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	<title>Rotary Club Bergamo Nord &#187; incontri</title>
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		<title>Serata &#8220;Bolliti&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 20:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Non ci sono dubbi: l’ormai tradizionale &#8216;serata dei bolliti&#8217; del RC Bergamo Nord rappresenta indiscutibilmente una &#8216;hit&#8217; delle conviviali. Grande afflusso di soci, coniugi, ospiti martedì 23 febbraio all&#8217;Antica Perosa. Addirittura la sala che si deve ampliare con la rimozione di una parete mobile&#8230; Con la regia di Ezio Ruggeri e la preparazione delle carni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/CIMG3266-L.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-580" title="CIMG3266 L" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/CIMG3266-L-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></div>
<p>Non ci sono dubbi: l’ormai tradizionale &#8216;serata dei bolliti&#8217; del RC Bergamo Nord rappresenta indiscutibilmente una &#8216;hit&#8217; delle conviviali. Grande afflusso di soci, coniugi, ospiti martedì 23 febbraio all&#8217;Antica Perosa. Addirittura la sala che si deve ampliare con la rimozione di una parete mobile&#8230;<br />
Con la regia di Ezio Ruggeri e la preparazione delle carni di Mario Cazzamali, macellaio &#8216;top level&#8217;, la serata è partita con la degustazione di un&#8217;ottima tartare &#8216;di quarto anteriore&#8217;, e non solo di filetto, come ha precisato Cazzamali, ‘perché della bestia non si butta via niente&#8217;.<br />
Il carrello selfservice dei bolliti prevedeva poi costine di maiale, testina, biancostato, spalla, cotechino, cappello da prete, il tutto corroborato da gustose salse e mostarde.<br />
Le carni: prima scelta del consorzio La Granda, un’associazione di tutela della razza piemontese che, come illustratoci da Cazzamali, rappresenta oggi una realtà all&#8217;avanguardia per competenze e qualità, forte della presenza di 67 allevatori e 5 macellai, diventata addirittura ‘presidio Slow Food’ della razza piemontese.</p>
<p>Ma, attenzione: era da poco terminata la degustazione dei bolliti in salse tricolore (salsa verde, marmellatina di cipolle bianche, trito di pomodorini secchi rossi) quando, con un&#8217;ardita piroetta, il nostro imprevedibile ed audace presidente Luigi Gelmi ci ha introdotto alla seconda parte della serata, quella del&#8230; tricolore bollito!<br />
Già, perché a questo punto ha dato la parola a Paolo Bordogna, esperto di economia internazionale nonché figlio del nostro carissimo Cicci, che, con rara lucidità e precisione ci ha illustrato i perché e i percome della drammatica crisi economica che stiamo vivendo, particolarmente nel nostro paese.</p>
<p>Analisi secca in tre punti, in sintesi, nell&#8217;ordine:</p>
<ol>
<li> Insostenibile tensione &#8216;tellurica&#8217;, che alla fine è esplosa come un terremoto, fra due soggetti:  da un lato, le economie dei paesi cosiddetti sviluppati, che generano ormai molto meno reddito rispetto ai consumi, e quindi sono fondamentalmente produttori di debito; dall&#8217;altro lato le economie dei paesi ex-emergenti, e ormai  &#8216;emersi&#8217;, del BRIC (Brasile, Russia, India, Cina), che generano grandi volumi di reddito complessivo ma non possono offrire alla propria popolazione un elevato livello di consumi: sono pertanto paesi che investono enorme liquidità sull’acquisto del debito dei paesi &#8216;ricchi&#8217;, diventandone di fatto padroni di molte aree fondamentali (principalmente in Usa ed Europa). Con la relativa assunzione di un ruolo &#8216;schizoide&#8217; da parte delle grandi banche mondiali, che diventano intermediari, comprando debito da una parte e vendendo dall&#8217;altra.</li>
<li>Rapporti di fatto conflittuali all&#8217;interno dei paesi occidentali, a causa appunto del debito pubblico, tra categorie contrapposte. Fondamentalmente: generazioni giovani contro vecchie e occupati contro disoccupati. Il debito pubblico, data la persistente inesistenza di un&#8217;azione politica adeguata, si rifletterà inevitabilmente sui nostri figli, già in gran parte oggi sottoccupati. Quindi, mentre i paesi emergenti o emersi, senza debito, investono sul futuro (educazione, giovani, ricerca  finanziamento alle famiglie), noi accumuliamo debito che distruggerà il futuro delle nostre giovani generazioni.</li>
<li>Esempio Grecia, il cui governo precedente ha letteralmente ‘barato’ sui conti pubblici e presentato un deficit annuo al 12% contro il 4% dichiarato. Il nuovo governo ha dovuto necessariamente introdurre misure drastiche e rigidissime, ancorchè insufficienti, che hanno già inevitabilmente creato una pesantissima situazione di disagio sociale ed una conseguente esplosione di violenza. Lo stato è vicino alla bancarotta e c&#8217;è disaccordo su se e chi lo debba aiutare: la stessa Unione Europea, il Fondo Monetario Internazionale, oppure nessuno. Ma la Grecia non è l&#8217;Argentina, è un paese dell&#8217;area euro, e se un paese di eurolandia &#8216;salta&#8217;, va in crisi  tutto il meccanismo monetario. Inoltre resta di fatto sancito il principio che uno Stato &#8216;può&#8217; fallire. Ma lo Stato immediatamente più vicino alla situazione greca è proprio l’Italia, con il suo debito pubblico secondo al mondo!</li>
</ol>
<p>Ma da noi, denuncia Bordogna, di queste cose non si parla o si parla pochissimo: la scena mediatica dell&#8217;informazione è dominata da tematiche di tutt&#8217;altra natura, in modo inconcepibile in un qualsiasi altro paese del mondo.</p>
<p>Insomma, dopo l&#8217;intervento di Cazzamali, macellaio di grandi carni italiane, Bordogna ci ha &#8216;cacciato là i mali&#8217; di quel gran&#8230; ‘macello’ che, purtroppo, è oggi l&#8217;Italia.<br />
Il nostro primo ospite ci ha spiegato che &#8216;della bestia non si butta niente&#8217;, ma il secondo ci ha mostrato che probabilmente stiamo buttando via proprio tutta la bestia e, già che ci siamo, anche la stalla. E se è vero che nei negozi di carni non si trova più la &#8216;testina’ da bollire, sembrerebbe che in Italia siano proprio le nostre umane testine a venire più o meno&#8230; ‘bollite’ dalle televisioni, che, telegiornali in testa, ci propinano costantemente l&#8217;ipnotica rappresentazione virtuale di una politica e di una società d&#8217;avanspettacolo, scandalistica, illusionistica, mentre tacciono sugli incombenti ‘temi scomodi’ della realtà.</p>
<p>Sintesi finale della serata: sapide ‘carezze’ al palato, accompagnate da istruttivi&#8230; ‘pugni’ allo stomaco.<br />
Sicuramente una conviviale dal deciso sapore agrodolce. Come la mostarda.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
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		<title>Interclub : San Patrignano e &#8230; le Fughe da Fermi</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 20:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interclub]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[Drugs Off]]></category>
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		<description><![CDATA[Graditissimi ospiti della conviviale di giovedì 18 Marzo, fuori sede alla Marianna per un interclub con il Rotary Bergamo Sud, il Dott. Giampaolo Brusini, tossicologo e responsabile scientifico della comunità di San Patrignano e alcuni ragazzi della comunità stessa, interpreti dello spettacolo teatrale ‘Fughe da fermi’. Dopo il saluto da parte dei presidenti dei due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright">
<div id="attachment_576" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/CIMG3250L.jpg"><img class="size-medium wp-image-576 " title="Brusini-Castelli-Gelmi" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/CIMG3250L-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il dott. Brusini, Fulvia Castelli, Luigi Gelmi</p></div>
</div>
<p>Graditissimi ospiti della conviviale di giovedì 18 Marzo, fuori sede alla Marianna per un interclub con il <em>Rotary Bergamo Sud</em>, il <strong>Dott. Giampaolo Brusini</strong>, tossicologo e responsabile scientifico della comunità di San Patrignano e alcuni ragazzi della comunità stessa, interpreti dello spettacolo teatrale ‘<strong>Fughe da fermi</strong>’.<br />
Dopo il saluto da parte dei presidenti dei due club, Giancarlo Ghezzi e Luigi Gelmi, ed il conferimento della Paul Harris al Dott. Brusini, in virtù della sua fondamentale opera di diffusione della conoscenza del tema droga, ha preso la parola il nostro relatore.</p>
<p>Prendendo spunto da un recente fatto di cronaca, l’esclusione del cantante Morgan dal festival di Sanremo a seguito della rivelazione di essere un consumatore di cocaina, il dott. Brusini ha posto l’accento sul fondamentale tema dell’assuefazione alla presenza della droga nella nostra società. Si convive cioè con questa realtà considerandola quasi una presenza ormai acquisita e inevitabile, di cui non si avverte quasi più la pericolosità estrema. E’ un enorme problema di mancanza di consapevolezza; troppo spesso le persone, e in particolare i giovani, vedono oggi la droga come un fatto di costume, a volte come un palliativo, come un antidepressivo, come un ausilio e rimedio ad un diffuso mal di vivere e alla ‘carenza di senso’ che pervade la nostra società.</p>
<p>E’ cioè in atto (quanto ‘pilotato’ dati gli enormi interessi economici in gioco?) un terribile processo di ‘normalizzazione’ delle sostanze stupefacenti. E a poco servono ormai i richiami medico-scientifici nei confronti delle deleterie conseguenze provocate dall’assunzione di droghe: nella maggior parte dei casi viene percepito, da chi ne fa uso, solo l’aspetto immediatamente consolatorio, che fa capo all’azione di quell’area cerebrale detta ‘della ricompensa’ o ‘della gratificazione’, su cui agiscono direttamente le sostanze stupefacenti.<br />
La chiave di approccio al problema della prevenzione scelta pertanto dalla comunità di San Patrignano è quella emozionale, emotiva, l’unica in grado di ‘fare breccia’ nelle coscienze sopite e anestetizzate così tipiche del nostro tempo. E’ per questo motivo che sono stati concepiti spettacoli teatrali tipo appunto ‘Fughe da fermi’, i cui protagonisti sono appunto ragazzi che sono passati attraverso l’esperienza della droga.</p>
<p>Giampaolo Brusini, spiega che assistere ad uno spettacolo come &#8220;Fughe da fermi&#8221;, metafora per ‘fughe dalla consapevolezza’, può aiutare ad assumere un atteggiamento diverso, piu&#8217; critico, verso la droga: &#8220;E&#8217; come se il pubblico, e cioè i ragazzi, stesse guardando un film nel quale scorre il primo tempo della sua vita. Poi il ragazzo, ospite di San Patrignano, dal palco racconta come sarà il secondo tempo se si prenderanno decisioni che portano sulla strada della droga&#8221;. E non è una bella prospettiva.<br />
A conferma di quanto detto, è intervenuta Eugenia, una delle protagoniste dello spettacolo, che, con il semplice racconto della sua storia, ha tenuto l’uditorio con il fiato sospeso, rendendoci partecipi di una tormentata vicenda che, nel suo caso, ha fortunatamente conosciuto un lieto fine.<br />
Lo spettacolo è in tour nazionale e rappresenta un momento di importante crescita individuale per ragazzi e genitori; sì, perché qualche ragazzo ha detto: ‘ma come, tutto questo ragionare di droga e poi quando vado a casa trovo i miei genitori seduti sul divano che si spinellano?’</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
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		<title>Il mio sguardo</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 18:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che cos’è la ‘normalità’? Questa la domanda che ha aperto la conviviale di martedì 9 marzo e che certamente risuonerà nella mente degli spettattori che il 22 aprile assisteranno, al Teatro Donizetti, allo spettacolo ‘IL MIO SGUARDO’. Di questo spettacolo/evento, promosso dal RC Romano di Lombardia e trasformatosi in un fondamentale service del gruppo orobico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/CIMG3240L.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-570" title="CIMG3240L" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/CIMG3240L-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a></div>
<p><em>Che cos’è la ‘normalità’?</em><br />
Questa la domanda che ha aperto la conviviale di martedì 9 marzo e che certamente risuonerà nella mente degli spettattori che il 22 aprile assisteranno, al Teatro Donizetti, allo spettacolo ‘<strong>IL MIO SGUARDO</strong>’.<br />
Di questo spettacolo/evento, promosso dal RC Romano di Lombardia e trasformatosi in un fondamentale service del gruppo orobico, sono venuti a parlarci i graditi ospiti: AG Fulvia Castelli; Luca Margnini  -  Presidente Commissione Distrettuale Pubbliche Relazioni; Oreste Castagna (regista, attore); Vera Vavassori (staff regia) e Silvia Barbieri (attrice, autrice e staff regia); Pietro Sparaco (fotografo); Francesco Crudo (cineoperatore); Sandro Gentile (masterizzazione CD); Cristina Moro (Commissione Pubbliche Relazioni RC Bergamo Ovest).</p>
<p>Cristina Moro, una delle principali coordinatrici dell’evento insieme a Fulvia Castelli e a Bianca Galli, ha dapprima  introdotto e presentato il service e la squadra di lavoro che lo ha reso possibile. L’evento, realizzato in collaborazione con l’associazione “Senzacca” di Bergamo e l’associazione “L’ancora” con sede a Cortenuova, nasce da un percorso comune svolto tra rotariani e disabili, sul tema appunto della ‘diversità’. Tale percorso culminerà nello spettacolo del 22 aprile, con l’obiettivo di rappresentare un momento di crescita individuale, oltre che sociale, e di offrire, con un linguaggio nuovo, un inedito punto di osservazione sul tema dell’Handicap: non più visto come diversità negativa ma come una risorsa, una positiva provocazione e un’opportunità di reciproco arricchimento.<br />
Saranno gli stessi ragazzi diversamente abili, diretti dalla sapiente regia di Oreste Castagna e del suo staff, i veri protagonisti della serata, insieme ad attori e personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport. L’evento sarà inoltre arricchito da un supporto video e da una mostra fotografica.</p>
<p>Il Teatro,quindi, come espresso da Silvia Barbieri, quale incontro tra esseri umani (cosa che del  resto coincide con la mission rotariana) per creare momenti di piccola grande felicità. Ricordando che ogni sguardo è diverso ed è in  grado di offrire una propria visione, un’angolazione, una propria totalità: quella totalità che è in ognuno di noi e che confrontandosi con la totalità di ogni altro diventa relatività, uno dei concetti più belli e potenti introdotti nel ‘900.</p>
<p>Oreste Castagna, rotariano oltre che regista e attore di successo, ha evidenziato la scelta d’amore che sta dietro questa operazione. L’amore: un sentimento e una forza che va ridefinito, continuamente rinnovato, riscoperto. Un’energia su cui compiere un vero e proprio investimento progettuale a tutto campo.</p>
<p>Come inoltre evidenziato da Luca Margnini, questo service rotariano rappresenta una sorta di progetto ‘pilota’, sperimentale, suscettibile di possibili aperture e sviluppi anche su larga scala, date le sue caratteristiche, l’importanza del tema, l’universalità del messaggio. Come dimenticare, infatti, che proprio dal singolo progetto di un club bergamasco (Treviglio) ha preso il via un’operazione a livello mondiale come la Polioplus?</p>
<p>Un appuntamento quindi da non perdere, quello con ‘IL MIO SGUARDO’&#8230;!</p>
<p>La serata è poi proseguita con altri aspetti di natura più interna:</p>
<ul>
<li>la comunicazione di una nuova giornata al Parco delle Cornelle, con famiglie, organizzata dall’Interact Club Bergamo il giorno  inserire data ;</li>
<li>la presentazione da parte del Presidente della corposa rassegna stampa locale e nazionale dell’evento ‘Tiepolo’;</li>
<li>l’annuncio della proposta di ingresso di due nuovi soci nel nostro club;</li>
<li>l’annuncio di una prossima visita alla Biblioteca Ambrosiana di Milano il giorno 17 aprile;</li>
<li>l’annuncio di una iniziativa, da parte dell’Incoming Alberto Longo, volta a facilitare la conoscenza e la ‘riconoscibilità’ tra loro dei soci del club, utile soprattutto ai nuovi soci in una prospettiva di allargamento del club.</li>
</ul>
<p>Alla prossima.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pratiche Filosofiche</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 18:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi sono alcune circostanze, chiamiamole casuali se crediamo al ‘Caso’, in cui nel nostro percorso di vita vengono deposti dei ‘semi’. Piccoli, come tutti i semi, ma che se trovano condizioni adatte possono germogliare ed aprire nuovi orizzonti. La serata di martedì 2 marzo potrebbe essere stata una di queste occasioni: un relatore che all’ultimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/Gelmi-Tazzioli.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-566" title="Gelmi-Tazzioli" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/Gelmi-Tazzioli-300x227.jpg" alt="" width="300" height="227" /></a></div>
<p>Vi sono alcune circostanze, chiamiamole casuali se crediamo al ‘Caso’, in cui nel nostro percorso di vita vengono deposti dei ‘semi’. Piccoli, come tutti i semi, ma che se trovano condizioni adatte possono germogliare ed aprire nuovi orizzonti.</p>
<p>La serata di martedì 2 marzo potrebbe essere stata una di queste occasioni: un relatore che all’ultimo istante dà forfait per motivi di salute, un ospite che si improvvisa relatore, l’avvio di una serata inconsueta. Massimo Tazzioli è stato il gentilissimo ospite del nostro Presidente Luigi che, in emergenza, ha accettato di sostituire il Prof. Manara, introducendoci ad un tema inconsueto, quello delle ‘PRATICHE FILOSOFICHE’.<br />
Sembra quasi una contraddizione di termini, al nostro orecchio profano: ma come, che c’entra la filosofia con la pratica? La filosofia siamo stati abituati a concepirla, fin dai tempi della scuola, come teorizzazione, astrazione per eccellenza, pura elucubrazione mentale&#8230;</p>
<p>E poi, dico io, al massimo ci ricordiamo qualcosa di ‘storia della filosofia’, di personaggi che abbiamo studiato e di cui ci rimane a malapena appiccicata alla mente qualche ‘etichetta’: Platone quello delle ‘idee’ e della ‘caverna’, Socrate quello saggio che poveraccio l’hanno fatto fuori con la cicuta, Pitagora quello dei triangoli, Euclide anche lui coi teoremi, Parmenide con ‘l’essere immobile’ in contrasto con Eraclito col ‘panta rei-tutto scorre’ (e mettersi d’accordo?), Epicuro il godereccio, Zenone che faceva fare le gare ad Achille piè veloce con una tartaruga (bella forza), Seneca grande saggio che però se la faceva con gli imperatori pazzi (Caligola e Nerone), Kant che criticava tutto, ragion pura e ragion pratica, Hegel con la ‘fenomenologia’ (niente a che vedere con lo studio di Ronaldo do Brazil), e poi quei ‘romanticoni’ di Fichte e Schelling, e Marx che ha dato il la al comunismo con tutti gli annessi e connessi, Nietsche che credeva a Superman e ha dato spunto al fascismo con tutti gli annessi e connessi ecc. ecc. ecc.</p>
<p>Beh, a parte gli scherzi, secondo l’esperienza del nostro relatore la Filosofia, specialmente nell’antichità, non era affatto soltanto speculazione teorica ma, innanzitutto, pratica esistenziale, scelta di vita, ricerca di saggezza, che nasceva da un certo modo di vivere e si trasmetteva attraverso veri e propri esercizi spirituali.<br />
E, in molti casi, la Filosofia si poneva come una vera e propria terapia dell&#8217;esistenza e una cura dell&#8217;anima.</p>
<p>Questo aspetto pratico, concreto ha ‘folgorato’ il nostro relatore durante il periodo dei suoi studi universitari (laurea in Economia e Commercio, laurea in Scienza della Comunicazione, master in Filosofie orientali) nel momento in cui si è ‘imbattuto’ nell’esame di ‘pratiche filosofiche’, che ha indirizzato la sua vita e la successiva attività professionale. Fino a fargli intraprendere la professione di ‘counseler filosofico’ sull’onda degli insegnamenti del francese Pierre Hadot e dell’italiano Romano Madera.</p>
<p>Approccio interessante, soprattutto in questa nostra cosiddetta epoca dell’incertezza, della fluidità, dell’accelerazione, della fine della modernità e la presenza della post-modernità.<br />
Ecco due ‘semi’ lanciati da Tazzioli quali ‘esempio veloce’ di esercizi di ‘pratiche filosofiche’:<br />
a)il restare ‘nel presente’<br />
b)il ‘vedere le cose dall’alto’.<br />
Nell’esperienza del nostro relatore, la consapevolezza profonda ed esperienziale di questi principi/esercizi, sono stati determinanti. Ma si tratta di un atteggiamento, una pratica che va costruita con impegno e passione.</p>
<p>Chiaramente, dietro queste due semplici principi si cela un mondo, un universo; sono implicati il pensiero e l’insegnamento di millenni, di maestri, filosofie, tradizioni spirituali occidentali ed orientali. E, di fatto, è inutile nascondersi che l’affacciarsi con profondità sull’orlo dell’abisso di questi temi potrebbe dare le vertigini: implica infatti volontà, approfondimento, conoscenza di sé ed esplorazione del proprio rapporto con l’esistenza e con l’universo. Roba da ‘entronauti’&#8230;</p>
<p>Riporto da uno scritto di Romano Madera, recuperato da Internet:<br />
“Basta un attimo solo per rendere la vita degna di essere vissuta. Non un attimo di piacere isolato, ma un attimo capace di imprimere un senso, di regalare una prospettiva. Ci sono istanti che non passano, forti e pregnanti al punto da non essere eliminati: sono centri di luce. Nella vita ce ne sono, come i momenti di commozione, o di illuminazione intellettuale, o di riconoscimento del dolore.” E ancora: “Spesso, invece, siamo ciechi o paralizzati o inerti, e non ci accorgiamo di nulla. Bisogna aprire la testa, gli occhi, il cuore. Solo in questi attimi presenti possiamo trovare un senso alla vita ed espanderci.”</p>
<p>E da Pierre Hadot: “Ogni attimo ha un valore infinito perché rappresenta l’eternità nella sua interezza. Occorre ac­cettare e amare la metamorfosi dell’essere per ritrovarsi uni­ti al divino che è nell’esistenza.”</p>
<p>Quindi, aggiungerei, il ‘presente’ come fatto dinamico, non statico o avulso dal ‘passato’ o dal ‘futuro’: qualcosa che cambia in chiave esperienziale, in funzione dell’intensità di consapevolezza, di ‘presenza’ a noi stessi che sappiamo raggiungere. Ogni attimo come potenziale scrigno di tesori nascosti, che si rivelano quando siamo pronti e disposti a riceverli. Nel tempo di un respiro. L’Attimo con la A maiuscola, quello dei mistici e dei poeti. E adesso anche dei filosofi.</p>
<p>Semi, si diceva. Che prima ti stimolano, ti interrogano e fanno sorgere domande ed obiezioni, come quelle, importanti, che sono uscite nel corso della serata. Tipo: ‘ma restare nel presente significa condannarsi all’immobilismo’? E perché restare nel presente se il presente è brutto?’ Oppure ‘è meglio parlare di qui e ora o di sempre e ovunque?’ Semi, che poi possono attecchire e continuare a farci chiedere ‘ma come si fa, cosa vuol dire, cos’è questa storia dello ‘stare nel presente’, forse vale proprio la pena provarci’?</p>
<p>E, aggiungiamo, se questa diventa una domanda pressante, magari si aprono nuovi orizzonti. E possono avviarsi anche strani meccanismi virtuosi, che hanno a che fare con cose ancora oggi ‘misteriose’ ma che sono entrate da tempo nel campo dell’indagine psicologica e scientifica. Tanto per dirne alcune: le sincronicità di Jung, l’entanglement della fisica quantistica (che stabiliscono rapporti fra cose e situazioni indipendenti da spazio e tempo), i rapporti energia-pensiero-materia che hanno avuto inizio con Einstein e che stanno aprendo scenari al di là dell’immaginabile&#8230; E così si potrebbe pure aprire qualche spiraglio di comprensione sul perché, secondo quanto affermato in apertura dal nostro relatore, ‘quando ci si pone intensamente nel presente, in atteggiamento di accettazione, di fiducia e di apertura, le cose spontaneamente prendono una piega diversa e i frutti cadono da soli’.</p>
<p>Forse vale la pena provarci.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
<p><em>Letture consigliate:<br />
Eckhart Tolle &#8211; Il potere di adesso – Armenia<br />
Eckhart Tolle &#8211; Un nuovo mondo &#8211; Mondadori<br />
Pierre Hadot &#8211; Che cos’è la filosofia antica? &#8211; Einaudi<br />
Romano Madera &#8211; La filosofia come terapia dell&#8217;esistenza &#8211; Mondadori<br />
</em></p>
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		<title>Riflettiamo tra noi : La società del divertimento</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 18:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[Bene. La sostanza della conviviale di martedì 02-02-2010, per quanto mi riguarda, sta tutta nella frase di un amico rotariano che, con perfido ghigno alla Mourinho (chi ha orecchie per intendere intenda), alla fine dell&#8217;incontro mi ha sussurrato all&#8217;orecchio: &#8220;e mo&#8217; voglio vederti a fare l&#8217;articolo per il bollettino&#8221;. Mmmhhh&#8230;. Beh, caro mio, poiché si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><div id="attachment_544" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/02/CIMG3129-L.jpg"><img class="size-medium wp-image-544" title="Il Prof. Manara" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/02/CIMG3129-L-300x252.jpg" alt="" width="300" height="252" /></a><p class="wp-caption-text">Il Prof. Manara</p></div></div>
<p>Bene.<br />
La sostanza della conviviale di martedì 02-02-2010, per quanto mi riguarda, sta tutta nella frase di un amico rotariano che, con perfido ghigno alla Mourinho (chi ha orecchie per intendere intenda), alla fine dell&#8217;incontro mi ha sussurrato all&#8217;orecchio: &#8220;e mo&#8217; voglio vederti a fare l&#8217;articolo per il bollettino&#8221;.<br />
Mmmhhh&#8230;.<br />
Beh, caro mio, poiché si è trattato dell&#8217;incontro con un relatore che si è definito un non-relatore, la sola cosa che posso fare è scrivere un articolo che sia un&#8230; non-articolo.</p>
<p>E allora. Si è parlato di: percezione dello spirito del tempo, fine della società del divertimento, società del consumo, distrazione dal senso, ricerca del senso, società liquida, Dio e divinità, silenzio, rumore, segnavia, indicatori, Bibbia, Corano, Talmud, centro o non-centro, identità, Europa, Asia, occidentalizzazione, induismo, buddhismo, cristianesimo, cattolicesimo, islam, civiltà, Costituzione, politica, disastro, giovani generazioni, cattivo esempio, mass media, pensiero pensante o pensiero pensato, pensiero compulsivo, pre-socratici, stoici, Pascal, scienza, ignoranza, consapevolezza, divertimento, peccato, piacere, oscurantismo, regole, condizionamenti, negazione, iconoclastia, sincretismo, religione, religioni, gioia, festa, dialogo, fiducia, vita, morte.</p>
<p>Robetta, insomma, così per gradire. Vie, strade, autostrade di pensiero aperte, che si sono dipanate l&#8217;una dalle altre, dapprima timidamente, poi con un ritmo incalzante, sempre più fluido, in una &#8216;riflessione guidata&#8217; che ha preso spunto dal libro &#8216;La festa è finita&#8217; di Peter Hahne. L&#8217;autore del libro, come provocatoriamente sintetizzato dal nostro non-relatore, dopo un&#8217;approfondita analisi sembrerebbe indicare, quale risposta a tutti i problemi del mondo contemporaneo, un&#8217;illuminante ricetta: &#8216;Dio, Bibbia e preghiera della sera&#8217;. (ndr: Oh, my God&#8230;!)</p>
<p>A parte gli scherzi.<br />
E&#8217; stata probabilmente una delle serate più coinvolgenti degli ultimi tempi. Che aggiunge un&#8217;ulteriore motivazione a ciò che si può definire ‘il bello del Rotary&#8217;, e cioè: dove si può trovare un altro posto in cui si può parlare a ruota libera e in amicizia di tutto quanto sopra?</p>
<p>Pertanto, un caloroso ringraziamento al <strong>prof. Fulvio Cesare Manara</strong>, Docente di Filosofia presso l&#8217;Università di Bergamo che, nella sua veste di incalzante non-relatore-ma-stimolatore-di-dibattito sono certo comprenderà lo spirito di questa non- relazione, che ha inteso raccogliere la sua positiva provocazione.</p>
<p>Confesso. Sto scrivendo questo testo nottetempo, a letto, dopo la serata. Mai capitato. Vuol dire che l&#8217;incontro mi ha &#8216;smosso di brutto&#8217;. Forse complice anche il robusto vinello siciliano, il Nero d&#8217;Avola.  A questo punto la non-relazione sarebbe finita, ma i miei pensieri si rincorrono. Continuo a batterli, nel buio, sul palmare. Domani riguarderò questo scritto, chissà se lo spedirò&#8230; Tempi strani, i nostri.  Di cambiamenti rapidi, accelerati, epocali. Che passano attraverso movimenti di contrazione ed espansione, di contemporanea ed estrema tensione tra gli opposti.<br />
Interconnessione e isolamento, globalizzazione e localismo, consapevolezza ed ignoranza, generosità ed egoismo, libertà e asservimento, coscienza e manipolazione, creatività e distruttività, amore e paura.<br />
Spinte opposte, che crescono, si polarizzano, si radicalizzano, si combattono, eppure sono in qualche modo funzionali l&#8217;una all&#8217;altra.<br />
Pare quasi una sorta di tumultuosa fase di crescita dell&#8217;intero genere umano. Un&#8217;adolescenza planetaria,  con le sue scariche ormonali. Con le gioie, i turbamenti, le contraddizioni, le crisi, le tensioni tipiche di tale fase difficile. Ma anche incredibilmente vitale ed eccitante. Forza, in fondo solo fino a due decenni fa eravamo spezzati in due blocchi e sul punto scatenare l&#8217;apocalisse, di autodistruggerci, come il ragazzino che medita il suicidio… Ma non l&#8217;abbiamo fatto.</p>
<p>&#8220;La festa è finita&#8221;, dice Peter Hahne.<br />
E se invece la vera festa dovesse ancora incominciare? E se la festa potesse iniziare soltanto nell&#8217;istante in cui, dopo la fase adolescenziale, si riuscisse a percepire una nuova e più matura dimensione dell&#8217;amore, partendo da quello verso se stessi? Amore per se stessi? Uguale egoismo? Mmmhhh&#8230; Singolare il fatto che, in automatico, scatti tale associazione di idee. Beh, cosa si può pretendere dopo centinaia d&#8217;anni di condizionamenti in questo senso&#8230;?<br />
Tuttavia, riflettendo: come potrebbe esserci concepibile un amore vero e disinteressato verso gli altri qualora non fossimo in grado di amare ciò che ci è più vicino ed intimo, cioè noi stessi, la nostra individualità, la nostra essenza più profonda? Come pretendere di amare verso l&#8217;esterno se non lo sappiamo fare verso l&#8217;interno?<br />
In fondo, qualcuno che probabilmente intendeva insegnare cose quali amore, gioia, gratitudine, espansione &#8211; e non paura, mortificazione, senso di colpa, contrizione &#8211; ha detto: &#8216;ama il prossimo tuo come te stesso&#8217;; il che, letteralmente dovrebbe significare: &#8216;prima ama te stesso (e per farlo, prima devi conoscerti ed accettarti, fino in fondo); poi sarai in grado di amare il prossimo tuo&#8217;. Altrimenti, presupponendo che l&#8217;autore della frase dovesse essere un tipo piuttosto preciso (divinité oblige), avrebbe sentenziato diversamente: &#8216;ama il prossimo tuo, non te stesso&#8217;&#8230;</p>
<p>Va be’, stop, non so che ora ho fatto. Perdonate divagazioni ed elucubrazioni notturne, confido nella comprensione e nella Rotarian Fellowship.<br />
E comunque, che la festa cominci.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
<p>Nota del mattino dopo: il testo lo mando, troppe cose da fare e troppa fatica riscriverlo. Accidenti al Nero d&#8217;Avola.</p>
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		<title>Maltrattamenti in famiglia ed abusi sui minori</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 20:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblico delle grandi occasioni martedì sera all&#8217;Antica Perosa. Né poteva essere diversamente, data la presenza di un relatore quale la D.ssa Carmen Pugliese. Sostituto Procuratore del tribunale di Bergamo, la D.ssa Pugliese rappresenta uno dei magistrati più attivi e competenti a livello nazionale in tema di lotta agli abusi sessuali su minori. E proprio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/10/Carmen_Pugliese.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-409" title="Carmen_Pugliese" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/10/Carmen_Pugliese.jpg" alt="Carmen_Pugliese" width="370" height="277" /></a></div>
<p>Pubblico delle grandi occasioni martedì sera all&#8217;Antica Perosa. Né poteva essere diversamente, data la presenza di un relatore quale la <strong>D.ssa Carmen Pugliese</strong>.<br />
Sostituto Procuratore del tribunale di Bergamo, la D.ssa Pugliese rappresenta uno dei magistrati più attivi e competenti a livello nazionale in tema di lotta agli abusi sessuali su minori.</p>
<p>E proprio di un argomento difficile e delicato, quale &#8220;maltrattamenti in famiglia e abusi su minori&#8221;, ci ha parlato la nostra ospite, con piglio deciso, a tratti necessariamente crudo e volutamente provocatorio. L&#8217;esordio è stato parzialmente rassicurante: per quanto il tema sia di estrema gravità e forte impatto sull&#8217;opinione pubblica, non è vero che l&#8217;abuso sessuale sui minori sia un fenomeno in crescita quantitativa. Quello che cresce è, invece, la sua &#8216;emersione&#8217;; in altre parole, si registra un sempre maggiore numero di casi che non rimangono sotterranei, ma vengono portati a conoscenza della magistratura, rendendo pertanto possibile un intervento. Certo, gli scenari aperti da questa maggiore visibilità del fenomeno sono inquietanti e spesso raccapriccianti, coinvolgendo spesso addirittura bambini in giovanissima età (si parla addirittura di due-tre anni…). Dal punto di vista degli inquirenti, si tratta di un terreno di indagine di grande complessità e delicatezza, in cui la vittima deve essere tutelata al massimo, per evidenti ragioni di natura psicologica e&#8230; familiare. Già, perché la grande maggioranza dei casi di abuso sessuale sui minori avviene, in modo sconcertante, proprio fra le pareti domestiche. Le indagini devono tenere conto di una molteplicità di<br />
fattori, a partire dalla stessa fase iniziale di &#8216;emersione&#8217; del problema, che avviene con modalità diverse rispetto ai casi che riguardano gli adulti. Per ovvie ragioni, infatti, il minore non parla apertamente di quanto gli è capitato, ma la sua denuncia avviene, indirettamente, attraverso dei &#8216;segni&#8217;: mutamenti di carattere, presenza di atti di violenza, di manifestazioni sessuali anomale. Occorre pertanto che siano gli adulti a saper leggere i segni, per poi portarli all&#8217;attenzione dell’autorità giudiziaria.</p>
<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/10/Sala.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-411" title="Sala" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/10/Sala.jpg" alt="Sala" width="376" height="267" /></a></div>
<p>Nel caso di abusi in famiglia, sono in genere le altre agenzie educative (principalmente scuole e servizi sociali) ad accorgersi di un problema e a segnalarlo agli inquirenti;<br />
in caso di abusi esterni (singoli, comunità varie, società sportive ecc.) le segnalazioni vengono invece principalmente da parte delle famiglie.</p>
<p>Ma cosa succede quando viene segnalato un abuso? Iniziano le indagini, ma è difficile interrrogare un minore, tanto più quanto questi è in tenera età. Se il bimbo è piccolo, si inizia pertanto ad agire sull&#8217;ambiente a lui circostante, per poi coinvolgerlo direttamente. Si tratta comunque un campo d&#8217;azione molto particolare, che richiede tanta semplicità e pazienza: si deve entrare in rapporto empatico con il minore, guadagnandone a poco a poco la fiducia, nel rispetto totale della sua psicologia e della personalità in formazione. Il pubblico  Ministero deve poi, di fatto, interagire col &#8216;sistema&#8217; giudiziario: il meccanismo di costruzione delle prove e la prassi giudiziaria sono infatti quelle necessariamente comuni a tutti i tipi di reato. Poiché, tuttavia, non è consigliabile che il minore finisca in tribunale a testimoniare, la legge prevede il meccanismo del cosiddetto &#8216;incidente probatorio&#8217;. Il minore viene interrogato, in una stanza, in compagnia di uno psicologo/assistente; in una sala separata assistono in collegamento-video il giudice e il pubblico ministero. L&#8217; imputato, con il suo avvocato, si trova in altra postazione videocollegata. Si evita così, assai opportunamente, il passaggio della testimonianza in tribunale. A proposito delle testimonianze dei minori, ha precisato la d.ssa Pugliese, si sente spesso l’opinione che questi siano testimoni &#8216;minorati&#8217; rispetto agli adulti, cioè di scarsa attendibilità. Niente di più falso: spesso il minore possiede una logica migliore, più stringente, dell’adulto, dato che egli stesso esige dall&#8217;interlocutore risposte precise e adeguate alla situazione. Occorre aggiungere che quello del riscontro alle testimonianze o denunce, sia per abusi sessuali su minori che, in generale, per maltrattamenti, è un tema estremamente delicato. Spesso ci si trova di fronte a casi di violenza sui figli inventati di sana pianta, prevalentemente in casi di separazione coniugale, da parte di un coniuge che tenta di &#8216;incastrare&#8217; l&#8217;altro a proprio vantaggio. Occorre allora porre estrema attenzione alle terminologie usate dal minore, per rilevarne eventuali artefazioni. Ma chi è in realtà il pedofilo? Non ha connotazioni né fisiognomiche, né di ceto sociale, né di altra natura. Non è possibile escludere a priori una persona in quanto &#8216;buon padre di famiglia&#8217; o ‘serio professionista&#8217;, come viene spesso rilevato dai mass media per puri fini spettacolari; la &#8216;malattia&#8217; può fare parte del patrimonio genetico di chiunque.</p>
<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/10/Carmen_Pugliese_Luigi_Gelmi.jpg"><img src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/10/Carmen_Pugliese_Luigi_Gelmi.jpg" alt="Carmen_Pugliese_Luigi_Gelmi" title="Carmen_Pugliese_Luigi_Gelmi" width="385" height="274" class="alignnone size-full wp-image-412" /></a></div>
<p>Restando in tema di mass media, inoltre, la D.ssa Pugliese ha sollecitato tuttavia gli strumenti di informazione a non creare &#8216;psicosi&#8217; sul tema: altrimenti si finisce per riscontratre drammatiche assurdità, come il sospettare di un nonno che fa un&#8217;amorevole carezza al nipotino&#8230;! A proposito di chi sostiene, inoltre, che le pene per i reati di abuso sessuale su minori vadano inasprite, la relatrice ha assicurato che il problema non risiede nella maggiore severità, ma nella necessità di assicurare che le pene vengano effettivamente scontate. Cosa che, per vari motivi, spesso non accade. Al termine della relazione si è svolto un vivace dibattito; nel corso delle varie risposte la D.ssa Pugliese ha sottolineato il suo ruolo di operatrice ‘sul campo’, poco incline alle teorizzazioni astratte e molto attenta alla rigorosa applicazione della legge.</p>
<p>In conclusione della serata, quale sentito ringraziamento per la preziosa testimonianza, il presidente Luigi Gelmi ha offerto alla nostra gentile relatrice la medaglia del Club.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Visita stabilimento Agnelli Pentole</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 16:21:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FCS</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuori Sede]]></category>
		<category><![CDATA[bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[Conviviale del 05/05/2009 Serata ricca di partecipanti, tra cui l’AG Fulvia Castelli, quella che ha visto il Club in trasferta allo stabilimento di Pentole Agnelli, una delle società del Gruppo omonimo. Dalla sede storica di inizio &#8217;900 in via Fantoni in centro a Bergamo, alla moderna fabbrica di oggi a Lallio abbiamo potuto constatare attraverso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a class="shutterset_" style="margin:0px;" title="Il nostro ospite Baldassarre Agnelli ed il Presidente Angelo Donizetti." href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/visita-agnelli-pentole/056-1024x768.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-none" style="margin:0px;" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/visita-agnelli-pentole/thumbs/thumbs_056-1024x768.jpg" alt="Visita a Pentole Agnelli" /></a></div>
<p><strong>Conviviale del 05/05/2009<br />
</strong><br />
Serata ricca di partecipanti, tra cui l’AG Fulvia Castelli, quella che ha visto il Club in trasferta allo stabilimento di Pentole Agnelli, una delle società del Gruppo omonimo.</p>
<p>Dalla sede storica di inizio &#8217;900 in via Fantoni in centro a Bergamo, alla moderna fabbrica di oggi a Lallio abbiamo potuto constatare attraverso la guida del titolare, sig. Baldassarre Agnelli che l&#8217;atmosfera che si respira è sempre la stessa: operosità, ricerca assoluta della qualità e della perfezione nel più piccolo dettaglio, la capacità di rispondere alle richieste degli chef ed il desiderio di migliorarsi sempre.  Anche i numeri testimoniano il successo del gruppo Agnelli: 500 dipendenti e una presenza capillare sul territorio che va da Bergamo alla Valchiavenna, da Rosignano a Sassari passando per Milano.</p>
<p>La visita è poi proseguita all’esposizione dei prodotti finiti, che ha inevitabilmente attirato l’attenzione delle numerose signore presenti ed al museo storico dell’azienda, dove siamo stati riportati indietro nel tempo.  Fa una certa impressione verificare come l’automazione che oggi sovrintende largamente a tutto il processo produttivo, un tempo nemmeno troppo lontano fosse invece realizzata con la forza delle braccia e la perizia di mani artigiane nel vero senso della parola.</p>
<p>La serata è poi proseguita al Concept Restaurant dell’azienda, dove  l’alluminio, materiale classico delle pentole Agnelli, gioca da protagonista nella sala, enfatizzato dall’accostamento con elementi naturali come il Teak del pavimento, la stoffa dei tendaggi e le piante vicino alle finestre. Il Presidente Donizetti ha quindi ringraziato il sig. Agnelli per la squisita cortesia ed ospitalità, prima dell’ottima cena realizzata dallo chef Chicco Coria, che ha pure velocemente informato circa le caratteristiche dei piatti preparati ed il necessario rapporto con le tipologie di pentole e dei materiali che le costituiscono.</p>
<p>Nel corso della serata è stata inoltre conferita ad Antonio Zaccaria la Paul Harris con la motivazione che leggerete in altra parte del bollettino a riconoscimento dell’impegno che Antonio ha messo a disposizione del Club con la sua opera.</p>
<p>Al termine il Presidente ha ringraziato il sig. Agnelli omaggiandolo del nostro sigillo tra il plauso di tutti i presenti.</p>
<p>FCS</p>

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			<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/visita-agnelli-pentole/006-1024x768.jpg" title="Una suggestiva inquadratura delle Pentole Agnelli" class="shutterset_set_3" >
								<img title="Visita a Pentole Agnelli" alt="Visita a Pentole Agnelli" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/visita-agnelli-pentole/thumbs/thumbs_006-1024x768.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/visita-agnelli-pentole/009-1024x768.jpg" title="Sembrano tutti molto interessati. " class="shutterset_set_3" >
								<img title="Visita a Pentole Agnelli" alt="Visita a Pentole Agnelli" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/visita-agnelli-pentole/thumbs/thumbs_009-1024x768.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/visita-agnelli-pentole/015-1024x768.jpg" title="Senatori ?" class="shutterset_set_3" >
								<img title="Visita a Pentole Agnelli" alt="Visita a Pentole Agnelli" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/visita-agnelli-pentole/thumbs/thumbs_015-1024x768.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/visita-agnelli-pentole/026-1024x768.jpg" title="Amarcord" class="shutterset_set_3" >
								<img title="Visita a Pentole Agnelli" alt="Visita a Pentole Agnelli" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/visita-agnelli-pentole/thumbs/thumbs_026-1024x768.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/visita-agnelli-pentole/038-1024x768.jpg" title="Il Concept Restaurant" class="shutterset_set_3" >
								<img title="Visita a Pentole Agnelli" alt="Visita a Pentole Agnelli" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/visita-agnelli-pentole/thumbs/thumbs_038-1024x768.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/visita-agnelli-pentole/043-1024x768.jpg" title="Antonio Zaccaria riceve la Paul Harris dal Presidente Angelo Donizetti" class="shutterset_set_3" >
								<img title="Visita a Pentole Agnelli" alt="Visita a Pentole Agnelli" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/visita-agnelli-pentole/thumbs/thumbs_043-1024x768.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/visita-agnelli-pentole/056-1024x768.jpg" title="Il nostro ospite Baldassarre Agnelli ed il Presidente Angelo Donizetti." class="shutterset_set_3" >
								<img title="Visita a Pentole Agnelli" alt="Visita a Pentole Agnelli" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/visita-agnelli-pentole/thumbs/thumbs_056-1024x768.jpg" width="100" height="75" />
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		<title>I cambiamenti nella Scuola</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 07:23:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FCS</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni dei Soci]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[La conviviale di martedì 28 aprile, cui ha partecipato anche Martin Opitz socio del RC Neurupin (Germania) ha visto protagonista il nostro Matteo Oriani che ci ha aiutato a fare un poco di chiarezza su uno dei temi che più hanno infiammato l’agone politico nello scorso autunno, ossia la “riforma” della scuola. La riforma ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright">
<img class="alignnone size-medium wp-image-120" title="Il Presidente Donizetti e Oriani" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/04/oriani-008-300x225.jpg" alt="Il Presidente Donizetti e Oriani" width="300" height="225" style="margin: 0px"/>
</div>
<p>La conviviale di martedì 28 aprile, cui ha partecipato anche Martin Opitz socio del RC Neurupin (Germania) ha visto protagonista il nostro Matteo Oriani che ci ha aiutato a fare un poco di chiarezza su uno dei temi che più hanno infiammato l’agone politico nello scorso autunno, ossia la “riforma” della scuola.<br />
La riforma ed il ministro proponente sono stati bersaglio di un autentico fuoco di fila da parte degli oppositori: ora che essa è legge, è possibile analizzarne i punti salienti con maggiore serenità. Matteo ha spiegato che in realtà la vera riforma era e rimane quella c.d. “Moratti”. Questo intervento contiene poche innovazioni, con una serie di provvedimenti concepiti per aggiustare, sistemare, riordinare quel che bastava per iniziare a mettere al centro della scuola non lo Stato, e neanche i problemi sociali, bensì l’educazione dell’alunno e dello studente.<br />
Vengono introdotti tuttavia concetti più strettamente meritocratici e di attenzione alla formazione disciplinare, come il rafforzamento dell’educazione civica, il voto in condotta che fa media, la valutazione del rendimento scolastico con voti numerici espressi in decimi. Matteo ha poi affrontato la spinosa questione del c.d. “maestro unico” o meglio “prevalente”, affermando che non si è mai pensato di ridimensionare il tempo pieno ma soltanto di rendere più efficiente un corpo docente che per motivi atavici è spesso demotivato, non aggiornato e preoccupato di mantenere un insediamento a lungo termine.<br />
Altro punto analizzato è stata la riforma dei licei e degli istituti tecnici: qui si è potuto constatare che la riforma Moratti non ha dato i risultati sperati e quindi con il nuovo regolamento si è intervenuti per correggere quel sistema formativo che è fondamentale per assicurare il futuro del Paese, assieme all’Università.<br />
Affrontando quest’ultimo passaggio Matteo ha solo ricordato alcune delle singolari particolarità che interessano l’università italiana: 5500 corsi di specializzazione, un corpo docente a dir poco attempato che impedisce di fatto il ricambio se non per assicurarlo a figli, mogli e quant’altri, gestione economico finanziaria in molti casi disinvolta, con sprechi enormi di risorse a scapito della ricerca. In questo caso si è intervenuti cambiando la composizione delle commissioni che giudicheranno gli aspiranti professori universitari: a differenza di quanto accadeva finora, saranno quattro i professori sorteggiati da un elenco di commissari eletti a loro volta da una lista di ordinari del settore disciplinare oggetto del bando e da un solo professore ordinario nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando; stop alle baronie, più spazio ai giovani, premi agli atenei con bilanci virtuosi e giro di vite per quelli in rosso, con la previsione delle Fondazioni.<br />
Al termine interventi di Longo, Gelmi, Tironi e Nusiner, prima dell’omaggio a Matteo da parte del Presidente Donizetti per la competenza con cui ha esposto lo spinoso tema.<br />
FCS</p>
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		<title>Un sorriso per l&#8217;uomo</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 18:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[Martedì 21 aprile 2009.
Incontro con Don Claudio Visconti, responsabile Caritas Diocesana Bergamasca]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><img class="alignleft size-medium wp-image-108" title="img00077-20090421-2252" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/04/img00077-20090421-2252-300x225.jpg" alt="img00077-20090421-2252" width="300" height="225" style="margin:0px"/></div>
<p>Qualche dato per dare contorno alle considerazioni dialettiche successive :</p>
<p>4 dormitori, mense diurne,  5 centri di ascolto  oltre un migliaio di persone seguite quotidianamente, interventi di sostegno psicoterapeutico – testimonianza civile e religiosa in un contorno di volontariato consapevole. L’ambito territoriale di attività non è una metropoli ma è la nostra città e la nostra provincia; una presenza di 140 mila immigrati di diverse etnie (di cui circa 35 mila irregolari) affiancati, commisti, integrati (?) con un popolazione “indigena” di circa 800 mila individui.</p>
<p>Il contesto attuale è quello sotto gli occhi di tutti, una crisi economica rampante che porta in evidenza le nuove marginalità fatte di famiglie allo sbando, di lavoro che manca, di mutui da pagare e di aspettative del singolo che sono sottoposte a frustranti ridimensionamenti quotidiani. C’è una curva di impoverimento – mi verrebbe da dire non solo economico &#8211; che assume dimensioni iperboliche ed il terreno sociale si presta all’esasperazione, alla conflittualità, alla prevaricazione ed alla violenza.</p>
<p>Chi si fa “nominalmente” carico di gestire questo fenomeno, per certi versi indigesto, è in via prevalente pur non esclusiva la Caritas Diocesana ed il più fedele, sincero testimone di tale attività, Don Claudio Visconti, è stato nostro ospite alla conviviale del 21 aprile.</p>
<p>La povertà dei bisogni primari (mangiare – dormire &#8211; lavarsi). La solitudine delle persone, il problema relazionale ed il disagio dei singoli. Il presidio del senso della vita a contrasto delle dipendenze in genere. Ecco le tre linee direttrici, razionalmente pratiche, ineluttabilmente imprescindibili, drammaticamente costose sia in termini economici che di impegno<br />
umano, che caratterizzano l’attività coordinata da don Claudio. Le analisi sociologiche commissionate dalla Caritas diocesana danno una visione del nostro territorio estremamente<br />
puntuale sino a rendere evidente la ”complicità” della politica che da una parte demonizza la presenza di irregolari fra le cosiddette badanti e, dall’altra, non ha ricette per la soluzione dei problemi collegati con i nostri anziani che anche attraverso le badanti irregolari &#8211; pagate dalle famiglie &#8211; non rappresentano un onere diretto di gestione del problema; sino a rendere giustizia all’esercito di volontari che si prestano quotidianamente senza gratificazioni ufficiali a costo zero; sino a porre in risalto che la “molla” si sta caricando e l’esercito<br />
di irregolari in questo contesto economico è destinato ad aumentare così come la conflittualità e la disgregazione familiare.</p>
<p>Il messaggio lasciato a tutti noi attenti e per certi versi compresi nello sforzo di rappresentare come commestibile una pietanza indigesta, è che lavorare per l’uomo, per la sua dignità, per lacustodia del suo bisogno di solidarietà sociale, per combattere ogni sorta di risentimento ed invidia è possibile e, soprattutto, gratificante.  La serenità con cui don Claudio  Visconti ha rappresentato quanto noi molto spesso con livore e tensione rappresentiamo è, di per sé stesso, testimonianza di come la Fede possa essere, al di là delle proprie convinzioni, un vigoroso motore che risulta indispensabile per determinati percorsi.</p>
<p>Ad ognuno di noi, con le proprie riflessioni, il bilancio di questa serata fatta di dubbi e certezze in un contorno di schietta sincerità.</p>
<p>Alberto Longo</p>
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		<title>Le nostre radici nella lingua</title>
		<link>http://www.rotarybgnord.it/2009/03/10/le-nostre-radici-nella-lingua/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 22:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ stato difficile cercare di sintetizzare la ricca e complessa relazione del Prof. Umberto Zanetti, che ha toccato il tema delle radici basato sulla concezione anglosassone e americana, spaziando per il concetto di gente, di territorio, del senso di appartenenza ad una comunità, ma non solo. E’ meglio però andare con ordine: la serata è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright">
<img src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/05/zanetti-e-donizetti.jpg" alt="zanetti-e-donizetti" title="zanetti-e-donizetti" width="379" height="568" class="alignnone size-full wp-image-141" style="margin:0px"/>
</div>
<p>E’ stato difficile cercare di sintetizzare la ricca e complessa relazione del Prof. Umberto Zanetti, che ha toccato il tema delle radici basato sulla concezione anglosassone  e americana, spaziando per il concetto di gente, di territorio, del senso di appartenenza ad una comunità, ma non solo. E’ meglio però andare con ordine: la serata è  stata aperta dai saluti di rito del nostro Presidente, che ha anche introdotto il nostro relatore Prof. Umberto Zanetti, cultore della storia orobica, delle sue tradizioni, del nostro dialetto, accademico dell’ateneo di belle arti e lettere di Città Alta. Dopo la presentazione dell’illustre ospite Angelo ci ha introdotto al<br />
particolare menù della serata a base di brasato, il piatto di carne povero per eccellenza. Tre erano le tipologie di pietanze accompagnate dalla polenta: gulasch,  brasato classico, brasato con i funghi. Terminata la cena, perfettamente preparata dai cuochi del nostro ristorante, il Prof. Zanetti ci ha intrattenuto con una ricca relazione sul tema delle origini con grande maestria dialettica, tenendo accesa l’attenzione di tutti. Innanzitutto è stato precisato che il nome Bergamo non deriva, come i più sostengono, dai termini &#8220;Berg&#8221;-montagna e &#8220;Heim&#8221;–casa, ma dal più mediterraneo e prelatino “barga” ovvero capanna. La relazione ha spaziato dal concetto di radici che ha un significato ampio e concepisce l’appartenenza ad una “gens”, ad un territorio, ad una comunità.<br />
Zanetti ha incentrato la sua relazione anche sul ruolo della donna nella nostra storia, una lettura esente da femminismo, ma molto chiara: la donna era la padrona della casa ed aveva un ruolo determinante nelle società celtiche, al punto da aver diritto di far annullare contratti stipulati dal marito o aprire una propria attività.<br />
Il nostro insigne relatore ha poi condannato il concetto moderno di multiculturalità: le società possono essere multietniche, ma non devono perdere la loro identità annacquandosi in una multiculturalità forzata. In chiusura della lunga relazione il Prof. Zanetti ci ha fatto ascoltare un brano, inciso da Bortolo Belotti nel 1938 che in meno di due minuti ripercorre la storia di Bergamo, con l’eloquenza e l’oratoria dannunziana tipica del tempo. Diversi gli interventi, visti gli stimoli e le provocazioni  lanciate, Tironi e Acerbis si sono complimentati con Zanetti per il grande livello dell’intervento ed hanno posto l’accento sul tema della società multiculturale.<br />
Infine il Professore, sollecitato da Longo, ha condannato la rincorsa al dialetto con i metodi odierni, attraverso i fenomeni musicali quali il Bepi o l’insegnamento  obbligatorio del dialetto nelle scuole.  Zanetti ha sostenuto la necessità di insegnare la storia e le tradizioni locali, non semplicemente la lingua locale.<br />
A fine serata, come ringraziamento, il Presidente ha consegnato al nostro ospite la medaglia del club e il gagliardetto. (n.d.r. è stata chiesta al Prof. Zanetti copia della sua relazione, appena sarà da lui rivista, sarà a disposizione dei soci)<br />
<em>Matteo Oriani</em></p>
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