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	<title>Rotary Club Bergamo Nord &#187; Interclub</title>
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	<description>Servire al di sopra di ogni interesse personale</description>
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		<title>Visita del Governatore Giulio Koch</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 20:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interclub]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a rel="attachment wp-att-683" href="http://www.rotarybgnord.it/2010/10/26/visita-del-governatore-giulio-koch/visita_governatore/"><img class="alignnone size-medium wp-image-683" title="Visita_Governatore" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/12/Visita_Governatore-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a></div>
<p>La prima novità è  rappresentata dall’Interclub,  fatto assolutamente nuovo, per  la  visita del Governatore. Infatti il Bergamo Nord ed il Romano di Lombardia si sono  ritrovati  insieme presso  il Cristallo Palace per questa  conviviale  che  rappresenta uno dei momenti più  importanti per la vita del Club. L’altra novità è che il Governatore alla  fine del mese di novembre avrà visitato  tutti  i club del Distretto e portato, per tempo, a tutti il messaggio del Presidente Internazionale per questo anno rotariano.</p>
<p>Dopo  aver  incontrato   il Presidente  ed   il  Consiglio   di ogni Club,  presentato  dal Presidente  del Bergamo Nord Alberto Longo e salutato da Giulio Bassi  Presidente del Romano   il Governatore Giulio Koch è entrato subito nel vivo della sua allocuzione che ha  tenuto, non già da una postazione fissa, ma bensì girando fra i tavoli quasi a voler parlare singolarmente a ciascuno dei presenti. Subito sottolinea un dato comune dopo gli  incontro con  i dirigenti  dei  club:  per  entrambi  esistono  spazi  enormi  di crescita  che  sicuramente  saranno  colti  e  colmati,  sulla scia del motto “Innovazione nella continuità” al fine di dare  vita  ad  un  organismo  vivo  e  capace  di  adeguarsi  al cambiamento del mondo che ci circonda ma confermando la continuità con i princìpi ispiratori: amicizia, capacità di  servizio,  integrità  negli  affari  e  nella  vita,  all’insegna della  tolleranza e della pace mondiale;  tolleranza e pace quali strumenti di crescita della società.  Per  innovare, però, occorre conoscere perfettamente dove si  trova  il Club, dove si vuole andare nel  futuro e con quali programmi, al fine di garantire una base molto solida. Occorre  innanzitutto  conoscere  il  territorio dove opera e vive  la  sua  vita  il Club  e,  per  fare questo,  è  necessario studiare  il  territorio  e  quindi  attrezzare  le  risorse  per  affrontare i temi da realizzare e per garantire un sodalizio al servizio del  territorio e questo aiuta a  far conoscere correttamente  il  Rotary  e  poter  cogliere  le  professionalità necessarie per concretizzare  i programmi, perché  il mettere  a  disposizione  le  nostre  competenze  professionali per  concorrere  a  progettare  ed  eseguire  i  progetti  è  ciò che maggiormente distingue il Rotary da altre associazioni di servizio.</p>
<p>Il Governatore Koch ha poi illustrato il progetto Distrettuale che prevede di  impegnare gli 86 Club del Distretto nel progetto  pilota  ad  Haiti  e  nell’Africa  sub-sahariana  per affrontare il tema planetario dell’acqua. Questo intervento permetterà  di dare l’acqua dove non esiste (sub-sahara) e l’acqua pulita (Haiti) per consentire lo sviluppo di attività agricole, zootecniche  e  per  far  crescere  globalmente  il livello  di  vita  di  queste  popolazioni  perché  possano,  in occasione dell’Expo 2015,  raccontare  la  loro esperienza maturata grazie al Rotary.  Il contributo che ogni club versa andrà a sommarsi a quello del Distretto che insieme ai fondi della Rotary Foundation, della Società dell’Expo,  la Comunità  Europea  e  la  Regione  Lombardia  porteranno questa cifra a 1.000.000 di Euro.  Ecco perchè – ha sottolineato  il Governatore – è  importante sviluppare anche progetti di gruppo per cogliere tematiche sempre più vaste. Ed è sul tema dell’acqua che i 10 Governatori italiani hanno  realizzato un convegno  il 16 e 17 aprile del prossimo anno ad Assisi che  ha  riscosso  il plauso del Presidente Internazionale che ha garantito la sua presenza a questo incontro  che  vedrà  coinvolte  le grandi organizzazioni  internazionali:  UNESCO,  UNICEF,  FAO,  OMS  e  Banca<br />
Mondiale  che  già  operano  in  contatto  con  il  Rotary  sul tema dell’acqua.</p>
<p>Occorre  dunque  far  conoscere  queste  iniziative  e  tutte quelle in atto per dare una corretta immagine del Rotary e sgomberare il campo dagli stereotipi.</p>
<p>Un’altra area  importante è quella che  riguarda  i giovani, sempre  più  protagonisti  diretti  nella   nostra  società. Nei nostri Club  hanno  però  bisogno  di  trovare  un  ambiente più  vicino  a  loro,  è  necessario  perciò  parlare  con  loro, capirli,  coinvolgerli  e  favorire  un  rapporto  comunicativo con persone di età diversa e di diverse esperienze perché   i giovani portano  la novità,  l’entusiasmo ed una opportunità che non si ripete. Il Rotary  –  ha  concluso  il Governatore  Koch  –   non  va vissuto come una serie di burocratismi e  formalismi e se serve,  si  possono  innovare  i  regolamenti  senza  perdere di vista  i princìpi  rotariani. La  forma deve es-<br />
sere  l’espressione di un contenuto e non una cosa asettica quindi, se necessario,  innovare per far vivere  il Club  in modo adeguato con  il cammino del mondo,  con  il  cammino di  tutti, con  una  immagine  riconosciuta  e  per  uscire dall’eventuale immobilismo.</p>
<p>Un uditorio attento ha seguito con grande  interesse  i  temi  trattati  sempre  efficacemente dal Governatore ed è stata davvero una serata importante che ha ridato entusiasmo al nostro  essere  rotariani  sottolineata  anche  da alcuni  interventi  (anche  questa  una  novità) dopo l’intervento del Governatore.</p>
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		<title>Gli italiani sono generosi ?</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 20:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interclub]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni dei Soci]]></category>
		<category><![CDATA[CESVI]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>

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		<description><![CDATA[Ospite della conviviale di martedì 21 settembre il Dott. Giangi Milesi, Presidente del Cesvi, ormai &#8220;di famiglia&#8221; nel nostro Club. Dopo un breve saluto in lingua italiana rivoltoci da Elisabeth Farrant, la ragazza australiana di cui il Rotary Club Bergamo Nord è tutor, il Dott. Milesi ha iniziato la sua interessante relazione sul tema “Gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a rel="attachment wp-att-648" href="http://www.rotarybgnord.it/2010/09/21/gli-italiani-sono-generosi/longo_farrant/"><img class="alignnone size-medium wp-image-648" title="Alberto Longo e Elisabeth Farrant" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/09/Longo_Farrant-300x264.jpg" alt="" width="300" height="264" /></a></div>
<p>Ospite  della  conviviale  di  martedì  21  settembre  il  <strong>Dott. Giangi Milesi</strong>,  <strong>Presidente  del  Cesvi</strong>,  ormai &#8220;di  famiglia&#8221; nel  nostro Club. Dopo  un  breve  saluto  in lingua  italiana rivoltoci da <strong>Elisabeth Farrant</strong>,  la  ragazza australiana di cui  il <em><strong>Rotary Club Bergamo Nord</strong></em> è  tutor,  il Dott. Milesi ha  iniziato la  sua  interessante  relazione  sul  tema  “<em><strong>Gli  italiani  sono generosi?</strong></em>”  E&#8217;  dapprima  stata  presentata,  pur  con  qualche  riserva espressa  dal  nostro  relatore,  un&#8217;indagine  internazionale svolta dalla Gallup sugli effettivi  risultati delle operazioni di  raccolta  fondi  relative a grandi emergenze a  livello  internazionale, suddivise paese per paese. I dati emersi, a livello  di  pure  cifre,  non  appaiono  certo  confortanti  per l’Italia:   termini di  rapporto  &#8216;euro donati/abitante&#8217;, mentre ai primi posti, insieme all&#8217;Inghilterra, si trova (in modo probabilmente inaspettato) la Svizzera, il nostro Paese appare in posizioni di classifica molto basse.</p>
<p>Una  situazione  che  sembrerebbe piuttosto  strana,  come emerso anche dagli interventi dell&#8217;uditorio, data la fama di generosità del nostro popolo  (virtù non altrettanto comunemente attribuita agli svizzeri&#8230;).  Il nostro  relatore attribuisce  tale  fatto,  da  un  lato,  alla metodologia  di  svolgimento dell&#8217;indagine, che probabilmente non tiene conto di alcuni fattori peculiari della nostra realtà specifica; dall&#8217;altro  lato,  tuttavia,  evidenzia  la  superiorità  di  altri  paesi  a livello  organizzativo,  di  coordinamento,  di  cooperazione fra  singoli  enti  e  soprattutto  il  vantaggio  di  normative  fiscali e procedurali che consentono più efficaci possibilità di intervento solidale per singoli e aziende.</p>
<div class="imgright"><a rel="attachment wp-att-649" href="http://www.rotarybgnord.it/2010/09/21/gli-italiani-sono-generosi/longo_milesi/"><img class="alignnone size-medium wp-image-649" title="Giangi Milesi e Alberto Longo" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/09/Longo_Milesi-300x179.jpg" alt="" width="300" height="179" /></a></div>
<p>Il dott. Milesi  ha poi esaminato altri aspetti che,  in molti casi, non facilitano l&#8217;azione delle organizzazioni di raccolta di fondi per le grandi emergenze di solidarietà internazionale. Tra questi la &#8216;notiziabilità&#8217; dell&#8217;evento e la presenza sul posto  dei media: ad esempio c&#8217;è stata una copertura mediatica altissima per lo tsunami di qualche anno fa (con più di 200.000 morti) ma è  stato quasi  ignorato un terremoto  in Pakistan di pochi mesi dopo  (85000 morti), mentre  in  Italia  i  riflettori  dell&#8217;informazione  si  puntavano prevalentemente sulla vicenda di Lapo Elkann.</p>
<p>Sempre  a  svantaggio  di  alcune  raccolte,  come  appunto nel caso di Pakistan o quello della Corea del Nord, gioca il  fatto che  le strutture di governo di quei paesi vengono recepite come &#8216;non amiche&#8217; e la fiducia nel versare contributi, inevitabilmente, cala.  Quello della  fiducia nei  confronti dei destinatari, paesi o enti che effettuano la raccolta fondi, è comunque un tema di  grande  importanza,  soprattutto  in  Italia:  da  noi molto spesso si preferisce volgere le proprie donazioni a persone  o  organizzazioni  &#8216;vicine&#8217;  o  ritenute  affidabili  (perchè così  ‘so  dove  vanno  a  finire  i miei  soldi&#8217;)  che  versarli  a grandi organizzazioni  che  svolgono opera a  livello  internazionale. Tale parcellizzazione del  versamento solidale è sicuramente uno dei  fattori più   importanti nel determinare i bassi livelli di raccolta fondi italiana rilevati da ricerche tipo quella di Gallup, citata in apertura.</p>
<p>Il  fatto pone  tuttavia  l&#8217;attenzione,  in modo  incontrovertibile, su quanto sia necessario, a detta del nostro  relatore, che le organizzazioni di solidarietà (in Italia spesso  organismi affidati ad una classe dirigente   immutabile, senza ricambio), si facciano portatrici, a tutti i livelli, di meccanismi di assoluta  trasparenza,  la cui base  fondamentale è la presentazione di un regolare bilancio.  Un ringraziamento al nostro ospite per  la chiarezza e  l&#8217;obiettività  dimostrate  nel  parlare  di  un  argomento  certamente non facile.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
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		<title>Passaggio delle Consegne Interact e Assemblea</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 18:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Club]]></category>
		<category><![CDATA[Interclub]]></category>

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		<description><![CDATA[La  conviviale  del  15  giugno  è  stata  aperta  da  una cerimonia di ‘passaggio di consegne’: quello dell’Interact Club Bergamo. Dopo un breve intervento illustrativo dell’attività di quest’anno e la presentazione di quattro nuovi soci,  la Presidente Ginevra Fabri ha  infatti passato il testimone ad Enrico Longo, che ha ringraziato i presenti e illustrato i propri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La  conviviale  del  15  giugno  è  stata  aperta  da  una cerimonia di ‘passaggio di consegne’: quello dell’Interact Club Bergamo. Dopo un breve intervento illustrativo dell’attività di quest’anno e la presentazione di quattro nuovi soci,  la Presidente Ginevra Fabri ha  infatti passato il testimone ad Enrico Longo, che ha ringraziato i presenti e illustrato i propri intendimenti per il prossimo anno.</p>
<div class="imgright"><img class="alignnone size-medium wp-image-628" title="Severino Frizzi e Luigi Gelmi" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/Frizzi_Gelmi-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /></div>
<p>A  seguire  si  è  tenuta  l’Assemblea  generale  del  nostro Club,  presieduta  come  di  consueto  da  Cicci  Bordogna. All’introduzione del Presidente Luigi Gelmi ha fatto seguito  la  relazione di bilancio  tenuta da Daniele Gervasio,  in rappresentanza del tesoriere Claudio Ferigo. Il Presidente,  in una cornice  festosa, ha poi conferito un attestato di benemerenza a Severino Frizzi, per l’attività svolta a  favore delle  ‘nuove generazioni’, e a Daniele Gervasio, in particolare per l’organizzazione della visita a Milano alla Pinacoteca Ambrosiana.<br />
In  chiusura  di  serata,  ha  poi  conferito  tre ‘Paul  Harris Fellow’: a Sergio Colani per il proprio impegno nella realizzazione del service  in Camerun; ad Antonio Zaccaria e Paolo Boselli per il service ‘Tiepolo a Bergamo’.  Appuntamento  alla  prossima  settimana  per  la  cerimonia del passaggio di consegne tra Luigi Gelmi e Alberto Longo e l’inizio di un nuovo anno rotariano!</p>
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		<title>La Famiglia. Vita, incontro, mistero</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 18:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interclub]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[Gradito ospite e relatore della conviviale in interclub con il Rotary Bergamo Ovest, il Prof. Alessandro Meluzzi, psichiatra, docente universitario, politico, scrittore e popolare personaggio televisivo. Il tema proposto: La famiglia. Vita, incontro mistero. La famiglia è un’entità complessa e in sofferenza, come indicato anche dai numeri: lo stesso fatto che se ne parli come ‘tema’, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/Meluzzi.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-608" title="Meluzzi" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/06/Meluzzi-300x189.jpg" alt="" width="300" height="189" /></a></div>
<p>Gradito ospite e relatore della conviviale in interclub con il Rotary Bergamo Ovest, il Prof. Alessandro Meluzzi, psichiatra, docente universitario, politico, scrittore e popolare personaggio televisivo. Il tema proposto: La famiglia. Vita, incontro mistero.</p>
<p>La famiglia è un’entità complessa e in sofferenza, come indicato anche dai numeri: lo stesso fatto che se ne parli come ‘tema’,  testimonia che si tratta di un’istituzione in fase di trasformazione. L’Istat stesso afferma che in Italia una famiglia su due finisce in separazione, e, da dieci anni a questa parte, in un caso su tre la separazione avviene addirittura nei primi quattro anni. Non esiste pertanto più il concetto di ‘indissolubilità’ della famiglia, che fino a poche decine di anni fa era considerato un valore assoluto e irrinunciabile.</p>
<p>Da allora sono accadute molte cose: la fine del sistema di famiglia patriarcale, che possedeva, quale retaggio della società contadina, la caratteristica di ‘unità di sopravvivenza’: non era cioè orientata al concetto della ‘affermazione di sè’, ma ai puri bisogni primari. Essere, sopravvivere, mangiare. Esisteva però una sorta di ‘rete di sicurezza’ sociale e antropologica che rendeva la famiglia difficilmente ‘scioglibile’; la famiglia era una realtà molto ampia, numerosa, transgenerazionale. Molti figli, molte braccia, un’alleanza parentale che era una vera e propria forza (concetto che ancora oggi soppravvive nell’azienda familiare).</p>
<p>C&#8217;erano alcuni vantaggi: per esempio non si era mai lasciati soli. Non esisteva la solitudine, per esempio, della puerpera che non sa cosa fare del bambino. Anche il parto aveva una dimensione comunitaria. Questo non significa che, al tempo, si fosse sempre tutti necessariamente felici&#8230; Anzi, molto spesso la ricerca della felicità dei singoli, specie delle giovani donne, veniva sacrificata alla dimensione comunitaria. Esisteva tuttavia una sorta di serie di leggi implicite, non manifeste, di ‘do ut des’, che costruivano un welfare, uno stato sociale di comunità.</p>
<p>Il ricordo di questa condizione è ancora vivo, anche se in esaurimento, ed è importante comunque mantenerne viva la memoria e la radice (come per esempio appare comunque ancora operante nel cuore, nelle emozioni, nei sentimenti della terra e della gente bergamasca). Una dimensione di ‘oblio’, condurrebbe alla condizione di ‘assenza’ tipica del ‘lotofago’ che ha mangiato il papavero e, rimanendo senza memoria né identità, diventa preda potenziale di qualsiasi suggestione o follia.</p>
<p>Allora, cosa sta accadendo oggi?<br />
Di famiglia si può parlare come: vita, incontro, mistero.</p>
<p><strong>VITA.</strong><br />
La famiglia ha naturalmente a che fare col concetto di ‘vita’, della sua trasmissione grazie ai figli che nascono dall’unione fra un uomo e una donna. Il valore della trasmissione della vita è funzionale sia alla famiglia che alla società. Quindi, per il nostro relatore, è solo alla famiglia ‘naturale’ che andrebbero riservati i benefici di carattere sociale (tipo reversibilità della pensione, regime successorio ecc.). Non alle coppie omosessuali o ‘di fatto’, per quanto legittime, e nemmeno, perlomeno teoricamente, alle famiglie tradizionali uomo-donna che rifiutano in modo precostituito l’ipotesi di  avere figli. Infatti, indipendentemente dal discorso religioso, per il nostro codice civile un matrimonio alla cui base sia dimostrata l’indisponibilità precostituita della coppia ad avere figli, è da considerarsi nullo.</p>
<p>Ma oggigiorno il discorso ‘procreazione’ è in crisi: una società comunque opulenta come la nostra possiede il più basso indice di natalità della storia. In buona parte anche a causa dell’affermazione materiale del concetto di felicità personale e ‘autorealizzazione’: la giovane donna si vuole &#8216;realizzare&#8217;: fare i propri studi, laurearsi, specializzarsi, master, stage all’estero, trovare lavoro, trovare marito, trovare casa, cambiare macchina, fare viaggi all’estero e poi, verso i 35-36 anni fare il figlio, quasi a completamento del proprio… curriculum di donna. Maternità quindi come evento tardivo e accessorio, e non fondativo della vita.</p>
<p>Al tempo della povertà, nella vecchia famiglia patriarcale, invece si facevano tanti figli; oggi che siamo opulenti non si fanno. Più si è ricchi e meno si fanno figli. Gli unici che fanno figli sono i poveri, nel mondo. Non c’è più ‘scommessa sulla vita’: quanto più l’ego governa, e conta solo la ‘mia’ vita, tantomeno la ‘vita’ diventa importante. Quando un tempo la morte era considerata un passaggio sacrale ci si apriva alla vita. Quando la morte viene desacralizzata, conseguentemente lo è anche la vita. Se la vita si riduce a solo possesso, e trasmissione di possesso, si rivela come qualcosa di molto malinconico e ‘stitico’; al contrario, in un orizzonte di senso e di ‘dono’ diventa generosa e vissuta con totalità.</p>
<p><strong>INCONTRO</strong><br />
L’incontro tra due persone sta alla base dell’istituzione ‘famiglia’, e prima ancora di una ‘istituzione’ più recente: la &#8216;Coppia&#8217;. La coppia, come concetto, una volta non esisteva al di fuori della famiglia. La Coppia oggi si basa sull’illusione, in parte neoromantica e in parte postrazionalistica, per cui i meccanismi che fanno incontrare e mettere insieme un uomo e una donna dovrebbero sovrintendere a tutta la durata del rapporto. Ma, al contrario, i meccanismi dell’incontro e della passione non sono certo quelli che poi consentono di rimanere insieme tutta la vita. Enfatizzando l’importanza di questi meccanismi, spesso si fnisce per affermare la situazione di una sorta di ‘monogamia sequenziale’: matrimonio – divorzio &#8211; nuova storia &#8211; magari matrimonio &#8211; separazione ecc. che, nella pratica,  produce effetti disperanti.</p>
<p>Chiaramente non è che situazioni irreparabili debbano essere ‘tenute in piedi’ per forza: però, il divorzio, che era stato concepito come rimedio per situazioni estreme, oggi è diventato uno strumento che consente ed invita ad affrontare il matrimonio con una certa ‘lievità’. Le persone divorziano ‘perché non c&#8217;è più passione, non ci desideriamo più’; poi, ‘per sincerità&#8217; e ‘autenticità’ ricominciano un nuovo rapporto con altri partner. Il problema è confondere ‘autenticità’ e ‘verità’: in nome dell’autenticità dei sentimenti e delle emozioni solipsistiche, ognuno può dire ciò che gli pare, è ‘roba sua’ e quindi ‘autentica’ per definizione, in un circuito narcisistico ed autoreferenziale.</p>
<p>La verità, invece, sta in parte dentro dell’uomo e in parte fuori (o dentro l’uomo ma in una dimensione più profonda? &#8220;Non uscire da te. Entra in te stesso. Nell&#8217;uomo Interiore abita la Verità&#8221; (Sant&#8217; Agostino) e ‘il Regno di Dio è dentro di voi – Luca 17,21 &#8211; ndr), e si svela gradatamente, nel mistero.<br />
Inoltre, tornando al concetto della ‘Coppia’, questa non ha più reti di sicurezza, come aveva la famiglia del passato: pertanto o diventa &#8216;Famiglia&#8217;, o non ce la fa a sopravvivere al tempo. E allora il desiderio-passione-curiosità deve sapere divenire tenerezza, confidenza, fiducia, progetto comune, sogno comune. ‘Voglio potere invecchiare con te’. Diventa un rapporto di dono, non di scambio. Ambedue i coniugi donano, e se uno qualche volta non dona, pazienza. Nella vera famiglia non c’è ‘bilancio’, libro mastro di ‘dare-avere’. La ‘Coppia’, invece, vuole chiudere i conti a pareggio (le giovani coppie fanno perfino ‘cassa comune’&#8230;!)</p>
<p>Quindi la coppia che non diventa famiglia,  e resta costituita da persone sole come non è mai successo nella storia, non ce la fa. E la famiglia, non più luogo di veri sentimenti, diventa ‘famiglia sentimentale’, emotiva; fra i membri vige la minaccia dell&#8217;abbandono. Un microinferno: occorre fare costantemente attenzione nell&#8217;esprimersi, nel parlarsi, per non fare crollare tutto. Difficile resistere.</p>
<p><strong>MISTERO</strong><br />
Oggi manca, anche nella moderna pedagogia, la cultura del ‘sacrificio’, cioè del ‘sacrum facere’, rendere sacro (che non è pertanto da intendere con un alone di ‘pesantezza’, ‘sofferenza’, come spesso deriva da nostri condizionamenti culturali, ndr). Senza sacrificio non si fa nulla, ma non si conosce più il concetto in quanto tale.<br />
Alla luce di quanto detto, sembrerebbe estremamente difficile ai nostri giorni mantenere unita una famiglia: parrebbe necessario un miracolo. Ma in effetti il miracolo è alla portata di tutti,; occorre però entrare in una diversa dimensione, che possiamo definire di ‘grazia’. Cioè di vita luminosa e numinosa.</p>
<p>Certo, se l’essere umano pensa di essere solo natura, biologia, il discorso finisce lì. Ma se abbiamo una visione divina dell’essere umano, libero, chiamato ad essere ‘come Dio’, allora le cose cambiano. E per la famiglia si prefigura un orizzonte nuovo, straordinario: dalla famiglia ‘naturale’ a quella ‘sovrannaturale, preternaturale’. In cui la dimensione salvifica dell’amore divino fatto umano, o umano asceso a divino, diventa salvifico, poiché la dimensione universale del dono sovrasta la limitante pretesa dell’autorealizzazione materiale.</p>
<p>Grazie di cuore al Prof. Meluzzi per quanto ci ha saputo offrire.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
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		<title>Interclub : San Patrignano e &#8230; le Fughe da Fermi</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 20:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interclub]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[Drugs Off]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Graditissimi ospiti della conviviale di giovedì 18 Marzo, fuori sede alla Marianna per un interclub con il Rotary Bergamo Sud, il Dott. Giampaolo Brusini, tossicologo e responsabile scientifico della comunità di San Patrignano e alcuni ragazzi della comunità stessa, interpreti dello spettacolo teatrale ‘Fughe da fermi’. Dopo il saluto da parte dei presidenti dei due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright">
<div id="attachment_576" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/CIMG3250L.jpg"><img class="size-medium wp-image-576 " title="Brusini-Castelli-Gelmi" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/CIMG3250L-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il dott. Brusini, Fulvia Castelli, Luigi Gelmi</p></div>
</div>
<p>Graditissimi ospiti della conviviale di giovedì 18 Marzo, fuori sede alla Marianna per un interclub con il <em>Rotary Bergamo Sud</em>, il <strong>Dott. Giampaolo Brusini</strong>, tossicologo e responsabile scientifico della comunità di San Patrignano e alcuni ragazzi della comunità stessa, interpreti dello spettacolo teatrale ‘<strong>Fughe da fermi</strong>’.<br />
Dopo il saluto da parte dei presidenti dei due club, Giancarlo Ghezzi e Luigi Gelmi, ed il conferimento della Paul Harris al Dott. Brusini, in virtù della sua fondamentale opera di diffusione della conoscenza del tema droga, ha preso la parola il nostro relatore.</p>
<p>Prendendo spunto da un recente fatto di cronaca, l’esclusione del cantante Morgan dal festival di Sanremo a seguito della rivelazione di essere un consumatore di cocaina, il dott. Brusini ha posto l’accento sul fondamentale tema dell’assuefazione alla presenza della droga nella nostra società. Si convive cioè con questa realtà considerandola quasi una presenza ormai acquisita e inevitabile, di cui non si avverte quasi più la pericolosità estrema. E’ un enorme problema di mancanza di consapevolezza; troppo spesso le persone, e in particolare i giovani, vedono oggi la droga come un fatto di costume, a volte come un palliativo, come un antidepressivo, come un ausilio e rimedio ad un diffuso mal di vivere e alla ‘carenza di senso’ che pervade la nostra società.</p>
<p>E’ cioè in atto (quanto ‘pilotato’ dati gli enormi interessi economici in gioco?) un terribile processo di ‘normalizzazione’ delle sostanze stupefacenti. E a poco servono ormai i richiami medico-scientifici nei confronti delle deleterie conseguenze provocate dall’assunzione di droghe: nella maggior parte dei casi viene percepito, da chi ne fa uso, solo l’aspetto immediatamente consolatorio, che fa capo all’azione di quell’area cerebrale detta ‘della ricompensa’ o ‘della gratificazione’, su cui agiscono direttamente le sostanze stupefacenti.<br />
La chiave di approccio al problema della prevenzione scelta pertanto dalla comunità di San Patrignano è quella emozionale, emotiva, l’unica in grado di ‘fare breccia’ nelle coscienze sopite e anestetizzate così tipiche del nostro tempo. E’ per questo motivo che sono stati concepiti spettacoli teatrali tipo appunto ‘Fughe da fermi’, i cui protagonisti sono appunto ragazzi che sono passati attraverso l’esperienza della droga.</p>
<p>Giampaolo Brusini, spiega che assistere ad uno spettacolo come &#8220;Fughe da fermi&#8221;, metafora per ‘fughe dalla consapevolezza’, può aiutare ad assumere un atteggiamento diverso, piu&#8217; critico, verso la droga: &#8220;E&#8217; come se il pubblico, e cioè i ragazzi, stesse guardando un film nel quale scorre il primo tempo della sua vita. Poi il ragazzo, ospite di San Patrignano, dal palco racconta come sarà il secondo tempo se si prenderanno decisioni che portano sulla strada della droga&#8221;. E non è una bella prospettiva.<br />
A conferma di quanto detto, è intervenuta Eugenia, una delle protagoniste dello spettacolo, che, con il semplice racconto della sua storia, ha tenuto l’uditorio con il fiato sospeso, rendendoci partecipi di una tormentata vicenda che, nel suo caso, ha fortunatamente conosciuto un lieto fine.<br />
Lo spettacolo è in tour nazionale e rappresenta un momento di importante crescita individuale per ragazzi e genitori; sì, perché qualche ragazzo ha detto: ‘ma come, tutto questo ragionare di droga e poi quando vado a casa trovo i miei genitori seduti sul divano che si spinellano?’</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
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		<title>Acqua : un&#8217;emergenza umanitaria</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 22:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interclub]]></category>

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		<description><![CDATA[Riunione serale, con familiari ed amici in Interclub con il R. C. Bergamo e Inner Wheel. Relatore il Past Governor prof. Giancarlo Nicola, Presidente A.E.R.A. Associazione Europea Rotary Ambiente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è affato semplice racchiudere nelle poche righe seguenti l’intervento dell’illustre relatore sul complesso tema “Acqua, un’emergenza umanitaria”. Un pregevole filmato, realizzato dallo stesso relatore, ci accompagna dalle origini del nostro pianeta Terra fino ai giorni nostri dove l’acqua, apparsa 3,5 miliardi di anni fa, è stata e continua ad essere l’assoluto protagonista della vita sul nostro pianeta e resta indispensabile per la vitalità di ogni organismo vivente. Così, è proprio la mancanza d’acqua a rappresentare il pericolo maggiore che<br />
minaccia la vita e il benessere di miliardi di esseri umani e lo scarso interesse e disattenzione della maggior parte della popolazione mondiale ai problemi dell’ambiente non fa che accentuare questo pericolo. Corriamo il rischio di rimanere a secco e ce ne siamo accorti troppo tardi.</p>
<p>L’acqua ricopre buona parte del nostro pianeta eppure, essa è una risorsa scarsa; basti infatti pensare che l’acqua sul nostro pianeta è salata per il 97,5%, il 2,5% rimanente è l’acqua che si trova in gran parte congelata nelle calotte polari e nei ghiacci e, pertanto, non immediatamente fruibile. L’ “acqua dolce” utilizzabile deriva principalmente dalle precipitazioni al suolo generate dal ciclo idrologico, ma solo una minima frazione di questa, dopo il fenomeno del ritorno in atmosfera per evaporazione, è indicata comunemente come “risorsa idrica” ed è disponibile per gli usi civili, agricoli e industriali. La crescita esponenziale dei consumi d’acqua segue la crescita demografica e si accentua sempre più la disarmonia nella<br />
distribuzione dell’acqua in rapporto alla distribuzione della popolazione umana. Dal momento che sia l’acqua sia la popolazione sono distribuite in maniera non uniforme, la<br />
situazione è già critica in vari paesi e regioni del mondo. Già oggi, si calcola che oltre 1 miliardo di persone bevano acqua comunque inquinata e oltre 2,5 miliardi di persone non abbiano sistemi igienici e fognari adeguati. Si assiste poi a consumi d’acqua che vanno dai 10 lt./giorno pro-capite in Madagascar ai 1.400 lt./giorno pro-capite in città quali Los Angeles; città come Milano si attestano su livelli di consumo pro-capite medi nell’ordine di 400 lt./giorno. Ne consegue che sempre più vaste aree del mondo sono afflitte da penuria<br />
endemica d’acqua dolce e la competizione tra i popoli va crescendo e dunque si può parlare sempre più di un’emergenza planetaria. L’accesso alle risorse idriche diventa così fonte di disuguaglianza e tensione, alimentando i problemi legati alla sicurezza. Si pensi alla Cina che, nonostante l’alta concentrazione di risorse idriche sul proprio territorio si trova ad<br />
affrontare una penuria d’acqua potabile e irrigua sì da mirare alle risorse idriche della catena Himalayana. O ancora, al ruolo avuto dal bene “acqua” nel conflitto Israelo-Palestinese.<br />
Pensare che l’acqua potabile diverrà un bene per cui combattere non è più retorica.</p>
<p>Quello che si deve recuperare è una coscienza del valore sociale dell’acqua.</p>
<p>In conclusione, nel filmato si propongono tre vie di azione: Informare – Formare – Operare.</p>
<p>Il problema dell’acqua e della sua scarsità sta diventando sempre più grave e non è più ammissibile il disinteresse e la disattenzione nei confronti della sua qualità e del suo risparmio; la corretta informazione e l’esigenza di sensibilizzazione è un dovere morale. Formazione dei bambini a livello scolare sul significato che l’acqua riveste per la vita delle comunità.  Costruire una nuova leadership che sappia limitare gli sprechi nella propria vita quotidiana e sia finalmente consapevole del valore inestimabile della risorsa acqua. Infine, operare con il varo di progetti in Paesi in via di sviluppo, non servono fiumi di parole ma poche gocce di buon senso per insegnare a conservare e usare questo bene prezioso.<br />
CF</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il festival del lettere</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 22:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interclub]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[Serata in Interclub Lunedì 9 febbraio con il Bergamo Ovest ed il Città Alta per presentare e conoscere meglio il: &#8220;Festival delle Lettere&#8221; ed il suo ideatore Luca Carminati. Il “Festival delle Lettere” nasce a fine del 2004 dall’idea di un ristretto gruppo di amici che, colpiti dall’uso di Sms ed e-mail si sono chiesti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><img class="alignnone size-medium wp-image-163" style="margin:0px" title="Festival Delle Lettere" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/05/festival-delle-lettere-300x182.jpg" alt="Festival Delle Lettere" width="300" height="182" /></div>
<p>Serata in Interclub Lunedì 9 febbraio con il Bergamo Ovest ed il Città Alta per presentare e conoscere meglio il: &#8220;Festival delle Lettere&#8221; ed il suo ideatore Luca Carminati.<br />
Il “Festival delle Lettere” nasce a fine del 2004 dall’idea di un ristretto gruppo di amici che, colpiti dall’uso di Sms ed e-mail si sono chiesti se la “vecchia” lettera scritta a mano sarebbe mai sopravvissuta a questa tempesta generazionale. Obiettivo del Festival è riscoprire il piacere della lettera, una tecnica e un mezzo di comunicazione con un incredibile fascino emotivo ed emozionale perché nulla come le lettere rappresentano un vero e proprio territorio universale per lo scambio di emozioni senza barriere di alcun genere. Il concorso prevede l’emissione di un bando (entro dicembre) con l’annuncio del tema dell’edizione. Il tema viene rinnovato di anno in anno.</p>
<p>Le precedenti edizioni hanno avuto come oggetto:</p>
<ul>
<li> Caro nemico ti scrivo (2005);</li>
<li>Lettera al mio dio (2006) &#8211; la &#8220;d&#8221; volutamente in minuscolo per lasciare libertà d&#8217;interpretazione;</li>
<li>Lettera al genio della lampada (2007);</li>
<li>Lettera a un bugiardo (2008).</li>
</ul>
<p>Il tema dell’edizione 2009 è Lettera a uno straniero. L&#8217;iniziativa è unica nel suo genere e la manifestazione cresce di anno in anno. Oggi l&#8217;Associazione 365 Gradi può contare su un patrimonio di oltre 6.500 lettere scritte a mano che fotografano un campione sensibile del nostro Paese: i nemici, gli idoli, i desideri e i bugiardi. Sono lettere vere, sentite e stupende nella loro normalità. Edizione dopo edizione il progetto si è arricchito di importanti ed originali novità: Videolettere: lettere trasformate in cortometraggi; Lettere cartoon: vengono usate lettere scritte da autori under 14 come sceneggiatura di cartoni animati appositamente prodotti; Lettere dal cassetto: lettere vecchie di almeno 20 anni; Buste dipinte: artisti contemporanei sfogano la propria creatività su una busta; Letter to Africa: un ponte di 5500 chilometri d&#8217;inchiostro per collegare Milano &#8211; capitale delle Lettere &#8211; e il centro dell&#8217;Africa; Epistodiario: un diario assegnato ad un personaggio noto che viene scritto nell&#8217;arco di un anno per poi essere messo all&#8217;asta &#8211; ricavato in beneficenza.</p>
<p>Nel 2006 ha scritto Moni Ovadia, nel 2007 Alberto Salza e nel 2008 Alessandro Bergonzoni. Anche il sindaco Moratti ha inviato il suo contributo. Da sempre l’organizzazione del Festival delle Lettere ha posto molta attenzione ai bambini che partecipano numerosissimi. Tra le diverse iniziative a loro rivolte segnaliamo la realizzazione di 4 cartoon sulla sceneggiatura di autori di 8 anni e “animate” da un cartoonista di 20 (ed. 2008). In questi quattro anni, il Festival delle Lettere ha potuto aiutare: Emergency; AVSI per l’ospedale St. Kizito a Lagos in Nigeria; L’Associazione Gli Amici di Luca di Bologna per il progetto La Casa dei Risvegli. Il Festival ha anche ottenuto importanti riconoscimenti da parte di varie istituzioni che hanno concesso il loro patrocinio. Il sito ufficiale del Festival delle Lettere è <a rel="nofollow" href="http://www.festivaldellelettere.it " target="_blank">http://www.festivaldellelettere.it </a>. Vale la pena non solo visitarlo ma anche cimentarsi con carta, penna e calamaio!</p>
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