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	<title>Rotary Club Bergamo Nord &#187; cultura</title>
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		<title>Il vetro dei Dogi</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 20:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni dei Soci]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[professionalità]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright">
<div id="attachment_678" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-678" href="http://www.rotarybgnord.it/2010/10/19/il-vetro-dei-dogi/caminiti_longo/"><img class="size-medium wp-image-678" title="Caminiti_Longo" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/12/Caminiti_Longo-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" /></a><p class="wp-caption-text">Domenico Caminiti e Alberto Longo</p></div>
</div>
<p>Come  avranno  avuto modo  di  notare  tutti  coloro  che  vi hanno partecipato, le ultime conviviali del nostro Club sono  state  contrassegnate  da  un  denominatore  comune, una  sorta di <em>fil  rouge</em> che  le ha unite e caratterizzate, ci riferiamo  alla  passione  per  il  lavoro  e  per  la  qualità  dei prodotti di cui ci hanno parlato, appunto, gli  imprenditori che si sono via via  succeduti in veste di relatori. E anche il  sig.  <strong>Domenico  Caminiti</strong>,  parlandoci  martedì  scorso della  fornace  “<strong>Il  vetro  dei Dogi</strong>”  non  si  è  allontanato  da questa traccia nel momento in cui ci ha detto di avere lasciato il mondo bancario per avvicinarsi, per pura passione, all’affascinate mondo del vetro d’arte e quindi, necessariamente,  a Murano  ed  alle  sue  storiche  vetrerie  che risalgono  ad  epoche  al  1300-1400.  Mondo  in  crisi,  ma solo &#8211; o quasi solo &#8211; per quella parte di esso rappresentata dalle aziende che alla qualità hanno preferito la quantità e che oggi, oltre alla congiuntura economica generale, subiscono  la concorrenza dei Paesi orientali che,  invece, sembra non toccare  le fornaci che, privilegiando  la qualità,  hanno  continuato    nel  solco  della  tradizione  vetraria lagunare. Scelta difficile questa, non solo perché  la  lavorazione interamente manuale impedisce l’adozione di forme  lineari e perciò più moderne, ma anche perché comporta  la  necessità  di  impiegare  senza  lesinare  le  foglie d’oro e d’argento che vengono  incorporate  in abbondanza  in quasi  tutti  i  lampadari, oltre che di sostenere  il  rilevante costo dei maestri vetrai, che si  tramandano di padre  in  figlio  i  segreti  dai  quali  dipende  la  buona  riuscita dell’opera. A conferma del particolare  interesse suscitato dai nostri ospiti e della realtà della quale sono stati buoni testimoni,   la serata è stata caratterizzata da un  insolito numero di domande e di interventi che hanno dato luogo ad  una  sorta  di  botta  e  risposta  che  ci  ha  permesso  di apprendere una serie di nozioni che, se ci  fossero state propinate  in  forma  diversa,  ci  avrebbero  forse  annoiato.</p>
<p>Abbiamo  appreso  cosa  sono  le  “murrine”  &#8211;  piccolissimi cilindretti di vetro colorato ricavati da “canne” precedentemente “soffiate” e poi raffreddate, che vengono fuse all’interno di una massa  fusa per colorala e decorarla  &#8211; e come  le sabbie silicee  ricche di carbonati di calcio e sodio vengano  fuse  in  forni a  temperature di 1300-1440 gradi, per essere poi colorate con l’impiego di ossidi di vario tipo &#8211;  cobalto, manganese,  cadmio,  selenio  &#8211;  e  lavorate manualmente in modo che nessun pezzo può mai dirsi simile  all’altro.  Il  tutto  finisce  poi  per  essere  assemblato  in lampadari di straordinaria bellezza, che possono raggiungere dimensioni stupefacenti  &#8211; anche 10 metri di altezza per 2-3 metri di diametro &#8211; e che sono ancora destinati ad ornare  i  palazzi  di  regnanti  e magnati  di mezzo mondo.</p>
<p>Anche ai più attenti, però, è sfuggito un particolare che ci piace evocare per dichiarato “<em>spirito di corpo</em>”: nonostante il perfetto accento  veneto  il  sig. Caminiti è uno dei  tanti figli del profondo sud &#8211;  la sua  famiglia proviene  infatti da Reggio  Calabria  &#8211;  che  hanno  saputo  dimostrare  come l’intelligenza,  l’intraprendenza e  la voglia di  lavorare non abbiano patria, ma si possano incontrare ovunque.</p>
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		<title>Volare in aliante : vincere con la mente</title>
		<link>http://www.rotarybgnord.it/2010/02/23/volare-in-aliante-vincere-con-la-mente/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 20:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ospiti del Club Leonardo e Riccardo Brigliadori, che, preceduti dal loro straordinario curriculum di titoli e vittorie, hanno introdotto i soci e gli ospiti nel magico mondo del volo a vela. I due relatori hanno spiegato come si realizza oggi il sogno di Icaro, anche attraverso l’ausilio di due contributi video che hanno spiegato ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright">
<div id="attachment_561" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/02/Gelmi_Brigliadori.jpg"><img class="size-medium wp-image-561" title="Gelmi_Brigliadori_Brigliadori" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/02/Gelmi_Brigliadori-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Leonardo Brigliadori, Luigi Gelmi, Riccardo Brigliadori</p></div>
</div>
<p>Ospiti del Club <strong>Leonardo</strong> e <strong>Riccardo Brigliadori</strong>, che, preceduti dal loro straordinario curriculum di titoli e vittorie, hanno introdotto i soci e gli ospiti nel magico mondo del volo a vela.</p>
<p>I due relatori hanno spiegato come si realizza oggi il sogno di Icaro, anche attraverso l’ausilio di due contributi video che hanno spiegato ai profani il delicato equilibrio tra tecnologia ed intuito che permette all’aliante di veleggiare. L’aria infatti è piena di energia ed il pilota comprende che le forze della natura sono a sua disposizione, se ha imparato a non temerle bensì a rispettarle, ad ascoltarle, a coglierne i minimi segni con la propria più totale attenzione.<br />
I relatori hanno spiegato le varie fasi del volo, dal decollo all’atterraggio, suscitando numerosi interventi dei soci nel corso delle spiegazioni.</p>
<p>Il decollo può avvenire in vari modi, per esempio al traino di un aereo a motore oppure grazie alla trazione esercitata, tramite un cavo lungo anche 1000 metri, da un potente verricello fisso al suolo. Una volta in volo l’aliante, lentamente ma inesorabilmente, scende. L’energia potenziale dovuta alla quota viene infatti usata per vincere la resistenza aerodinamica e planare alla ricerca di energia. Se il pilota riesce a trovare una zona dove l’aria non è statica, ma sale verso l’alto, allora l’aliante salirà con essa, guadagnando di nuovo quota. Il vento non è l’unico responsabile dei movimenti verticali di una massa d’aria: il sole, in una bella giornata, scalda il terreno e quest’ultimo scalda l’aria di un sottile strato (qualche decina di metri) a contatto con esso; come una mongolfiera, anche l’aria intiepidita tende ad alzarsi e si organizza in una invisibile, stretta colonna ascendente che chiamiamo “una termica”.</p>
<p>Il pilota esperto mantiene il proprio aliante all’interno della termica il più a lungo possibile, compiendo una serie di spirali esattamente come gli uccelli veleggiatori quali rapaci e cicogne. Una normale termica ha un diametro compreso tra i 100 e i 400 metri, e sale fino al raggiungimento di una quota di equilibrio che dipende anche dalla differenza di temperatura rispetto all’aria circostante; spesso ciò significa almeno 1000 ma anche 3000 metri e oltre.</p>
<p>Con il crescere dell’esperienza, oggi un volovelista può ambire a mete che sembrano inverosimili. Il record mondiale di quota è di oltre 14.000 metri, ma ben più importante è quello di distanza pari a 3000 chilometri percorsi in un solo giorno (di notte, senza l’energia del sole, gli alianti non volano); il record di velocità su percorso di 500 o di 1000 Km. sono di oltre 200 km/h. Nessuno di questi valori è destinato a durare a lungo. Ogni anno vengono effettuati centinaia di tentativi per nuovi primati mondiali o nazionali. Il volo più lungo fatto in Italia è stato fatto attraversando tutta le Penisola da Como fino a Taranto (volo effettuato proprio da Leonardo Brigliadori) .</p>
<p>Qualunque buon pilota, dopo un paio di anni di esperienza, può volare per diverse centinaia di chilometri in una normale giornata, senza affrontare costi esagerati e utilizzando la flotta di un Club volovelistico, che in Italia sono circa trenta, con punte di eccellenza in Lombardia tra cui spiccano <strong>Alzate Brianza</strong> e <strong>Valbrembo</strong>, dove opera il nostro Andrea Lanfranchi, cui dobbiamo questa splendida serata, che ha avuto il merito di farci respirare atmosfere inconsuete e suggestive ma soprattutto di farci capire come la sintonia con l’ambiente rimanga la miglior medicina per vincere le mille tensioni che ci legano a terra.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Filippo Crippa Sardi</em></p>
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		<title>Il Codice Atlantico di Leonardo &#8230; digitale.</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 20:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[La conviviale di Martedì 09 Febbraio ha rappresentato la sintesi delle intersezioni tra la nostra storia, il nostro passato, e le nuove tecnologie che hanno come obiettivo la loro preservazione nella memoria e nella fruibilità. E così, il nostro ospite relatore, Sergio Bellini, titolare di Mida Informatica, ci ha illustrato l&#8217;ultima fatica che ha visto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright">
<div id="attachment_549" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/02/IMG00154-20100209-2235.jpg"><img class="size-medium wp-image-549" title="Gelmi_Bellini" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/02/IMG00154-20100209-2235-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Luigi Gelmi e Sergio Bellini di Mida Informatica</p></div>
</div>
<p>La conviviale di Martedì 09 Febbraio ha rappresentato la sintesi delle intersezioni tra la nostra storia, il nostro passato, e le nuove tecnologie che hanno come obiettivo la loro preservazione nella memoria e nella fruibilità. E così, il nostro ospite relatore, <strong>Sergio Bellini, titolare di Mida Informatica</strong>, ci ha illustrato l&#8217;ultima <em>fatica</em> che ha visto come oggetto il <strong>Codice Atlantico di Leonardo</strong>.</p>
<p>Tramite il breve video di presentazione, che potete trovare di seguito, abbiamo appreso delle sofisticate tecniche di digitalizzazione specifiche per opere così delicate tramite scanner planetari e, soprattutto, delle problematiche connesse alla conservazione nel tempo, non solo dell&#8217; inestimabile originale (ogni foglio del codice è assicurato per oltre 750 mila euro) , ma anche delle <em>copie</em> digitali che, se non correttamente riprodotte su nuovi supporti, corrono pure il rischio di &#8220;svanire&#8221; nella inevitabile perdita di <em>bit</em> insita nei supporti magnetici o, peggio, di divenire inutilizzabili causa l&#8217;obsolescenza della tecnologia che le ha prodotte: una copia su CD è infatti più sicura ma &#8230; per quanto tempo saranno ancora in circolazione i lettori CD ?</p>
<p>Bellini ha anche portato con se una delle riproduzioni dell&#8217;intero codice, edite in versione limitata e numerata dalla Biblioteca Ambrosiana, di cui l&#8217;Italia ha fatto recentemente dono ai capi di stato intervenuti al vertice dell&#8217;Aquila.</p>
<p>Molti gli interventi dei soci, diversi dei quali hanno colto il &#8220;valore&#8221; non solo dell&#8217;opera originale ma anche quella del <em>fac-simile</em> &#8230; investimenti in vista ?</p>
<p>Il Presidente Luigi Gelmi ha quindi chiuso la serata donando a Sergio Bellini il medaglione del Club.</p>
<p><object width="445" height="364"><param name="movie" value="http://www.youtube-nocookie.com/v/prjcyn3qZbk&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube-nocookie.com/v/prjcyn3qZbk&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="445" height="364"></embed></object></p>
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		<title>Chi è l&#8217;uomo della Sindone di Torino ?</title>
		<link>http://www.rotarybgnord.it/2009/11/24/chi-e-luomo-della-sindone-di-torino/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 20:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Interessante incontro martedì 24 novembre con il prof. Padre Rafael Pascual, Decano della Facoltà di Filosofia e Direttore del Master in Scienza e Fede &#8211; Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, Roma, sul tema “Chi è l’uomo della Sindone di Torino?” Dopo un excursus sulla storia della Sindone e le sue travagliate vicende che, presumibilmente, l’hanno condotta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><img class="alignnone size-medium wp-image-456" style="margin:0px; padding:0px;" title="Luigi Gelmi" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/11/CIMG2963L-300x187.jpg" alt="Luigi Gelmi" width="300" height="187" /></div>
<p>Interessante incontro martedì 24 novembre con il <strong>prof. Padre Rafael Pascual</strong>, Decano della Facoltà di Filosofia e Direttore del Master in Scienza e Fede &#8211; Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, Roma, sul tema “<strong>Chi è l’uomo della Sindone di Torino?</strong>”</p>
<p>Dopo un excursus sulla storia della Sindone e le sue travagliate vicende che, presumibilmente, l’hanno condotta da Gerusalemme, ad Edessa, a Costantinopoli, a Lirey (Francia) e infine a Torino nel 1578 grazie a San Carlo Borromeo, il nostro relatore si è immerso nella ‘calda’ tematica della serata, cioè il dibattito sull’autenticità del telo quale effettivo lenzuolo che avvolse il corpo di Gesù dopo la crocifissione. La premessa è stata che intorno all’autenticità della Sindone si è da sempre sviluppato un accesissimo dibattito: vi sono state dispute al riguardo già nel XIV secolo, quando la Sindone comparve per la prima volta in modo documentato, allorché Geoffroy de Charny depose il Lenzuolo nella chiesa da lui fondata, nel 1353, nel suo feudo di Lirey in Francia. Le discussioni sono riprese alla fine del XIX secolo, quando la prima fotografia della Sindone ha rivelato le particolari caratteristiche dell&#8217;immagine e ha suscitato l&#8217;interesse degli studiosi su di essa. I numerosi <strong>studi scientifici</strong> eseguiti da allora non sono serviti a chiarire in modo definitivo la questione, ma solo ad accendere maggiormente il dibattito nel quale si &#8220;scontrano&#8221; studiosi convinti che la Sindone sia una reliquia e studiosi altrettanto convinti che invece sia un falso. Tra le parti sorgono critiche accese sull&#8217;operato dei ricercatori della parte avversa, dibattito che migra sul confronto di convinzioni religiose ed antireligiose. Vi sono tuttavia &#8220;scettici&#8221; anche tra i cristiani e viceversa ci sono non cristiani convinti che essa sia autentica.</p>
<p>L’esame più recente, quello del cosiddetto Carbonio 14, eseguita contemporaneamente e indipendentemente nel 1988 dai laboratori di Oxford, Tucson e Zurigo, ha datato il campione esaminato tra il 1260 e il 1390, quindi in piena epoca medioevale; tuttavia, successivamente, altri studiosi hanno contestato la validità del test in quanto il campione scelto sarebbe stato oggetto di successive ricuciture della Sindone, e quindi avrebbe falsato l’esame.</p>
<p>Il nostro relatore, mediante l’ausilio di documentazione fotografica, ha sostenuto la tesi dell’autenticità della reliquia, avvalorandola con il supporto di esami probatori ottenuti mediante varie tecnologie, pareri medico-legali, ed anche valutazioni storico-artistiche, secondo le quali l’immagine dell’uomo della Sindone sarebbe stata presa come riferimento iconografico già da artisti orientali in epoca molto antecedente al medioevo, o addirittura in monete bizantine.</p>
<p>Va ricordato che la Chiesa cattolica non si esprime ufficialmente sulla questione dell&#8217;autenticità, lasciando alla scienza il compito di esaminare le prove a favore e contro, ma ne autorizza il culto come reliquia. Le chiese protestanti considerano invece la venerazione della Sindone, e delle reliquie in genere, una manifestazione di religiosità popolare di origine pagana, estranea al messaggio evangelico.</p>
<p>Vivace al termine il dibattito e le domande al nostro relatore, e non poteva essere altrimenti dato il tema così stimolante, per la cui analisi approfondita comunque non basterebbero mesi e mesi… Tuttavia una domanda, in particolare, è sembrata porsi come suggello della serata: ‘perché la Sindone’? Ovvero, è davvero così fondamentale sapere se si tratti di un oggetto autentico o no? Come più volte affermato da Padre Pascual, a ognuno la propria risposta.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>

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			<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/20091124_sindone/CIMG2963L.jpg" title="Il Presidente Luigi Gelmi che introduce il prof. Padre Raphael Pascual (alla sinistra)" class="shutterset_set_11" >
								<img title="Tavolo della Presidenza" alt="Tavolo della Presidenza" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/20091124_sindone/thumbs/thumbs_CIMG2963L.jpg" width="100" height="75" />
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								<img title="Padre Raphael Pascual" alt="Padre Raphael Pascual" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/20091124_sindone/thumbs/thumbs_CIMG2965L.jpg" width="100" height="75" />
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								<img title="La Sindone" alt="La Sindone" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/20091124_sindone/thumbs/thumbs_CIMG2967L.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/20091124_sindone/CIMG2968L.jpg" title="Numerose presenze in sala" class="shutterset_set_11" >
								<img title="La Sala" alt="La Sala" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/20091124_sindone/thumbs/thumbs_CIMG2968L.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/20091124_sindone/CIMG2969L.jpg" title="Un momento del dibattito" class="shutterset_set_11" >
								<img title="Andrea Lanfranchi" alt="Andrea Lanfranchi" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/20091124_sindone/thumbs/thumbs_CIMG2969L.jpg" width="100" height="75" />
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		<title>Le abitudini dei consumatori : i centri commerciali</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 20:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Interessante e vivace serata quella di martedì 22 settembre all’Antica Perosa. Il tema &#8220;Impatto della crisi finanziaria sul comportamento dei consumatori&#8221; è stato trattato dal Dr. Roberto Fraticelli, Direttore Finanziario della società olandese Eurocommercial Properties, proprietaria fra l’altro del Centro Commerciale di Curno. E proprio il Centro di Curno è stato oggetto dell’esame del relatore, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/11/Roberto_Fraticelli.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-396" title="Roberto_Fraticelli" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/11/Roberto_Fraticelli.jpg" alt="Roberto_Fraticelli" width="361" height="264" /></a></div>
<p>Interessante e vivace serata quella di martedì 22 settembre all’Antica Perosa. Il tema &#8220;<strong><em>Impatto della crisi finanziaria sul comportamento dei consumatori</em></strong>&#8221; è stato trattato dal <strong>Dr. Roberto Fraticelli</strong>, Direttore Finanziario della società olandese Eurocommercial Properties, proprietaria fra l’altro del Centro Commerciale di Curno.</p>
<p>E proprio il Centro di Curno è stato oggetto dell’esame del relatore, che ha esaminato i comportamenti dei consumatori negli ultimi anni, particolarmente nell’ultimo periodo caratterizzato dalla pesante crisi economico finanziaria tuttora in corso. Nonostante la tematica piuttosto ‘tecnica’, la relazione ha sollevato un&#8217;appassionata serie di domande e risposte, a testimonianza di quanto i centri Commerciali siano diventati una realtà di primaria importanza non solo sotto lo stretto profilo del ‘fare shopping’, ma quali veri e propri protagonisti di ‘costume’ e vita sociale. La relazione ha messo in evidenza quali rigoroso controllo e politiche di marketing stiano alla base dei successi dei Centri Commerciali; è inoltre emerso quanto gli atteggiamenti dei consumatori rilevati attraverso la ‘cartina di tornasole’ del centro Commerciale possano fornire alcuni fra gli indicatori più significativi in termini di comportamenti e gestione finanziaria delle famiglie.</p>
<p>In particolare è stato mostrato che per il Centro di Curno, nel periodo della crisi economica:</p>
<ul>
<li>Le presenze della clientela sono state abbastanza costanti: forse meno clienti, ma che frequentano più spesso.</li>
<li>Le persone acquistano in modo diverso: non più ‘grandi spese’ tutte insieme ma maggiormente ‘rateizzate’, come si evince dalla combinazione fra un importo scontrino medio inferiore rispetto al 2005, il maggiore numero di visite medio e fatturati in lieve calo.</li>
<li>I settori più colpiti dalla crisi sembrano essere quelli con prodotti di maggiore costo (i.e. elettrico e gioielli) e fashion (i.e. sport, casalinghi e moda) con una buona tenuta delle boutique. C’è però da rilevare come parte della riduzione dei fatturati, soprattutto nel settore elettrico e fashion sia dovuta ad una forte riduzione dei prezzi (i.e. lo stesso televisore costa il 20% in meno). </li>
<li>‘Tiene’ invece, ed anzi registra un incremento, il settore cibo-ristoranti, vero motore trainante e ‘garanzia finanziaria’ per i Centri Commerciali.</li>
<li>L’ottima qualità dei negozi all’interno del centro ed un livello di affitti sostenibili hanno permesso al centro di sentire in maniera minore l’impatto della crisi rispetto ad altri centri concorrenti. </li>
<li>E’ da tenere sotto stretto controllo l’impatto dell’utilizzo di internet negli acquisti (ricerca della convenienza/bargain hunt).</li>
</ul>
<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/11/Luigi_Gelmi_Roberto_Fraticelli.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-397" title="Luigi_Gelmi_Roberto_Fraticelli" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/11/Luigi_Gelmi_Roberto_Fraticelli.jpg" alt="Luigi_Gelmi_Roberto_Fraticelli" width="349" height="245" /></a></div>
<p>Alcune altre significative osservazioni svolte dal relatore hanno riguardato l’aumento della presenza nel Centro Commerciale degli uomini e in particolare dei lavoratori autonomi, a testimonianza dei mutati costumi sociali familiari (l’uomo va più spesso a fare la spesa) e di composizione del mercato del lavoro (meno posti fissi); il costante incremento di ruolo del CC come punto di ritrovoaggregazione (anche in funzione delle condizioni climatiche), che induce sempre maggiormente ad implementare la predisposizione di eventi di richiamo, di servizi quali posta, farmacia, nursery, spazio giochi ecc. Molto vivace, come detto, il dibattito e la richiesta di informazioni al nostro relatore. A fine serata, come ringraziamento, il Presidente ha consegnato al nostro ospite la medaglia del Club e il gagliardetto.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
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		<title>Un obiettivo sull&#8217;11 Settembre</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 20:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Serata dedicata all’opera fotografica di Fernando Zaccaria, artista nato nel 1970, che si divide tra New York City e l&#8217;Italia, dove vive. Un’interessante sintesi della recente opera di Zaccaria è stata presentata da Markus Ophälders, docente in filosofia estetica presso la Università degli Studi di Milano. Diverse delle immagini presentate sono incentrate sul World Trade [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/11/Gelmi_Zaccaria_Ophalders.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-390" title="Gelmi_Zaccaria_Ophalders" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/11/Gelmi_Zaccaria_Ophalders.jpg" alt="Gelmi_Zaccaria_Ophalders" width="372" height="279" /></a></div>
<p>Serata dedicata all’opera fotografica di <strong>Fernando Zaccaria</strong>, artista nato nel 1970, che si divide tra New York City e l&#8217;Italia, dove vive.<br />
Un’interessante sintesi della recente opera di Zaccaria è stata presentata da <strong>Markus Ophälders</strong>, docente in filosofia estetica presso la Università degli Studi di Milano.<br />
Diverse delle immagini presentate sono incentrate sul World Trade Center, insieme luogo geografico e simbolico, oggetto della ricerca di Zaccaria proprio un mese prima dell’ 11 settembre 2001. Alcune sue opere saranno presenti nel Museo “NATIONAL 9/11 MEMORIAL&amp; MUSEUM”, che aprirà nel 2011 a Ground Zero, a testimonianza della rilevanza ‘newyorkese’ dell’artista. ‘Riflessi e Riflessioni’ il tema della serata: le fotografie di Zaccaria colgono infatti riflessi di luce nella vita quotidiana, innescando riflessioni sulla presenza – assenza della spiritualità nella nostra società. Zaccaria spazia nella sua indagine dalle architetture urbanistiche della città di New York, ai suoi abitanti, ritratti nello stile convulso e frenetico della metropoli, agli elementi naturali dell’ambiente.</p>
<p>Nella lettura del Prof. Ophälders, proprio l’astrattezza delle superfici dei grattacieli newyorkesi riflette e rispecchia la vita e l’esperienza moderne; queste immagini non sono la vita in quanto tale, ma ne sono pregne e si imprimono nella memoria di chi le guarda cercando di ricostruire ponti sopra l’abisso della catastrofe. Tale intreccio tra il concreto e l’astratto, tra l’immagine e la riflessione, costituisce la cifra della fotografia che non s’arresta mai al meramente visibile e porta lo sguardo continuamente oltre la cornice, verso un qualcosa che immediatamente e intuitivamente non si può cogliere.</p>
<p>Il Prof. Ophälders ha evidenziato come l’approccio di Zaccaria alla fotografia quale forma d’arte abbia una pressante esigenza filosofica; infatti nei suoi scatti si evidenzia la ricerca per il movimento, per un dinamismo originario letto attraverso le tracce di luce registrate dall’apparecchio fotografico. Ma l’immagine è ‘costruita’, e tale costruzione, poiché l’autore non fa uso di effetti digitali, filtri, o doppi scatti richiede tempi di preparazione molto lunghi; non si tratta solo di cogliere l’attimo, come la tecnica stessa della fotografia richiede, si tratta piuttosto di attenderlo, di cercarlo per poterlo scoprire, attraverso un lavoro di osservazione paziente, prolungato e soprattutto molto vigile e attento. ‘Occorre aver sognato a lungo per agire velocemente’, è stato detto, e in qualche modo la fotografia di Zaccaria segue una tensione analoga: sogna, osserva, contempla e ricerca prima di fissare l’istante, ma nel momento in cui lo fissa, non coglie mai l’attimo in modo diretto; molto spesso lo coglie di riflesso, come certa filosofia che non conosce immediatezza se non quella che risulta dal processo delle mediazioni.</p>
<p>Il dibattito successivo alla presentazione ha spaziato inoltre sui temi di più pressante attualità riguardanti la società americana, protagonista in questa fase storica sia nel bene che nel male: nel bene grazie alle grandi speranze suscitate nel mondo dalla elezione alla Presidenza di Barack Obama; nel male per essersi rivelata la culla della più grande crisi economica e finanziaria mondiale dal dopoguerra.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>

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