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	<title>Rotary Club Bergamo Nord &#187; relazioni</title>
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	<description>Servire al di sopra di ogni interesse personale</description>
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		<title>Incontro con Vittorio Feltri</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 18:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Relazioni dei Soci]]></category>
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		<description><![CDATA[Si dice che in genere al Rotary non si parla di politica, perlomeno non nelle occasioni formali. Ma quando ospite e relatore della conviviale è un personaggio come Vittorio Feltri (socio onorario del nostro Club) e il tema dell’incontro è ‘a sorpresa’, è difficile pensare che la conversazione si svolga su un piano ‘asettico’&#8230; E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/CIMG3363-2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-587" title="Vittorio Feltri" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/CIMG3363-2-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" /></a></div>
<p>Si dice che in genere al Rotary non si parla di politica, perlomeno non nelle occasioni formali.</p>
<p>Ma quando ospite e relatore della conviviale è un personaggio come Vittorio Feltri (socio onorario del nostro Club) e il tema dell’incontro è ‘a sorpresa’, è difficile pensare che la conversazione si svolga su un piano ‘asettico’&#8230;</p>
<p>E così, infatti, non è stato martedì 13 aprile all’Antica Perosa. D’improvviso ha fatto irruzione al Rotary l’attualità politica, con le sue forme più o meno colorite, e sono ‘girati’ concetti e temi comuni a molte platee, specie giornalistiche e televisive, ma abbastanza insoliti nel contesto rotariano.</p>
<p>Ora, come rendere conto di tutto ciò in modo esaustivo e corretto in un articolo di bollettino?<br />
Qual è in questo caso il compito di un ‘bollettinaro’? Dovere di cronaca? Generalizzazione? To be ‘politically correct’? That’s the problem.</p>
<p>Bene, poiché una scelta si impone, l’occasione della presenza di uno dei principali giornalisti nazionali potrebbe ispirare proprio un approccio di tipo ‘cronaco-giornalistico’: si tratterebbe cioè di sintetizzare, in modo neutro e il più fedele possibile, i principali concetti espressi dal nostro relatore; segnalando però, come esperimento, quando la cosa giornalisticamente fa ‘notizia’ e quando no. Proviamo. Ecco gli ‘estratti’.</p>
<p>“In Italia la politica non esiste più. Ci si divide solo in berlusconiani e antiberlusconiani, che non si parlano e non si ascoltano. Si parla solo di ostilità reciproche e non delle ‘cose’. Si discute di escort, scandali, ragazze e non dei problemi degli italiani.” (NON-NOTIZIA)</p>
<p>“Berlusconi parla da sedici anni della riforma della giustizia ma non la fa mai. Oggi non gli importa più ‘governare’: tutti i suoi sforzi vanno nel ‘mettersi nelle condizioni’ di potere governare, quindi di non subire i processi. Per cui ecco lodo Alfano, legittimo impedimento ecc.” (NOTIZIA)</p>
<p>“La sinistra non vuole che Berlusconi governi perché vuole governare lei senza vincere le elezioni. E quando le vince, poi non è in grado di governare perché non va d’accordo al suo interno.” (NON-NOTIZIA)</p>
<p>“Prodi è vivo” (NOTIZIA)</p>
<p>“Almeno, una volta la sinistra aveva un’ideologia, un modello di società. Oggi i pensatori della sinistra sono i comici.” (NOTIZIA)</p>
<p>“Gli italiani hanno capito che andare a votare non serve a niente perché poi ci si ritrova ancora nella stessa condizione di ‘berlusconi e antiberlusconi’ e non cambia niente” (NOTIZIA)</p>
<p>“I programmi televisivi di intrattenimento politico perdono ascolto, anche perché la gente è stufa di sentire sempre le stesse cose e vedere sempre le stesse facce: ad esempio a ‘Porta a porta’ ci sono sempre la Bindi, Fassino, La Torre” (NOTIZIA)</p>
<p>“In questi giorni si parla insistentemente dI ‘riforme’, perché ci saranno tre anni senza campagne elettorali. Ma le riforme non si faranno: in particolare  non si farà mai un federalismo fiscale autentico e rigoroso, come lo vuole la Lega, perché si creerà in parlamento uno schieramento trasversale di parlamentari del sud che lo renderà impossibile.” (NOTIZIA)</p>
<p>“Consoliamoci con il fatto che più la politica si disinteressa di noi e meglio vanno le cose. L’Italia risolve da sola i suoi problemi e va avanti lo stesso, nonostante la politica” (NON-NOTIZIA)</p>
<p>“Prodi ha fatto l’IRAP. Berlusconi ha detto che la voleva abolire immediatamente, ma poi ha visto che non era possibile perché sarebbero mancate delle entrate allo Stato. E senza l’IRAP non sarebbe riuscito a pagare la Sanità. Ma non gli viene in mente che la spesa sanitaria si può riordinare, e non tagliare a capocchia.” (NOTIZIA)</p>
<p>“Siamo l’unico Paese in cui si va in pensione prima dei 65 anni. Angeletti e Bonanni (UIL e CISL) hanno fatto un patto con Sacconi (Welfare) e Tremonti in questo senso. A Berlusconi non interessa niente perché tanto lui non va in pensione. (NOTIZIA)</p>
<p>“Andrebbero aboliti gli ordini professionali perché creano impedimento per i ragazzi a svolgere delle professioni.” (NOTIZIA)</p>
<p>“Fini contraddice sempre Berlusconi: si è convinto di essere diventato un progressista e vorrebbe sostituire Berlusconi, ma non ha i voti. Se dovesse ‘mancare’ anche Berlusconi non ci sarebbe proprio più niente.” (NON-NOTIZIA)</p>
<p>“A Berlusconi non importa niente di chi sarà il suo successore, anche perché è convinto di vivere fino a centoventi anni” (NON-NOTIZIA)</p>
<p>“Lo Stato italiano è indubbiamente povero, ma gli italiani sono ricchi perché non pagano le tasse (il 50% denuncia meno di 15.000 euro lordi all’anno)” (NON-NOTIZIA)</p>
<p>“In Italia viviamo tutti ancora esattamente come cinque anni fa. Siamo riusciti a sopravvivere ad una crisi spaventosa: per merito degli italiani, quelli che lavorano ancora, e non per merito di Berlusconi, che non ha fatto niente.” (NOTIZIA)</p>
<p>Risposta a domanda del pubblico: “Fra vent’anni non ci ricorderemo di nessuno degli attuali politici; solo di Berlusconi, perché nel ’94 ha sconfitto i comunisti e per i fatti di donne, escort ecc. Non certo per come ha governato il Paese. E’ bravissimo solo nelle emergenze (rifiuti di Napoli, terremoto Abruzzo).” (NOTIZIA)</p>
<p>Risposta a domanda del pubblico: “I nostri figli, nel futuro, si arrangeranno benissimo. Gli italiani avranno sempre la capacità di inventarsi qualche cosa. Noi siamo andati avanti nonostante la Democrazia Cristiana, Prodi, Berlusconi, berlusconiani e antiberlusconiani. Certo la scuola deve essere decente e vanno recuperate un po’ di educazione e buone maniere. Ricordiamoci che siamo passati anche attraverso gli anni di piombo&#8230; All’estero stanno molto peggio di noi. Noi viviamo bene e abbiamo una qualità della vita altissima.” (NOTIZIA)</p>
<p>Risposta a domanda del pubblico: “I quotidiani, come veicolo di informazione, oggi contano molto poco, e i grandi quotidiani nazionali sono in forte calo di vendite. Contano molto di più la televisione e Internet; i giornalisti sempre più spesso si rivolgono a Internet per le notizie, e le stesse notizie si verificano sempre di meno &#8230; L’informazione sarà sempre peggiore. E si va per schieramenti: i muri sono eretti anche dai giornali, perché in un Paese che si basa sul conflitto tra berlusconiani e antiberlusconiani, bisogna essere per forza ‘schierati’, altrimenti non sei niente e nessuno. La Repubblica è un giornale partigiano, come lo è anche il mio. Con la differenza che La Repubblica finge di essere ‘chic’, o ‘politicamente corretta’, come la sinistra in generale, che non ha più riferimenti. Non che la destra stia meglio, ma almeno non finge di essere quello che non è.” (NOTIZIA)</p>
<p>Rispondendo a domanda del pubblico: “Non consiglio di fare il mestiere del giornalista. Oggi i giornalisti sono solo degli impiegati, oltretutto mal pagati. Quanto a Marco Travaglio, è vero che ha lavorato per il Giornale e, pur non condividendone le opinioni, dico che tecnicamente è bravissimo. Adesso ha trovato e sfrutta il filone dell’antiberlusconismo, che gli rende parecchio.” (NOTIZIA)</p>
<p>“Il Rotary ha migliorato la qualità culinaria.” (NOTIZIA)</p>
<p>Al termine della serata il presidente Luigi Gelmi ha ringraziato il nostro ospite al quale ha offerto i tradizionali doni rotariani. (NON-NOTIZIA)</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
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		<title>Il mio sguardo</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 18:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuori Sede]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
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		<description><![CDATA[Che cos’è la ‘normalità’? Questa la domanda che ha aperto la conviviale di martedì 9 marzo e che certamente risuonerà nella mente degli spettattori che il 22 aprile assisteranno, al Teatro Donizetti, allo spettacolo ‘IL MIO SGUARDO’. Di questo spettacolo/evento, promosso dal RC Romano di Lombardia e trasformatosi in un fondamentale service del gruppo orobico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/CIMG3240L.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-570" title="CIMG3240L" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/CIMG3240L-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a></div>
<p><em>Che cos’è la ‘normalità’?</em><br />
Questa la domanda che ha aperto la conviviale di martedì 9 marzo e che certamente risuonerà nella mente degli spettattori che il 22 aprile assisteranno, al Teatro Donizetti, allo spettacolo ‘<strong>IL MIO SGUARDO</strong>’.<br />
Di questo spettacolo/evento, promosso dal RC Romano di Lombardia e trasformatosi in un fondamentale service del gruppo orobico, sono venuti a parlarci i graditi ospiti: AG Fulvia Castelli; Luca Margnini  -  Presidente Commissione Distrettuale Pubbliche Relazioni; Oreste Castagna (regista, attore); Vera Vavassori (staff regia) e Silvia Barbieri (attrice, autrice e staff regia); Pietro Sparaco (fotografo); Francesco Crudo (cineoperatore); Sandro Gentile (masterizzazione CD); Cristina Moro (Commissione Pubbliche Relazioni RC Bergamo Ovest).</p>
<p>Cristina Moro, una delle principali coordinatrici dell’evento insieme a Fulvia Castelli e a Bianca Galli, ha dapprima  introdotto e presentato il service e la squadra di lavoro che lo ha reso possibile. L’evento, realizzato in collaborazione con l’associazione “Senzacca” di Bergamo e l’associazione “L’ancora” con sede a Cortenuova, nasce da un percorso comune svolto tra rotariani e disabili, sul tema appunto della ‘diversità’. Tale percorso culminerà nello spettacolo del 22 aprile, con l’obiettivo di rappresentare un momento di crescita individuale, oltre che sociale, e di offrire, con un linguaggio nuovo, un inedito punto di osservazione sul tema dell’Handicap: non più visto come diversità negativa ma come una risorsa, una positiva provocazione e un’opportunità di reciproco arricchimento.<br />
Saranno gli stessi ragazzi diversamente abili, diretti dalla sapiente regia di Oreste Castagna e del suo staff, i veri protagonisti della serata, insieme ad attori e personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport. L’evento sarà inoltre arricchito da un supporto video e da una mostra fotografica.</p>
<p>Il Teatro,quindi, come espresso da Silvia Barbieri, quale incontro tra esseri umani (cosa che del  resto coincide con la mission rotariana) per creare momenti di piccola grande felicità. Ricordando che ogni sguardo è diverso ed è in  grado di offrire una propria visione, un’angolazione, una propria totalità: quella totalità che è in ognuno di noi e che confrontandosi con la totalità di ogni altro diventa relatività, uno dei concetti più belli e potenti introdotti nel ‘900.</p>
<p>Oreste Castagna, rotariano oltre che regista e attore di successo, ha evidenziato la scelta d’amore che sta dietro questa operazione. L’amore: un sentimento e una forza che va ridefinito, continuamente rinnovato, riscoperto. Un’energia su cui compiere un vero e proprio investimento progettuale a tutto campo.</p>
<p>Come inoltre evidenziato da Luca Margnini, questo service rotariano rappresenta una sorta di progetto ‘pilota’, sperimentale, suscettibile di possibili aperture e sviluppi anche su larga scala, date le sue caratteristiche, l’importanza del tema, l’universalità del messaggio. Come dimenticare, infatti, che proprio dal singolo progetto di un club bergamasco (Treviglio) ha preso il via un’operazione a livello mondiale come la Polioplus?</p>
<p>Un appuntamento quindi da non perdere, quello con ‘IL MIO SGUARDO’&#8230;!</p>
<p>La serata è poi proseguita con altri aspetti di natura più interna:</p>
<ul>
<li>la comunicazione di una nuova giornata al Parco delle Cornelle, con famiglie, organizzata dall’Interact Club Bergamo il giorno  inserire data ;</li>
<li>la presentazione da parte del Presidente della corposa rassegna stampa locale e nazionale dell’evento ‘Tiepolo’;</li>
<li>l’annuncio della proposta di ingresso di due nuovi soci nel nostro club;</li>
<li>l’annuncio di una prossima visita alla Biblioteca Ambrosiana di Milano il giorno 17 aprile;</li>
<li>l’annuncio di una iniziativa, da parte dell’Incoming Alberto Longo, volta a facilitare la conoscenza e la ‘riconoscibilità’ tra loro dei soci del club, utile soprattutto ai nuovi soci in una prospettiva di allargamento del club.</li>
</ul>
<p>Alla prossima.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
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		<title>Volare in aliante : vincere con la mente</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 20:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ospiti del Club Leonardo e Riccardo Brigliadori, che, preceduti dal loro straordinario curriculum di titoli e vittorie, hanno introdotto i soci e gli ospiti nel magico mondo del volo a vela. I due relatori hanno spiegato come si realizza oggi il sogno di Icaro, anche attraverso l’ausilio di due contributi video che hanno spiegato ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright">
<div id="attachment_561" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/02/Gelmi_Brigliadori.jpg"><img class="size-medium wp-image-561" title="Gelmi_Brigliadori_Brigliadori" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/02/Gelmi_Brigliadori-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Leonardo Brigliadori, Luigi Gelmi, Riccardo Brigliadori</p></div>
</div>
<p>Ospiti del Club <strong>Leonardo</strong> e <strong>Riccardo Brigliadori</strong>, che, preceduti dal loro straordinario curriculum di titoli e vittorie, hanno introdotto i soci e gli ospiti nel magico mondo del volo a vela.</p>
<p>I due relatori hanno spiegato come si realizza oggi il sogno di Icaro, anche attraverso l’ausilio di due contributi video che hanno spiegato ai profani il delicato equilibrio tra tecnologia ed intuito che permette all’aliante di veleggiare. L’aria infatti è piena di energia ed il pilota comprende che le forze della natura sono a sua disposizione, se ha imparato a non temerle bensì a rispettarle, ad ascoltarle, a coglierne i minimi segni con la propria più totale attenzione.<br />
I relatori hanno spiegato le varie fasi del volo, dal decollo all’atterraggio, suscitando numerosi interventi dei soci nel corso delle spiegazioni.</p>
<p>Il decollo può avvenire in vari modi, per esempio al traino di un aereo a motore oppure grazie alla trazione esercitata, tramite un cavo lungo anche 1000 metri, da un potente verricello fisso al suolo. Una volta in volo l’aliante, lentamente ma inesorabilmente, scende. L’energia potenziale dovuta alla quota viene infatti usata per vincere la resistenza aerodinamica e planare alla ricerca di energia. Se il pilota riesce a trovare una zona dove l’aria non è statica, ma sale verso l’alto, allora l’aliante salirà con essa, guadagnando di nuovo quota. Il vento non è l’unico responsabile dei movimenti verticali di una massa d’aria: il sole, in una bella giornata, scalda il terreno e quest’ultimo scalda l’aria di un sottile strato (qualche decina di metri) a contatto con esso; come una mongolfiera, anche l’aria intiepidita tende ad alzarsi e si organizza in una invisibile, stretta colonna ascendente che chiamiamo “una termica”.</p>
<p>Il pilota esperto mantiene il proprio aliante all’interno della termica il più a lungo possibile, compiendo una serie di spirali esattamente come gli uccelli veleggiatori quali rapaci e cicogne. Una normale termica ha un diametro compreso tra i 100 e i 400 metri, e sale fino al raggiungimento di una quota di equilibrio che dipende anche dalla differenza di temperatura rispetto all’aria circostante; spesso ciò significa almeno 1000 ma anche 3000 metri e oltre.</p>
<p>Con il crescere dell’esperienza, oggi un volovelista può ambire a mete che sembrano inverosimili. Il record mondiale di quota è di oltre 14.000 metri, ma ben più importante è quello di distanza pari a 3000 chilometri percorsi in un solo giorno (di notte, senza l’energia del sole, gli alianti non volano); il record di velocità su percorso di 500 o di 1000 Km. sono di oltre 200 km/h. Nessuno di questi valori è destinato a durare a lungo. Ogni anno vengono effettuati centinaia di tentativi per nuovi primati mondiali o nazionali. Il volo più lungo fatto in Italia è stato fatto attraversando tutta le Penisola da Como fino a Taranto (volo effettuato proprio da Leonardo Brigliadori) .</p>
<p>Qualunque buon pilota, dopo un paio di anni di esperienza, può volare per diverse centinaia di chilometri in una normale giornata, senza affrontare costi esagerati e utilizzando la flotta di un Club volovelistico, che in Italia sono circa trenta, con punte di eccellenza in Lombardia tra cui spiccano <strong>Alzate Brianza</strong> e <strong>Valbrembo</strong>, dove opera il nostro Andrea Lanfranchi, cui dobbiamo questa splendida serata, che ha avuto il merito di farci respirare atmosfere inconsuete e suggestive ma soprattutto di farci capire come la sintonia con l’ambiente rimanga la miglior medicina per vincere le mille tensioni che ci legano a terra.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Filippo Crippa Sardi</em></p>
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		<title>I cambiamenti nella Scuola</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 07:23:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FCS</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni dei Soci]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright">
<img class="alignnone size-medium wp-image-120" title="Il Presidente Donizetti e Oriani" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/04/oriani-008-300x225.jpg" alt="Il Presidente Donizetti e Oriani" width="300" height="225" style="margin: 0px"/>
</div>
<p>La conviviale di martedì 28 aprile, cui ha partecipato anche Martin Opitz socio del RC Neurupin (Germania) ha visto protagonista il nostro Matteo Oriani che ci ha aiutato a fare un poco di chiarezza su uno dei temi che più hanno infiammato l’agone politico nello scorso autunno, ossia la “riforma” della scuola.<br />
La riforma ed il ministro proponente sono stati bersaglio di un autentico fuoco di fila da parte degli oppositori: ora che essa è legge, è possibile analizzarne i punti salienti con maggiore serenità. Matteo ha spiegato che in realtà la vera riforma era e rimane quella c.d. “Moratti”. Questo intervento contiene poche innovazioni, con una serie di provvedimenti concepiti per aggiustare, sistemare, riordinare quel che bastava per iniziare a mettere al centro della scuola non lo Stato, e neanche i problemi sociali, bensì l’educazione dell’alunno e dello studente.<br />
Vengono introdotti tuttavia concetti più strettamente meritocratici e di attenzione alla formazione disciplinare, come il rafforzamento dell’educazione civica, il voto in condotta che fa media, la valutazione del rendimento scolastico con voti numerici espressi in decimi. Matteo ha poi affrontato la spinosa questione del c.d. “maestro unico” o meglio “prevalente”, affermando che non si è mai pensato di ridimensionare il tempo pieno ma soltanto di rendere più efficiente un corpo docente che per motivi atavici è spesso demotivato, non aggiornato e preoccupato di mantenere un insediamento a lungo termine.<br />
Altro punto analizzato è stata la riforma dei licei e degli istituti tecnici: qui si è potuto constatare che la riforma Moratti non ha dato i risultati sperati e quindi con il nuovo regolamento si è intervenuti per correggere quel sistema formativo che è fondamentale per assicurare il futuro del Paese, assieme all’Università.<br />
Affrontando quest’ultimo passaggio Matteo ha solo ricordato alcune delle singolari particolarità che interessano l’università italiana: 5500 corsi di specializzazione, un corpo docente a dir poco attempato che impedisce di fatto il ricambio se non per assicurarlo a figli, mogli e quant’altri, gestione economico finanziaria in molti casi disinvolta, con sprechi enormi di risorse a scapito della ricerca. In questo caso si è intervenuti cambiando la composizione delle commissioni che giudicheranno gli aspiranti professori universitari: a differenza di quanto accadeva finora, saranno quattro i professori sorteggiati da un elenco di commissari eletti a loro volta da una lista di ordinari del settore disciplinare oggetto del bando e da un solo professore ordinario nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando; stop alle baronie, più spazio ai giovani, premi agli atenei con bilanci virtuosi e giro di vite per quelli in rosso, con la previsione delle Fondazioni.<br />
Al termine interventi di Longo, Gelmi, Tironi e Nusiner, prima dell’omaggio a Matteo da parte del Presidente Donizetti per la competenza con cui ha esposto lo spinoso tema.<br />
FCS</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le nostre radici nella lingua</title>
		<link>http://www.rotarybgnord.it/2009/03/10/le-nostre-radici-nella-lingua/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 22:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ stato difficile cercare di sintetizzare la ricca e complessa relazione del Prof. Umberto Zanetti, che ha toccato il tema delle radici basato sulla concezione anglosassone e americana, spaziando per il concetto di gente, di territorio, del senso di appartenenza ad una comunità, ma non solo. E’ meglio però andare con ordine: la serata è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright">
<img src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/05/zanetti-e-donizetti.jpg" alt="zanetti-e-donizetti" title="zanetti-e-donizetti" width="379" height="568" class="alignnone size-full wp-image-141" style="margin:0px"/>
</div>
<p>E’ stato difficile cercare di sintetizzare la ricca e complessa relazione del Prof. Umberto Zanetti, che ha toccato il tema delle radici basato sulla concezione anglosassone  e americana, spaziando per il concetto di gente, di territorio, del senso di appartenenza ad una comunità, ma non solo. E’ meglio però andare con ordine: la serata è  stata aperta dai saluti di rito del nostro Presidente, che ha anche introdotto il nostro relatore Prof. Umberto Zanetti, cultore della storia orobica, delle sue tradizioni, del nostro dialetto, accademico dell’ateneo di belle arti e lettere di Città Alta. Dopo la presentazione dell’illustre ospite Angelo ci ha introdotto al<br />
particolare menù della serata a base di brasato, il piatto di carne povero per eccellenza. Tre erano le tipologie di pietanze accompagnate dalla polenta: gulasch,  brasato classico, brasato con i funghi. Terminata la cena, perfettamente preparata dai cuochi del nostro ristorante, il Prof. Zanetti ci ha intrattenuto con una ricca relazione sul tema delle origini con grande maestria dialettica, tenendo accesa l’attenzione di tutti. Innanzitutto è stato precisato che il nome Bergamo non deriva, come i più sostengono, dai termini &#8220;Berg&#8221;-montagna e &#8220;Heim&#8221;–casa, ma dal più mediterraneo e prelatino “barga” ovvero capanna. La relazione ha spaziato dal concetto di radici che ha un significato ampio e concepisce l’appartenenza ad una “gens”, ad un territorio, ad una comunità.<br />
Zanetti ha incentrato la sua relazione anche sul ruolo della donna nella nostra storia, una lettura esente da femminismo, ma molto chiara: la donna era la padrona della casa ed aveva un ruolo determinante nelle società celtiche, al punto da aver diritto di far annullare contratti stipulati dal marito o aprire una propria attività.<br />
Il nostro insigne relatore ha poi condannato il concetto moderno di multiculturalità: le società possono essere multietniche, ma non devono perdere la loro identità annacquandosi in una multiculturalità forzata. In chiusura della lunga relazione il Prof. Zanetti ci ha fatto ascoltare un brano, inciso da Bortolo Belotti nel 1938 che in meno di due minuti ripercorre la storia di Bergamo, con l’eloquenza e l’oratoria dannunziana tipica del tempo. Diversi gli interventi, visti gli stimoli e le provocazioni  lanciate, Tironi e Acerbis si sono complimentati con Zanetti per il grande livello dell’intervento ed hanno posto l’accento sul tema della società multiculturale.<br />
Infine il Professore, sollecitato da Longo, ha condannato la rincorsa al dialetto con i metodi odierni, attraverso i fenomeni musicali quali il Bepi o l’insegnamento  obbligatorio del dialetto nelle scuole.  Zanetti ha sostenuto la necessità di insegnare la storia e le tradizioni locali, non semplicemente la lingua locale.<br />
A fine serata, come ringraziamento, il Presidente ha consegnato al nostro ospite la medaglia del club e il gagliardetto. (n.d.r. è stata chiesta al Prof. Zanetti copia della sua relazione, appena sarà da lui rivista, sarà a disposizione dei soci)<br />
<em>Matteo Oriani</em></p>
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		<title>Nel mondo della cosmesi</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 22:00:46 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><img class="alignnone size-medium wp-image-170" title="Marossi Donizetti" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/05/marossi-donizetti-300x223.jpg" alt="Marossi Donizetti" width="300" height="223" style="margin:0px" /></div>
<p>Serata dedicata apparentemente alla vanità, in coincidenza con il martedì grasso. La cosmesi infatti evoca molteplici suggestioni sia nell’universo femminile che maschile (soprattutto negli ultimi anni).  Invece l’approccio è stato molto concreto, com’è nella sana tradizione del Club. Il relatore, dott. Livio Marossi attualmente direttore del Laboratorio Ospedale  Habilita di Sarnico e consulente tecnico scientifico di alcune industrie cosmetiche, ci ha spiegato che il mondo della cosmesi è ben più complesso ed articolato di quanto appaia.</p>
<p>In primo luogo esso è rigidamente regolato da precise normative comunitarie e nazionali per la cui applicazione sono competenti le ASL, a garanzia del consumatore. Particolare attenzione è posta ai componenti dei prodotti (gli ingredienti dei cosmetici sono catalogati dall&#8217;INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients): ne esistono più di 6000)  ed alla pubblicità. Quest’ultimo aspetto è però soltanto regolato in base al Codice del Consumo, poiché i cosmetici non essendo farmaci, non sono soggetti alla legislazione ad essi relativa, anche per quanto concerne l’esaltazione di pregi ed effetti. In questa distinzione, ossia tra cosmetico e farmaco, risiede infatti la fondamentale differenza. I cosmetici sono sostanze chimiche o naturali atte a curare e conservare la salute della pelle, capelli, unghie e in generale utilizzate per migliorare l&#8217;aspetto di una persona, mentre un farmaco è una sostanza o un&#8217;associazione di sostanze con proprietà curative o profilattiche delle malattie; può essere utilizzato o somministrato allo scopo di ripristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche, esercitando un&#8217;azione farmacologica, immunologica o metabolica, ovvero di stabilire una diagnosi medica. Cose quindi molto diverse tra loro: qui però si annida<br />
l’equivoco sapientemente coltivato dal marketing delle aziende che spinge prepotentemente ad attribuire ai cosmetici capacità terapeutiche, in molti casi contro ogni logica di natura ( o di semplice buonsenso…), sfruttando in primis il mito ancestrale dell’eterna giovinezza.</p>
<p>Il dott. Marossi ha poi illustrato i compiti rivestiti dal direttore tecnico in azienda e le responsabilità quanto alla verifica della purezza degli ingredienti utilizzati nei prodotti.</p>
<p>Al termine ampio dibattito con le signore protagoniste. Per tutti, al termine, un gradito omaggio da parte del relatore, cui il Presidente ha regalato la medaglia del Club.</p>
<p style="text-align: right;">FCS</p>
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