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	<title>Rotary Club Bergamo Nord &#187; Relazioni dei Soci</title>
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		<title>Strategia delle infrastrutture a Bergamo</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 20:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni dei Soci]]></category>
		<category><![CDATA[bergamo]]></category>

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		<description><![CDATA[Come tutti ormai sanno, l’evento preparato con particolare cura per la conviviale del 9 novembre e che aveva riscosso moltissime adesioni grazie all’importanza del tema ed all’autorevolezza del relatore, ha dovuto essere annullato all’ultimo momento a causa dell’incidente di cui è stata vittima la dr.ssa Campanato, alla quale vanno i più sinceri auguri di pronta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><div id="attachment_691" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-691" href="http://www.rotarybgnord.it/2010/11/09/strategia-delle-infrastrutture-a-bergamo/ceci_longo/"><img class="size-medium wp-image-691" title="Ceci_Longo" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/12/Ceci_Longo-300x235.jpg" alt="" width="300" height="235" /></a><p class="wp-caption-text">Gianfranco Ceci e Alberto Longo</p></div></div>
<p> Come tutti ormai sanno, l’evento preparato con particolare  cura  per  la  conviviale  del  9  novembre  e che  aveva  riscosso  moltissime  adesioni  grazie all’importanza  del  tema  ed  all’autorevolezza  del relatore,  ha  dovuto  essere  annullato  all’ultimo momento  a causa dell’incidente di cui è stata vittima la dr.ssa Campanato, alla quale vanno i più sinceri auguri di pronta guarigione da  parte  di  tutto  il  Club,  che  si  auspica  di  poterla  avere quanto prima come gradita ospite. Per merito “dell’efficiente rete di intelligence” di cui dispone il nostro Presidente (sono parole sue!) l’imprevista emergenza è stata affrontata in modo particolarmente brillante e tutto è andato nel migliore dei modi grazie alla disponibilità dell’avv. Gianfranco Ceci, vicesindaco del Comune di Bergamo, nonché assessore  alle Infrastrutture ed alla Mobilità, che ha accettato di buon grado di trattare un tema scottante e delicato come quello della Strategia delle infrastrutture a Bergamo. Passare dal ruolo di ospite a quello di relatore nel giro di poche ore non era un compito  facile, ma   l’avv. Ceci  lo ha assolto  in modo egregio, mostrando di essere padrone della materia, oltre che perfettamente  a  suo  agio  di  fronte  ad  una  platea  normalmente  critica  nei  riguardi  di  un  argomento  spinoso  come quello della viabilità e dei  trasporti. Servendosi di una serie di  slide di particolare qualità,  il  relatore  ci ha mostrato  con competenza e  trasparenza  tutte  le  criticità  che affliggono  il sistema viabilistico e infrastrutturale della città di Bergamo, a partire dall’aeroporto di Orio, che  in  termini di  fatturato  rappresenta  il  7%  del  PIL  della  nostra  provincia  e  che  dovrà essere necessariamente collegato in modo più efficiente alla città,  così  da  favorire  in modo  più  consistente  lo  sviluppo della, per ora scarsa, vocazione  turistica della città.  In quest’ottica deve essere  inquadrato anche  il progetto di  realizzare  un  parcheggio  di  interscambio  all’altezza  del  casello autostradale e di dotarlo di una “torre degli eventi” &#8211; singolare  emulo  della  storica  torre  dei  venti  &#8211;  in  grado  di  rendere edotti tutti coloro che transitano dal nostro nodo autostradale di tutte le manifestazioni in corso di esecuzione od in programmazione  in  città;  per  non  dire  poi  del  nuovo “Urban Center”,  che  verrà  inaugurato  già  venerdì  prossimo  e  che consentirà di  trasformare una struttura sino ad ora completamente inutile ed inutilizzata &#8211; per intenderci quella struttura in  acciaio  e  cristallo  posta  a margine  delle  pensiline  della stazione autolineee &#8211; in un attrezzato Centro di Promozione Turistica  dotato  anche  di  deposito  bagagli  al  servizio,  appunto, dei turisti. Sempre sotto il profilo dello sviluppo turistico è stata di grande interesse la comunicazione che questa amministrazione  sta  dando  esecuzione  alla  realizzazione della nuova risalita meccanica alla città alta che si affiancherà  alla  storica  funicolare  di  Viale  Vittorio  Emanuele  e  che partirà dalla zona di via Baioni per  raggiungere  lo spalto di via S. Agostino mediante un ascensore interno e quindi senza l’impatto visivo della “torre di assedio” di cui si è fatto tanto parlare  in un  recente passato. Per quanto attiene al  trasporto  su  ruote  sono  state  accolte  con  soddisfazione  da quasi  tutti  i  presenti  alcune  notizie  decisamente  positive, come quella di rifare, rendendolo meno pericoloso, il famigerato svincolo autostradale, quella di sistemare il rondò delle valli in modo da consentire a chi scende dalla Valle Seriana<br />
di non dover  fare  le solite, chilometriche code piuttosto che quella  relativa alla prossima  realizzazione di un sottopasso stradale per  raggiungere  il nuovo ospedale evitando  il pas-<br />
saggio a livello di via M.L. King.</p>
<p>Minor entusiasmo ha suscitato la notizia che per il sottopasso di via Moroni non c’è nulla da fare, così come non tutti hanno gradito apprendere che verrà fatto sempre più spesso ricorso alle telecamere per far rispettare le ZTL piuttosto che l’introduzione di nuovi sistemi per individuare le macchine parcheggiate in assenza di pre ventivo pagamento del ticket. Molto interessante è stato anche apprendere che  il progetto di  realizzare una  tramvia analoga a quella che conduce ad Albino per collegare il centro città con Villa d’Almè è già in fase  avanzata di studio e che si pensa di utilizzare  la  linea  ferroviaria esistente come una tramvia per realizzare un asse infrastrutturale est-ovest. Se a questo si aggiunge la realizzazione di nuovi parcheggi di “attestamento” ed in particolare di quello previsto nell’area dell’ex gasometro  &#8211; che grazie ad un sottopasso consentirà di  raggiungere  il  centro  in  poche  centinaia  di metri  &#8211;  e  soprattutto il rifacimento della stazione ferroviaria che comporterà  la  riqualificazione  dell’intera  zona  circostante,  ben  si comprende che quella  tracciata dall’assessore Ceci sia una vera e propria  “città nuova” che  i bergamaschi aspettano e che  probabilmente  si  meritano  da  anni,  essendo  peraltro consapevoli che, in fondo, non è questione di volontà ma di vile denaro!</p>
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		<title>Il vetro dei Dogi</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 20:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni dei Soci]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[professionalità]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[Come avranno avuto modo di notare tutti coloro che vi hanno partecipato, le ultime conviviali del nostro Club sono state contrassegnate da un denominatore comune, una sorta di fil rouge che le ha unite e caratterizzate, ci riferiamo alla passione per il lavoro e per la qualità dei prodotti di cui ci hanno parlato, appunto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright">
<div id="attachment_678" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-678" href="http://www.rotarybgnord.it/2010/10/19/il-vetro-dei-dogi/caminiti_longo/"><img class="size-medium wp-image-678" title="Caminiti_Longo" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/12/Caminiti_Longo-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" /></a><p class="wp-caption-text">Domenico Caminiti e Alberto Longo</p></div>
</div>
<p>Come  avranno  avuto modo  di  notare  tutti  coloro  che  vi hanno partecipato, le ultime conviviali del nostro Club sono  state  contrassegnate  da  un  denominatore  comune, una  sorta di <em>fil  rouge</em> che  le ha unite e caratterizzate, ci riferiamo  alla  passione  per  il  lavoro  e  per  la  qualità  dei prodotti di cui ci hanno parlato, appunto, gli  imprenditori che si sono via via  succeduti in veste di relatori. E anche il  sig.  <strong>Domenico  Caminiti</strong>,  parlandoci  martedì  scorso della  fornace  “<strong>Il  vetro  dei Dogi</strong>”  non  si  è  allontanato  da questa traccia nel momento in cui ci ha detto di avere lasciato il mondo bancario per avvicinarsi, per pura passione, all’affascinate mondo del vetro d’arte e quindi, necessariamente,  a Murano  ed  alle  sue  storiche  vetrerie  che risalgono  ad  epoche  al  1300-1400.  Mondo  in  crisi,  ma solo &#8211; o quasi solo &#8211; per quella parte di esso rappresentata dalle aziende che alla qualità hanno preferito la quantità e che oggi, oltre alla congiuntura economica generale, subiscono  la concorrenza dei Paesi orientali che,  invece, sembra non toccare  le fornaci che, privilegiando  la qualità,  hanno  continuato    nel  solco  della  tradizione  vetraria lagunare. Scelta difficile questa, non solo perché  la  lavorazione interamente manuale impedisce l’adozione di forme  lineari e perciò più moderne, ma anche perché comporta  la  necessità  di  impiegare  senza  lesinare  le  foglie d’oro e d’argento che vengono  incorporate  in abbondanza  in quasi  tutti  i  lampadari, oltre che di sostenere  il  rilevante costo dei maestri vetrai, che si  tramandano di padre  in  figlio  i  segreti  dai  quali  dipende  la  buona  riuscita dell’opera. A conferma del particolare  interesse suscitato dai nostri ospiti e della realtà della quale sono stati buoni testimoni,   la serata è stata caratterizzata da un  insolito numero di domande e di interventi che hanno dato luogo ad  una  sorta  di  botta  e  risposta  che  ci  ha  permesso  di apprendere una serie di nozioni che, se ci  fossero state propinate  in  forma  diversa,  ci  avrebbero  forse  annoiato.</p>
<p>Abbiamo  appreso  cosa  sono  le  “murrine”  &#8211;  piccolissimi cilindretti di vetro colorato ricavati da “canne” precedentemente “soffiate” e poi raffreddate, che vengono fuse all’interno di una massa  fusa per colorala e decorarla  &#8211; e come  le sabbie silicee  ricche di carbonati di calcio e sodio vengano  fuse  in  forni a  temperature di 1300-1440 gradi, per essere poi colorate con l’impiego di ossidi di vario tipo &#8211;  cobalto, manganese,  cadmio,  selenio  &#8211;  e  lavorate manualmente in modo che nessun pezzo può mai dirsi simile  all’altro.  Il  tutto  finisce  poi  per  essere  assemblato  in lampadari di straordinaria bellezza, che possono raggiungere dimensioni stupefacenti  &#8211; anche 10 metri di altezza per 2-3 metri di diametro &#8211; e che sono ancora destinati ad ornare  i  palazzi  di  regnanti  e magnati  di mezzo mondo.</p>
<p>Anche ai più attenti, però, è sfuggito un particolare che ci piace evocare per dichiarato “<em>spirito di corpo</em>”: nonostante il perfetto accento  veneto  il  sig. Caminiti è uno dei  tanti figli del profondo sud &#8211;  la sua  famiglia proviene  infatti da Reggio  Calabria  &#8211;  che  hanno  saputo  dimostrare  come l’intelligenza,  l’intraprendenza e  la voglia di  lavorare non abbiano patria, ma si possano incontrare ovunque.</p>
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		<title>Roadshow di esperienze professionali</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 20:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni dei Soci]]></category>
		<category><![CDATA[professionalità]]></category>

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		<description><![CDATA[Quella di martedì 29 settembre è stata una serata da non dimenticare, una vera serata Rotariana, come ha avuto modo di rimarcare il Presidente a chiusura della piacevolissima conviviale che ha visto tre imprenditrici, socie e mogli di soci del nostro club, parlare delle proprie esperienze lavorative nella poliedrica veste di imprenditrici, di mogli e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a rel="attachment wp-att-657" href="http://www.rotarybgnord.it/2010/09/28/roadshow-di-esperienze-professionali/lld_msr_al_mgt/"><img class="alignnone size-medium wp-image-657" title="Laura Lanza Dall'Olio - Milena Salvi Roche - Alberto Longo - Manuela Ghidini Testa" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/09/lld_msr_al_mgt-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></div>
<p>Quella di martedì 29 settembre è stata una serata da non  dimenticare,  una  vera  serata  Rotariana,  come ha avuto modo di rimarcare  il Presidente a chiusura della  piacevolissima  conviviale  che  ha  visto  tre  imprenditrici, socie e mogli di soci del nostro club, parlare delle proprie esperienze lavorative nella poliedrica veste di imprenditrici, di mogli e quindi di madri di famiglia.</p>
<p>Tre  relatrici d’eccezione, dunque, che hanno saputo attirare prima e tenere alta poi l’attenzione nel  numeroso  pubblico  presente  con  storie diverse, ma in fondo simili perché percorse tutte da una sorta di fil rouge che le ha legate idealmente e che ci piace accomunare al fine di evidenziarne le affinità piuttosto che rimarcarne  le differenze. È vero che  tra  la strumentazione industriale, i manufatti in cemento ed i  polimeri  elastomerici  può  essere  difficile  cogliere  i nessi &#8211; anche se abbiamo saputo che  le Officine Orobiche sono state fornitori di Triplok e probabilmente  entrambe  queste  società  hanno  fatto  uso  del  teflon di Fluorseals &#8211; ma <strong>Milena Salvi Roche</strong>, <strong>Manuela  Ghidini  Testa</strong> e <strong> Laura  Lanza  Dall’Olio</strong> hanno mostrato di avere molto in comune, sia come persone  che  come  dirigenti  di  azienda,  a  partire  da  una sorta di predestinazione che  le ha quasi obbligate a seguire  le orme di  chi  le aveva precedute. Non  importa se padri, mariti o suoceri, ma  tutti maschi dei quali  hanno dovuto  prendere  il  posto  e   con  i  quali hanno dovuto indirettamente confrontarsi per portare avanti iniziative che tutte e tre hanno definito a vario titolo “pionieristiche”; attività importanti che non sono mai  state  circoscritte  ai  mercati  locali,  ma  che  da sempre sono state aperte al mercato globale quando la  “globalizzazione” era un concetto del  tutto sconosciuto.  E  nessuna  delle  tre  relatrici  ha  rivendicato, nemmeno  in minima parte, di essere  riuscita ad entrare e portare avanti con successo le aziende di famiglia  grazie  ad  un  bagaglio  tecnico  acquisito  a scuola  piuttosto  che  a  seguito  di  specifici  percorsi formativi;  tutte  hanno detto  di  studi  e  di esperienze completamente  slegate  dal  contesto  aziendale  nel quale poi hanno avuto modo di recitare ruoli di primo piano.</p>
<p>Tutte hanno detto  invece di essere state  ispirate  dall’amore  per  i  propri  cari,  prematuramente scomparsi, di avere trovato forza nelle famiglie, sempre unite e coese nello sforzo di portare avanti progetti  comuni, di essere  state guidate dallo spirito di sacrificio  e  dal  senso  del  dovere  e  quando  hanno tentato  di  “autodefinirsi”,  non  hanno  potuto  fare  a meno di ammettere di essere delle  “schiacciasassi” o  delle  “macchine  da  guerra”  accomunabili  alla “Miranda”  ottimamente  impersonata  da  Meryl  Streep. Tutte e tre sono state una volta di più solidali nell’attribuire &#8211; con singolare sincerità &#8211; una parte considerevole del proprio successo all’amore ed alla dedizione  dei  propri  mariti;  mariti  importanti  e  qualche volta ingombranti, ma tutti ben presenti nella vita delle nostre amiche, anche quello di Manuela, che ancora sembra starle costantemente accanto. La serata  sarebbe  stata  ancora  più  significativa  se  anche Marilù  Pasini  Zambaiti  avesse  potuto  dire  la  sua, come originariamente previsto, ma  impegni sopraggiunti le hanno impedito di partecipare.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Carmelo Maccarone</em></p>
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		<title>Gli italiani sono generosi ?</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 20:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interclub]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni dei Soci]]></category>
		<category><![CDATA[CESVI]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>

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		<description><![CDATA[Ospite della conviviale di martedì 21 settembre il Dott. Giangi Milesi, Presidente del Cesvi, ormai &#8220;di famiglia&#8221; nel nostro Club. Dopo un breve saluto in lingua italiana rivoltoci da Elisabeth Farrant, la ragazza australiana di cui il Rotary Club Bergamo Nord è tutor, il Dott. Milesi ha iniziato la sua interessante relazione sul tema “Gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a rel="attachment wp-att-648" href="http://www.rotarybgnord.it/2010/09/21/gli-italiani-sono-generosi/longo_farrant/"><img class="alignnone size-medium wp-image-648" title="Alberto Longo e Elisabeth Farrant" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/09/Longo_Farrant-300x264.jpg" alt="" width="300" height="264" /></a></div>
<p>Ospite  della  conviviale  di  martedì  21  settembre  il  <strong>Dott. Giangi Milesi</strong>,  <strong>Presidente  del  Cesvi</strong>,  ormai &#8220;di  famiglia&#8221; nel  nostro Club. Dopo  un  breve  saluto  in lingua  italiana rivoltoci da <strong>Elisabeth Farrant</strong>,  la  ragazza australiana di cui  il <em><strong>Rotary Club Bergamo Nord</strong></em> è  tutor,  il Dott. Milesi ha  iniziato la  sua  interessante  relazione  sul  tema  “<em><strong>Gli  italiani  sono generosi?</strong></em>”  E&#8217;  dapprima  stata  presentata,  pur  con  qualche  riserva espressa  dal  nostro  relatore,  un&#8217;indagine  internazionale svolta dalla Gallup sugli effettivi  risultati delle operazioni di  raccolta  fondi  relative a grandi emergenze a  livello  internazionale, suddivise paese per paese. I dati emersi, a livello  di  pure  cifre,  non  appaiono  certo  confortanti  per l’Italia:   termini di  rapporto  &#8216;euro donati/abitante&#8217;, mentre ai primi posti, insieme all&#8217;Inghilterra, si trova (in modo probabilmente inaspettato) la Svizzera, il nostro Paese appare in posizioni di classifica molto basse.</p>
<p>Una  situazione  che  sembrerebbe piuttosto  strana,  come emerso anche dagli interventi dell&#8217;uditorio, data la fama di generosità del nostro popolo  (virtù non altrettanto comunemente attribuita agli svizzeri&#8230;).  Il nostro  relatore attribuisce  tale  fatto,  da  un  lato,  alla metodologia  di  svolgimento dell&#8217;indagine, che probabilmente non tiene conto di alcuni fattori peculiari della nostra realtà specifica; dall&#8217;altro  lato,  tuttavia,  evidenzia  la  superiorità  di  altri  paesi  a livello  organizzativo,  di  coordinamento,  di  cooperazione fra  singoli  enti  e  soprattutto  il  vantaggio  di  normative  fiscali e procedurali che consentono più efficaci possibilità di intervento solidale per singoli e aziende.</p>
<div class="imgright"><a rel="attachment wp-att-649" href="http://www.rotarybgnord.it/2010/09/21/gli-italiani-sono-generosi/longo_milesi/"><img class="alignnone size-medium wp-image-649" title="Giangi Milesi e Alberto Longo" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/09/Longo_Milesi-300x179.jpg" alt="" width="300" height="179" /></a></div>
<p>Il dott. Milesi  ha poi esaminato altri aspetti che,  in molti casi, non facilitano l&#8217;azione delle organizzazioni di raccolta di fondi per le grandi emergenze di solidarietà internazionale. Tra questi la &#8216;notiziabilità&#8217; dell&#8217;evento e la presenza sul posto  dei media: ad esempio c&#8217;è stata una copertura mediatica altissima per lo tsunami di qualche anno fa (con più di 200.000 morti) ma è  stato quasi  ignorato un terremoto  in Pakistan di pochi mesi dopo  (85000 morti), mentre  in  Italia  i  riflettori  dell&#8217;informazione  si  puntavano prevalentemente sulla vicenda di Lapo Elkann.</p>
<p>Sempre  a  svantaggio  di  alcune  raccolte,  come  appunto nel caso di Pakistan o quello della Corea del Nord, gioca il  fatto che  le strutture di governo di quei paesi vengono recepite come &#8216;non amiche&#8217; e la fiducia nel versare contributi, inevitabilmente, cala.  Quello della  fiducia nei  confronti dei destinatari, paesi o enti che effettuano la raccolta fondi, è comunque un tema di  grande  importanza,  soprattutto  in  Italia:  da  noi molto spesso si preferisce volgere le proprie donazioni a persone  o  organizzazioni  &#8216;vicine&#8217;  o  ritenute  affidabili  (perchè così  ‘so  dove  vanno  a  finire  i miei  soldi&#8217;)  che  versarli  a grandi organizzazioni  che  svolgono opera a  livello  internazionale. Tale parcellizzazione del  versamento solidale è sicuramente uno dei  fattori più   importanti nel determinare i bassi livelli di raccolta fondi italiana rilevati da ricerche tipo quella di Gallup, citata in apertura.</p>
<p>Il  fatto pone  tuttavia  l&#8217;attenzione,  in modo  incontrovertibile, su quanto sia necessario, a detta del nostro  relatore, che le organizzazioni di solidarietà (in Italia spesso  organismi affidati ad una classe dirigente   immutabile, senza ricambio), si facciano portatrici, a tutti i livelli, di meccanismi di assoluta  trasparenza,  la cui base  fondamentale è la presentazione di un regolare bilancio.  Un ringraziamento al nostro ospite per  la chiarezza e  l&#8217;obiettività  dimostrate  nel  parlare  di  un  argomento  certamente non facile.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
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		<title>Assemblea dei Soci</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 20:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Club]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni dei Soci]]></category>
		<category><![CDATA[rotary]]></category>

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		<description><![CDATA[Martedì 14 settembre presso  l’Antica Perosa si è tenuta la prima assemblea generale dei soci dell’anno  rotariano 2010-2011. Presieduta  con  l’abituale  autorevolezza  da  Ernesto  Bordogna, la riunione ha avuto come oggetto principale la presentazione, da parte del  tesoriere Claudio Ferigo, del bilancio consuntivo dell’esercizio 2009-2010 e del budget per  l’anno in corso. Nonostante la crisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 14 settembre presso  l’Antica Perosa si è tenuta la prima assemblea generale dei soci dell’anno  rotariano 2010-2011.</p>
<p>Presieduta  con  l’abituale  autorevolezza  da  Ernesto  Bordogna, la riunione ha avuto come oggetto principale la presentazione, da parte del  tesoriere Claudio Ferigo, del bilancio consuntivo dell’esercizio 2009-2010 e del budget per  l’anno in corso. Nonostante la crisi in corso, anche l’esercizio appena conclusosi ha chiuso con un segno positivo, in linea con le gestioni degli anni precedenti e soprattutto con  le  previsioni  fatte  all’inizio  della  Presidenza  Gelmi. Merito, questo, da attribuirsi certamente a Luigi ed al suo staff che, oltre ai services per così dire normali, ha saputo portare a  termine senza eccessivi oneri per  il Club, progetti  importanti,  come  quelli  del  “Tiepolo”,  costato 53.000,00 Euro  e  del “Camerun”,  che  invece  è  costato 6.500 Euro. Alla fine della presentazione il Presidente ha messo ai volti  l’approvazione del bilancio che è stato approvato all’unanimità dai soci presenti.</p>
<p>Quanto alle previsioni per  l’anno  in corso, mentre è previsto un calo delle entrate dovute principalmente alla constatata diminuzione dell’effettivo,  le spese straordinarie già previste e messe a  budget  riguardano  il  passaggio  delle  consegne  dell’ Incoming DG Ettore Roche e la pubblicazione, a chiusura del progetto, di un libro di particolare interesse scientifico sul restauro del Tiepolo; è poi  in corso  lo studio e  la messa  a  punto  di  altri  progetti  di  portata  internazionale dei quali verrà dato conto quando saranno stati definiti in termini più precisi gli impegni di spesa effettivamente necessari. Anche  il bilancio di previsione è stato approvato all’unanimità  ed  il  Presidente,  a  chiusura  dei  lavori  assembleari ed a nome di  tutti  i soci, ha ringraziato  il  tesoriere  per  la  singolare  chiarezza  con  la  quale  ha  saputo redigere il bilancio ed illustrarlo ai soci. A margine dell’assemblea  il nostro presidente, rientrato dal viaggio che gli aveva  impedito di presenziare alla prima conviviale dopo la  pausa  estiva, mentre  da  un  lato  ha  assicurato  che  il problema dell’effettivo è seguito dal consiglio e dal presidente della commissione con particolare attenzione, dall’altro ha  segnalato  la necessità di aumentare  la  visibilità del Club e delle sue attività.</p>
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		<title>Il Centro Scolastico di Bambili in Camerun</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 18:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni dei Soci]]></category>
		<category><![CDATA[Service]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>

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		<description><![CDATA[Camerun. Africa occidentale, sopra l&#8217;equatore. Qui da noi lo conosciamo per i suoi immigrati, ragazzoni neri generalmente molto simpatici: a Bergamo ce ne sono parecchi, quelli che all&#8217;ospedale ti segnalano il parcheggio, ti chiamano &#8216;capo&#8217;, cercano di rifilarti il bigliettino usato, l&#8217;accendino o l&#8217;elefante portafortuna. Qualcuno ti propone un genere più impegnativo, il libro di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/09/Sergio_Colani.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-616" title="Sergio_Colani" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/09/Sergio_Colani-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /></a></div>
<p>Camerun. Africa occidentale, sopra  l&#8217;equatore. Qui da noi  lo conosciamo per  i suoi  immigrati, ragazzoni neri generalmente molto simpatici: a Bergamo ce ne sono parecchi, quelli che all&#8217;ospedale ti segnalano il parcheggio, ti chiamano &#8216;capo&#8217;, cercano di rifilarti il bigliettino  usato,  l&#8217;accendino  o  l&#8217;elefante  portafortuna. Qualcuno ti propone un genere più impegnativo, il libro di favole africane, grazie ce l&#8217;ho già. Ottimi lavoratori, gente affidabile e per bene, apprezzati dalle nostre aziende. E poi c&#8217;è  la nazionale di calcio,  i  &#8216;leoni  indomabili&#8217;, quelli di Roger Milla, N&#8217;Kono e oggi di Samuel Eto&#8217;o, fra  i primi atleti africani ad avere creato qualche problema ai &#8216;nostri&#8217;.<br />
Sapevamo  anche  che  il  nostro  club  ha  qualcosa  a  che fare con il Camerun, che si partecipa ad un progetto laggiù: ma, forse specialmente per noi soci di recente acquisizione, si  trattava quasi di un  titolo a delle voci di bilancio, non molto di più.</p>
<p>Da martedì scorso, lo scenario è cambiato: i luoghi sono usciti  dall&#8217;ombra,  anzi  dal  sole  dell&#8217;Africa,  hanno  preso coordinate, dimensioni,  luce, colore, sapore.  I nomi hanno assunto volti, le cifre si sono trasformate in fondamenta, pilastri, prisme, ponteggi, stanze. Ed è emersa un’enorme passione. Quella che ha animato  l&#8217;opera silenziosa e riservata del nostro Sergio Colani, dei suoi  familiari e  di  tutti  quelli  che  lo  hanno  accompagnato,  dal  2005, nella  costruzione  del  Centro  scolastico,  assistenziale  e professionale di Bambili.</p>
<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/Centro_Scolastico_Bambili.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-621" title="Centro Scolastico Bambili" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/Centro_Scolastico_Bambili-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></div>
<p>L&#8217;aveva sognato fin da ragazzo, Sergio, di fare l&#8217;architetto &#8216;fuori casa&#8217;, in Africa, per portare aiuto concreto a &#8216;quella gente&#8217; che  ti dà molto più di quel che riceve, che vive  in una condizione di povertà sorridente,  in stridente contra sto con la nostra opulenza ringhiosa, pur lievemente temperata dai tempi di crisi&#8230;<br />
Un&#8217;immersione negli spazi, nella natura, nelle dimensioni, nel rapporto semplice e schietto fra le persone, un bagno in quei valori che da noi  faticano a sopravvivere. E, dal punto di vista professionale del progettista e del costruttore, una sorta di ritorno alle origini nell&#8217;uso e nel rapporto  con  i materiali,  le  tecniche,   gli  elementi  naturali,  la pioggia, la terra, il sole, lo spazio, il tempo. Tutte cose che  ti riportano ad una dimensione più reale, meno artificiale e artificiosa e che, probabilmente contribuiscono all&#8217;insorgere di quel &#8216;mal d&#8217;Africa&#8217; amato e temuto  da  generazioni  di  volontari,  missionari,  imprenditori, scrittori, poeti, registi che una volta messo piede e cuore nel continente nero, non si  liberano più dalla sua ossessione.</p>
<p>E al di là delle diapositive, dei dati tecnici, delle immagini di  cantiere,  che  pure  hanno  testimoniato  gli  importanti risultati concreti dell&#8217;impegno profuso, ciò che è emerso dalla relazione di Sergio è una grande, immensa passione, una volontà che cancella ostacoli e difficoltà. Un piacere  ed  una  gioia  silenziosa,  intima,  alta,  che  trova  la propria motivazione  nell&#8217;esserci,  nel  semplice  &#8211;  pure  in un&#8217;opera di grande  complessità &#8211; dare una mano.</p>
<p>Tutte  cose,  caro  Sergio,  per  cui,  come  è  emerso dal dibattito, non c&#8217;è bisogno di ritrarsi, quasi  timorosamente,  dietro  &#8216;etichette&#8217;  quali cristiano,  cattolico,  rotariano  o  che  altro.  In esse, certo, si può forse trovare  più &#8216;struttura&#8217; e  &#8216;definizione&#8217; nell&#8217;agire. Ma quello che conta, e che ci hai trasmesso, è il chiaro ergersi alto e forte della volontà personale, una forza che può  condurre  a  qualsiasi  risultato.  E&#8217;  stata una testimonianza, schiva e potente, di quanto si possa trovare dentro di sé e  trasformare in  azione,  relazione  con  altri,  incidenza  sulle cose e sul bene comune.  E, senza alcuna  falsa  o  &#8216;timorata&#8217; vergogna, trovarvi felicità per se stessi.</p>
<p>Grazie  Sergio  per  il  tuo  lavoro  e  per  questo importante   &#8216;tassello&#8217;  di  consapevolezza  che ci hai offerto.</p>
<p>Dalla relazione di Sergio:</p>
<p><strong>Note geopolitiche </strong><br />
<em>Il Camerun è ubicato sulla costa ovest dell’Africa poco sopra l’equatore.  E’  bagnato  dall’oceano  Atlantico  ed  ha  un’esten sione di 465.400 chilometri quadrati. Confina  a  Nord  con  Nigeria  e  CIAD,  a  sud  con Guinea, Gabon  e Congo, a Est con la Repubblica del Centro Africa, a Ovest  con Nigeria  e Oceano Atlantico. La Capitale è Joandè, ubicata al centro del Paese. Il Camerun per la sua configurazione geoclimatica ed antropologica è stato anche definito “La Piccola Africa” oppure “Africa in miniatura”. Il Paese, infatti,  estendendosi  dall’Equatore  al  CIAD,  presenta tutti i diversi ambienti geologici e climi africani: dal caldo  umido  delle  foreste  equatoriali  nel Sud  alla siccità  del  Nord  nella  regione  Sub  sahariana,  le cosiddette “Fasce del Sahel”. Popolato da oltre 200 tribù &#8211; un vero e proprio mosaico di popoli,  lingue,  tradizioni e culture diverse -  il Camerun vive  il  problema  di  un’estrema  differenziazione  che  comporta una  localizzazione specifica delle  irrisolte situazioni socio economiche,  dalla  possibilità  dell’autosufficienza  alimentare  alle emergenze sanitarie. Ci sono tribù più numerose che influenzano le più piccole, portandole  ad  assumere  tratti  di  lingua,  tradizioni  e  cultura  della tribù dominante.  Fino al 1890 la tribù degli Nkwen era quella dominante nell’ambito della confederazione  tra  le  tribù abitanti  l’altopiano di Bamenda.<br />
Successivamente, negli anni  le piccole guerre  tribali effettuate per  l’ampliamento  territoriale   -  che  voleva  dire  più  campi  e quindi maggiore  produzione  agricola  e  più  pascoli  -  hanno  ridotto  il potere della  tribù dominante, creando altri piccoli  regni chiamati Bafut, Bali, Bambili, Bambui, Mankom,  e NkWen, nei quali l’uso dello schiavo era manodopera a buon mercato. I  tre  regni  più  importanti  in  questo  periodo  erano  Bambili, Bambui e Nekwem. Alla  fine  del  1800,  le  Potenze   europee  si  spartirono  l’Africa: con il Congresso di Berlino del 1885, il Camerun divenne colonia dell’Impero germanico e tale rimase fino alla sconfitta tedesca nella prima guerra mondiale. L’arrivo dei tedeschi pose fine alle guerra tribali, impostando un ordine coloniale al pari delle altre potenze europee, che diedero poco e tolsero molto.<br />
Comunque,  la regione di cui parliamo divenne  il Centro Principale, con Bamenda capitale di quest’area. L’Etnia Nkwen fu la più privilegiata perché molto affine al carattere  guerriero  dei  teutonici:  i  suoi  appartenenti  divennero  da subito ottimi soldati e validi tiratori. Così  fu  che  Bamenda  divenne  un’area  privilegiata,  potendo sviluppare un’espansione territoriale a discapito delle altri tribù. Essa è oggi una delle città più grandi del Camerun ed è capitale delle province Nord/Ovest.<br />
Successive occupazioni europee  (Francesi e  Inglesi) si spartirono poi il  territorio del Camerun introducendo  le rispettive cultura e lingua.<br />
Così,  oggi  il Camerun  è  distinto  in  due  zone:  influenza  a  nord  delle  lingua  anglofona,  a  Sud  di quella francofona.  Sul  territorio, oltre alle citate  frammiste culture  tribali, missionari monoteisti si  inseriscono  in  tutto  il territorio  con  maggioranze  cristiane  (cattolici  e protestanti) ed enclavi islamiche.</em></p>
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		<title>Metodi di valutazione delle pietre preziose</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 18:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni dei Soci]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 25 maggio il nostro socio Pierfranco Bosisio, coadiuvato dalla figlia Michela, ci ha guidato alla scoperta del mondo delle pietre preziose. E’ stata una relazione molto tecnica e competente, da cui è emerso tutto il fascino di ‘oggetti’ che, oltre al valore economico, hanno sempre costituito una sorta di mondo magico e misterioso. Ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/CIMG3471.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-612" title="Bosisio" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/CIMG3471-300x155.jpg" alt="" width="300" height="155" /></a></div>
<p>Il 25 maggio il nostro socio Pierfranco Bosisio, coadiuvato dalla figlia Michela, ci ha guidato alla scoperta del mondo delle pietre preziose.<br />
E’ stata una relazione molto tecnica e competente, da cui è emerso tutto il fascino di ‘oggetti’ che, oltre al valore economico, hanno sempre costituito una sorta di mondo magico e misterioso.<br />
Ed è un mondo, per quanto riguarda i suoi ‘operatori’, assai articolato e complesso, in cui convivono elementi contrastanti: enormi interessi economici e importanti ‘questioni’ sociali (vedi sfruttamento umano nell’estrazione dei diamanti); professionalità e improvvisazione; grande artigianalità e produzione seriale; qualità e contraffazione.</p>
<p>Tale estrema articolazione, tra cui anche quella dovuta all’ampiezza e varietà delle tipologie merceologiche, fa sì che non esistano criteri unici e incontrovertibili per la valutazione delle pietre preziose, ma linee di giudizio e di mercato, anche soggette a fattori di natura volubile quali mode o aspetti culturali e di costume.</p>
<p>Una distinzione fondamentale dal punto di vista merceologico è quella tra DIAMANTI e PIETRE COLORATE.</p>
<div class="imgright"><img src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/CIMG3469-300x251.jpg" alt="" title="Diamante" width="300" height="251" class="alignnone size-medium wp-image-613" /></div>
<p>Per quanto riguarda i DIAMANTI (carbonio puro), che hanno un indice di rifrazione molto elevato e una dispersione luminosa molto elevata, sono determinanti le angolature, le proporzioni, le finiture. Spesso negli intagli si sbagliano le misure e si eccedono gli angoli limite, con conseguente perdita di brillantezza, e quindi di valore della pietra. I tagli sono sempre in evoluzione, ed il loro utilizzo varia molto a seconda delle aree geografiche: in Italia, per esempio, gli aspetti culturali conducono per la gran parte alla richiesta di tagli ‘a brillante’. Il taglio a brillante, se rispettoso delle regole che governano la riflessione della luce, conferisce alla pietra quella brillantezza caratteristica che ne costituisce il fascino principale.<br />
Ne dobbiamo la nascita a Marcel Tolkovsky che, nel 1919, indicò le proporzioni ideali riferite al diametro, alla distanza padiglione-corona e della tavola e della cintura, così da ottenere il fenomeno della riflessione totale della luce, ovvero, lo sfavillio che si nota osservando la tavola della pietra.<br />
La differenza di valore tra i diamanti dipende da fattori quali: peso (carati), colore o assenza di colore, grado di pulizia interna (anche se concetto da non esasperare, poiché a volte alcune ‘impurità’ sono sintomo di qualità e genuinità della pietra), taglio e conseguente luminosità e brillantezza.</p>
<p>Per quanto riguarda le PIETRE COLORATE, il colore è dato dalla fusione naturale ad alte temperature e pressione con elementi chimici quali titanio, cromo o altro, che conferiscono alla pietra le colorazioni giallo, blu, rosso, verde ecc. Tra le più note: rubino (corindone con intrusioni di cromo), smeraldo (berillo) e zaffiro (corindone con intrusioni di ematite e di rutilo).<br />
Nel taglio delle pietre colorate assume ancora maggiore importanza l’abilità del tagliatore, in quanto, a differenza del diamante (che viene per lo più tagliato a macchina con procedimenti computerizzati), si tratta di sfruttare i centri di colore tipici di ogni singola gemma.<br />
Determinanti nella valutazione sono fattori quali: tono, purezza, saturazione di colore. Attenzione appunto al colore: per esempio, lo smeraldo è una varietà di berillo dal colore verde molto intenso, se l’ intensità del colore scende al di sotto di un certo limite definito non si può più chiamare smeraldo ma semplicemente berillo verde.<br />
Inoltre, attenzione ai ‘trattamenti’ della pietra: possono essere impiegate molte tecniche di colorazione, di natura considerata più o meno lecita ed influente sul valore. Fino ad arrivare alle cosiddette ‘pietre sintetiche’, che nulla hanno a che vedere con lo splendore ed il valore delle pietre naturali.</p>
<p>In chiusura, prima del partecipato dibattito, Pierfranco ha accennato alla valutazione del gioiello, quindi del manufatto realizzato a partire dalle pietre preziose, dove entrano in gioco il design, l’abilità dell’artigiano, la cura del dettaglio e l’innovazione.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
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		<title>Incontro con Vittorio Feltri</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 18:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Club]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni dei Soci]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[Si dice che in genere al Rotary non si parla di politica, perlomeno non nelle occasioni formali. Ma quando ospite e relatore della conviviale è un personaggio come Vittorio Feltri (socio onorario del nostro Club) e il tema dell’incontro è ‘a sorpresa’, è difficile pensare che la conversazione si svolga su un piano ‘asettico’&#8230; E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/CIMG3363-2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-587" title="Vittorio Feltri" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/CIMG3363-2-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" /></a></div>
<p>Si dice che in genere al Rotary non si parla di politica, perlomeno non nelle occasioni formali.</p>
<p>Ma quando ospite e relatore della conviviale è un personaggio come Vittorio Feltri (socio onorario del nostro Club) e il tema dell’incontro è ‘a sorpresa’, è difficile pensare che la conversazione si svolga su un piano ‘asettico’&#8230;</p>
<p>E così, infatti, non è stato martedì 13 aprile all’Antica Perosa. D’improvviso ha fatto irruzione al Rotary l’attualità politica, con le sue forme più o meno colorite, e sono ‘girati’ concetti e temi comuni a molte platee, specie giornalistiche e televisive, ma abbastanza insoliti nel contesto rotariano.</p>
<p>Ora, come rendere conto di tutto ciò in modo esaustivo e corretto in un articolo di bollettino?<br />
Qual è in questo caso il compito di un ‘bollettinaro’? Dovere di cronaca? Generalizzazione? To be ‘politically correct’? That’s the problem.</p>
<p>Bene, poiché una scelta si impone, l’occasione della presenza di uno dei principali giornalisti nazionali potrebbe ispirare proprio un approccio di tipo ‘cronaco-giornalistico’: si tratterebbe cioè di sintetizzare, in modo neutro e il più fedele possibile, i principali concetti espressi dal nostro relatore; segnalando però, come esperimento, quando la cosa giornalisticamente fa ‘notizia’ e quando no. Proviamo. Ecco gli ‘estratti’.</p>
<p>“In Italia la politica non esiste più. Ci si divide solo in berlusconiani e antiberlusconiani, che non si parlano e non si ascoltano. Si parla solo di ostilità reciproche e non delle ‘cose’. Si discute di escort, scandali, ragazze e non dei problemi degli italiani.” (NON-NOTIZIA)</p>
<p>“Berlusconi parla da sedici anni della riforma della giustizia ma non la fa mai. Oggi non gli importa più ‘governare’: tutti i suoi sforzi vanno nel ‘mettersi nelle condizioni’ di potere governare, quindi di non subire i processi. Per cui ecco lodo Alfano, legittimo impedimento ecc.” (NOTIZIA)</p>
<p>“La sinistra non vuole che Berlusconi governi perché vuole governare lei senza vincere le elezioni. E quando le vince, poi non è in grado di governare perché non va d’accordo al suo interno.” (NON-NOTIZIA)</p>
<p>“Prodi è vivo” (NOTIZIA)</p>
<p>“Almeno, una volta la sinistra aveva un’ideologia, un modello di società. Oggi i pensatori della sinistra sono i comici.” (NOTIZIA)</p>
<p>“Gli italiani hanno capito che andare a votare non serve a niente perché poi ci si ritrova ancora nella stessa condizione di ‘berlusconi e antiberlusconi’ e non cambia niente” (NOTIZIA)</p>
<p>“I programmi televisivi di intrattenimento politico perdono ascolto, anche perché la gente è stufa di sentire sempre le stesse cose e vedere sempre le stesse facce: ad esempio a ‘Porta a porta’ ci sono sempre la Bindi, Fassino, La Torre” (NOTIZIA)</p>
<p>“In questi giorni si parla insistentemente dI ‘riforme’, perché ci saranno tre anni senza campagne elettorali. Ma le riforme non si faranno: in particolare  non si farà mai un federalismo fiscale autentico e rigoroso, come lo vuole la Lega, perché si creerà in parlamento uno schieramento trasversale di parlamentari del sud che lo renderà impossibile.” (NOTIZIA)</p>
<p>“Consoliamoci con il fatto che più la politica si disinteressa di noi e meglio vanno le cose. L’Italia risolve da sola i suoi problemi e va avanti lo stesso, nonostante la politica” (NON-NOTIZIA)</p>
<p>“Prodi ha fatto l’IRAP. Berlusconi ha detto che la voleva abolire immediatamente, ma poi ha visto che non era possibile perché sarebbero mancate delle entrate allo Stato. E senza l’IRAP non sarebbe riuscito a pagare la Sanità. Ma non gli viene in mente che la spesa sanitaria si può riordinare, e non tagliare a capocchia.” (NOTIZIA)</p>
<p>“Siamo l’unico Paese in cui si va in pensione prima dei 65 anni. Angeletti e Bonanni (UIL e CISL) hanno fatto un patto con Sacconi (Welfare) e Tremonti in questo senso. A Berlusconi non interessa niente perché tanto lui non va in pensione. (NOTIZIA)</p>
<p>“Andrebbero aboliti gli ordini professionali perché creano impedimento per i ragazzi a svolgere delle professioni.” (NOTIZIA)</p>
<p>“Fini contraddice sempre Berlusconi: si è convinto di essere diventato un progressista e vorrebbe sostituire Berlusconi, ma non ha i voti. Se dovesse ‘mancare’ anche Berlusconi non ci sarebbe proprio più niente.” (NON-NOTIZIA)</p>
<p>“A Berlusconi non importa niente di chi sarà il suo successore, anche perché è convinto di vivere fino a centoventi anni” (NON-NOTIZIA)</p>
<p>“Lo Stato italiano è indubbiamente povero, ma gli italiani sono ricchi perché non pagano le tasse (il 50% denuncia meno di 15.000 euro lordi all’anno)” (NON-NOTIZIA)</p>
<p>“In Italia viviamo tutti ancora esattamente come cinque anni fa. Siamo riusciti a sopravvivere ad una crisi spaventosa: per merito degli italiani, quelli che lavorano ancora, e non per merito di Berlusconi, che non ha fatto niente.” (NOTIZIA)</p>
<p>Risposta a domanda del pubblico: “Fra vent’anni non ci ricorderemo di nessuno degli attuali politici; solo di Berlusconi, perché nel ’94 ha sconfitto i comunisti e per i fatti di donne, escort ecc. Non certo per come ha governato il Paese. E’ bravissimo solo nelle emergenze (rifiuti di Napoli, terremoto Abruzzo).” (NOTIZIA)</p>
<p>Risposta a domanda del pubblico: “I nostri figli, nel futuro, si arrangeranno benissimo. Gli italiani avranno sempre la capacità di inventarsi qualche cosa. Noi siamo andati avanti nonostante la Democrazia Cristiana, Prodi, Berlusconi, berlusconiani e antiberlusconiani. Certo la scuola deve essere decente e vanno recuperate un po’ di educazione e buone maniere. Ricordiamoci che siamo passati anche attraverso gli anni di piombo&#8230; All’estero stanno molto peggio di noi. Noi viviamo bene e abbiamo una qualità della vita altissima.” (NOTIZIA)</p>
<p>Risposta a domanda del pubblico: “I quotidiani, come veicolo di informazione, oggi contano molto poco, e i grandi quotidiani nazionali sono in forte calo di vendite. Contano molto di più la televisione e Internet; i giornalisti sempre più spesso si rivolgono a Internet per le notizie, e le stesse notizie si verificano sempre di meno &#8230; L’informazione sarà sempre peggiore. E si va per schieramenti: i muri sono eretti anche dai giornali, perché in un Paese che si basa sul conflitto tra berlusconiani e antiberlusconiani, bisogna essere per forza ‘schierati’, altrimenti non sei niente e nessuno. La Repubblica è un giornale partigiano, come lo è anche il mio. Con la differenza che La Repubblica finge di essere ‘chic’, o ‘politicamente corretta’, come la sinistra in generale, che non ha più riferimenti. Non che la destra stia meglio, ma almeno non finge di essere quello che non è.” (NOTIZIA)</p>
<p>Rispondendo a domanda del pubblico: “Non consiglio di fare il mestiere del giornalista. Oggi i giornalisti sono solo degli impiegati, oltretutto mal pagati. Quanto a Marco Travaglio, è vero che ha lavorato per il Giornale e, pur non condividendone le opinioni, dico che tecnicamente è bravissimo. Adesso ha trovato e sfrutta il filone dell’antiberlusconismo, che gli rende parecchio.” (NOTIZIA)</p>
<p>“Il Rotary ha migliorato la qualità culinaria.” (NOTIZIA)</p>
<p>Al termine della serata il presidente Luigi Gelmi ha ringraziato il nostro ospite al quale ha offerto i tradizionali doni rotariani. (NON-NOTIZIA)</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
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		<title>Ottobre 2008 &#8211; Febbraio 2010 : Un percorso di crisi per l&#8217;economia mondiale e bergamasca</title>
		<link>http://www.rotarybgnord.it/2010/02/16/ottobre-2008-febbraio-2010-un-percorso-di-crisi-per-leconomia-mondiale-e-bergamasca/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 20:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni dei Soci]]></category>
		<category><![CDATA[bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Serata dedicata ai grandi temi dell&#8217;economia, quella di martedì 16 febbraio all&#8217;Antica Perosa. Alla crisi, ai suoi perché, ai risvolti sulla società bergamasca. L&#8217;auditorio, quello affollato delle grandi occasioni. Con la regia del nostro Alberto Longo, hanno dato vita ad una intensa discussione i relatori: Claudio Gervasoni, Responsabile Punto Finanziario di Confindustria Bergamo e Direttore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright">
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<p>Serata dedicata ai grandi temi dell&#8217;economia, quella di martedì 16 febbraio all&#8217;Antica Perosa. Alla crisi, ai suoi perché, ai risvolti sulla società bergamasca. L&#8217;auditorio, quello affollato delle grandi occasioni.</p>
<p>Con la regia del nostro Alberto Longo, hanno dato vita ad una intensa discussione i relatori:<br />
<strong>Claudio Gervasoni</strong>, Responsabile Punto Finanziario di Confindustria Bergamo e Direttore sede di Bergamo di Confidi Lombardia; <strong>Marino Ghilardi</strong>, Direttore Generale BCC della Bergamasca; <strong>Marco Gallarati</strong>, Dirigente M&amp;A di Banca Intesa; <strong>Costantino Vitali</strong>, Direttore Generale Banco di Brescia.<br />
Dalle loro parole è emersa non soltanto la serietà della situazione &#8211; cosa  di cui forse oggi non tutti sono ancora pienamente consapevoli &#8211; ma anche la sua unicità storica, il senso dell’inizio di un passaggio epocale che inevitabilmente comporterà grandi cambiamenti nelle logiche economiche, aziendali, sociali oltre che nel nostro stile di vita.<br />
Non si è cioè trattato di uno &#8220;<em>tsunami una tantum</em>&#8221; che arriva, sconvolge ma poi passa e tutto ricomincia come prima. Sono coinvolti aspetti fondanti, strutturali di una comunità economica e sociale che si è rapidamente trasformata da locale a globale, con meccanismi inediti e trasferimenti di potere e risorse in diverse aree geopolitiche, con dimensioni impensabili fino a poco tempo fa. Pertanto, oggi si fanno i conti con una mentalità diventata rapidamente obsoleta e con vecchi schemi che non funzionano più. Ma ancora non si conoscono quelli nuovi.</p>
<p>Ottimismo o pessimismo? Bicchieri mezzi pieni o mezzi vuoti? Ricette, indicazioni, soluzioni?<br />
La franchezza, la competenza e l’onestà intellettuale dei nostri relatori, dai rispettivi punti di vista, non ha forzatamente consentito di andare oltre a ponderati e accorti tentativi di analisi, prese d&#8217;atto, consapevolezza di errori commessi a vari livelli e prudentissime ipotesi di proiezioni. Se sono così emerse da un lato la coscienza della validità dei meccanismi di emergenza messi in atto, dall&#8217;altro si sono affacciati enormi punti di domanda riguardanti le nuove dinamiche che inevitabilmente governi, apparato pubblico, banche, imprese, mondo del lavoro si troveranno ad affrontare, sia a livello globale che locale.</p>
<p>Quindi. Emergenza 2009: aiuti governativi, immissioni di liquidità nel mercato, interventi degli stati a supporto delle banche (pur nella diversità e specificità delle stesse) e delle banche a favore delle imprese (c’è chi dice tanti, c’è chi dice pochi), tamponamenti, moratorie, quadruplicamento dell&#8217;attività di Confidi, cassa integrazione, rinvii, attese, stand by. Ma poi? Quali saranno le scelte strategiche per il 2010, 2011 e oltre ? Come passare dall’emergenza ad un consolidamento della situazione ?</p>
<p>Difficile offrire risposte; dagli interventi dei nostri relatori e dal vivace dibattito si evince che, di fatto, ad ogni ipotesi può corrispondere, di ritorno, un: ‘sì, però’…<br />
Ad esempio: necessità di patrimonializzare le imprese e non fare corrispondere bilanci rilevanti a situazioni patrimoniali irrisorie – &#8220;<em>sì però</em>&#8221; come si fa a ricapitalizzare in queste condizioni; &#8220;<em>piccolo è bello</em>&#8221; e si tratta del tessuto fondante della nostra economia – <em>&#8220;sì però</em>&#8221; da <em>&#8220;piccolo&#8221;</em> oggi non puoi sopravvivere; necessità di fusioni fra aziende, anche a livello locale – <em>&#8220;sì però&#8221;</em> da noi non ne esiste la cultura e non ce la si può certo improvvisare; necessità di aggregazioni – <em>&#8220;sì però&#8221;</em> ne farà spese ancor di più l’occupazione, e senza occupazione non c’è consumo né mercato né ripresa; necessità di maggiore supporto delle banche alle aziende – <em>&#8220;sì però&#8221;</em> le banche devono anche vedere garantiti i propri prestiti, e oggi come oggi è sempre più difficile; le banche stanno aumentando la raccolta – <em>&#8220;sì però&#8221;</em> non è un buon segno perché significa che i consumi sono fermi; necessità di rivitalizzare i consumi – <em>&#8220;sì però&#8221;</em> le famiglie sono in difficoltà e comunque si deve smantellare la cultura dell’indebitamento che ha contribuito al disastro; grande immissione di liquidità nel mercato – <em>&#8220;sì però&#8221;</em> adesso aspettiamoci di ritorno una gran botta di inflazione ed un conseguente aumento di povertà…<br />
Difficile, veramente difficile districarsi nella situazione attuale.</p>
<p>E poi, verso la fine della discussione, una domanda, reiterata, che obiettivamente non poteva avere grandi chances di risposta: &#8220;era prevedibile&#8221; ? &#8220;Nessuno, politici, economisti, organi di controllo, addetti ai lavori, vedeva il <em>pompaggio folle</em> di un’economia drogata&#8221; ? &#8220;Perché non ci hanno avvisati di quello che stava succedendo, dei veri rischi cui si andava incontro ?&#8221;<br />
Come confermato anche dai nostri relatori, dal punto di vista <em>&#8220;tecnico&#8221;</em> era infatti impensabile che un ciclo espansivo durasse dodici anni, come è stato l&#8217;ultimo, tremendamente <em>gonfiato</em> da bolle e controbolle.  Prima o poi sarebbe esploso. Era solo questione di <em>quando</em>.<br />
E allora, deduciamo, il meccanismo era forse ormai diventato un mostro troppo complesso e autoalimentato, ingovernabile in un certo qual modo. Probabilmente chi sapeva e poteva, godeva e ha fatto festa; chi sapeva e non poteva, guardava e aspettava la fine della festa; chi non sapeva e non poteva, si fidava e continuava a fare la vita di sempre. E gli hanno fatto la festa.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>

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								<img title="Alberto Longo, Marino Ghilardi, Luigi Gelmi" alt="Alberto Longo, Marino Ghilardi, Luigi Gelmi" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/20100216_crisi/thumbs/thumbs_CIMG3232 L.jpg" width="100" height="75" />
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		<title>Centenario Hotel Bracca</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 20:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuori Sede]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni dei Soci]]></category>
		<category><![CDATA[bergamo]]></category>

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		<description><![CDATA[Serata all’insegna della tradizione e della memoria, quella di martedì 10 novembre a Bracca. Il “Grande Albergo Fonte Bracca” compie cento anni e ha festeggiato l’anniversario ripercorrendo l’epopea di una delle acque minerali più apprezzate d’Italia, dai fasti della Belle Epoque ad oggi. Così martedì sera, nello storico hotel della Valle Serina, che sorge proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/11/Dorino_Corna1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-443" title="Dorino_Corna" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/11/Dorino_Corna1-300x295.jpg" alt="Dorino_Corna" width="300" height="295" /></a></div>
<p>Serata all’insegna della tradizione e della memoria, quella di martedì 10 novembre a Bracca. Il “<strong>Grande Albergo Fonte Bracca</strong>” compie cento anni e ha festeggiato l’anniversario ripercorrendo l’epopea di una delle acque minerali più apprezzate d’Italia, dai fasti della Belle Epoque ad oggi. Così martedì sera, nello storico hotel della Valle Serina, che sorge proprio a due passi dalla sorgente, a ridosso della splendida gola dell’Orrido, <strong>Dorino Corna</strong>, direttore generale della società Fonte Bracca dal 1963 al 1987 e consigliere delegato fino al 2008, ha accompagnato i Soci del nostro Club, ed una folta schiera di insigni personalità convenute grazie all’impegno del nostro <strong>Ernesto (Cicci) Bordogna</strong>, a ritroso nel tempo, tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, all’epoca d’oro del termalismo in Valle Brembana.</p>
<p>Per assistere al decollo dell’acqua Bracca, i cui pregi erano già citati dai nostri Giovanni Maironi da Ponte ed Enrico Caffi, dobbiamo infatti risalire al 1882, anno in cui fu realizzata la strada Ambria-Serina, ma soprattutto all’opera di un vero pioniere come l’ingegnere monzese Giovanni Villoresi, che fece costruire il primo stabilimento e diede inizio, nel 1907, all’imbottigliamento. Fu poi sempre il lungimirante Villoresi che pensò di erigere accanto alle sorgenti l’albergo, inaugurato nel luglio del 1909, trasferendo invece lo stabilimento ad Ambria di Zogno, nei pressi della ferrovia. Medici e clinici furono chiamati a verificare e a diffondere le proprietà benefiche dell’acqua Bracca e ai migliori artisti e cartellonisti dell’epoca fu affidato il compito di comunicarle in accattivanti immagini. E’ cominciata così l’ascesa dell’”oro di Bracca”, le cui virtù furono da subito apprezzate dai tanti villeggianti che preferivano la leggerezza di queste acque e la tranquillità di questi luoghi montani alla mondanità di S. Pellegrino. Non mancarono estimatori d’eccezione, come il futuro Papa Giovanni XXIII, che dalla Bulgaria raccomandava alla sorella di fargli trovare, al suo ritorno, una cassa di bottiglie di Bracca.</p>
<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/11/Gelmi_Bracca.jpg"><img src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/11/Gelmi_Bracca-300x199.jpg" alt="Gelmi_Bracca" title="Gelmi_Bracca" width="300" height="199" class="alignnone size-medium wp-image-445" /></a></div>
<p>Dopo il periodo di crisi attraversato tra il 1928 e il 1951, anni in cui lo sfruttamento della fonte passò di mano e fu poco valorizzata, gli anni ’50 segnarono un nuovo corso, culminato nell’intensa fase di espansione e innovazione che ha caratterizzato, a partire dal 1987, la presidenza di Ernesto Bordogna. Oggi, dalla prima bottiglia del luglio 1907, la produzione ha raggiunto i 200 milioni di bottiglie ma sull’etichetta dell’acqua Bracca è ritornato l’originale stemma di ispirazione sabauda, all’insegna della continuità con la storia.</p>
<p>Numerosi gli interventi dei partecipanti alla serata, tra cui Giovanni Marco Muttoni, Sindaco del Comune di Bracca, Erica Rondi, Vicesindaco del Comune di Bracca, Margherita Molinari, Assessore alla cultura e turismo del Comune di Bracca, Giosuè Frosio, consigliere regionale, Silvia Lanzani, Assessore provinciale, Vittorio Milesi, consigliere provinciale, l’Arch. De Vecchi, Giovanni Fattori, Vice presidente Comunità Montana Valle Brembana, il dott. Ghisalberti de l&#8217;Eco di Bergamo, Remo Micheli, ex Sindaco del Comune di Bracca, Omar Berlendis, ex Sindaco del Comune di Bracca, Manuela Berlendis, Giacomino Rondi, ex Sindaco del Comune di Bracca, Paolo Cortinovis, Sindaco di Costa Serina, Bruno Cimarra, Sindaco di Algua, Adriano Frigeni, Elio Zanchi, Maurizio Rondi, Sig. Severo per l’Associazione Combattenti.</p>
<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/11/Moioli_Bordogna.jpg"><img src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/11/Moioli_Bordogna-300x248.jpg" alt="Moioli_Bordogna" title="Moioli_Bordogna" width="300" height="248" class="alignnone size-medium wp-image-448" /></a></div>
<p style="text-align: right;">
<em>Paolo Boselli</em></p>
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