e presentato il service e la squadra di lavoro che lo ha reso possibile. L’evento, realizzato in collaborazione con l’associazione “Senzacca” di Bergamo e l’associazione “L’ancora” con sede a Cortenuova, nasce da un percorso comune svolto tra rotariani e disabili, sul tema appunto della ‘diversità’. Tale percorso culminerà nello spettacolo del 22 aprile, con l’obiettivo di rappresentare un momento di crescita individuale, oltre che sociale, e di offrire, con un linguaggio nuovo, un inedito punto di osservazione sul tema dell’Handicap: non più visto come diversità negativa ma come una risorsa, una positiva provocazione e un’opportunità di reciproco arricchimento.<br />
Saranno gli stessi ragazzi diversamente abili, diretti dalla sapiente regia di Oreste Castagna e del suo staff, i veri protagonisti della serata, insieme ad attori e personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport. L’evento sarà inoltre arricchito da un supporto video e da una mostra fotografica.</p>
<p>Il Teatro,quindi, come espresso da Silvia Barbieri, quale incontro tra esseri umani (cosa che del  resto coincide con la mission rotariana) per creare momenti di piccola grande felicità. Ricordando che ogni sguardo è diverso ed è in  grado di offrire una propria visione, un’angolazione, una propria totalità: quella totalità che è in ognuno di noi e che confrontandosi con la totalità di ogni altro diventa relatività, uno dei concetti più belli e potenti introdotti nel ‘900.</p>
<p>Oreste Castagna, rotariano oltre che regista e attore di successo, ha evidenziato la scelta d’amore che sta dietro questa operazione. L’amore: un sentimento e una forza che va ridefinito, continuamente rinnovato, riscoperto. Un’energia su cui compiere un vero e proprio investimento progettuale a tutto campo.</p>
<p>Come inoltre evidenziato da Luca Margnini, questo service rotariano rappresenta una sorta di progetto ‘pilota’, sperimentale, suscettibile di possibili aperture e sviluppi anche su larga scala, date le sue caratteristiche, l’importanza del tema, l’universalità del messaggio. Come dimenticare, infatti, che proprio dal singolo progetto di un club bergamasco (Treviglio) ha preso il via un’operazione a livello mondiale come la Polioplus?</p>
<p>Un appuntamento quindi da non perdere, quello con ‘IL MIO SGUARDO’&#8230;!</p>
<p>La serata è poi proseguita con altri aspetti di natura più interna:</p>
<ul>
<li>la comunicazione di una nuova giornata al Parco delle Cornelle, con famiglie, organizzata dall’Interact Club Bergamo il giorno  inserire data ;</li>
<li>la presentazione da parte del Presidente della corposa rassegna stampa locale e nazionale dell’evento ‘Tiepolo’;</li>
<li>l’annuncio della proposta di ingresso di due nuovi soci nel nostro club;</li>
<li>l’annuncio di una prossima visita alla Biblioteca Ambrosiana di Milano il giorno 17 aprile;</li>
<li>l’annuncio di una iniziativa, da parte dell’Incoming Alberto Longo, volta a facilitare la conoscenza e la ‘riconoscibilità’ tra loro dei soci del club, utile soprattutto ai nuovi soci in una prospettiva di allargamento del club.</li>
</ul>
<p>Alla prossima.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pratiche Filosofiche</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 18:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>
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		<description><![CDATA[Vi sono alcune circostanze, chiamiamole casuali se crediamo al ‘Caso’, in cui nel nostro percorso di vita vengono deposti dei ‘semi’. Piccoli, come tutti i semi, ma che se trovano condizioni adatte possono germogliare ed aprire nuovi orizzonti. La serata di martedì 2 marzo potrebbe essere stata una di queste occasioni: un relatore che all’ultimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/Gelmi-Tazzioli.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-566" title="Gelmi-Tazzioli" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/Gelmi-Tazzioli-300x227.jpg" alt="" width="300" height="227" /></a></div>
<p>Vi sono alcune circostanze, chiamiamole casuali se crediamo al ‘Caso’, in cui nel nostro percorso di vita vengono deposti dei ‘semi’. Piccoli, come tutti i semi, ma che se trovano condizioni adatte possono germogliare ed aprire nuovi orizzonti.</p>
<p>La serata di martedì 2 marzo potrebbe essere stata una di queste occasioni: un relatore che all’ultimo istante dà forfait per motivi di salute, un ospite che si improvvisa relatore, l’avvio di una serata inconsueta. Massimo Tazzioli è stato il gentilissimo ospite del nostro Presidente Luigi che, in emergenza, ha accettato di sostituire il Prof. Manara, introducendoci ad un tema inconsueto, quello delle ‘PRATICHE FILOSOFICHE’.<br />
Sembra quasi una contraddizione di termini, al nostro orecchio profano: ma come, che c’entra la filosofia con la pratica? La filosofia siamo stati abituati a concepirla, fin dai tempi della scuola, come teorizzazione, astrazione per eccellenza, pura elucubrazione mentale&#8230;</p>
<p>E poi, dico io, al massimo ci ricordiamo qualcosa di ‘storia della filosofia’, di personaggi che abbiamo studiato e di cui ci rimane a malapena appiccicata alla mente qualche ‘etichetta’: Platone quello delle ‘idee’ e della ‘caverna’, Socrate quello saggio che poveraccio l’hanno fatto fuori con la cicuta, Pitagora quello dei triangoli, Euclide anche lui coi teoremi, Parmenide con ‘l’essere immobile’ in contrasto con Eraclito col ‘panta rei-tutto scorre’ (e mettersi d’accordo?), Epicuro il godereccio, Zenone che faceva fare le gare ad Achille piè veloce con una tartaruga (bella forza), Seneca grande saggio che però se la faceva con gli imperatori pazzi (Caligola e Nerone), Kant che criticava tutto, ragion pura e ragion pratica, Hegel con la ‘fenomenologia’ (niente a che vedere con lo studio di Ronaldo do Brazil), e poi quei ‘romanticoni’ di Fichte e Schelling, e Marx che ha dato il la al comunismo con tutti gli annessi e connessi, Nietsche che credeva a Superman e ha dato spunto al fascismo con tutti gli annessi e connessi ecc. ecc. ecc.</p>
<p>Beh, a parte gli scherzi, secondo l’esperienza del nostro relatore la Filosofia, specialmente nell’antichità, non era affatto soltanto speculazione teorica ma, innanzitutto, pratica esistenziale, scelta di vita, ricerca di saggezza, che nasceva da un certo modo di vivere e si trasmetteva attraverso veri e propri esercizi spirituali.<br />
E, in molti casi, la Filosofia si poneva come una vera e propria terapia dell&#8217;esistenza e una cura dell&#8217;anima.</p>
<p>Questo aspetto pratico, concreto ha ‘folgorato’ il nostro relatore durante il periodo dei suoi studi universitari (laurea in Economia e Commercio, laurea in Scienza della Comunicazione, master in Filosofie orientali) nel momento in cui si è ‘imbattuto’ nell’esame di ‘pratiche filosofiche’, che ha indirizzato la sua vita e la successiva attività professionale. Fino a fargli intraprendere la professione di ‘counseler filosofico’ sull’onda degli insegnamenti del francese Pierre Hadot e dell’italiano Romano Madera.</p>
<p>Approccio interessante, soprattutto in questa nostra cosiddetta epoca dell’incertezza, della fluidità, dell’accelerazione, della fine della modernità e la presenza della post-modernità.<br />
Ecco due ‘semi’ lanciati da Tazzioli quali ‘esempio veloce’ di esercizi di ‘pratiche filosofiche’:<br />
a)il restare ‘nel presente’<br />
b)il ‘vedere le cose dall’alto’.<br />
Nell’esperienza del nostro relatore, la consapevolezza profonda ed esperienziale di questi principi/esercizi, sono stati determinanti. Ma si tratta di un atteggiamento, una pratica che va costruita con impegno e passione.</p>
<p>Chiaramente, dietro queste due semplici principi si cela un mondo, un universo; sono implicati il pensiero e l’insegnamento di millenni, di maestri, filosofie, tradizioni spirituali occidentali ed orientali. E, di fatto, è inutile nascondersi che l’affacciarsi con profondità sull’orlo dell’abisso di questi temi potrebbe dare le vertigini: implica infatti volontà, approfondimento, conoscenza di sé ed esplorazione del proprio rapporto con l’esistenza e con l’universo. Roba da ‘entronauti’&#8230;</p>
<p>Riporto da uno scritto di Romano Madera, recuperato da Internet:<br />
“Basta un attimo solo per rendere la vita degna di essere vissuta. Non un attimo di piacere isolato, ma un attimo capace di imprimere un senso, di regalare una prospettiva. Ci sono istanti che non passano, forti e pregnanti al punto da non essere eliminati: sono centri di luce. Nella vita ce ne sono, come i momenti di commozione, o di illuminazione intellettuale, o di riconoscimento del dolore.” E ancora: “Spesso, invece, siamo ciechi o paralizzati o inerti, e non ci accorgiamo di nulla. Bisogna aprire la testa, gli occhi, il cuore. Solo in questi attimi presenti possiamo trovare un senso alla vita ed espanderci.”</p>
<p>E da Pierre Hadot: “Ogni attimo ha un valore infinito perché rappresenta l’eternità nella sua interezza. Occorre ac­cettare e amare la metamorfosi dell’essere per ritrovarsi uni­ti al divino che è nell’esistenza.”</p>
<p>Quindi, aggiungerei, il ‘presente’ come fatto dinamico, non statico o avulso dal ‘passato’ o dal ‘futuro’: qualcosa che cambia in chiave esperienziale, in funzione dell’intensità di consapevolezza, di ‘presenza’ a noi stessi che sappiamo raggiungere. Ogni attimo come potenziale scrigno di tesori nascosti, che si rivelano quando siamo pronti e disposti a riceverli. Nel tempo di un respiro. L’Attimo con la A maiuscola, quello dei mistici e dei poeti. E adesso anche dei filosofi.</p>
<p>Semi, si diceva. Che prima ti stimolano, ti interrogano e fanno sorgere domande ed obiezioni, come quelle, importanti, che sono uscite nel corso della serata. Tipo: ‘ma restare nel presente significa condannarsi all’immobilismo’? E perché restare nel presente se il presente è brutto?’ Oppure ‘è meglio parlare di qui e ora o di sempre e ovunque?’ Semi, che poi possono attecchire e continuare a farci chiedere ‘ma come si fa, cosa vuol dire, cos’è questa storia dello ‘stare nel presente’, forse vale proprio la pena provarci’?</p>
<p>E, aggiungiamo, se questa diventa una domanda pressante, magari si aprono nuovi orizzonti. E possono avviarsi anche strani meccanismi virtuosi, che hanno a che fare con cose ancora oggi ‘misteriose’ ma che sono entrate da tempo nel campo dell’indagine psicologica e scientifica. Tanto per dirne alcune: le sincronicità di Jung, l’entanglement della fisica quantistica (che stabiliscono rapporti fra cose e situazioni indipendenti da spazio e tempo), i rapporti energia-pensiero-materia che hanno avuto inizio con Einstein e che stanno aprendo scenari al di là dell’immaginabile&#8230; E così si potrebbe pure aprire qualche spiraglio di comprensione sul perché, secondo quanto affermato in apertura dal nostro relatore, ‘quando ci si pone intensamente nel presente, in atteggiamento di accettazione, di fiducia e di apertura, le cose spontaneamente prendono una piega diversa e i frutti cadono da soli’.</p>
<p>Forse vale la pena provarci.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
<p><em>Letture consigliate:<br />
Eckhart Tolle &#8211; Il potere di adesso – Armenia<br />
Eckhart Tolle &#8211; Un nuovo mondo &#8211; Mondadori<br />
Pierre Hadot &#8211; Che cos’è la filosofia antica? &#8211; Einaudi<br />
Romano Madera &#8211; La filosofia come terapia dell&#8217;esistenza &#8211; Mondadori<br />
</em></p>
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		<title>La sindrome di Charcot Marie Tooth non può spegnere la vita</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 18:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
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		<description><![CDATA[Alla conviviale del 26 gennaio abbiamo avuto la gradita presenza di due ospiti d’eccezione: la D.ssa Marina Garcea Bettoni e il Prof. Davide Pareyson, che ci hanno portato a conoscenza della sindrome di Charcot Marie Tooth. La malattia è classificata come rara dal Ministero della Salute, ma così rara non è, dato che rappresenta la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright">
<div id="attachment_523" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/01/Gelmi_Bettoni_Pareyson.jpg"><img class="size-medium wp-image-523" title="Gelmi_Bettoni_Pareyson" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/01/Gelmi_Bettoni_Pareyson-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Gli ospiti della serata con Luigi Gelmi</p></div>
</div>
<p>Alla conviviale del 26 gennaio abbiamo avuto la gradita presenza di due ospiti d’eccezione: la <strong>D.ssa Marina Garcea Bettoni</strong> e il <strong>Prof. Davide Pareyson</strong>, che ci hanno portato a conoscenza della sindrome di <strong>Charcot Marie Tooth</strong>. La malattia è classificata come <em>rara</em> dal Ministero della Salute, ma così <em>rara</em> non è, dato che rappresenta la più diffusa tra quelle neurologiche ereditarie, con 1 caso di insorgenza ogni 2.500 persone.</p>
<p>Secondo quanto presentato dall’esposizione del Prof. Pareyson, si tratta di una malattia progressiva che può portare ad esiti completamente differenti: da lievi variazioni nelle capacità motorie all&#8217;atrofizzazione degli arti (che arrivano ad assumere una caratteristica forma assottigliata) con una serie di effetti correlati, da difficoltà di deambulazione e dolori muscolari fino alla necessità permanente di sedia a rotelle. Non essendo ancora disponibile una cura medica risolutiva, l&#8217;unica terapia attualmente in grado di migliorare le prestazioni funzionali (es. deambulazione, prensione) dei soggetti affetti da CMT è la riabilitazione.</p>
<div class="imgright">
<div id="attachment_525" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/01/Marina_Garcea_Bettoni.jpg"><img class="size-medium wp-image-525" title="Marina_Garcea_Bettoni" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/01/Marina_Garcea_Bettoni-300x246.jpg" alt="" width="300" height="246" /></a><p class="wp-caption-text">La dott.ssa Marina Garcea Bettoni</p></div>
</div>
<p>Il trattamento riabilitativo della CMT consiste in una serie di interventi, conservativi e talora chirurgici, effettuati da diverse figure professionali (tecnico ortopedico, fisioterapista, ergoterapista, psicologo, chirurgo ortopedico) coordinate da un medico fisiatra esperto in malattie neuromuscolari. Purtroppo solo di recente, e grazie all&#8217;associazione ACMT-RETE, la sindrome di Charcot Marie Tooth è stata oggetto di studi diretti a comprendere i meccanismi biomeccanici responsabili della menomazione funzionale e ad elaborare un protocollo di trattamento riabilitativo basato sulla gravità, tipicamente variabile, della malattia. Pertanto, esistono ancora notevoli difficoltà per i malati a trovare riabilitatori esperti in questa malattia.</p>
<p>Illuminante la testimonianza offerta dalla D.ssa Marina Garcea Bettoni, la quale, pur afflitta dalla malattia, è infaticabile promotorice della ACMT-RETE, associazione che con la sua azione promuove la conoscenza della malattia, favorisce il contatto fra le persone da essa affette e contribuisce all’opera di ricerca scientifica (<a href="http://www.acmt-rete.it" target="_blank">www.acmt-rete.it</a>).</p>
<p>La D.ssa Garcea Bettoni, che è stata anche testimonial di un recente intervento Telethon di cui abbiamo apprezzato un documento video, con una serena testimonianza ha raccontato la sua toccante esperienza personale, che, dal giorno della diagnosi della malattia all’età di 21 anni, superando ostacoli e paure grazie all’entusiasmo e alla gioia di vivere (e alla fondamentale vicinanza del marito Dario), l’ha portata oggi ad essere una vera e propria <em>ambasciatrice</em> nazionale della ACMT-RETE.<br />
In particolare ci ha descritto l’iniziativa di raccolta fondi che ha visto protagonisti i… bottoni. Questi umili accessori del nostro abbigliamento rappresentano uno dei principali ostacoli per le persone affette dalla CMT: l’atrofizzazione dei muscoli delle mani comporta infatti, in molti casi, la quasi impossibilità di compiere la (normalmente) semplice operazione di infilare il bottone nell’asola. L’idea geniale delle <em>Amiche per la vita</em>, è stata pertanto quella di trasformare il bottone da nemico ad alleato: raccogliendo campionari e fondi di magazzino dai tanti importanti bottonifici presenti sul nostro territorio ed aggiungendo quel tanto di creatività, fantasia ed impegno, sono state realizzate collane, bracciali, ornamenti vari fatti proprio di bottoni. L’operazione, da una iniziale fase sperimentale, si è ben presto evoluta, fino a consentire la presenza di stand di vendita in diversi mercatini e situazioni promozionali, che hanno consentito la raccolta di significative cifre da destinare alla ricerca.<br />
E’ stata una serata di consapevolezza ed incitamento alla vita in qualunque condizione di difficoltà, al termine della quale il Presidente Luigi Gelmi ha voluto omaggiare i nostri ospiti con la medaglia del club quale piccolo segno di ringraziamento per la loro instancabile attività a favore della comunità.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
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		<title>Il Rotary e l&#8217;Alfabetizzazione</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 20:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Service]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Se la Polioplus è il &#8216;grande tema&#8217; del Rotary a livello internazionale, l&#8217;Alfabetizzazione lo è certamente in ambito distrettuale. E non solo. Questa la premessa a tutti gli appassionati discorsi ascoltati ieri sera all&#8217;Antica Perosa, nel corso di una partecipata serata interclub con il RC Sarnico Valle Cavallina. Renato Cortinovis e Antonio Bernardini, rispettivamente presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><img class="alignnone size-medium wp-image-451" style="margin:0px; padding:0px" title="Luigi Gelmi e Antonio Bernardini" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/11/CIMG2957-L-300x268.jpg" alt="Luigi Gelmi e Antonio Bernardini" width="300" height="268" /></div>
<p>Se la Polioplus è il &#8216;grande tema&#8217; del Rotary a livello internazionale, <strong>l&#8217;Alfabetizzazione</strong> lo è certamente in ambito distrettuale. E non solo.<br />
Questa la premessa a tutti gli appassionati discorsi ascoltati ieri sera all&#8217;Antica Perosa, nel corso di una partecipata serata interclub con il RC Sarnico Valle Cavallina.<br />
<strong>Renato Cortinovis</strong> e <strong>Antonio Bernardini</strong>, rispettivamente presidente e consigliere della Commissione Distrettuale Alfabetizzazione, ci hanno ampiamente aggiornato su motivazioni, opportunità, iniziative, necessità di questo fondamentale progetto rotariano, nato, per inciso, circa dieci anni fa in ambito orobico, proprio come il progetto Polioplus.</p>
<p>Il service &#8216;Alfabetizzazione&#8217; ebbe origine dall&#8217;esigenza di <em>inventarsi</em> delle modalità di supporto linguistico agli immigrati nella nostra regione che, nella quasi totalità, arrivavano in Italia senza avere nemmeno la basilare conoscenza della lingua italiana, incontrando pertanto formidabili ostacoli nei confronti di un’indispensabile integrazione. Dai primi tempi molti passi sono stati svolti, soprattutto grazie alla pubblicazione e alla diffusione di un consistente numero di libri. I volumetti sono stati dedicati dapprima alle basilari necessità di apprendimento della lingua italiana, per poi ampliare il proprio orizzonte fino a sviluppare veri e propri manuali linguistici relativi a vari mestieri (falegnameria, meccanica, settore del marmo, agricoltura, badanti, ascensoristi, sartoria) e tematiche riguardanti salute, prevenzione, antinfortunistica, e il rapporto in generale con il nostro sistema sanitario.<br />
Le lingue in cui sono tradotti tutti i testi sono dieci, inclusi arabo, cinese e russo.</p>
<p>L&#8217;azione della Commissione si è via via sviluppata in direzione del coinvolgimento di un sempre crescente numero di aziende, scuole, questure, asl, centri di educazione, centri accoglienza, cooperative, onlus ecc. Data la rilevantissima, e ormai insostituibile, presenza di lavoratori stranieri nelle nostre comunità, nelle imprese, nelle nostre famiglie, si comprendono immediatamente potenzialità e valore assunti nel tempo da un&#8217;iniziativa di questo genere. Il Rotary è così diventato un partner d’eccellenza in questo settore per le pubbliche amministrazioni, prima di tutte la Regione Lombardia.</p>
<p>Un ruolo importante e in continuo sviluppo è stato svolto dal sito internet <a title="Collegamento al sito Alfabetizzazione.it" href="http://www.alfabetizzazione.it" target="_blank">www.alfabetizzazione.it</a>. Il sito, oggi in fase di potenziamento, si è caratterizzato soprattutto per le potenzialità di diffusione dell&#8217;iniziativa in ambito extra regionale e per l’accessibilità ai suoi contenuti di natura immediata, flessibile, aggiornabile.</p>
<p>Quali sono le necessità odierne e quale la direzione di sviluppo del progetto? Il service ha ormai assunto un peso rilevante in ambito sociale: a detta dei nostri relatori, la crescita futura passa innanzitutto attraverso la partecipazione attiva di tutti i singoli Rotary Club, volta alla diffusione dell&#8217;iniziativa e dei materiali, oltre che alla creazione di nuovi contatti e all’individuazione di ulteriori necessità/opportunità. Una prima attività pratica sarà il supporto da offrire ad una nuova produzione: un libretto di circa 20 pagine, rivolto soprattutto alle mamme di bambini stranieri, che illustri le basilari norme di convivenza nell&#8217;ambito delle scuole e, in generale, nella nostra società. Si intende diffondere tale pubblicazione, che ha già avuto l&#8217;imprimatur del Direttore Generale dell’ufficio Regionale Scolastico, in tutte le scuole elementari della Lombardia.</p>
<p>Particolare attenzione, oltre alla realizzazione di nuovi testi, sarà inoltre rivolta alle varie forme di <em>esportazione</em> del progetto generale, in ambito interdistrettuale ma anche internazionale, in quanto il nostro Distretto risulta essere il più ‘attrezzato’ e ‘dedicato’ al tema dell’alfabetizzazione.</p>
<p>Il partecipato dibattito che ha seguito le relazioni ha visto numerosi interventi, fra cui quello di Pietro Moioli e Luigi Nusiner, impegnati direttamente nell’ambito del progetto. Al termine della serata il caloroso saluto e il ringraziamento a relatori e partecipanti da parte di Luigi Gelmi ed Emilio Gueli, rispettivamente presidente del RC Bergamo Nord e del RC Sarnico Valle Cavallina.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>

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			<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/alfabetizzazione_200911/CIMG2948 L.jpg" title="Il presidente della Commissione Distrettuale per l'Alfabetizzazione Renato Cortinovis." class="shutterset_set_10" >
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			<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/alfabetizzazione_200911/CIMG2949 L.jpg" title="Ottimo successo di presenze per la serata" class="shutterset_set_10" >
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			<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/alfabetizzazione_200911/CIMG2952 L.jpg" title="Antonio Bernardini durante la sua relazione" class="shutterset_set_10" >
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			<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/alfabetizzazione_200911/CIMG2962 L.jpg" title="I presidenti dei due Club" class="shutterset_set_10" >
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		<title>Maltrattamenti in famiglia ed abusi sui minori</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 20:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblico delle grandi occasioni martedì sera all&#8217;Antica Perosa. Né poteva essere diversamente, data la presenza di un relatore quale la D.ssa Carmen Pugliese. Sostituto Procuratore del tribunale di Bergamo, la D.ssa Pugliese rappresenta uno dei magistrati più attivi e competenti a livello nazionale in tema di lotta agli abusi sessuali su minori. E proprio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/10/Carmen_Pugliese.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-409" title="Carmen_Pugliese" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/10/Carmen_Pugliese.jpg" alt="Carmen_Pugliese" width="370" height="277" /></a></div>
<p>Pubblico delle grandi occasioni martedì sera all&#8217;Antica Perosa. Né poteva essere diversamente, data la presenza di un relatore quale la <strong>D.ssa Carmen Pugliese</strong>.<br />
Sostituto Procuratore del tribunale di Bergamo, la D.ssa Pugliese rappresenta uno dei magistrati più attivi e competenti a livello nazionale in tema di lotta agli abusi sessuali su minori.</p>
<p>E proprio di un argomento difficile e delicato, quale &#8220;maltrattamenti in famiglia e abusi su minori&#8221;, ci ha parlato la nostra ospite, con piglio deciso, a tratti necessariamente crudo e volutamente provocatorio. L&#8217;esordio è stato parzialmente rassicurante: per quanto il tema sia di estrema gravità e forte impatto sull&#8217;opinione pubblica, non è vero che l&#8217;abuso sessuale sui minori sia un fenomeno in crescita quantitativa. Quello che cresce è, invece, la sua &#8216;emersione&#8217;; in altre parole, si registra un sempre maggiore numero di casi che non rimangono sotterranei, ma vengono portati a conoscenza della magistratura, rendendo pertanto possibile un intervento. Certo, gli scenari aperti da questa maggiore visibilità del fenomeno sono inquietanti e spesso raccapriccianti, coinvolgendo spesso addirittura bambini in giovanissima età (si parla addirittura di due-tre anni…). Dal punto di vista degli inquirenti, si tratta di un terreno di indagine di grande complessità e delicatezza, in cui la vittima deve essere tutelata al massimo, per evidenti ragioni di natura psicologica e&#8230; familiare. Già, perché la grande maggioranza dei casi di abuso sessuale sui minori avviene, in modo sconcertante, proprio fra le pareti domestiche. Le indagini devono tenere conto di una molteplicità di<br />
fattori, a partire dalla stessa fase iniziale di &#8216;emersione&#8217; del problema, che avviene con modalità diverse rispetto ai casi che riguardano gli adulti. Per ovvie ragioni, infatti, il minore non parla apertamente di quanto gli è capitato, ma la sua denuncia avviene, indirettamente, attraverso dei &#8216;segni&#8217;: mutamenti di carattere, presenza di atti di violenza, di manifestazioni sessuali anomale. Occorre pertanto che siano gli adulti a saper leggere i segni, per poi portarli all&#8217;attenzione dell’autorità giudiziaria.</p>
<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/10/Sala.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-411" title="Sala" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/10/Sala.jpg" alt="Sala" width="376" height="267" /></a></div>
<p>Nel caso di abusi in famiglia, sono in genere le altre agenzie educative (principalmente scuole e servizi sociali) ad accorgersi di un problema e a segnalarlo agli inquirenti;<br />
in caso di abusi esterni (singoli, comunità varie, società sportive ecc.) le segnalazioni vengono invece principalmente da parte delle famiglie.</p>
<p>Ma cosa succede quando viene segnalato un abuso? Iniziano le indagini, ma è difficile interrrogare un minore, tanto più quanto questi è in tenera età. Se il bimbo è piccolo, si inizia pertanto ad agire sull&#8217;ambiente a lui circostante, per poi coinvolgerlo direttamente. Si tratta comunque un campo d&#8217;azione molto particolare, che richiede tanta semplicità e pazienza: si deve entrare in rapporto empatico con il minore, guadagnandone a poco a poco la fiducia, nel rispetto totale della sua psicologia e della personalità in formazione. Il pubblico  Ministero deve poi, di fatto, interagire col &#8216;sistema&#8217; giudiziario: il meccanismo di costruzione delle prove e la prassi giudiziaria sono infatti quelle necessariamente comuni a tutti i tipi di reato. Poiché, tuttavia, non è consigliabile che il minore finisca in tribunale a testimoniare, la legge prevede il meccanismo del cosiddetto &#8216;incidente probatorio&#8217;. Il minore viene interrogato, in una stanza, in compagnia di uno psicologo/assistente; in una sala separata assistono in collegamento-video il giudice e il pubblico ministero. L&#8217; imputato, con il suo avvocato, si trova in altra postazione videocollegata. Si evita così, assai opportunamente, il passaggio della testimonianza in tribunale. A proposito delle testimonianze dei minori, ha precisato la d.ssa Pugliese, si sente spesso l’opinione che questi siano testimoni &#8216;minorati&#8217; rispetto agli adulti, cioè di scarsa attendibilità. Niente di più falso: spesso il minore possiede una logica migliore, più stringente, dell’adulto, dato che egli stesso esige dall&#8217;interlocutore risposte precise e adeguate alla situazione. Occorre aggiungere che quello del riscontro alle testimonianze o denunce, sia per abusi sessuali su minori che, in generale, per maltrattamenti, è un tema estremamente delicato. Spesso ci si trova di fronte a casi di violenza sui figli inventati di sana pianta, prevalentemente in casi di separazione coniugale, da parte di un coniuge che tenta di &#8216;incastrare&#8217; l&#8217;altro a proprio vantaggio. Occorre allora porre estrema attenzione alle terminologie usate dal minore, per rilevarne eventuali artefazioni. Ma chi è in realtà il pedofilo? Non ha connotazioni né fisiognomiche, né di ceto sociale, né di altra natura. Non è possibile escludere a priori una persona in quanto &#8216;buon padre di famiglia&#8217; o ‘serio professionista&#8217;, come viene spesso rilevato dai mass media per puri fini spettacolari; la &#8216;malattia&#8217; può fare parte del patrimonio genetico di chiunque.</p>
<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/10/Carmen_Pugliese_Luigi_Gelmi.jpg"><img src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/10/Carmen_Pugliese_Luigi_Gelmi.jpg" alt="Carmen_Pugliese_Luigi_Gelmi" title="Carmen_Pugliese_Luigi_Gelmi" width="385" height="274" class="alignnone size-full wp-image-412" /></a></div>
<p>Restando in tema di mass media, inoltre, la D.ssa Pugliese ha sollecitato tuttavia gli strumenti di informazione a non creare &#8216;psicosi&#8217; sul tema: altrimenti si finisce per riscontratre drammatiche assurdità, come il sospettare di un nonno che fa un&#8217;amorevole carezza al nipotino&#8230;! A proposito di chi sostiene, inoltre, che le pene per i reati di abuso sessuale su minori vadano inasprite, la relatrice ha assicurato che il problema non risiede nella maggiore severità, ma nella necessità di assicurare che le pene vengano effettivamente scontate. Cosa che, per vari motivi, spesso non accade. Al termine della relazione si è svolto un vivace dibattito; nel corso delle varie risposte la D.ssa Pugliese ha sottolineato il suo ruolo di operatrice ‘sul campo’, poco incline alle teorizzazioni astratte e molto attenta alla rigorosa applicazione della legge.</p>
<p>In conclusione della serata, quale sentito ringraziamento per la preziosa testimonianza, il presidente Luigi Gelmi ha offerto alla nostra gentile relatrice la medaglia del Club.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
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