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	<title>Rotary Club Bergamo Nord &#187; arte</title>
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		<title>Il vetro dei Dogi</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 20:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni dei Soci]]></category>
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		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright">
<div id="attachment_678" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-678" href="http://www.rotarybgnord.it/2010/10/19/il-vetro-dei-dogi/caminiti_longo/"><img class="size-medium wp-image-678" title="Caminiti_Longo" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/12/Caminiti_Longo-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" /></a><p class="wp-caption-text">Domenico Caminiti e Alberto Longo</p></div>
</div>
<p>Come  avranno  avuto modo  di  notare  tutti  coloro  che  vi hanno partecipato, le ultime conviviali del nostro Club sono  state  contrassegnate  da  un  denominatore  comune, una  sorta di <em>fil  rouge</em> che  le ha unite e caratterizzate, ci riferiamo  alla  passione  per  il  lavoro  e  per  la  qualità  dei prodotti di cui ci hanno parlato, appunto, gli  imprenditori che si sono via via  succeduti in veste di relatori. E anche il  sig.  <strong>Domenico  Caminiti</strong>,  parlandoci  martedì  scorso della  fornace  “<strong>Il  vetro  dei Dogi</strong>”  non  si  è  allontanato  da questa traccia nel momento in cui ci ha detto di avere lasciato il mondo bancario per avvicinarsi, per pura passione, all’affascinate mondo del vetro d’arte e quindi, necessariamente,  a Murano  ed  alle  sue  storiche  vetrerie  che risalgono  ad  epoche  al  1300-1400.  Mondo  in  crisi,  ma solo &#8211; o quasi solo &#8211; per quella parte di esso rappresentata dalle aziende che alla qualità hanno preferito la quantità e che oggi, oltre alla congiuntura economica generale, subiscono  la concorrenza dei Paesi orientali che,  invece, sembra non toccare  le fornaci che, privilegiando  la qualità,  hanno  continuato    nel  solco  della  tradizione  vetraria lagunare. Scelta difficile questa, non solo perché  la  lavorazione interamente manuale impedisce l’adozione di forme  lineari e perciò più moderne, ma anche perché comporta  la  necessità  di  impiegare  senza  lesinare  le  foglie d’oro e d’argento che vengono  incorporate  in abbondanza  in quasi  tutti  i  lampadari, oltre che di sostenere  il  rilevante costo dei maestri vetrai, che si  tramandano di padre  in  figlio  i  segreti  dai  quali  dipende  la  buona  riuscita dell’opera. A conferma del particolare  interesse suscitato dai nostri ospiti e della realtà della quale sono stati buoni testimoni,   la serata è stata caratterizzata da un  insolito numero di domande e di interventi che hanno dato luogo ad  una  sorta  di  botta  e  risposta  che  ci  ha  permesso  di apprendere una serie di nozioni che, se ci  fossero state propinate  in  forma  diversa,  ci  avrebbero  forse  annoiato.</p>
<p>Abbiamo  appreso  cosa  sono  le  “murrine”  &#8211;  piccolissimi cilindretti di vetro colorato ricavati da “canne” precedentemente “soffiate” e poi raffreddate, che vengono fuse all’interno di una massa  fusa per colorala e decorarla  &#8211; e come  le sabbie silicee  ricche di carbonati di calcio e sodio vengano  fuse  in  forni a  temperature di 1300-1440 gradi, per essere poi colorate con l’impiego di ossidi di vario tipo &#8211;  cobalto, manganese,  cadmio,  selenio  &#8211;  e  lavorate manualmente in modo che nessun pezzo può mai dirsi simile  all’altro.  Il  tutto  finisce  poi  per  essere  assemblato  in lampadari di straordinaria bellezza, che possono raggiungere dimensioni stupefacenti  &#8211; anche 10 metri di altezza per 2-3 metri di diametro &#8211; e che sono ancora destinati ad ornare  i  palazzi  di  regnanti  e magnati  di mezzo mondo.</p>
<p>Anche ai più attenti, però, è sfuggito un particolare che ci piace evocare per dichiarato “<em>spirito di corpo</em>”: nonostante il perfetto accento  veneto  il  sig. Caminiti è uno dei  tanti figli del profondo sud &#8211;  la sua  famiglia proviene  infatti da Reggio  Calabria  &#8211;  che  hanno  saputo  dimostrare  come l’intelligenza,  l’intraprendenza e  la voglia di  lavorare non abbiano patria, ma si possano incontrare ovunque.</p>
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		<title>Il &#8220;Service Rotariano&#8221; e le nostre più significative realizzazioni.</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 21:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Club]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;anno nuovo inizia con una serata interamente dedicata al concetto di Service Rotariano, alle sue premesse e alle sue modalità di svolgimento.  Il nostro presidente, Luigi Gelmi, l&#8217;ha voluta quale sorta di proficuo ripasso sugli aspetti teorici e pratici di quello che è l&#8217;elemento caratterizzante e distintivo di ogni Rotary Club. Ma la serata, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><img class="alignnone size-medium wp-image-509" title="Luigi_Gelmi_20100112" style="margin:0" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/01/Luigi_Gelmi_20100112-300x184.jpg" alt="Luigi_Gelmi_20100112" width="300" height="184" /></div>
<p>L&#8217;anno nuovo inizia con una serata interamente dedicata al concetto di <em><strong>Service Rotariano</strong></em>, alle sue premesse e alle sue modalità di svolgimento.  Il nostro presidente, Luigi Gelmi, l&#8217;ha voluta quale sorta di proficuo <em>ripasso </em>sugli aspetti teorici e pratici di quello che è l&#8217;elemento caratterizzante e distintivo di ogni Rotary Club.</p>
<p>Ma la serata, di fatto, ha rappresentato ancora di più. Ben presto, infatti, la conviviale si è trasformata in una sorta di lunga <em>cavalcata</em> negli anni attraverso tutti i service realizzati nella storia del nostro club. Ogni presidente, di un passato più o meno recente, frugando nella memoria ha <em>ripescato</em> ed illlustrato le iniziative realizzate durante il proprio mandato.<br />
Ne è uscita un&#8217;appassionata ricostruzione <strong>storica</strong> che, lungi dall&#8217;assumere un semplice carattere rievocativo, ha condotto a due importanti risultati: quello di rinvigorire il senso di <em>fellowship</em> che sta alla base dell&#8217;azione rotariana e quello di fare  emergere spontaneamente, dal dipanarsi dei singoli e numerosissimi episodi, un <em>filo rosso</em> che ha percorso in modo sottile ed impalpabile un fecondo percorso di club che dura ormai da 27 anni.</p>
<p>Arte, restauri, montagna, solidarietà, sport, Polioplus: iniziative sempre appassionate, mirate, precise che nel loro susseguirsi cronologico si sono composte in un disegno complessivo che, passando attraverso l&#8217;azione dei singoli, crea una sorta di tangibile entità collettiva. Un&#8217;identità che, quasi magicamente evocata dai racconti, aleggiava martedì sopra le teste di tutti, vecchi e nuovi soci: i primi, anche un po&#8217; giustamente commossi, si rendevano ancor più consapevoli della validità di quanto costruito insieme negli anni; i secondi si sentivano rinvigoriti ed ulteriormente motivati da un senso di appartenenza ad una comunità viva, attiva e comunque coesa quale è il Rotary Club Bergamo Nord.</p>
<p>La rievocazione del passato, con le sue linee guida, ha trovato poi una fruttuosa conferma nel presente, cioè nei vari service attualmente in corso. Quella di martedí sera è stata anche l&#8217;occasione per osservare i primi risultati dell&#8217;operazione <a href="/attivita/tiepolo-a-bergamo-il-restauro-del-paradiso-di-rovetta/" target="_blank"><strong>Tiepolo</strong></a>, probabilmente uno dei più articolati service realizzati dal nostro club, frutto di un lavoro di squadra che ha visto la partecipazione attiva di molti soci ed ha consentito ampia visibilità, a livello sia locale che nazionale, dell&#8217;azione rotariana del club.  Se ne riparlerà ad iniziativa ultimata.<br />
Basti per ora citare il gradimento del numeroso pubblico che sta fruendo della mostra, l&#8217;ampia e articolata rassegna stampa locale e nazionale, il consenso unanime della critica, il riconoscimento professionale della comunità scientifica e delle istituzioni, la soddisfazione degli sponsor.</p>
<p>Va inoltre ricordata l&#8217;impennata delle visite al sito del club, le cui parole chiave nei motori di ricerca sono state, significativamente: ROTARY, BERGAMO, ARTE…</p>
<p>Un buon inizio d’anno, dunque. Auguri a tutti.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
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		<title>Inaugurazione mostra &#8220;Tiepolo a Bergamo&#8221;</title>
		<link>http://www.rotarybgnord.it/2009/12/15/inaugurazione-mostra-tiepolo-a-bergamo/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 16:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Club]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
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		<description><![CDATA[Alla fine eccola, la pala del Tiepolo di Rovetta, splendente nella magica penombra di Palazzo della Ragione…! ‘Il Paradiso all’improvviso’, ‘Tiepolo incanta’, ‘Tutta la magia del Tiepolo’, tanto per citare alcuni dei titoli dei giornali di oggi. Già, perché dopo tanto lavoro appassionato per realizzare questo service, all’inaugurazione di ieri sera abbiamo avuto il piacere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><img class="alignnone size-medium wp-image-487" title="Paradiso" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/12/Paradiso-200x300.jpg" alt="Paradiso" width="200" height="300" /></div>
<p>Alla fine eccola, la <em><strong>pala del Tiepolo di Rovetta</strong></em>, splendente nella magica penombra di Palazzo della Ragione…!</p>
<p>‘Il Paradiso all’improvviso’, ‘Tiepolo incanta’, ‘Tutta la magia del Tiepolo’, tanto per citare alcuni dei titoli dei giornali di oggi. Già, perché dopo tanto lavoro appassionato per realizzare questo service, all’inaugurazione di ieri sera abbiamo avuto il piacere di vedere e percepire l’emozione del folto pubblico nell’ammirare il capolavoro del maestro veneto, tornato al suo splendore originario e trionfante in un’ambientazione e un contesto che non avrebbero potuto essere più suggestivi…</p>
<p>Ad illustrare ieri sera gli obiettivi del progetto e le fasi del restauro sono stati Maria Cristina Rodeschini, responsabile Accademia Carrara e Gamec-direttore, Giovanni Cappelluzzo, dirigente della Direzione servizi culturali del Comune di Bergamo, Giovanni Milesi, assessore provinciale alla Cultura. E ancora: il nostro presidente Luigi Gelmi, il parroco di Rovetta don Severo Fornoni, Amalia Pacia della Soprintendenza per i beni storici e artistici di Milano e Antonio Zaccaria, autore del restauro sia della pala di Rovetta che del suo bozzetto.</p>
<p>«Il principale obiettivo – ha spiegato Antonio – è stato di interferire il meno possibile con i materiali costitutivi dell’opera. Una serie di test, e la preziosa opportunità di poter operare in contemporanea sulla pala e sul suo bozzetto, hanno consentito di mettere a punto una metodologia di pulitura che riducesse al minimo l’utilizzo di solvente e che fosse efficace per entrambi i dipinti».</p>
<p>A fare da degno supporto alla grande pala, ecco lo straordinario bozzetto del Museo Poldi Pezzoli, l’illuminante mostra didattica, l’ottimo video di descrizione delle fasi di restauro, gli eleganti materiali promozionali, la dettagliata descrizione degli itinerari tiepoleschi in città…</p>
<p>Ed è con viva soddisfazione per il nostro club che possiamo oggi affermare che ‘<strong>Tiepolo a Bergamo</strong>’, oltre alla straordinaria valenza del restauro, si configura come una moderna e articolata operazione, svolta con tutti i criteri professionali, organizzativi, promozionali dedicati ai principali eventi culturali, non solo della nostra città.</p>
<p>Non vorremmo aggiungere altro, se non invitare tutti a correre al più presto, coinvolgendo amici e conoscenti, a Palazzo della Ragione!</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
<p>&gt;&gt; <a href="/attivita/tiepolo-a-bergamo-il-restauro-del-paradiso-di-rovetta/">Clicca qui per accedere alla pagina dettagliata dell&#8217;iniziativa</a> &lt;&lt;</p>
<p>A seguire l&#8217;emozionante, ed affollata, presentazione del restauro dell&#8217;opera del Tiepolo ci siamo ritrovati, presso la Taverna del Colleoni, nella splendida cornice di Piazza Vecchia, per la nostra Conviviale dedicata al tradizionale scambio degli auguri per le feste di Natale. L&#8217;inedita formula dell&#8217;Interclub, suggerita anche dal gran numero di adesioni ricevute per intervenire all&#8217;inaugurazione, è stata certamente l&#8217;ulteriore chiosa all&#8217;affetto ed alla partecipazione con cui il Rotary dimostra la propria sinergia con il territorio su cui insiste. La caratteristica &#8220;<em>intimità</em>&#8221; che da sempre ha accompagnato questa serata è stata, questa volta, un po&#8217; violentata, ma senza dubbio è stato un piacere scoprirsi tra tanti volti e mani che condividono quel fondante principio, l&#8217;Amicizia Rotariana, che ci lega al di là dei confini dei singoli Club.<br />
Ai ragazzi dell&#8217;Interact vada un plauso per la curata gestione del <em>mercatino delle strenne natalizie</em> e a tutti, Autorità; Presidenti; Ospiti e soci del Rotary, vada il nostro più sentito e caloroso augurio per un Sereno Natale ed un Felice Anno Nuovo.</p>
<p>Arrivederci al prossimo anno.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La tecnica pittorica di Giambattista Tiepolo</title>
		<link>http://www.rotarybgnord.it/2009/10/27/la-tecnica-pittorica-di-giambattista-tiepolo/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 20:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[Service]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
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		<description><![CDATA[Serata dedicata a Giambattista Tiepolo, quella di martedì 27 all&#8217;Antica Perosa. Il Prof. Paolo Bensi, docente universitario e saggista sulla storia delle tecniche artistiche, sulla diagnostica dei beni culturali e sulla storia del restauro, ci ha condotto in un appassionante viaggio, ‘letteralmente’ all&#8217;interno della pittura del grande maestro veneto. La doppia natura della formazione professionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/11/Paolo_Bensi.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-423" title="Paolo_Bensi" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/11/Paolo_Bensi-300x251.jpg" alt="Paolo_Bensi" width="300" height="251" /></a></div>
<p>Serata dedicata a Giambattista Tiepolo, quella di martedì 27 all&#8217;Antica Perosa. Il <strong>Prof. Paolo Bensi</strong>, docente universitario e saggista sulla storia delle tecniche artistiche, sulla diagnostica dei beni culturali e sulla storia del restauro, ci ha condotto in un appassionante viaggio, ‘letteralmente’ all&#8217;interno della pittura del grande maestro veneto. La doppia natura della formazione professionale del nostro relatore, chimico e storico dell&#8217;arte, ci ha infatti consentito di godere di un singolare e coinvolgente approccio all&#8217;opera di Tiepolo, attraverso una documentata illustrazione del suo utilizzo pratico della materia pittorica.</p>
<p>Mediante la visione di immagini derivate da tecniche di indagine diagnostica, che nulla hanno da invidiare a quelle della più avanzata ricerca medica, siamo infatti penetrati fisicamente&#8217; fra gli strati della pittura di Tiepolo, alla ricerca dei segreti e della tecnica dei suoi  capolavori. Tiepolo sapeva combinare in modo straordinario tutti i mezzi pittorici, mediante un&#8217;enorme varietà di utilizzo dei pigmenti, e delle preparazioni, a seconda del tipo di espressività che intendeva raggiungere. Il grande maestro utilizzava, inoltre, tutto lo spazio dimensionale, inclusa la terza dimensione verticale: grazie infatti alle sue pennellate &#8216;ad estrarre&#8217; verso l&#8217;esterno il colore, sapeva creare, specialmente negli sfondi, un sorprendente effetto visivo vibrazionale. Di particolare fascino la visione e la spiegazione del passaggio dall&#8217;idea al disegno, poi al bozzetto per giungere infine al quadro, o all&#8217;affresco, vero e proprio. Immensa la maestria di Tiepolo nei disegni preparatori acquarellati, in cui pochi segni rendono subitaneamente la complessità di una scena o il carattere di un personaggio. I bozzetti ad olio poi, con la loro pennellata scattante e fluida, sono lo strumento migliore per intravedere il vero &#8216;genio&#8217;. Potremmo affermare che la mentalità odierna ci porta quasi ad apprezzare maggiormente il bozzetto, con la sua immediatezza, rispetto all&#8217;opera finale, più meditata ed elaborata&#8230;</p>
<p>La fulmineità del tratto e l&#8217;utilizzo essenziale dei pigmenti sono comunque caratteristiche che rendono inconfondibili anche tutte le opere finite del Tiepolo. Le indagini radiografiche condotte in occasione dei restauri evidenziano la sua assoluta sicurezza esecutiva, con una quasi totale mancanza dei cosiddetti &#8216;pentimenti&#8217; in corso d&#8217;opera e con la capacità di raggiungere sorprendenti effetti cromatici e visivi utilizzando pochissimi strati di pittura.</p>
<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/11/Gelmi_Bensi.jpg"><img src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/11/Gelmi_Bensi.jpg" alt="Gelmi_Bensi" title="Gelmi_Bensi" width="304" height="239" class="alignnone size-full wp-image-424" /></a></div>
<p>Serata di grande interesse, dunque. Le informazioni e le suggestioni ricevute risultano ancor più preziose in funzione del service artistico di quest&#8217;anno, cioè il <strong>restauro della pala d&#8217;altare di Tiepolo della chiesa di Rovetta</strong>. Avremo infatti l&#8217;occasione, più unica che rara, di potere &#8216;vedere da vicino&#8217; il meraviglioso dipinto, ed apprezzarne ancor più, alla luce di quanto appreso, le qualità tecnicopittoriche. Potremo così ammirare &#8216;la massa di pigmento che diventa poesia&#8217; e verificare, come suggerito dal Prof. Bensi, che Il vero &#8216;maestro&#8217; è colui che sa meglio manipolare la materia.</p>
<p>Un caloroso e sentito ringraziamento al Prof. Bensi per quanto ci ha saputo trasmettere.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Serata al Bobadilla a favore del Restauro del Tiepolo</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 20:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
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		<description><![CDATA[Piacevolissima serata quella di giovedì 15 ottobre al Bobadilla Feeling Club di Dalmine. Con l’impeccabile e ormai collaudatissima regia di Fabio e Ambra Bergamaschi, una sala al gran completo ha avuto modo di riascoltare le più celebri canzoni di Lucio Battisti, interpretate dal gruppo musicale 2 Mondi, capitanato da Massimo Numa, e di contribuire al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/11/2mondi_tributo_a_battisti.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-416" title="2mondi_tributo_a_battisti" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/11/2mondi_tributo_a_battisti-270x300.jpg" alt="2mondi_tributo_a_battisti" width="270" height="300" /></a></div>
<p>Piacevolissima serata quella di giovedì 15 ottobre al Bobadilla Feeling Club di Dalmine. Con l’impeccabile e ormai collaudatissima regia di Fabio e Ambra Bergamaschi, una sala al gran completo ha avuto modo di riascoltare le più celebri canzoni di Lucio Battisti, interpretate dal gruppo musicale 2 Mondi, capitanato da Massimo Numa, e di contribuire al finanziamento <strong>dell’operazione di restauro della Pala del Tiepolo ‘Gloria d’Ognissanti’ della Chiesa Parrocchiale di Rovetta</strong>.</p>
<p>Il gruppo 2 Mondi si è costituito allo scopo di conservare la volontà di &#8220;ringraziare&#8221; Lucio Battisti per tutto quello che è stato ed ancora è. Il gruppo viene considerato da Roberto Matano, talent scout scopritore tra il 1964 e 1966 di un giovanissimo Lucio Battisti, il migliore interprete attuale del messaggio musicale del grande artista. E proprio Roberto Matano, graditissimo ospite nel corso della serata, ha ricostruito i primo passi di Battisti nel mondo musicale professionistico, offrendo alla platea numerose informazioni ed aneddoti, probabilmente sconosciuti anche ai migliori estimatori dell’ormai mitico Lucio. Dalla collaborazione tra Battisti e Matano, che fu anche suo primo paroliere, nacquero alcuni pezzi, come Se rimani con me, i cui testi erano stati scritti da Matano (ma depositati a nome di Lucio perché l&#8217;amico non era iscritto alla SIAE) che rimasero perlopiù sconosciuti o addirittura mai pubblicati. Tuttavia, alcuni di questi pezzi furono in seguito rimaneggiati da Mogol, come Non chiederò la carità, che diverrà Mi ritorni in mente. La serata è volata via, fra pezzi trascinanti, ritmici o melodici, che certamente hanno riportato alla memoria dei presenti tanti episodi ed emozioni della vita di ognuno: da Acqua azzurra, acqua chiara a Dieci ragazze, da La collina dei ciliegi a Il nostro caro angelo, da I giardini di Marzo a Comunque bella, da Il mio canto libero a La canzone del sole, da Emozioni a Anche per te, e molte altre, abbiamo riascoltato una vera ‘colonna sonora della nostra vita’, di qualità imperitura e trasversale a generazioni e ceti sociali.<br />
La serata musicale è stata preceduta da una lotteria, sempre finalizzata al finanziamento del restauro della pala del Tiepolo. Segnaliamo che fra i ringraziamenti citati sul programma è stato erroneamente inserito il Cotonificio Zambaiti anziché Zambaiti Concept, che ringraziamo nuovamente insieme alle altre aziende che hanno offerto i magnifici premi in palio.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
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		<title>Visita al museo Fantoniano di Rovetta</title>
		<link>http://www.rotarybgnord.it/2009/07/21/visita-al-museo-fantoniano-di-rovetta/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 18:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuori Sede]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[bergamo]]></category>

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		<description><![CDATA[Itinerante a Rovetta, in visita alla casa-bottega degli scultori Fantoni e alla Chiesa parrocchiale di Rovetta, la cui grande pala d’altare del Tiepolo della sarà oggetto di un prossimo restauro da parte del nostro Club, in collaborazione con la Diocesi di Bergamo. L’appassionante visita è stata guidata dal gentilissimo dott. Camillo Pezzoli, esperto di storia locale, e dal nostro Antonio Zaccaria, che sarà l’artefice dell’opera di restauro. La serata si è conclusa con la cena presso il ristorante Milano di Bratto. Ecco di seguito alcune notizie sulle mete della nostra visita. Un ringraziamento particolare a Barbara Mazzoleni per il materiale sul Tiepolo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La casa-bottega Fantoni</strong><br />
L’antica casa-bottega degli scultori Fantoni è situata nel centro storico di Rovetta, nell&#8217;alta Valle Seriana. Conserva un ricchissimo patrimonio di opere e di  testimonianze artistiche e documentarie derivato dall’ attività delle diverse generazioni di artisti della famiglia, che operarono con continuità per quasi quattro secoli,  tra il XV e il XIX secolo. La loro produzione tra Seicento e Settecento annovera un eccezionale numero di realizzazioni sacre e profane diffuse in territorio bergamasco e bresciano, con un repertorio che abbraccia praticamente ogni tipo di arredo religioso e di immagine devozionale e che arriva ad affrontare la grande scala architettonica  con la progettazione e l’esecuzione di alcuni edifici chiesastici. Presso la bottega di Rovetta sono rimasti, a documentare le diverse fasi di ideazione e di produzione di opere in legno e marmo, i disegni e i modelli in legno e terracotta eseguiti nelle fasi di studio, i progetti talora sottoscritti dalla committenza per accettazione e i disegni esecutivi a spolvero e le sagome destinati ai lavoranti. Il corpus dei disegni annovera, oltre ai progetti e ai modelli elaborati dalle diverse generazioni dei maestri Fantoni, fondi grafici provenienti da altri ambienti artistici, entrati a scopo di aggiornamento nei repertori della bottega nel corso della sua attività e accresciuti successivamente  dalle ambizioni collezionistiche di alcuni esponenti della famiglia. Nelle raccolte non mancano opere in legno e marmo eseguite tra la metà del Seicento e la fine del Settecento. Alle collezioni artistiche si affianca un fondo di grande interesse storico costituito da un ricchissimo archivio di memorie, contratti di lavoro, epistolari e notizie sulle opere e sui processi di produzione. Le testimonianze documentarie sono completate dai libri mastri riguardanti l&#8217;attività e la gestione economica della bottega. Questo importante patrimonio d&#8217;arte e di storia è stato custodito dai discendenti dei maestri ed è quindi confluito nelle raccolte della Fondazione Fantoni, istituita nel 1968 per volontà del dott. Giuseppe Fantoni. La Fondazione ha come finalità la conservazione, lo studio e la promozione dei suoi beni artistici e storici. Oltre a questo impegno specifico di carattere culturale ed educativo si propone come centro di ricerca storica, artistica ed etnografica sul territorio, facendosi promotrice di iniziative volte alla conoscenza e alla rivalutazione della cultura locale.</p>
<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/07/Tiepolo_Madonna_In_Gloria.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-333" title="Tiepolo_Madonna_In_Gloria" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/07/Tiepolo_Madonna_In_Gloria.jpg" alt="Tiepolo_Madonna_In_Gloria" width="300" height="400" /></a></div>
<p><strong>La presenza a Bergamo di Giovan Battista Tiepolo</strong><br />
Giambattista Tiepolo nasce a Venezia nel 1696, da una famiglia di marinai. Dapprima allievo del Lazzarini, segue poi il Piazzetta: due grandi maestri della pittura. Dopo aver lavorato<br />
per i Cornaro, passa al servizio dei Delfin, e decora il palazzo dell&#8217;arcivescovo di Udine, e il duomo (1726). Altri grandi cicli di affreschi seguono a Milano (Palazzo Dugnani e Archinto), Bergamo, alla villa del Biron di Vicenza; e ancora a Milano (palazzo Clerici). A Venezia affresca la chiesa dei Gesuati e completa il soffitto su tela dei Carmini. Nel 1746 affresca il salone da ballo e altri ambienti di Palazzo Labia, poi accetta l&#8217;invito a decorare la nuova residenza del principe-vescovo di Würzburg, in Germania, che rimane il suo capolavoro (1750-53).<br />
Rientrato a Venezia, Tiepolo affresca la chiesa della Pietà e Ca&#8217; Rezzonico; a Vicenza nella Villa Valma-rana dipinge un ciclo di glorie dalla Gerusalemme liberata e dall&#8217;Orlando Furioso,<br />
insieme a temi dell&#8217;Iliade e dell&#8217;Eneide. Accanto a lui nella foresteria, opera ormai anche il figlio Giandomenico, suo fedele collaboratore. Terminato il lavoro alla villa di Stra (Venezia) per i Pisani (1762), parte per la Spagna, dove affresca quattro sale del Palazzo Reale di Madrid, seguite dalle tele per la chiesa reale di Aranjuez. Il sopravvento del gusto neoclassico, rap-presentato soprattutto dall&#8217;opera di Mengs, segna la fine del successo di Tiepolo, le cui opere su tela vengono persino disperse e dimenticate. Nell&#8217;intera opera del pittore veneziano hanno parte rilevante le sue acqueforti: i Capricci (1739-43), seguiti dagli Scherzi (1743-57); i disegni noti sono almeno duemila. L&#8217;artista muore a Madrid nel 1770, e va perduta addirittura la memoria della sua sepoltura. La presenza di Giovan Battista Tiepolo a Bergamo si colloca nel contesto della permanenza del pittore in Lombardia per la realizzazione di grandi cicli di affreschi nei palazzi milanesi tra il 1730 e il 1745. Tiepolo, infatti, lavorava alla decorazione di Palazzo Archinto a Milano quando, nel 1732, arriva a<br />
Bergamo con l’incarico di eseguire gli affreschi della Cappella Colleoni: le quattro Virtù nei pennacchi della cupola, le lunette del coro con S. Marco Evangelista e il Martirio di S. Bartolomeo, e le tre lunette maggiori sulle pareti principali della Cappella, con il Battesimo di Cristo, S. Giovanni che predica alle turbe e la Decollazione del Battista.<br />
A questo stesso periodo la critica ascrive anche il tenero dipinto raffigurante S. Giuseppe con Bambino conservato, sempre a Bergamo Alta, nella chiesa di S. Salvatore.<br />
Incalzato da importanti commissioni di cicli di affreschi, il Tiepolo lascia la città ma non rinuncia ad eseguire e inviare da Venezia, nel 1736, la grande pala di Rovetta. Da questo momento non risultano più rapporti dell’artista con località bergamasche, fino al 1743, quando firma il contratto per l’esecuzione della pala con il Martirio di S. Giovanni vescovo di Bergamo per la Cattedrale, dove è tuttora conservato. Si tratta dell’ultima opera realizzata per la città dal genio veneziano. La pala Gloria d’Ognissanti di Giovan Battista Tiepolo<br />
Concluso il lavoro di decorazione della Cappella Colleoni a Bergamo, Tiepolo esegue un’opera importante di committenza bergamasca: la grande pala con la Madonna in gloria,<br />
Apostoli e Santi, probabilmente realizzata a Venezia e collocata nel 1736 sull’altare della chiesa di Ognissanti a Rovetta. L’opera è di fondamentale importanza per diversi aspetti.<br />
Non solo è la prima delle due grandi pale, insieme a quella che nel 1743 eseguirà per il Duomo di Bergamo, che il grande artista lascerà in bergamasca ma è anche testimonianza<br />
dell’unico passaggio in provincia di Bergamo del Tiepolo e dell’esistenza, nel territorio, di una committenza generosa e attenta, che affida a uno degli artisti più richiesti<br />
e contesi del momento l’incarico di realizzare l’opera più importante della propria chiesa. L’esito è straordinario anche dal punto di vista esecutivo, come sottolineato anche dalla storica dell’arte Rossana Bossaglia ne “I Pittori Bergamaschi. Il Settecento”. L’effetto finale dell’opera è folgorante, grazie alla maestria con cui il pittore introduce elementi scenografici-teatrali: il taglio di luce bianca e il movimento che sembra proiettare “fuori dal quadro”, verso lo spettatore, le figure dei due Santi in primo piano; la meticolosa caratterizzazione degli attori non protagonisti; le pennellate corpose e increspate alternate a pennellate più liquide e distese; le cromie piene e brillanti che convivono con dei bianchi folgoranti e dei brani quasi monocromi. Un dipinto grandioso, dunque, che nella sede originaria è inoltre inserito in una sontuosa cornice della bottega dei Fantoni.</p>
<p>PB</p>
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		<title>Dal cielo alla tavola con Leonardo</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 18:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuori Sede]]></category>
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		<category><![CDATA[bergamo]]></category>

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		<description><![CDATA[Quale migliore auspicio per la prima uscita ufficiale del neo-presidente Luigi Gelmi ? Mercoledì 8 luglio, ore 18.06 – local time – l’intrepido Presidente, scortato dall’Incoming Governor Ettore e dal Tesoriere Claudio, ha infatti letteralmente ‘spiccato il volo’&#8230; ! Il tutto ha avuto luogo in una limpida giornata di sole presso l’Aeroclub di Bergamo ‘G. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/07/Luigi_Gelmi_in_volo.jpg" style="margin:0px"><img class="alignnone size-full wp-image-302" title="Luigi_Gelmi_in_volo" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/07/Luigi_Gelmi_in_volo.jpg" alt="Luigi_Gelmi_in_volo" width="295" height="195" style="margin:0px"/></a></span><br />
Quale migliore auspicio per la prima uscita ufficiale del neo-presidente Luigi Gelmi ? Mercoledì 8 luglio, ore 18.06 – local time – l’intrepido Presidente, scortato dall’Incoming Governor Ettore e dal Tesoriere Claudio, ha infatti letteralmente ‘spiccato il volo’&#8230; !<br />
Il tutto ha avuto luogo in una limpida giornata di sole presso l’Aeroclub di Bergamo ‘G. Taramelli’, dove un aereo guidato dal giovane ma esperto pilota Mario è stato a disposizione dei soci del Rotary Club Bergamo Nord per provare l’emozione di uno spettacolare volo nei cieli della bergamasca. Grande la soddisfazione di coloro che hanno approfittato della speciale opportunità: fra cabrate, picchiate e spettacolari virate si è avuto modo di ammirare dall’alto straordinari paesaggi della nostra città e delle nostre valli, godendo di punti di vista assolutamente irripetibili.</p>
<p><span class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/07/2009-08-07_img_001.jpg" style="margin:0px"><img src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/07/2009-08-07_img_001-300x195.jpg" alt="2009-08-07_img_001" title="2009-08-07_img_001" width="300" height="195" class="alignnone size-medium wp-image-306" style="margin:0px" /></a></span></p>
<p>All’altezza della situazione si è poi rivelata la conviviale ‘a tema’ svoltasi presso il ristorante dell’aeroclub: in una giornata dedicata al volo e alle ‘macchine volanti’ non poteva mancare la presenza del grande Leonardo da Vinci. Il genio fiorentino si è però manifestato in una veste del tutto inusuale: quello di esperto di arte culinaria…<br />
Forse non tutti sanno che l’eclettico artista/scienziato/inventore fino dagli anni dell’infanzia coltivò una grande passione per la gastronomia, che lo portò in seguito a sviluppare veri e propri studi e trattati sul tema. Negli anni della frequentazione della bottega artistica del Verrocchio, Leonardo aprì addirittura, con Sandro Botticelli, un’osteria chiamata <em>All’insegna delle Tre Ranocchie</em>, la cui cucina si distingueva per una audace raffinatezza che la farebbe oggi definire ‘Nouvelle Cuisine’…<br />
Gli avventori trovavano però difficile leggere da destra a sinistra il menu scritto dal mancino Leonardo, tanto che il Botticelli pensò bene di realizzare tavole illustrate a disegni raffiguranti le varie pietanze…<span class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/07/2009-08-07_img_002.jpg" style="margin:0px"><img src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/07/2009-08-07_img_002.jpg" alt="2009-08-07_img_002" title="2009-08-07_img_002" width="171" height="231" class="alignnone size-full wp-image-309" style="margin:0px" /></a></span></p>
<p>Naturalmente Leonardo non seppe trattenersi anche dall’inventare diavolerie per ottimizzare il lavoro di cucina: allla corte di Ludovico Sforza, nella veste di cerimoniere, progettò singolari macchine, come quella per scacciare i cattivi odori o quella per eliminare le rane dai barili dell’acqua potabile, oltre ad un gigantesco ‘tritamanzo’ o un ingegnoso frullatore con tanto di manovratore umano incorporato! Tutte queste interessanti e curiose informazioni sono emerse da un testo recitato con perizia, durante la nostra cena, da due lettoriinterpreti, che hanno accompagnato la degustazione di cibi preparati secondo antiche ricette leonardesche. Il tutto si è svolto a cura dell’Associazione Archeocucina che, della riscoperta delle antiche specialità e del risvolto culturale delle tradizioni gastronomiche, ha fatto la propria ‘missione’.</p>
<p style="clear:both">&nbsp;</p>
<p>Per concludere, riportiamo un curioso testo, tratto da una missiva inviata a Ludovico il Moro dal priore del convento di Santa Maria delle Grazie, dove Leonardo era stato incaricato di affrescare la celeberrima Ultima Cena.</p>
<p><span class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/07/2009-08-07_img_003.jpg" style="margin:0px"><img src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/07/2009-08-07_img_003.jpg" alt="2009-08-07_img_003" title="2009-08-07_img_003" width="225" height="159" class="alignnone size-full wp-image-310" style="margin:0px" /></a></span>&#8220;<em>Mio Signore, son oltre dodici mesi che avete incaricato Mastro Leonardo di questa commissione, e in tutto questo tempo egli non ha fatto un solo segno sul nostro muro. E nel frattempo le cantine del priorato si sono svuotate rapidamente e ora sono quasi asciutte, perché Mastro Leonardo insiste per saggiare tutti i vini al fine di trovare quello giusto per il suo capolavoro, ma non ne avrà altri. E nel frattempo i miei frati son tutti affamati perché Mastro Leonardo mette fuori uso le cucine giorno e notte per preparare quegli intrugli che dice essere le pietanze di cui ha bisogno per metterle su quel tavolo, ma non è mai totalmente soddisfatto, e poi due volte al dì fa accomodare i suoi seguaci e i servi perché mangino tutto. Mio Signore, urge che voi facciate affrettare Mastro Leonardo, perché ora la sua presenza, nonché quella di tutta la sua banda, minaccia davvero di ridurci in povertà</em>&#8220;.</p>
<p>Per chi volesse approfondire gli argomenti esposti, suggeriamo:<br />
Note di cucina di Leonardo da Vinci<br />
Shelagh e Jonathan Routh<br />
Editrice Voland, Roma 2005</p>
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		<title>Il restauro del &#8220;Martirio di S.Alessandro&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 16:08:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FCS</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[bergamo]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; stata una rara opportunità quella offerta ad alcuni nostri soci che, accompagnati dal presidente Angelo Donizetti, hanno potuto salire salire sulla grande piattaforma allestita per il restauro in loco del monumentale telero, alto 5 e largo 6,20 metri, “Il martirio di S. Alessandro” di Enea Salmeggia, detto “Talpino” nella chiesa di S. Alessandro in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><img class="alignnone size-medium wp-image-176" title="Il Martirio di S.Alessandro" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/05/il-martirio-di-s-alessandro-300x224.jpg" alt="Il Martirio di S.Alessandro" width="300" height="224" style="margin:0px" /></div>
<p>E&#8217; stata una rara opportunità quella offerta ad alcuni nostri soci che, accompagnati dal presidente Angelo Donizetti, hanno potuto salire salire sulla grande piattaforma allestita per il restauro in loco del monumentale telero, alto 5 e largo 6,20 metri, “<strong>Il martirio di S. Alessandro</strong>” di <strong>Enea Salmeggia</strong>, detto “Talpino” nella chiesa di S. Alessandro in Colonna a Bergamo, dove pure l’artista è sepolto.</p>
<p>La visita, organizzata dal nostro Antonio Zaccaria, che ne sta curando il difficile restauro, offre l’ opportunità di entrare nel laboratorio di restauro “sospeso”, per ammirare da vicino un’opera così imponente, poggiata al centro della piattaforma appositamente costruita al di sopra dell’altar maggiore della chiesa per reggere i 4 quintali di peso del dipinto . L’intervento di Antonio è stato preceduto dal saluto del Parroco della Basilica di S. Alessandro in Colonna, Mons. Gianni Carzaniga, il quale ha pure inquadrato da par suo il dipinto nel contesto storico culturale dell’epoca, suggerendone alcune letture, proprio richiamando particolari storici e legati alla vita dell’artista, figura assai importante tra i pittori bergamaschi e non solo.</p>
<p>Antonio ci ha invece illustrato gli studi e le sperimentazioni che hanno portato ad adottare in questo restauro un nuovo approccio metodologico, in particolare relativo allo svolgimento dell’intervento con il dipinto sempre tenuto in posizione verticale, oltre alle complesse operazioni resesi necessarie per il posizionamento sulla piattaforma del maestoso dipinto.</p>
<p style="text-align: right;">FCS</p>
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