<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Rotary Club Bergamo Nord &#187; Relazioni Ospiti</title>
	<atom:link href="http://www.rotarybgnord.it/category/relazioni-ospiti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.rotarybgnord.it</link>
	<description>Servire al di sopra di ogni interesse personale</description>
	<lastBuildDate>Tue, 08 Jun 2010 13:59:44 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>La Famiglia. Vita, incontro, mistero</title>
		<link>http://www.rotarybgnord.it/2010/05/21/la-famiglia-vita-incontro-mistero/</link>
		<comments>http://www.rotarybgnord.it/2010/05/21/la-famiglia-vita-incontro-mistero/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 21 May 2010 18:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interclub]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rotarybgnord.it/?p=607</guid>
		<description><![CDATA[
Gradito ospite e relatore della conviviale in interclub con il Rotary Bergamo Ovest, il Prof. Alessandro Meluzzi, psichiatra, docente universitario, politico, scrittore e popolare personaggio televisivo. Il tema proposto: La famiglia. Vita, incontro mistero.
La famiglia è un’entità complessa e in sofferenza, come indicato anche dai numeri: lo stesso fatto che se ne parli come ‘tema’,  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/Meluzzi.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-608" title="Meluzzi" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/Meluzzi-300x189.jpg" alt="" width="300" height="189" /></a></div>
<p>Gradito ospite e relatore della conviviale in interclub con il Rotary Bergamo Ovest, il Prof. Alessandro Meluzzi, psichiatra, docente universitario, politico, scrittore e popolare personaggio televisivo. Il tema proposto: La famiglia. Vita, incontro mistero.</p>
<p>La famiglia è un’entità complessa e in sofferenza, come indicato anche dai numeri: lo stesso fatto che se ne parli come ‘tema’,  testimonia che si tratta di un’istituzione in fase di trasformazione. L’Istat stesso afferma che in Italia una famiglia su due finisce in separazione, e, da dieci anni a questa parte, in un caso su tre la separazione avviene addirittura nei primi quattro anni. Non esiste pertanto più il concetto di ‘indissolubilità’ della famiglia, che fino a poche decine di anni fa era considerato un valore assoluto e irrinunciabile.</p>
<p>Da allora sono accadute molte cose: la fine del sistema di famiglia patriarcale, che possedeva, quale retaggio della società contadina, la caratteristica di ‘unità di sopravvivenza’: non era cioè orientata al concetto della ‘affermazione di sè’, ma ai puri bisogni primari. Essere, sopravvivere, mangiare. Esisteva però una sorta di ‘rete di sicurezza’ sociale e antropologica che rendeva la famiglia difficilmente ‘scioglibile’; la famiglia era una realtà molto ampia, numerosa, transgenerazionale. Molti figli, molte braccia, un’alleanza parentale che era una vera e propria forza (concetto che ancora oggi soppravvive nell’azienda familiare).</p>
<p>C&#8217;erano alcuni vantaggi: per esempio non si era mai lasciati soli. Non esisteva la solitudine, per esempio, della puerpera che non sa cosa fare del bambino. Anche il parto aveva una dimensione comunitaria. Questo non significa che, al tempo, si fosse sempre tutti necessariamente felici&#8230; Anzi, molto spesso la ricerca della felicità dei singoli, specie delle giovani donne, veniva sacrificata alla dimensione comunitaria. Esisteva tuttavia una sorta di serie di leggi implicite, non manifeste, di ‘do ut des’, che costruivano un welfare, uno stato sociale di comunità.</p>
<p>Il ricordo di questa condizione è ancora vivo, anche se in esaurimento, ed è importante comunque mantenerne viva la memoria e la radice (come per esempio appare comunque ancora operante nel cuore, nelle emozioni, nei sentimenti della terra e della gente bergamasca). Una dimensione di ‘oblio’, condurrebbe alla condizione di ‘assenza’ tipica del ‘lotofago’ che ha mangiato il papavero e, rimanendo senza memoria né identità, diventa preda potenziale di qualsiasi suggestione o follia.</p>
<p>Allora, cosa sta accadendo oggi?<br />
Di famiglia si può parlare come: vita, incontro, mistero.</p>
<p><strong>VITA.</strong><br />
La famiglia ha naturalmente a che fare col concetto di ‘vita’, della sua trasmissione grazie ai figli che nascono dall’unione fra un uomo e una donna. Il valore della trasmissione della vita è funzionale sia alla famiglia che alla società. Quindi, per il nostro relatore, è solo alla famiglia ‘naturale’ che andrebbero riservati i benefici di carattere sociale (tipo reversibilità della pensione, regime successorio ecc.). Non alle coppie omosessuali o ‘di fatto’, per quanto legittime, e nemmeno, perlomeno teoricamente, alle famiglie tradizionali uomo-donna che rifiutano in modo precostituito l’ipotesi di  avere figli. Infatti, indipendentemente dal discorso religioso, per il nostro codice civile un matrimonio alla cui base sia dimostrata l’indisponibilità precostituita della coppia ad avere figli, è da considerarsi nullo.</p>
<p>Ma oggigiorno il discorso ‘procreazione’ è in crisi: una società comunque opulenta come la nostra possiede il più basso indice di natalità della storia. In buona parte anche a causa dell’affermazione materiale del concetto di felicità personale e ‘autorealizzazione’: la giovane donna si vuole &#8216;realizzare&#8217;: fare i propri studi, laurearsi, specializzarsi, master, stage all’estero, trovare lavoro, trovare marito, trovare casa, cambiare macchina, fare viaggi all’estero e poi, verso i 35-36 anni fare il figlio, quasi a completamento del proprio… curriculum di donna. Maternità quindi come evento tardivo e accessorio, e non fondativo della vita.</p>
<p>Al tempo della povertà, nella vecchia famiglia patriarcale, invece si facevano tanti figli; oggi che siamo opulenti non si fanno. Più si è ricchi e meno si fanno figli. Gli unici che fanno figli sono i poveri, nel mondo. Non c’è più ‘scommessa sulla vita’: quanto più l’ego governa, e conta solo la ‘mia’ vita, tantomeno la ‘vita’ diventa importante. Quando un tempo la morte era considerata un passaggio sacrale ci si apriva alla vita. Quando la morte viene desacralizzata, conseguentemente lo è anche la vita. Se la vita si riduce a solo possesso, e trasmissione di possesso, si rivela come qualcosa di molto malinconico e ‘stitico’; al contrario, in un orizzonte di senso e di ‘dono’ diventa generosa e vissuta con totalità.</p>
<p><strong>INCONTRO</strong><br />
L’incontro tra due persone sta alla base dell’istituzione ‘famiglia’, e prima ancora di una ‘istituzione’ più recente: la &#8216;Coppia&#8217;. La coppia, come concetto, una volta non esisteva al di fuori della famiglia. La Coppia oggi si basa sull’illusione, in parte neoromantica e in parte postrazionalistica, per cui i meccanismi che fanno incontrare e mettere insieme un uomo e una donna dovrebbero sovrintendere a tutta la durata del rapporto. Ma, al contrario, i meccanismi dell’incontro e della passione non sono certo quelli che poi consentono di rimanere insieme tutta la vita. Enfatizzando l’importanza di questi meccanismi, spesso si fnisce per affermare la situazione di una sorta di ‘monogamia sequenziale’: matrimonio – divorzio &#8211; nuova storia &#8211; magari matrimonio &#8211; separazione ecc. che, nella pratica,  produce effetti disperanti.</p>
<p>Chiaramente non è che situazioni irreparabili debbano essere ‘tenute in piedi’ per forza: però, il divorzio, che era stato concepito come rimedio per situazioni estreme, oggi è diventato uno strumento che consente ed invita ad affrontare il matrimonio con una certa ‘lievità’. Le persone divorziano ‘perché non c&#8217;è più passione, non ci desideriamo più’; poi, ‘per sincerità&#8217; e ‘autenticità’ ricominciano un nuovo rapporto con altri partner. Il problema è confondere ‘autenticità’ e ‘verità’: in nome dell’autenticità dei sentimenti e delle emozioni solipsistiche, ognuno può dire ciò che gli pare, è ‘roba sua’ e quindi ‘autentica’ per definizione, in un circuito narcisistico ed autoreferenziale.</p>
<p>La verità, invece, sta in parte dentro dell’uomo e in parte fuori (o dentro l’uomo ma in una dimensione più profonda? &#8220;Non uscire da te. Entra in te stesso. Nell&#8217;uomo Interiore abita la Verità&#8221; (Sant&#8217; Agostino) e ‘il Regno di Dio è dentro di voi – Luca 17,21 &#8211; ndr), e si svela gradatamente, nel mistero.<br />
Inoltre, tornando al concetto della ‘Coppia’, questa non ha più reti di sicurezza, come aveva la famiglia del passato: pertanto o diventa &#8216;Famiglia&#8217;, o non ce la fa a sopravvivere al tempo. E allora il desiderio-passione-curiosità deve sapere divenire tenerezza, confidenza, fiducia, progetto comune, sogno comune. ‘Voglio potere invecchiare con te’. Diventa un rapporto di dono, non di scambio. Ambedue i coniugi donano, e se uno qualche volta non dona, pazienza. Nella vera famiglia non c’è ‘bilancio’, libro mastro di ‘dare-avere’. La ‘Coppia’, invece, vuole chiudere i conti a pareggio (le giovani coppie fanno perfino ‘cassa comune’&#8230;!)</p>
<p>Quindi la coppia che non diventa famiglia,  e resta costituita da persone sole come non è mai successo nella storia, non ce la fa. E la famiglia, non più luogo di veri sentimenti, diventa ‘famiglia sentimentale’, emotiva; fra i membri vige la minaccia dell&#8217;abbandono. Un microinferno: occorre fare costantemente attenzione nell&#8217;esprimersi, nel parlarsi, per non fare crollare tutto. Difficile resistere.</p>
<p><strong>MISTERO</strong><br />
Oggi manca, anche nella moderna pedagogia, la cultura del ‘sacrificio’, cioè del ‘sacrum facere’, rendere sacro (che non è pertanto da intendere con un alone di ‘pesantezza’, ‘sofferenza’, come spesso deriva da nostri condizionamenti culturali, ndr). Senza sacrificio non si fa nulla, ma non si conosce più il concetto in quanto tale.<br />
Alla luce di quanto detto, sembrerebbe estremamente difficile ai nostri giorni mantenere unita una famiglia: parrebbe necessario un miracolo. Ma in effetti il miracolo è alla portata di tutti,; occorre però entrare in una diversa dimensione, che possiamo definire di ‘grazia’. Cioè di vita luminosa e numinosa.</p>
<p>Certo, se l’essere umano pensa di essere solo natura, biologia, il discorso finisce lì. Ma se abbiamo una visione divina dell’essere umano, libero, chiamato ad essere ‘come Dio’, allora le cose cambiano. E per la famiglia si prefigura un orizzonte nuovo, straordinario: dalla famiglia ‘naturale’ a quella ‘sovrannaturale, preternaturale’. In cui la dimensione salvifica dell’amore divino fatto umano, o umano asceso a divino, diventa salvifico, poiché la dimensione universale del dono sovrasta la limitante pretesa dell’autorealizzazione materiale.</p>
<p>Grazie di cuore al Prof. Meluzzi per quanto ci ha saputo offrire.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rotarybgnord.it/2010/05/21/la-famiglia-vita-incontro-mistero/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un modello di oncologia integrata</title>
		<link>http://www.rotarybgnord.it/2010/05/11/un-modello-di-oncologia-integrata/</link>
		<comments>http://www.rotarybgnord.it/2010/05/11/un-modello-di-oncologia-integrata/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 May 2010 18:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rotarybgnord.it/?p=602</guid>
		<description><![CDATA[
Dopo la consegna da parte del presidente Luigi Gelmi di una medaglia dal particolare valore simbolico all’AG Fulvia Castelli, quale ringraziamento per la collaborazione prestata al nostro club, Il Dott. Marco Varini, illustre oncologo svizzero presentatoci dal nostro socio Roberto Labianca, ci ha intrattenuto sull’istruttiva tematica del &#8216;modello di oncologia integrata&#8217;, uno dei modi più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/CIMG3403.Ljpg_.jpg"><img src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/CIMG3403.Ljpg_-300x142.jpg" alt="" title="Varini e Gelmi" width="300" height="142" class="alignnone size-medium wp-image-603" /></a></div>
<p>Dopo la consegna da parte del presidente Luigi Gelmi di una medaglia dal particolare valore simbolico all’AG Fulvia Castelli, quale ringraziamento per la collaborazione prestata al nostro club, Il Dott. Marco Varini, illustre oncologo svizzero presentatoci dal nostro socio Roberto Labianca, ci ha intrattenuto sull’istruttiva tematica del &#8216;modello di oncologia integrata&#8217;, uno dei modi più attuali ed efficaci di interpretare l&#8217;approccio alle malattie tumorali.</p>
<p>Si tratta di una metodologia derivata dal lavoro di trentacinque anni del Dott. Varini e portata allo sviluppo odierno anche grazie all’attività dell&#8217;Associazione &#8216;il Triangolo&#8217; di Locarno, fondata e presieduta dallo stesso Dott. Varini.</p>
<p>I presupposti di tale metodologia, oggi ampiamente riconosciuta e condivisa, affondano le proprie radici nel lavoro iniziato appunto 35 anni orsono, quando l&#8217;oncologia era agli albori e i medici oncologi erano considerati dei ‘visionari’, con la loro &#8216;pretesa&#8217; di potere intervenire su una malattia considerata incurabile per definizione.</p>
<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG3401L.jpg"><img src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG3401L-230x300.jpg" alt="" title="Gelmi Castelli" width="230" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-605" /></a></div>
<p>Negli ultimi quindici anni, contrariamente alla percezione comune, l&#8217;insorgenza delle malattie tumorali è in fase di diminuzione nelle sue forme più comuni (prostata, colon, polmone, seno) così come è in calo la mortalità generale a causa della malattia: si fuma meno, sono state introdotte abitudini meno nocive nello stile di vita, è disponibile una migliore diagnostica, sono state introdotte terapie più efficaci.</p>
<p>La ricerca in generale, inoltre, compie continui progressi, lasciando ben sperare per gli sviluppi dei prossimi anni.<br />
Occorre tuttavia porre l&#8217;accento non solo sull&#8217;approccio al tema dal punto di vista medico-diagnostico-terapeutico, ma anche da tutta un&#8217;altra serie di punti di vista.</p>
<p>Ed è proprio questo il punto focale del ‘modello integrato’: il paziente affetto da tumore è un paziente ‘diverso’ dagli altri, per i motivi illustrati nel seguito. Inoltre, nel rapporto fra malato e curanti, intesi come l&#8217;oncologo e la sua struttura ospedaliera, occorre tenere conto anche di un terzo soggetto fondamentale, quale la famiglia del malato stesso.</p>
<p>Ecco pertanto definito il TRIANGOLO da cui trae nome l&#8217;associazione fondata dal Dott. Varini: curanti, paziente, famiglia.</p>
<p>In tale triplice relazione, occorre assolutamente considerare una serie di problematiche di ordine psicologico, socio-culturale, socio-economico, organizzativo. Il &#8216;cancro&#8217;, infatti, non è una sola malattia, ma un insieme di varie patologie che colpiscono organi differenti con specificità assolutamente diverse; tutte però accomunate dalla necessità di un approccio multitematico integrato.</p>
<p>Dal punto di vista clinico ci si trova infatti di fronte ad un ventaglio di problematiche ed obiettivi quali:</p>
<ul>
<li>guarigione</li>
<li>contenimento della malattia</li>
<li>terapie complesse e prolungate</li>
<li>tendenza alla cronicizzazione</li>
<li>effetti collaterali delle terapie</li>
<li>comorbità (cioè presenza di più malattie, specie nell&#8217;anziano)</li>
<li>effetti collaterali nocivi delle cure prolungati nel tempo</li>
<li>cure palliative</li>
<li>trattamento della patologia nel malato terminale</li>
</ul>
<p>Inoltre, ci si trova ad affrontare tematiche di ordine psicologico e sociale quali:</p>
<ul>
<li>pregiudizi</li>
<li>problemi di informazione e comprensione</li>
<li>senso di incertezza</li>
<li>implicazioni psicologiche</li>
<li>necessità di continuità delle cure</li>
<li>coinvolgimento emotivo e pratico delle famiglie</li>
<li>diminuzione dell&#8217;autonomia del malato e sua condizione di dipendenza</li>
<li>conseguenze professionali e sociali sulla vita del malato</li>
</ul>
<p>Ma il paziente oncologico è diverso dagli altri anche dal punto di vista dei &#8216;bisogni&#8217;, e specificamente:</p>
<ul>
<li>ricerca di protezione e sicurezza</li>
<li>necessità di capire e venire capito</li>
<li>chiarezza nel rapporto con i curanti</li>
<li>perseguimento coerente degli obiettivi terapeutici</li>
<li>necessità e volontà di &#8216;non dover soffrire&#8217;</li>
<li>rapporto di fiducia nei curanti potere contare su di un oncologo di riferimento, che non cambi</li>
</ul>
<p>Da quanto esposto, appare evidente la necessità di un &#8216;trattamento globale&#8217;, che contemperi e ponga in equilibrio complessi aspetti clinici, psicologici e umani, dove con quest’ultimo termine si intende tutta quella serie di fattori che costituiscono la rete &#8216;ambientale&#8217; della situazione: famiglia, lavoro, relazioni sociali, aspetti economici e organizzativi.</p>
<p>Per fare fronte a tali necessità, l&#8217;Associazione il Triangolo dispone oggi di strumenti quali:</p>
<ul>
<li>studio medico</li>
<li>reparto di oncologia</li>
<li>team di cure domiciliari (volontariato)</li>
<li>servizi psico-oncologici</li>
<li>servizi sociali (volontariato)</li>
<li>programmi di reinserimento professionale</li>
</ul>
<p>L’associazione, che nel 2009 ha anche ricevuto il riconoscimento ESMO (European Society for Medical Oncology) si occupa inoltre di ‘formazione’, con particolare attenzione ai seminari sulle cure e sul rapporto medico-paziente-famiglia.<br />
Il dibattito successivo alla relazione, ne ha approfondito alcuni aspetti significativi, quali l’effettiva possibilità di effettuare diagnosi sufficientemente precoci, le forme di prevenzione, l’incidenza della psicologia sull&#8217;insorgere e sulla guarigione del tumore.il ruolo delle singole strutture e dello Stato nelle campagne di informazione. E’ inoltre emerso dall’intervento di Roberto Labianca il fatto che il nostro ospedale di Bergamo applica da tempo una metodologia integrata tipo quella illustrata dal Dott. Varini ed è pure insignito del riconoscimento ESMO; fondamentale inoltre il ruolo attribuito al volontariato quale indispensabile supporto organizzativo e finanziario.<br />
La serata si è conclusa con il ringraziamento del club al nostro relatore e il dono dei tradizionali omaggi rotariani.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rotarybgnord.it/2010/05/11/un-modello-di-oncologia-integrata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>W gli Alpini</title>
		<link>http://www.rotarybgnord.it/2010/05/06/w-gli-alpini/</link>
		<comments>http://www.rotarybgnord.it/2010/05/06/w-gli-alpini/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 May 2010 18:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rotarybgnord.it/?p=596</guid>
		<description><![CDATA[
Ospite del Club la Sezione Bergamasca dell’Associazione Nazionale Alpini rappresentata dal sig. Enzo Nespoli, Presidente della Sezione di Bergamo Boccaleone e dal dott. Giuseppe Bonaldi, Presidente Nazionale della protezione civile degli Alpini.
Alla vigilia dell’83ª Adunata nazionale nella nostra città, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere più da vicino la straordinaria realtà di un gruppo di volontariato che è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/Immagine1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-597" title="Il Labaro" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/Immagine1-188x300.jpg" alt="" width="188" height="300" /></a></div>
<p>Ospite del Club la Sezione Bergamasca dell’Associazione Nazionale Alpini rappresentata dal sig. Enzo Nespoli, Presidente della Sezione di Bergamo Boccaleone e dal dott. Giuseppe Bonaldi, Presidente Nazionale della protezione civile degli Alpini.</p>
<p>Alla vigilia dell’83ª Adunata nazionale nella nostra città, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere più da vicino la straordinaria realtà di un gruppo di volontariato che è ben lontano da quegli aspetti di puro folklore su cui troppe volte si limita l’attenzione. Il Dott. Sonzogni ha illustrato come oggi l’A.N.A. sia costituita da 81 sezioni raggruppate intorno al Presidente<br />
nazionale ed al Consiglio Direttivo, con 4400 gruppi circa e 380.000 iscritti (di cui ben 60.000 affiliati per pura condivisione di idealità e stili di vita).</p>
<p>La storia dell’associazione affonda le radici nei tragici bagliori del primo dopoguerra, nel 1919, e nasce in uno dei luoghi simbolo, il Monte Ortigara, proprio per non dimenticare e per continuare a coltivare e tramandare quei valori di umanità, abnegazione e spirito di servizio per la comunità nazionale che ancor oggi costituiscono i tratti salienti e distintivi degli “Alpini”. Seguì poi la drammatica epopea della Seconda Guerra Mondiale, con pagine di assoluto eroismo immortalate nei cieli della Storia.</p>
<p>Il Dott. Bonaldi, ha poi specificato che l’associazione ha sviluppato una sempre più marcata vocazione all’interno del sistema della protezione civile a partire dal Vajont e poi con il terremoto del Friuli, per terminare con quello d’Abruzzo, che ha visto impegnato il personale volontario sino a poco più di un mese fa, dove ben 8.500 soci si sono alternati da tutte le sezioni d’Italia su un’aliquota di 14.000 a disposizione del Dipartimento della Protezione Civile.</p>
<p>L’Associazione è oggi un punto fermo nel sistema nazionale di contrasto alle emergenze, anche in campo internazionale. E’ anche però un baluardo, non meno importante, contro<br />
la deriva di valori identitari ed unitari che colpiscono la memoria storica, sottilmente posta in atto da più parti ed in più sedi. Così l’attività di informazione nelle scuole, non sempre<br />
ben accetta da tutto il corpo insegnante allorquando dagli aspetti più esteriori si passa all’illustrazione dell’aspetto più “militaresco”, quasi che si volesse ignorare o sottacere<br />
che gli Alpini erano e sono soldati d’Italia.</p>
<div id="_mcePaste">La promozione di numerose manifestazioni sportive nelle discipline più legate alla montagna è inoltre tratto importante dell’associazione nella società. Insomma, abbiamo avuto modo di apprezzare viepiù la differenza tra chi le cose le dice e chi le cose le fa; tra chi vive di parole e chi costruisce perchè crede in valori forti, non cristallizzati ma resi attuali nella vita di tutti e ciascuno con l’esempio nel quotidiano. “Alpini” è un modo di essere, sempre.</div>
<div>Numerose domande hanno poi confermato il  pieno successo della serata, al termine della quale si è fatto luogo ad un reciproco scambio di doni ed omaggi.</div>
<div style="text-align: right;"><em>Filippo Crippa Sardi</em></div>
<p></p>
<div class="imgright"><img class="alignnone size-medium wp-image-600" title="Ospiti Venezuela" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/05/Ospiti-300x190.jpg" alt="" width="300" height="190" /></div>
<p><em>Al termine della conviviale abbiamo incontrato alcuni amici rotariani provenienti dal Venezuela (D4370) che sono in visita<br />
in alcuni Paesi europei tra cui l&#8217;Italia.<br />
Il Presidente ha donato loro il gagliardetto del Club ed alcuni soci si sono a lungo intrattenuti con gli amici sudamericani<br />
per scambiare opinioni e idee.<br />
Un bel momento di affiatamento rotariano!<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rotarybgnord.it/2010/05/06/w-gli-alpini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cibo e Amore : incontro con Sarah Viola</title>
		<link>http://www.rotarybgnord.it/2010/04/27/cibo-e-amore-incontro-con-sarah-viola/</link>
		<comments>http://www.rotarybgnord.it/2010/04/27/cibo-e-amore-incontro-con-sarah-viola/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 18:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rotarybgnord.it/?p=593</guid>
		<description><![CDATA[
Interessante incontro quello di martedì 27 Aprile all&#8217;Antica Perosa.
La D.ssa Sarah Viola, psicologa, psichiatra e psicoterapeuta, ci ha intrattenuto sul tema &#8216;cibo e amore&#8217;, illustrandoci alcuni degli schemi generali di rapporto tra i componenti di un gruppo familiare. In particolare si è esaminato come tali rapporti vadano ad incidere sul possibile nascere di disturbi nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/CIMG3373L.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-594" title="Sarah Viola, Bordogna e Gelmi" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/CIMG3373L-300x235.jpg" alt="" width="300" height="235" /></a></div>
<p>Interessante incontro quello di martedì 27 Aprile all&#8217;Antica Perosa.</p>
<p>La <strong>D.ssa Sarah Viola</strong>, psicologa, psichiatra e psicoterapeuta, ci ha intrattenuto sul tema &#8216;cibo e amore&#8217;, illustrandoci alcuni degli schemi generali di rapporto tra i componenti di un gruppo familiare. In particolare si è esaminato come tali rapporti vadano ad incidere sul possibile nascere di disturbi nei confronti del cibo, fino ad arrivare, particolarmente nel caso delle ragazze adolescenti, a vere e proprie patologie quali anoressia e bulimia.</p>
<p>Dalle parole della nostra relatrice è subito apparso evidente lo strettissimo legame esistente, soprattutto nel &#8216;linguaggio&#8217; femminile, fra i concetti di cibo e amore: per la donna, infatti, il rapporto intimo fra cibo e amore inizia con il concepimento stesso di un figlio, che, fino alla sua nascita, vivrà in totale simbiosi con lei, nutrendosi letteralmente del suo corpo. Ma anche dopo la nascita, con l&#8217;allattamento, il bambino continua a nutrirsi di quanto prodotto dal corpo della mamma.</p>
<p>Il simbiotico rapporto cibo-amore, per la donna, poi prosegue: l’amore-nutrimento della propria famiglia rimane sempre una delle principali vocazioni femminili; e il cibo rappresenta anche un&#8217;efficace arma di amore-seduzione: “l&#8217;uomo si prende per la gola”, si dice.</p>
<p>Chiarita quindi la stretta interdipendenza tra i due termini, risulta conseguente che, a livello psicologico, i rapporti problematici nei confronti del cibo, ai vari livelli, nascondano tematiche inerenti la sfera degli affetti.</p>
<p>L’immenso potere in mano alla donna, ‘amore e cibo’, è sì ‘amore e vita’ ma, di riflesso, anche ‘amore-morte’. Il potere può cioè essere utilizzato positivamente o negativamente: ecco la donna-fata o la donna-strega. Secondo gli schemi teorici dello psichiatra francese Jacques Lacan, la donna-madre è un simbolico potenziale coccodrillo con le fauci spalancate, al cui interno c’è il bambino, ignaro. Le fauci si possono anche chiudere, stritolando il bambino (possessività della madre portata all’estremo), se non c’è anche un intervento, una presenza equilibratrice, dell’uomo-padre che, sempre simbolicamente, tiene spalancate le fauci inserendovi un ‘bastone’, simbolo maschile per eccellenza.</p>
<p>Se il padre è ‘assente’, nelle varie modalità, il rischio dello stritolamento possessivo, cioè il soffocamento della personalità del figlio da parte della madre, è più probabile.<br />
La tendenza dell’amore materno è infatti totalizzante: si tratta di un’aggressività ovviamente non malevola, ma che quando viene portata agli estremi diventa patologica. Il messaggio dell’amore materno ‘che divora’, più o meno inconsciamente ‘passa’ al figlio, e ancor più alla figlia. E se il padre, di cui la bimba è comunque primariamente innamorata, è assente o non corrisponde l’affetto che la figlia si attende, alla bambina non resterà che rivolgersi comunque alla mamma possessiva, sapendo che però verrà ‘divorata’ dal suo amore.</p>
<p>Ecco quindi il rifiuto dell’amore materno, identificato con il cibo-nutrimento, ed ecco i disagi alimentari che sempre più spesso oggi colpiscono soprattutto le adolescenti. Il principale problema della ragazza anoressica, secondo la nostra relatrice, è pertanto la carenza di amore paterno.<br />
Amore paterno in senso molto ampio: il padre ti manifesta il suo amore anche dimostrando di prendersi cura di te mettendoti dei ‘paletti’, definendo e facendo rispettare ‘la legge’; naturalmente il rapporto è più fecondo ed equilibrato quanto ‘la legge’ è autorevole e riconosciuta, e non sterilmente autoritaria a priori.</p>
<p>Ed ariviamo così al problema tipico dei nostri tempi, proprio in termini di ‘modello sociale’. Il ruolo del maschio ‘legiferatore’ e autorevole è in crisi; e lo è, in primis, la principale figura paterna di riferimento sociale in questo senso: lo Stato (non che sia meno in crisi la figura materna tradizionalmente di riferimento nella società occidentale, la Chiesa ndr)</p>
<p>Tornando alla famiglia, è evidente l’importanza di un rapporto di coppia equilibrato, di un maschile e femminile che si integrano, delle due componenti di amore che si riversano armoniosamente sui figli. Tuttavia le figure di riferimento devono restare evidenti nei loro ruoli, quando anche a volte scambiabili in un gioco di intelligente complicità. Complicità che però deve essere sempre basata sul rispetto delle ‘regole’, che, utilmente, vengono poste dalla figura paterna.</p>
<p>Come è stato messo in evidenza dalla discussione che ha concluso la serata, la famiglia equilibrata diventa anche un baluardo contro la massiccia dose di pessimismo che ogni giorno viene riversata sui giovani e in particolare sugli adolescenti, indotta principalmente dai mass media. Questi, a fini di audience, dipingono costantemente il nostro mondo come il peggiore possibile, creando una sorta di ‘overlay’, di ipnosi collettiva che induce a non avere fiducia nel futuro. A causa anche di questo costante condizionamento, diventato ormai ‘abitudine’, spesso anche i discorsi in famiglia sono incentrati alla lamentela continua e alla sottolineatura solo delle cose che non vanno. E così avviene che i figli si buttano nell’autolesionismo, ‘rimandandoci la palla’.</p>
<p>Non dimentichiamo inoltre che, nei rapporti con i figli, si dovrebbe correggere anche un aspetto tipico del classico rapporto ‘latino’, colpevolizzante e censurante, cioè: “se hai preso un brutto voto sei un asino (o è un asino il tuo insegnante, ndr), se l’hai preso bello hai solo fatto il tuo dovere”. Al contrario, è molto più utile ed efficace, in termini educativi, il rapporto anglosassone, incoraggiante, cioè: “se hai preso un bel voto sei stato bravo, se l’hai preso brutto, coraggio, impegnati e vedrai che la prossima volta andrà meglio.”</p>
<p>Grazie alla d.ssa Viola che, pur nella necessaria sintesi e semplificazione di concetti e problemi assai complessi, ci ha offerto importanti stimoli di riflessione.</p>
<p>Paolo Boselli</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rotarybgnord.it/2010/04/27/cibo-e-amore-incontro-con-sarah-viola/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Serata &#8220;Bolliti&#8221;</title>
		<link>http://www.rotarybgnord.it/2010/03/23/serata-bolliti/</link>
		<comments>http://www.rotarybgnord.it/2010/03/23/serata-bolliti/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 20:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rotarybgnord.it/?p=579</guid>
		<description><![CDATA[
Non ci sono dubbi: l’ormai tradizionale &#8217;serata dei bolliti&#8217; del RC Bergamo Nord rappresenta indiscutibilmente una &#8216;hit&#8217; delle conviviali. Grande afflusso di soci, coniugi, ospiti martedì 23 febbraio all&#8217;Antica Perosa. Addirittura la sala che si deve ampliare con la rimozione di una parete mobile&#8230;
Con la regia di Ezio Ruggeri e la preparazione delle carni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/CIMG3266-L.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-580" title="CIMG3266 L" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/CIMG3266-L-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></div>
<p>Non ci sono dubbi: l’ormai tradizionale &#8217;serata dei bolliti&#8217; del RC Bergamo Nord rappresenta indiscutibilmente una &#8216;hit&#8217; delle conviviali. Grande afflusso di soci, coniugi, ospiti martedì 23 febbraio all&#8217;Antica Perosa. Addirittura la sala che si deve ampliare con la rimozione di una parete mobile&#8230;<br />
Con la regia di Ezio Ruggeri e la preparazione delle carni di Mario Cazzamali, macellaio &#8216;top level&#8217;, la serata è partita con la degustazione di un&#8217;ottima tartare &#8216;di quarto anteriore&#8217;, e non solo di filetto, come ha precisato Cazzamali, ‘perché della bestia non si butta via niente&#8217;.<br />
Il carrello selfservice dei bolliti prevedeva poi costine di maiale, testina, biancostato, spalla, cotechino, cappello da prete, il tutto corroborato da gustose salse e mostarde.<br />
Le carni: prima scelta del consorzio La Granda, un’associazione di tutela della razza piemontese che, come illustratoci da Cazzamali, rappresenta oggi una realtà all&#8217;avanguardia per competenze e qualità, forte della presenza di 67 allevatori e 5 macellai, diventata addirittura ‘presidio Slow Food’ della razza piemontese.</p>
<p>Ma, attenzione: era da poco terminata la degustazione dei bolliti in salse tricolore (salsa verde, marmellatina di cipolle bianche, trito di pomodorini secchi rossi) quando, con un&#8217;ardita piroetta, il nostro imprevedibile ed audace presidente Luigi Gelmi ci ha introdotto alla seconda parte della serata, quella del&#8230; tricolore bollito!<br />
Già, perché a questo punto ha dato la parola a Paolo Bordogna, esperto di economia internazionale nonché figlio del nostro carissimo Cicci, che, con rara lucidità e precisione ci ha illustrato i perché e i percome della drammatica crisi economica che stiamo vivendo, particolarmente nel nostro paese.</p>
<p>Analisi secca in tre punti, in sintesi, nell&#8217;ordine:</p>
<ol>
<li> Insostenibile tensione &#8216;tellurica&#8217;, che alla fine è esplosa come un terremoto, fra due soggetti:  da un lato, le economie dei paesi cosiddetti sviluppati, che generano ormai molto meno reddito rispetto ai consumi, e quindi sono fondamentalmente produttori di debito; dall&#8217;altro lato le economie dei paesi ex-emergenti, e ormai  &#8216;emersi&#8217;, del BRIC (Brasile, Russia, India, Cina), che generano grandi volumi di reddito complessivo ma non possono offrire alla propria popolazione un elevato livello di consumi: sono pertanto paesi che investono enorme liquidità sull’acquisto del debito dei paesi &#8216;ricchi&#8217;, diventandone di fatto padroni di molte aree fondamentali (principalmente in Usa ed Europa). Con la relativa assunzione di un ruolo &#8217;schizoide&#8217; da parte delle grandi banche mondiali, che diventano intermediari, comprando debito da una parte e vendendo dall&#8217;altra.</li>
<li>Rapporti di fatto conflittuali all&#8217;interno dei paesi occidentali, a causa appunto del debito pubblico, tra categorie contrapposte. Fondamentalmente: generazioni giovani contro vecchie e occupati contro disoccupati. Il debito pubblico, data la persistente inesistenza di un&#8217;azione politica adeguata, si rifletterà inevitabilmente sui nostri figli, già in gran parte oggi sottoccupati. Quindi, mentre i paesi emergenti o emersi, senza debito, investono sul futuro (educazione, giovani, ricerca  finanziamento alle famiglie), noi accumuliamo debito che distruggerà il futuro delle nostre giovani generazioni.</li>
<li>Esempio Grecia, il cui governo precedente ha letteralmente ‘barato’ sui conti pubblici e presentato un deficit annuo al 12% contro il 4% dichiarato. Il nuovo governo ha dovuto necessariamente introdurre misure drastiche e rigidissime, ancorchè insufficienti, che hanno già inevitabilmente creato una pesantissima situazione di disagio sociale ed una conseguente esplosione di violenza. Lo stato è vicino alla bancarotta e c&#8217;è disaccordo su se e chi lo debba aiutare: la stessa Unione Europea, il Fondo Monetario Internazionale, oppure nessuno. Ma la Grecia non è l&#8217;Argentina, è un paese dell&#8217;area euro, e se un paese di eurolandia &#8217;salta&#8217;, va in crisi  tutto il meccanismo monetario. Inoltre resta di fatto sancito il principio che uno Stato &#8216;può&#8217; fallire. Ma lo Stato immediatamente più vicino alla situazione greca è proprio l’Italia, con il suo debito pubblico secondo al mondo!</li>
</ol>
<p>Ma da noi, denuncia Bordogna, di queste cose non si parla o si parla pochissimo: la scena mediatica dell&#8217;informazione è dominata da tematiche di tutt&#8217;altra natura, in modo inconcepibile in un qualsiasi altro paese del mondo.</p>
<p>Insomma, dopo l&#8217;intervento di Cazzamali, macellaio di grandi carni italiane, Bordogna ci ha &#8216;cacciato là i mali&#8217; di quel gran&#8230; ‘macello’ che, purtroppo, è oggi l&#8217;Italia.<br />
Il nostro primo ospite ci ha spiegato che &#8216;della bestia non si butta niente&#8217;, ma il secondo ci ha mostrato che probabilmente stiamo buttando via proprio tutta la bestia e, già che ci siamo, anche la stalla. E se è vero che nei negozi di carni non si trova più la &#8216;testina’ da bollire, sembrerebbe che in Italia siano proprio le nostre umane testine a venire più o meno&#8230; ‘bollite’ dalle televisioni, che, telegiornali in testa, ci propinano costantemente l&#8217;ipnotica rappresentazione virtuale di una politica e di una società d&#8217;avanspettacolo, scandalistica, illusionistica, mentre tacciono sugli incombenti ‘temi scomodi’ della realtà.</p>
<p>Sintesi finale della serata: sapide ‘carezze’ al palato, accompagnate da istruttivi&#8230; ‘pugni’ allo stomaco.<br />
Sicuramente una conviviale dal deciso sapore agrodolce. Come la mostarda.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rotarybgnord.it/2010/03/23/serata-bolliti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Interclub : San Patrignano e &#8230; le Fughe da Fermi</title>
		<link>http://www.rotarybgnord.it/2010/03/18/interclub-san-patrignano-e-le-fughe-da-fermi/</link>
		<comments>http://www.rotarybgnord.it/2010/03/18/interclub-san-patrignano-e-le-fughe-da-fermi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 20:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interclub]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[Drugs Off]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rotarybgnord.it/?p=575</guid>
		<description><![CDATA[

Graditissimi ospiti della conviviale di giovedì 18 Marzo, fuori sede alla Marianna per un interclub con il Rotary Bergamo Sud, il Dott. Giampaolo Brusini, tossicologo e responsabile scientifico della comunità di San Patrignano e alcuni ragazzi della comunità stessa, interpreti dello spettacolo teatrale ‘Fughe da fermi’.
Dopo il saluto da parte dei presidenti dei due club, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright">
<div id="attachment_576" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/CIMG3250L.jpg"><img class="size-medium wp-image-576 " title="Brusini-Castelli-Gelmi" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/CIMG3250L-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il dott. Brusini, Fulvia Castelli, Luigi Gelmi</p></div>
</div>
<p>Graditissimi ospiti della conviviale di giovedì 18 Marzo, fuori sede alla Marianna per un interclub con il <em>Rotary Bergamo Sud</em>, il <strong>Dott. Giampaolo Brusini</strong>, tossicologo e responsabile scientifico della comunità di San Patrignano e alcuni ragazzi della comunità stessa, interpreti dello spettacolo teatrale ‘<strong>Fughe da fermi</strong>’.<br />
Dopo il saluto da parte dei presidenti dei due club, Giancarlo Ghezzi e Luigi Gelmi, ed il conferimento della Paul Harris al Dott. Brusini, in virtù della sua fondamentale opera di diffusione della conoscenza del tema droga, ha preso la parola il nostro relatore.</p>
<p>Prendendo spunto da un recente fatto di cronaca, l’esclusione del cantante Morgan dal festival di Sanremo a seguito della rivelazione di essere un consumatore di cocaina, il dott. Brusini ha posto l’accento sul fondamentale tema dell’assuefazione alla presenza della droga nella nostra società. Si convive cioè con questa realtà considerandola quasi una presenza ormai acquisita e inevitabile, di cui non si avverte quasi più la pericolosità estrema. E’ un enorme problema di mancanza di consapevolezza; troppo spesso le persone, e in particolare i giovani, vedono oggi la droga come un fatto di costume, a volte come un palliativo, come un antidepressivo, come un ausilio e rimedio ad un diffuso mal di vivere e alla ‘carenza di senso’ che pervade la nostra società.</p>
<p>E’ cioè in atto (quanto ‘pilotato’ dati gli enormi interessi economici in gioco?) un terribile processo di ‘normalizzazione’ delle sostanze stupefacenti. E a poco servono ormai i richiami medico-scientifici nei confronti delle deleterie conseguenze provocate dall’assunzione di droghe: nella maggior parte dei casi viene percepito, da chi ne fa uso, solo l’aspetto immediatamente consolatorio, che fa capo all’azione di quell’area cerebrale detta ‘della ricompensa’ o ‘della gratificazione’, su cui agiscono direttamente le sostanze stupefacenti.<br />
La chiave di approccio al problema della prevenzione scelta pertanto dalla comunità di San Patrignano è quella emozionale, emotiva, l’unica in grado di ‘fare breccia’ nelle coscienze sopite e anestetizzate così tipiche del nostro tempo. E’ per questo motivo che sono stati concepiti spettacoli teatrali tipo appunto ‘Fughe da fermi’, i cui protagonisti sono appunto ragazzi che sono passati attraverso l’esperienza della droga.</p>
<p>Giampaolo Brusini, spiega che assistere ad uno spettacolo come &#8220;Fughe da fermi&#8221;, metafora per ‘fughe dalla consapevolezza’, può aiutare ad assumere un atteggiamento diverso, piu&#8217; critico, verso la droga: &#8220;E&#8217; come se il pubblico, e cioè i ragazzi, stesse guardando un film nel quale scorre il primo tempo della sua vita. Poi il ragazzo, ospite di San Patrignano, dal palco racconta come sarà il secondo tempo se si prenderanno decisioni che portano sulla strada della droga&#8221;. E non è una bella prospettiva.<br />
A conferma di quanto detto, è intervenuta Eugenia, una delle protagoniste dello spettacolo, che, con il semplice racconto della sua storia, ha tenuto l’uditorio con il fiato sospeso, rendendoci partecipi di una tormentata vicenda che, nel suo caso, ha fortunatamente conosciuto un lieto fine.<br />
Lo spettacolo è in tour nazionale e rappresenta un momento di importante crescita individuale per ragazzi e genitori; sì, perché qualche ragazzo ha detto: ‘ma come, tutto questo ragionare di droga e poi quando vado a casa trovo i miei genitori seduti sul divano che si spinellano?’</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rotarybgnord.it/2010/03/18/interclub-san-patrignano-e-le-fughe-da-fermi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il mio sguardo</title>
		<link>http://www.rotarybgnord.it/2010/03/09/il-mio-sguardo/</link>
		<comments>http://www.rotarybgnord.it/2010/03/09/il-mio-sguardo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 18:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuori Sede]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rotarybgnord.it/?p=569</guid>
		<description><![CDATA[
Che cos’è la ‘normalità’?
Questa la domanda che ha aperto la conviviale di martedì 9 marzo e che certamente risuonerà nella mente degli spettattori che il 22 aprile assisteranno, al Teatro Donizetti, allo spettacolo ‘IL MIO SGUARDO’.
Di questo spettacolo/evento, promosso dal RC Romano di Lombardia e trasformatosi in un fondamentale service del gruppo orobico, sono venuti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/CIMG3240L.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-570" title="CIMG3240L" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/CIMG3240L-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a></div>
<p><em>Che cos’è la ‘normalità’?</em><br />
Questa la domanda che ha aperto la conviviale di martedì 9 marzo e che certamente risuonerà nella mente degli spettattori che il 22 aprile assisteranno, al Teatro Donizetti, allo spettacolo ‘<strong>IL MIO SGUARDO</strong>’.<br />
Di questo spettacolo/evento, promosso dal RC Romano di Lombardia e trasformatosi in un fondamentale service del gruppo orobico, sono venuti a parlarci i graditi ospiti: AG Fulvia Castelli; Luca Margnini  -  Presidente Commissione Distrettuale Pubbliche Relazioni; Oreste Castagna (regista, attore); Vera Vavassori (staff regia) e Silvia Barbieri (attrice, autrice e staff regia); Pietro Sparaco (fotografo); Francesco Crudo (cineoperatore); Sandro Gentile (masterizzazione CD); Cristina Moro (Commissione Pubbliche Relazioni RC Bergamo Ovest).</p>
<p>Cristina Moro, una delle principali coordinatrici dell’evento insieme a Fulvia Castelli e a Bianca Galli, ha dapprima  introdotto e presentato il service e la squadra di lavoro che lo ha reso possibile. L’evento, realizzato in collaborazione con l’associazione “Senzacca” di Bergamo e l’associazione “L’ancora” con sede a Cortenuova, nasce da un percorso comune svolto tra rotariani e disabili, sul tema appunto della ‘diversità’. Tale percorso culminerà nello spettacolo del 22 aprile, con l’obiettivo di rappresentare un momento di crescita individuale, oltre che sociale, e di offrire, con un linguaggio nuovo, un inedito punto di osservazione sul tema dell’Handicap: non più visto come diversità negativa ma come una risorsa, una positiva provocazione e un’opportunità di reciproco arricchimento.<br />
Saranno gli stessi ragazzi diversamente abili, diretti dalla sapiente regia di Oreste Castagna e del suo staff, i veri protagonisti della serata, insieme ad attori e personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport. L’evento sarà inoltre arricchito da un supporto video e da una mostra fotografica.</p>
<p>Il Teatro,quindi, come espresso da Silvia Barbieri, quale incontro tra esseri umani (cosa che del  resto coincide con la mission rotariana) per creare momenti di piccola grande felicità. Ricordando che ogni sguardo è diverso ed è in  grado di offrire una propria visione, un’angolazione, una propria totalità: quella totalità che è in ognuno di noi e che confrontandosi con la totalità di ogni altro diventa relatività, uno dei concetti più belli e potenti introdotti nel ‘900.</p>
<p>Oreste Castagna, rotariano oltre che regista e attore di successo, ha evidenziato la scelta d’amore che sta dietro questa operazione. L’amore: un sentimento e una forza che va ridefinito, continuamente rinnovato, riscoperto. Un’energia su cui compiere un vero e proprio investimento progettuale a tutto campo.</p>
<p>Come inoltre evidenziato da Luca Margnini, questo service rotariano rappresenta una sorta di progetto ‘pilota’, sperimentale, suscettibile di possibili aperture e sviluppi anche su larga scala, date le sue caratteristiche, l’importanza del tema, l’universalità del messaggio. Come dimenticare, infatti, che proprio dal singolo progetto di un club bergamasco (Treviglio) ha preso il via un’operazione a livello mondiale come la Polioplus?</p>
<p>Un appuntamento quindi da non perdere, quello con ‘IL MIO SGUARDO’&#8230;!</p>
<p>La serata è poi proseguita con altri aspetti di natura più interna:</p>
<ul>
<li>la comunicazione di una nuova giornata al Parco delle Cornelle, con famiglie, organizzata dall’Interact Club Bergamo il giorno  inserire data ;</li>
<li>la presentazione da parte del Presidente della corposa rassegna stampa locale e nazionale dell’evento ‘Tiepolo’;</li>
<li>l’annuncio della proposta di ingresso di due nuovi soci nel nostro club;</li>
<li>l’annuncio di una prossima visita alla Biblioteca Ambrosiana di Milano il giorno 17 aprile;</li>
<li>l’annuncio di una iniziativa, da parte dell’Incoming Alberto Longo, volta a facilitare la conoscenza e la ‘riconoscibilità’ tra loro dei soci del club, utile soprattutto ai nuovi soci in una prospettiva di allargamento del club.</li>
</ul>
<p>Alla prossima.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rotarybgnord.it/2010/03/09/il-mio-sguardo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pratiche Filosofiche</title>
		<link>http://www.rotarybgnord.it/2010/03/02/pratiche-filosofiche/</link>
		<comments>http://www.rotarybgnord.it/2010/03/02/pratiche-filosofiche/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 18:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rotarybgnord.it/?p=565</guid>
		<description><![CDATA[
Vi sono alcune circostanze, chiamiamole casuali se crediamo al ‘Caso’, in cui nel nostro percorso di vita vengono deposti dei ‘semi’. Piccoli, come tutti i semi, ma che se trovano condizioni adatte possono germogliare ed aprire nuovi orizzonti.
La serata di martedì 2 marzo potrebbe essere stata una di queste occasioni: un relatore che all’ultimo istante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/Gelmi-Tazzioli.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-566" title="Gelmi-Tazzioli" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/Gelmi-Tazzioli-300x227.jpg" alt="" width="300" height="227" /></a></div>
<p>Vi sono alcune circostanze, chiamiamole casuali se crediamo al ‘Caso’, in cui nel nostro percorso di vita vengono deposti dei ‘semi’. Piccoli, come tutti i semi, ma che se trovano condizioni adatte possono germogliare ed aprire nuovi orizzonti.</p>
<p>La serata di martedì 2 marzo potrebbe essere stata una di queste occasioni: un relatore che all’ultimo istante dà forfait per motivi di salute, un ospite che si improvvisa relatore, l’avvio di una serata inconsueta. Massimo Tazzioli è stato il gentilissimo ospite del nostro Presidente Luigi che, in emergenza, ha accettato di sostituire il Prof. Manara, introducendoci ad un tema inconsueto, quello delle ‘PRATICHE FILOSOFICHE’.<br />
Sembra quasi una contraddizione di termini, al nostro orecchio profano: ma come, che c’entra la filosofia con la pratica? La filosofia siamo stati abituati a concepirla, fin dai tempi della scuola, come teorizzazione, astrazione per eccellenza, pura elucubrazione mentale&#8230;</p>
<p>E poi, dico io, al massimo ci ricordiamo qualcosa di ‘storia della filosofia’, di personaggi che abbiamo studiato e di cui ci rimane a malapena appiccicata alla mente qualche ‘etichetta’: Platone quello delle ‘idee’ e della ‘caverna’, Socrate quello saggio che poveraccio l’hanno fatto fuori con la cicuta, Pitagora quello dei triangoli, Euclide anche lui coi teoremi, Parmenide con ‘l’essere immobile’ in contrasto con Eraclito col ‘panta rei-tutto scorre’ (e mettersi d’accordo?), Epicuro il godereccio, Zenone che faceva fare le gare ad Achille piè veloce con una tartaruga (bella forza), Seneca grande saggio che però se la faceva con gli imperatori pazzi (Caligola e Nerone), Kant che criticava tutto, ragion pura e ragion pratica, Hegel con la ‘fenomenologia’ (niente a che vedere con lo studio di Ronaldo do Brazil), e poi quei ‘romanticoni’ di Fichte e Schelling, e Marx che ha dato il la al comunismo con tutti gli annessi e connessi, Nietsche che credeva a Superman e ha dato spunto al fascismo con tutti gli annessi e connessi ecc. ecc. ecc.</p>
<p>Beh, a parte gli scherzi, secondo l’esperienza del nostro relatore la Filosofia, specialmente nell’antichità, non era affatto soltanto speculazione teorica ma, innanzitutto, pratica esistenziale, scelta di vita, ricerca di saggezza, che nasceva da un certo modo di vivere e si trasmetteva attraverso veri e propri esercizi spirituali.<br />
E, in molti casi, la Filosofia si poneva come una vera e propria terapia dell&#8217;esistenza e una cura dell&#8217;anima.</p>
<p>Questo aspetto pratico, concreto ha ‘folgorato’ il nostro relatore durante il periodo dei suoi studi universitari (laurea in Economia e Commercio, laurea in Scienza della Comunicazione, master in Filosofie orientali) nel momento in cui si è ‘imbattuto’ nell’esame di ‘pratiche filosofiche’, che ha indirizzato la sua vita e la successiva attività professionale. Fino a fargli intraprendere la professione di ‘counseler filosofico’ sull’onda degli insegnamenti del francese Pierre Hadot e dell’italiano Romano Madera.</p>
<p>Approccio interessante, soprattutto in questa nostra cosiddetta epoca dell’incertezza, della fluidità, dell’accelerazione, della fine della modernità e la presenza della post-modernità.<br />
Ecco due ‘semi’ lanciati da Tazzioli quali ‘esempio veloce’ di esercizi di ‘pratiche filosofiche’:<br />
a)il restare ‘nel presente’<br />
b)il ‘vedere le cose dall’alto’.<br />
Nell’esperienza del nostro relatore, la consapevolezza profonda ed esperienziale di questi principi/esercizi, sono stati determinanti. Ma si tratta di un atteggiamento, una pratica che va costruita con impegno e passione.</p>
<p>Chiaramente, dietro queste due semplici principi si cela un mondo, un universo; sono implicati il pensiero e l’insegnamento di millenni, di maestri, filosofie, tradizioni spirituali occidentali ed orientali. E, di fatto, è inutile nascondersi che l’affacciarsi con profondità sull’orlo dell’abisso di questi temi potrebbe dare le vertigini: implica infatti volontà, approfondimento, conoscenza di sé ed esplorazione del proprio rapporto con l’esistenza e con l’universo. Roba da ‘entronauti’&#8230;</p>
<p>Riporto da uno scritto di Romano Madera, recuperato da Internet:<br />
“Basta un attimo solo per rendere la vita degna di essere vissuta. Non un attimo di piacere isolato, ma un attimo capace di imprimere un senso, di regalare una prospettiva. Ci sono istanti che non passano, forti e pregnanti al punto da non essere eliminati: sono centri di luce. Nella vita ce ne sono, come i momenti di commozione, o di illuminazione intellettuale, o di riconoscimento del dolore.” E ancora: “Spesso, invece, siamo ciechi o paralizzati o inerti, e non ci accorgiamo di nulla. Bisogna aprire la testa, gli occhi, il cuore. Solo in questi attimi presenti possiamo trovare un senso alla vita ed espanderci.”</p>
<p>E da Pierre Hadot: “Ogni attimo ha un valore infinito perché rappresenta l’eternità nella sua interezza. Occorre ac­cettare e amare la metamorfosi dell’essere per ritrovarsi uni­ti al divino che è nell’esistenza.”</p>
<p>Quindi, aggiungerei, il ‘presente’ come fatto dinamico, non statico o avulso dal ‘passato’ o dal ‘futuro’: qualcosa che cambia in chiave esperienziale, in funzione dell’intensità di consapevolezza, di ‘presenza’ a noi stessi che sappiamo raggiungere. Ogni attimo come potenziale scrigno di tesori nascosti, che si rivelano quando siamo pronti e disposti a riceverli. Nel tempo di un respiro. L’Attimo con la A maiuscola, quello dei mistici e dei poeti. E adesso anche dei filosofi.</p>
<p>Semi, si diceva. Che prima ti stimolano, ti interrogano e fanno sorgere domande ed obiezioni, come quelle, importanti, che sono uscite nel corso della serata. Tipo: ‘ma restare nel presente significa condannarsi all’immobilismo’? E perché restare nel presente se il presente è brutto?’ Oppure ‘è meglio parlare di qui e ora o di sempre e ovunque?’ Semi, che poi possono attecchire e continuare a farci chiedere ‘ma come si fa, cosa vuol dire, cos’è questa storia dello ‘stare nel presente’, forse vale proprio la pena provarci’?</p>
<p>E, aggiungiamo, se questa diventa una domanda pressante, magari si aprono nuovi orizzonti. E possono avviarsi anche strani meccanismi virtuosi, che hanno a che fare con cose ancora oggi ‘misteriose’ ma che sono entrate da tempo nel campo dell’indagine psicologica e scientifica. Tanto per dirne alcune: le sincronicità di Jung, l’entanglement della fisica quantistica (che stabiliscono rapporti fra cose e situazioni indipendenti da spazio e tempo), i rapporti energia-pensiero-materia che hanno avuto inizio con Einstein e che stanno aprendo scenari al di là dell’immaginabile&#8230; E così si potrebbe pure aprire qualche spiraglio di comprensione sul perché, secondo quanto affermato in apertura dal nostro relatore, ‘quando ci si pone intensamente nel presente, in atteggiamento di accettazione, di fiducia e di apertura, le cose spontaneamente prendono una piega diversa e i frutti cadono da soli’.</p>
<p>Forse vale la pena provarci.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
<p><em>Letture consigliate:<br />
Eckhart Tolle &#8211; Il potere di adesso – Armenia<br />
Eckhart Tolle &#8211; Un nuovo mondo &#8211; Mondadori<br />
Pierre Hadot &#8211; Che cos’è la filosofia antica? &#8211; Einaudi<br />
Romano Madera &#8211; La filosofia come terapia dell&#8217;esistenza &#8211; Mondadori<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rotarybgnord.it/2010/03/02/pratiche-filosofiche/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Volare in aliante : vincere con la mente</title>
		<link>http://www.rotarybgnord.it/2010/02/23/volare-in-aliante-vincere-con-la-mente/</link>
		<comments>http://www.rotarybgnord.it/2010/02/23/volare-in-aliante-vincere-con-la-mente/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 20:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rotarybgnord.it/?p=559</guid>
		<description><![CDATA[

Ospiti del Club Leonardo e Riccardo Brigliadori, che, preceduti dal loro straordinario curriculum di titoli e vittorie, hanno introdotto i soci e gli ospiti nel magico mondo del volo a vela.
I due relatori hanno spiegato come si realizza oggi il sogno di Icaro, anche attraverso l’ausilio di due contributi video che hanno spiegato ai profani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright">
<div id="attachment_561" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/02/Gelmi_Brigliadori.jpg"><img class="size-medium wp-image-561" title="Gelmi_Brigliadori_Brigliadori" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/02/Gelmi_Brigliadori-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Leonardo Brigliadori, Luigi Gelmi, Riccardo Brigliadori</p></div>
</div>
<p>Ospiti del Club <strong>Leonardo</strong> e <strong>Riccardo Brigliadori</strong>, che, preceduti dal loro straordinario curriculum di titoli e vittorie, hanno introdotto i soci e gli ospiti nel magico mondo del volo a vela.</p>
<p>I due relatori hanno spiegato come si realizza oggi il sogno di Icaro, anche attraverso l’ausilio di due contributi video che hanno spiegato ai profani il delicato equilibrio tra tecnologia ed intuito che permette all’aliante di veleggiare. L’aria infatti è piena di energia ed il pilota comprende che le forze della natura sono a sua disposizione, se ha imparato a non temerle bensì a rispettarle, ad ascoltarle, a coglierne i minimi segni con la propria più totale attenzione.<br />
I relatori hanno spiegato le varie fasi del volo, dal decollo all’atterraggio, suscitando numerosi interventi dei soci nel corso delle spiegazioni.</p>
<p>Il decollo può avvenire in vari modi, per esempio al traino di un aereo a motore oppure grazie alla trazione esercitata, tramite un cavo lungo anche 1000 metri, da un potente verricello fisso al suolo. Una volta in volo l’aliante, lentamente ma inesorabilmente, scende. L’energia potenziale dovuta alla quota viene infatti usata per vincere la resistenza aerodinamica e planare alla ricerca di energia. Se il pilota riesce a trovare una zona dove l’aria non è statica, ma sale verso l’alto, allora l’aliante salirà con essa, guadagnando di nuovo quota. Il vento non è l’unico responsabile dei movimenti verticali di una massa d’aria: il sole, in una bella giornata, scalda il terreno e quest’ultimo scalda l’aria di un sottile strato (qualche decina di metri) a contatto con esso; come una mongolfiera, anche l’aria intiepidita tende ad alzarsi e si organizza in una invisibile, stretta colonna ascendente che chiamiamo “una termica”.</p>
<p>Il pilota esperto mantiene il proprio aliante all’interno della termica il più a lungo possibile, compiendo una serie di spirali esattamente come gli uccelli veleggiatori quali rapaci e cicogne. Una normale termica ha un diametro compreso tra i 100 e i 400 metri, e sale fino al raggiungimento di una quota di equilibrio che dipende anche dalla differenza di temperatura rispetto all’aria circostante; spesso ciò significa almeno 1000 ma anche 3000 metri e oltre.</p>
<p>Con il crescere dell’esperienza, oggi un volovelista può ambire a mete che sembrano inverosimili. Il record mondiale di quota è di oltre 14.000 metri, ma ben più importante è quello di distanza pari a 3000 chilometri percorsi in un solo giorno (di notte, senza l’energia del sole, gli alianti non volano); il record di velocità su percorso di 500 o di 1000 Km. sono di oltre 200 km/h. Nessuno di questi valori è destinato a durare a lungo. Ogni anno vengono effettuati centinaia di tentativi per nuovi primati mondiali o nazionali. Il volo più lungo fatto in Italia è stato fatto attraversando tutta le Penisola da Como fino a Taranto (volo effettuato proprio da Leonardo Brigliadori) .</p>
<p>Qualunque buon pilota, dopo un paio di anni di esperienza, può volare per diverse centinaia di chilometri in una normale giornata, senza affrontare costi esagerati e utilizzando la flotta di un Club volovelistico, che in Italia sono circa trenta, con punte di eccellenza in Lombardia tra cui spiccano <strong>Alzate Brianza</strong> e <strong>Valbrembo</strong>, dove opera il nostro Andrea Lanfranchi, cui dobbiamo questa splendida serata, che ha avuto il merito di farci respirare atmosfere inconsuete e suggestive ma soprattutto di farci capire come la sintonia con l’ambiente rimanga la miglior medicina per vincere le mille tensioni che ci legano a terra.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Filippo Crippa Sardi</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rotarybgnord.it/2010/02/23/volare-in-aliante-vincere-con-la-mente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ottobre 2008 &#8211; Febbraio 2010 : Un percorso di crisi per l&#8217;economia mondiale e bergamasca</title>
		<link>http://www.rotarybgnord.it/2010/02/16/ottobre-2008-febbraio-2010-un-percorso-di-crisi-per-leconomia-mondiale-e-bergamasca/</link>
		<comments>http://www.rotarybgnord.it/2010/02/16/ottobre-2008-febbraio-2010-un-percorso-di-crisi-per-leconomia-mondiale-e-bergamasca/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 20:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni dei Soci]]></category>
		<category><![CDATA[bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rotarybgnord.it/?p=554</guid>
		<description><![CDATA[
Serata dedicata ai grandi temi dell&#8217;economia, quella di martedì 16 febbraio all&#8217;Antica Perosa. Alla crisi, ai suoi perché, ai risvolti sulla società bergamasca. L&#8217;auditorio, quello affollato delle grandi occasioni.
Con la regia del nostro Alberto Longo, hanno dato vita ad una intensa discussione i relatori:
Claudio Gervasoni, Responsabile Punto Finanziario di Confindustria Bergamo e Direttore sede di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright">
<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/20100216_crisi/CIMG3232 L.jpg" title="Da sinistra verso destra : Alberto Longo, Marino Ghilardi, Luigi Gelmi" class="shutterset_singlepic116" >
	<img class="ngg-singlepic" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/cache/116__320x240_CIMG3232 L.jpg" alt="Alberto Longo, Marino Ghilardi, Luigi Gelmi" title="Alberto Longo, Marino Ghilardi, Luigi Gelmi" />
</a>
</div>
<p>Serata dedicata ai grandi temi dell&#8217;economia, quella di martedì 16 febbraio all&#8217;Antica Perosa. Alla crisi, ai suoi perché, ai risvolti sulla società bergamasca. L&#8217;auditorio, quello affollato delle grandi occasioni.</p>
<p>Con la regia del nostro Alberto Longo, hanno dato vita ad una intensa discussione i relatori:<br />
<strong>Claudio Gervasoni</strong>, Responsabile Punto Finanziario di Confindustria Bergamo e Direttore sede di Bergamo di Confidi Lombardia; <strong>Marino Ghilardi</strong>, Direttore Generale BCC della Bergamasca; <strong>Marco Gallarati</strong>, Dirigente M&amp;A di Banca Intesa; <strong>Costantino Vitali</strong>, Direttore Generale Banco di Brescia.<br />
Dalle loro parole è emersa non soltanto la serietà della situazione &#8211; cosa  di cui forse oggi non tutti sono ancora pienamente consapevoli &#8211; ma anche la sua unicità storica, il senso dell’inizio di un passaggio epocale che inevitabilmente comporterà grandi cambiamenti nelle logiche economiche, aziendali, sociali oltre che nel nostro stile di vita.<br />
Non si è cioè trattato di uno &#8220;<em>tsunami una tantum</em>&#8221; che arriva, sconvolge ma poi passa e tutto ricomincia come prima. Sono coinvolti aspetti fondanti, strutturali di una comunità economica e sociale che si è rapidamente trasformata da locale a globale, con meccanismi inediti e trasferimenti di potere e risorse in diverse aree geopolitiche, con dimensioni impensabili fino a poco tempo fa. Pertanto, oggi si fanno i conti con una mentalità diventata rapidamente obsoleta e con vecchi schemi che non funzionano più. Ma ancora non si conoscono quelli nuovi.</p>
<p>Ottimismo o pessimismo? Bicchieri mezzi pieni o mezzi vuoti? Ricette, indicazioni, soluzioni?<br />
La franchezza, la competenza e l’onestà intellettuale dei nostri relatori, dai rispettivi punti di vista, non ha forzatamente consentito di andare oltre a ponderati e accorti tentativi di analisi, prese d&#8217;atto, consapevolezza di errori commessi a vari livelli e prudentissime ipotesi di proiezioni. Se sono così emerse da un lato la coscienza della validità dei meccanismi di emergenza messi in atto, dall&#8217;altro si sono affacciati enormi punti di domanda riguardanti le nuove dinamiche che inevitabilmente governi, apparato pubblico, banche, imprese, mondo del lavoro si troveranno ad affrontare, sia a livello globale che locale.</p>
<p>Quindi. Emergenza 2009: aiuti governativi, immissioni di liquidità nel mercato, interventi degli stati a supporto delle banche (pur nella diversità e specificità delle stesse) e delle banche a favore delle imprese (c’è chi dice tanti, c’è chi dice pochi), tamponamenti, moratorie, quadruplicamento dell&#8217;attività di Confidi, cassa integrazione, rinvii, attese, stand by. Ma poi? Quali saranno le scelte strategiche per il 2010, 2011 e oltre ? Come passare dall’emergenza ad un consolidamento della situazione ?</p>
<p>Difficile offrire risposte; dagli interventi dei nostri relatori e dal vivace dibattito si evince che, di fatto, ad ogni ipotesi può corrispondere, di ritorno, un: ‘sì, però’…<br />
Ad esempio: necessità di patrimonializzare le imprese e non fare corrispondere bilanci rilevanti a situazioni patrimoniali irrisorie – &#8220;<em>sì però</em>&#8221; come si fa a ricapitalizzare in queste condizioni; &#8220;<em>piccolo è bello</em>&#8221; e si tratta del tessuto fondante della nostra economia – <em>&#8220;sì però</em>&#8221; da <em>&#8220;piccolo&#8221;</em> oggi non puoi sopravvivere; necessità di fusioni fra aziende, anche a livello locale – <em>&#8220;sì però&#8221;</em> da noi non ne esiste la cultura e non ce la si può certo improvvisare; necessità di aggregazioni – <em>&#8220;sì però&#8221;</em> ne farà spese ancor di più l’occupazione, e senza occupazione non c’è consumo né mercato né ripresa; necessità di maggiore supporto delle banche alle aziende – <em>&#8220;sì però&#8221;</em> le banche devono anche vedere garantiti i propri prestiti, e oggi come oggi è sempre più difficile; le banche stanno aumentando la raccolta – <em>&#8220;sì però&#8221;</em> non è un buon segno perché significa che i consumi sono fermi; necessità di rivitalizzare i consumi – <em>&#8220;sì però&#8221;</em> le famiglie sono in difficoltà e comunque si deve smantellare la cultura dell’indebitamento che ha contribuito al disastro; grande immissione di liquidità nel mercato – <em>&#8220;sì però&#8221;</em> adesso aspettiamoci di ritorno una gran botta di inflazione ed un conseguente aumento di povertà…<br />
Difficile, veramente difficile districarsi nella situazione attuale.</p>
<p>E poi, verso la fine della discussione, una domanda, reiterata, che obiettivamente non poteva avere grandi chances di risposta: &#8220;era prevedibile&#8221; ? &#8220;Nessuno, politici, economisti, organi di controllo, addetti ai lavori, vedeva il <em>pompaggio folle</em> di un’economia drogata&#8221; ? &#8220;Perché non ci hanno avvisati di quello che stava succedendo, dei veri rischi cui si andava incontro ?&#8221;<br />
Come confermato anche dai nostri relatori, dal punto di vista <em>&#8220;tecnico&#8221;</em> era infatti impensabile che un ciclo espansivo durasse dodici anni, come è stato l&#8217;ultimo, tremendamente <em>gonfiato</em> da bolle e controbolle.  Prima o poi sarebbe esploso. Era solo questione di <em>quando</em>.<br />
E allora, deduciamo, il meccanismo era forse ormai diventato un mostro troppo complesso e autoalimentato, ingovernabile in un certo qual modo. Probabilmente chi sapeva e poteva, godeva e ha fatto festa; chi sapeva e non poteva, guardava e aspettava la fine della festa; chi non sapeva e non poteva, si fidava e continuava a fare la vita di sempre. E gli hanno fatto la festa.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>

<div class="ngg-galleryoverview" id="ngg-gallery-12-554">


	<!-- Piclense link -->
	<div class="piclenselink">
		<a class="piclenselink" href="javascript:PicLensLite.start({feedUrl:'http://www.rotarybgnord.it/wp-content/plugins/nextgen-gallery/xml/media-rss.php?gid=12&amp;mode=gallery'});">
			[View with PicLens]		</a>
	</div>
	
	<!-- Thumbnails -->
		
	<div id="ngg-image-112" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/20100216_crisi/CIMG3221 L.jpg" title="Claudio Gervasoni, Responsabile Punto Finanziario di Confindustria Bergamo e Direttore sede di Bergamo
di Confidi Lombardia" class="shutterset_set_12" >
								<img title="Claudio Gervasoni" alt="Claudio Gervasoni" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/20100216_crisi/thumbs/thumbs_CIMG3221 L.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-113" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/20100216_crisi/CIMG3223L.jpg" title="Marino Ghilardi, Direttore Generale BCC della Bergamasca" class="shutterset_set_12" >
								<img title="Marino Ghilardi" alt="Marino Ghilardi" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/20100216_crisi/thumbs/thumbs_CIMG3223L.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-114" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/20100216_crisi/CIMG3225 L.jpg" title="Costantino Vitali, Direttore Generale Banco di Brescia" class="shutterset_set_12" >
								<img title="Costantino Vitali" alt="Costantino Vitali" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/20100216_crisi/thumbs/thumbs_CIMG3225 L.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-115" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/20100216_crisi/CIMG3226 L.jpg" title="Marco Gallarati, Dirigente M&amp;A di Banca Intesa" class="shutterset_set_12" >
								<img title="Marco Gallarati" alt="Marco Gallarati" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/20100216_crisi/thumbs/thumbs_CIMG3226 L.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-116" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/20100216_crisi/CIMG3232 L.jpg" title="Da sinistra verso destra : Alberto Longo, Marino Ghilardi, Luigi Gelmi" class="shutterset_set_12" >
								<img title="Alberto Longo, Marino Ghilardi, Luigi Gelmi" alt="Alberto Longo, Marino Ghilardi, Luigi Gelmi" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/20100216_crisi/thumbs/thumbs_CIMG3232 L.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 	 	
	<!-- Pagination -->
 	<div class='ngg-clear'></div>
 	
</div>


]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rotarybgnord.it/2010/02/16/ottobre-2008-febbraio-2010-un-percorso-di-crisi-per-leconomia-mondiale-e-bergamasca/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
