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	<title>Rotary Club Bergamo Nord &#187; Fuori Sede</title>
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	<description>Servire al di sopra di ogni interesse personale</description>
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		<title>Il mio sguardo</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 18:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che cos’è la ‘normalità’? Questa la domanda che ha aperto la conviviale di martedì 9 marzo e che certamente risuonerà nella mente degli spettattori che il 22 aprile assisteranno, al Teatro Donizetti, allo spettacolo ‘IL MIO SGUARDO’. Di questo spettacolo/evento, promosso dal RC Romano di Lombardia e trasformatosi in un fondamentale service del gruppo orobico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/CIMG3240L.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-570" title="CIMG3240L" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2010/04/CIMG3240L-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a></div>
<p><em>Che cos’è la ‘normalità’?</em><br />
Questa la domanda che ha aperto la conviviale di martedì 9 marzo e che certamente risuonerà nella mente degli spettattori che il 22 aprile assisteranno, al Teatro Donizetti, allo spettacolo ‘<strong>IL MIO SGUARDO</strong>’.<br />
Di questo spettacolo/evento, promosso dal RC Romano di Lombardia e trasformatosi in un fondamentale service del gruppo orobico, sono venuti a parlarci i graditi ospiti: AG Fulvia Castelli; Luca Margnini  -  Presidente Commissione Distrettuale Pubbliche Relazioni; Oreste Castagna (regista, attore); Vera Vavassori (staff regia) e Silvia Barbieri (attrice, autrice e staff regia); Pietro Sparaco (fotografo); Francesco Crudo (cineoperatore); Sandro Gentile (masterizzazione CD); Cristina Moro (Commissione Pubbliche Relazioni RC Bergamo Ovest).</p>
<p>Cristina Moro, una delle principali coordinatrici dell’evento insieme a Fulvia Castelli e a Bianca Galli, ha dapprima  introdotto e presentato il service e la squadra di lavoro che lo ha reso possibile. L’evento, realizzato in collaborazione con l’associazione “Senzacca” di Bergamo e l’associazione “L’ancora” con sede a Cortenuova, nasce da un percorso comune svolto tra rotariani e disabili, sul tema appunto della ‘diversità’. Tale percorso culminerà nello spettacolo del 22 aprile, con l’obiettivo di rappresentare un momento di crescita individuale, oltre che sociale, e di offrire, con un linguaggio nuovo, un inedito punto di osservazione sul tema dell’Handicap: non più visto come diversità negativa ma come una risorsa, una positiva provocazione e un’opportunità di reciproco arricchimento.<br />
Saranno gli stessi ragazzi diversamente abili, diretti dalla sapiente regia di Oreste Castagna e del suo staff, i veri protagonisti della serata, insieme ad attori e personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport. L’evento sarà inoltre arricchito da un supporto video e da una mostra fotografica.</p>
<p>Il Teatro,quindi, come espresso da Silvia Barbieri, quale incontro tra esseri umani (cosa che del  resto coincide con la mission rotariana) per creare momenti di piccola grande felicità. Ricordando che ogni sguardo è diverso ed è in  grado di offrire una propria visione, un’angolazione, una propria totalità: quella totalità che è in ognuno di noi e che confrontandosi con la totalità di ogni altro diventa relatività, uno dei concetti più belli e potenti introdotti nel ‘900.</p>
<p>Oreste Castagna, rotariano oltre che regista e attore di successo, ha evidenziato la scelta d’amore che sta dietro questa operazione. L’amore: un sentimento e una forza che va ridefinito, continuamente rinnovato, riscoperto. Un’energia su cui compiere un vero e proprio investimento progettuale a tutto campo.</p>
<p>Come inoltre evidenziato da Luca Margnini, questo service rotariano rappresenta una sorta di progetto ‘pilota’, sperimentale, suscettibile di possibili aperture e sviluppi anche su larga scala, date le sue caratteristiche, l’importanza del tema, l’universalità del messaggio. Come dimenticare, infatti, che proprio dal singolo progetto di un club bergamasco (Treviglio) ha preso il via un’operazione a livello mondiale come la Polioplus?</p>
<p>Un appuntamento quindi da non perdere, quello con ‘IL MIO SGUARDO’&#8230;!</p>
<p>La serata è poi proseguita con altri aspetti di natura più interna:</p>
<ul>
<li>la comunicazione di una nuova giornata al Parco delle Cornelle, con famiglie, organizzata dall’Interact Club Bergamo il giorno  inserire data ;</li>
<li>la presentazione da parte del Presidente della corposa rassegna stampa locale e nazionale dell’evento ‘Tiepolo’;</li>
<li>l’annuncio della proposta di ingresso di due nuovi soci nel nostro club;</li>
<li>l’annuncio di una prossima visita alla Biblioteca Ambrosiana di Milano il giorno 17 aprile;</li>
<li>l’annuncio di una iniziativa, da parte dell’Incoming Alberto Longo, volta a facilitare la conoscenza e la ‘riconoscibilità’ tra loro dei soci del club, utile soprattutto ai nuovi soci in una prospettiva di allargamento del club.</li>
</ul>
<p>Alla prossima.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Boselli</em></p>
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		<title>Centenario Hotel Bracca</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 20:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuori Sede]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni dei Soci]]></category>
		<category><![CDATA[bergamo]]></category>

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		<description><![CDATA[Serata all’insegna della tradizione e della memoria, quella di martedì 10 novembre a Bracca. Il “Grande Albergo Fonte Bracca” compie cento anni e ha festeggiato l’anniversario ripercorrendo l’epopea di una delle acque minerali più apprezzate d’Italia, dai fasti della Belle Epoque ad oggi. Così martedì sera, nello storico hotel della Valle Serina, che sorge proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/11/Dorino_Corna1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-443" title="Dorino_Corna" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/11/Dorino_Corna1-300x295.jpg" alt="Dorino_Corna" width="300" height="295" /></a></div>
<p>Serata all’insegna della tradizione e della memoria, quella di martedì 10 novembre a Bracca. Il “<strong>Grande Albergo Fonte Bracca</strong>” compie cento anni e ha festeggiato l’anniversario ripercorrendo l’epopea di una delle acque minerali più apprezzate d’Italia, dai fasti della Belle Epoque ad oggi. Così martedì sera, nello storico hotel della Valle Serina, che sorge proprio a due passi dalla sorgente, a ridosso della splendida gola dell’Orrido, <strong>Dorino Corna</strong>, direttore generale della società Fonte Bracca dal 1963 al 1987 e consigliere delegato fino al 2008, ha accompagnato i Soci del nostro Club, ed una folta schiera di insigni personalità convenute grazie all’impegno del nostro <strong>Ernesto (Cicci) Bordogna</strong>, a ritroso nel tempo, tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, all’epoca d’oro del termalismo in Valle Brembana.</p>
<p>Per assistere al decollo dell’acqua Bracca, i cui pregi erano già citati dai nostri Giovanni Maironi da Ponte ed Enrico Caffi, dobbiamo infatti risalire al 1882, anno in cui fu realizzata la strada Ambria-Serina, ma soprattutto all’opera di un vero pioniere come l’ingegnere monzese Giovanni Villoresi, che fece costruire il primo stabilimento e diede inizio, nel 1907, all’imbottigliamento. Fu poi sempre il lungimirante Villoresi che pensò di erigere accanto alle sorgenti l’albergo, inaugurato nel luglio del 1909, trasferendo invece lo stabilimento ad Ambria di Zogno, nei pressi della ferrovia. Medici e clinici furono chiamati a verificare e a diffondere le proprietà benefiche dell’acqua Bracca e ai migliori artisti e cartellonisti dell’epoca fu affidato il compito di comunicarle in accattivanti immagini. E’ cominciata così l’ascesa dell’”oro di Bracca”, le cui virtù furono da subito apprezzate dai tanti villeggianti che preferivano la leggerezza di queste acque e la tranquillità di questi luoghi montani alla mondanità di S. Pellegrino. Non mancarono estimatori d’eccezione, come il futuro Papa Giovanni XXIII, che dalla Bulgaria raccomandava alla sorella di fargli trovare, al suo ritorno, una cassa di bottiglie di Bracca.</p>
<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/11/Gelmi_Bracca.jpg"><img src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/11/Gelmi_Bracca-300x199.jpg" alt="Gelmi_Bracca" title="Gelmi_Bracca" width="300" height="199" class="alignnone size-medium wp-image-445" /></a></div>
<p>Dopo il periodo di crisi attraversato tra il 1928 e il 1951, anni in cui lo sfruttamento della fonte passò di mano e fu poco valorizzata, gli anni ’50 segnarono un nuovo corso, culminato nell’intensa fase di espansione e innovazione che ha caratterizzato, a partire dal 1987, la presidenza di Ernesto Bordogna. Oggi, dalla prima bottiglia del luglio 1907, la produzione ha raggiunto i 200 milioni di bottiglie ma sull’etichetta dell’acqua Bracca è ritornato l’originale stemma di ispirazione sabauda, all’insegna della continuità con la storia.</p>
<p>Numerosi gli interventi dei partecipanti alla serata, tra cui Giovanni Marco Muttoni, Sindaco del Comune di Bracca, Erica Rondi, Vicesindaco del Comune di Bracca, Margherita Molinari, Assessore alla cultura e turismo del Comune di Bracca, Giosuè Frosio, consigliere regionale, Silvia Lanzani, Assessore provinciale, Vittorio Milesi, consigliere provinciale, l’Arch. De Vecchi, Giovanni Fattori, Vice presidente Comunità Montana Valle Brembana, il dott. Ghisalberti de l&#8217;Eco di Bergamo, Remo Micheli, ex Sindaco del Comune di Bracca, Omar Berlendis, ex Sindaco del Comune di Bracca, Manuela Berlendis, Giacomino Rondi, ex Sindaco del Comune di Bracca, Paolo Cortinovis, Sindaco di Costa Serina, Bruno Cimarra, Sindaco di Algua, Adriano Frigeni, Elio Zanchi, Maurizio Rondi, Sig. Severo per l’Associazione Combattenti.</p>
<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/11/Moioli_Bordogna.jpg"><img src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/11/Moioli_Bordogna-300x248.jpg" alt="Moioli_Bordogna" title="Moioli_Bordogna" width="300" height="248" class="alignnone size-medium wp-image-448" /></a></div>
<p style="text-align: right;">
<em>Paolo Boselli</em></p>
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		<title>Visita all&#8217; &#8220;Amerigo Vespucci&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 13:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FCS</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuori Sede]]></category>
		<category><![CDATA[amerigo vespucci]]></category>

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		<description><![CDATA[Trasferta per il Club Domenica 27 settembre, in visita a Nave Amerigo Vespucci nel porto di Genova. Riprendendo l’idea della bella iniziativa di qualche anno fa, grazie all’interessamento di alcuni soci e alla disponibilità del Comandante, Capitano di Vascello Claudio Confalonieri, è stata concessa ai soci, ai familiari e agli amici al seguito l’opportunità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-373" title="086b" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/09/086b1-300x224.jpg" alt="086b" width="300" height="224" /><img class="alignright size-medium wp-image-374" title="Amerigo-Rotary" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/09/Amerigo-Rotary1-300x199.jpg" alt="Amerigo-Rotary" width="300" height="199" /><img class="alignright size-medium wp-image-375" title="Amerigo-scambio doni" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/09/Amerigo-scambio-doni1-300x199.jpg" alt="Amerigo-scambio doni" width="300" height="199" /><img class="alignright size-medium wp-image-376" title="Amerigo-motto" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/09/Amerigo-motto1-300x199.jpg" alt="Amerigo-motto" width="300" height="199" />Trasferta per il Club Domenica 27 settembre, in visita a Nave Amerigo Vespucci nel porto di Genova.</p>
<p>Riprendendo l’idea della bella iniziativa di qualche anno fa, grazie all’interessamento di alcuni soci e alla disponibilità del Comandante, Capitano di Vascello Claudio Confalonieri, è stata concessa ai soci, ai familiari e agli amici al seguito l’opportunità di un’approfondita visita a questo autentico vanto della marineria italiana.</p>
<p>La peculiarietà del Vespucci consiste da un lato nell’essere uno scafo d’epoca autentico quanto a materiali e metodi di navigazione e dall’altro di costituire un’autentica fucina di uomini che un domani comanderanno le “navi grigie” della nostra marina, imparando a lavorare in squadra e non individualmente.</p>
<p>La professionalità della Marina Militare, impiegata silenziosamente in centinaia di missioni nei più svariati quadranti operativi, passa quindi attraverso il duro addestramento che i futuri comandanti svolgono a bordo del Vespucci durante tre mesi di crociera, per nulla riposante.</p>
<p>La visita è stata inoltre ben corredata di notizie di carattere storico e tecnico da parte del personale che ha accompagnato i visitatori.</p>
<p>Al termine della visita il Presidente Gelmi ha donato al Comandante Confalonieri il gagliardetto e la medaglia celebrativa del Club, ricevendo a sua volta il prestigioso <em>crest</em> di Nave Vespucci.</p>
<p>In mattinata, vi era stata l’opportunità di visitare l’Acquario per la gioia dei molti bambini al seguito.</p>
<p>La giornata dal clima estivo ed i colori sempre suggestivi della “Superba”  hanno contribuito a determinare il pieno successo dell’evento.</p>
<p>FCS</p>
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		<title>Visita al museo Fantoniano di Rovetta</title>
		<link>http://www.rotarybgnord.it/2009/07/21/visita-al-museo-fantoniano-di-rovetta/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 18:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuori Sede]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[bergamo]]></category>

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		<description><![CDATA[Itinerante a Rovetta, in visita alla casa-bottega degli scultori Fantoni e alla Chiesa parrocchiale di Rovetta, la cui grande pala d’altare del Tiepolo della sarà oggetto di un prossimo restauro da parte del nostro Club, in collaborazione con la Diocesi di Bergamo. L’appassionante visita è stata guidata dal gentilissimo dott. Camillo Pezzoli, esperto di storia locale, e dal nostro Antonio Zaccaria, che sarà l’artefice dell’opera di restauro. La serata si è conclusa con la cena presso il ristorante Milano di Bratto. Ecco di seguito alcune notizie sulle mete della nostra visita. Un ringraziamento particolare a Barbara Mazzoleni per il materiale sul Tiepolo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La casa-bottega Fantoni</strong><br />
L’antica casa-bottega degli scultori Fantoni è situata nel centro storico di Rovetta, nell&#8217;alta Valle Seriana. Conserva un ricchissimo patrimonio di opere e di  testimonianze artistiche e documentarie derivato dall’ attività delle diverse generazioni di artisti della famiglia, che operarono con continuità per quasi quattro secoli,  tra il XV e il XIX secolo. La loro produzione tra Seicento e Settecento annovera un eccezionale numero di realizzazioni sacre e profane diffuse in territorio bergamasco e bresciano, con un repertorio che abbraccia praticamente ogni tipo di arredo religioso e di immagine devozionale e che arriva ad affrontare la grande scala architettonica  con la progettazione e l’esecuzione di alcuni edifici chiesastici. Presso la bottega di Rovetta sono rimasti, a documentare le diverse fasi di ideazione e di produzione di opere in legno e marmo, i disegni e i modelli in legno e terracotta eseguiti nelle fasi di studio, i progetti talora sottoscritti dalla committenza per accettazione e i disegni esecutivi a spolvero e le sagome destinati ai lavoranti. Il corpus dei disegni annovera, oltre ai progetti e ai modelli elaborati dalle diverse generazioni dei maestri Fantoni, fondi grafici provenienti da altri ambienti artistici, entrati a scopo di aggiornamento nei repertori della bottega nel corso della sua attività e accresciuti successivamente  dalle ambizioni collezionistiche di alcuni esponenti della famiglia. Nelle raccolte non mancano opere in legno e marmo eseguite tra la metà del Seicento e la fine del Settecento. Alle collezioni artistiche si affianca un fondo di grande interesse storico costituito da un ricchissimo archivio di memorie, contratti di lavoro, epistolari e notizie sulle opere e sui processi di produzione. Le testimonianze documentarie sono completate dai libri mastri riguardanti l&#8217;attività e la gestione economica della bottega. Questo importante patrimonio d&#8217;arte e di storia è stato custodito dai discendenti dei maestri ed è quindi confluito nelle raccolte della Fondazione Fantoni, istituita nel 1968 per volontà del dott. Giuseppe Fantoni. La Fondazione ha come finalità la conservazione, lo studio e la promozione dei suoi beni artistici e storici. Oltre a questo impegno specifico di carattere culturale ed educativo si propone come centro di ricerca storica, artistica ed etnografica sul territorio, facendosi promotrice di iniziative volte alla conoscenza e alla rivalutazione della cultura locale.</p>
<div class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/07/Tiepolo_Madonna_In_Gloria.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-333" title="Tiepolo_Madonna_In_Gloria" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/07/Tiepolo_Madonna_In_Gloria.jpg" alt="Tiepolo_Madonna_In_Gloria" width="300" height="400" /></a></div>
<p><strong>La presenza a Bergamo di Giovan Battista Tiepolo</strong><br />
Giambattista Tiepolo nasce a Venezia nel 1696, da una famiglia di marinai. Dapprima allievo del Lazzarini, segue poi il Piazzetta: due grandi maestri della pittura. Dopo aver lavorato<br />
per i Cornaro, passa al servizio dei Delfin, e decora il palazzo dell&#8217;arcivescovo di Udine, e il duomo (1726). Altri grandi cicli di affreschi seguono a Milano (Palazzo Dugnani e Archinto), Bergamo, alla villa del Biron di Vicenza; e ancora a Milano (palazzo Clerici). A Venezia affresca la chiesa dei Gesuati e completa il soffitto su tela dei Carmini. Nel 1746 affresca il salone da ballo e altri ambienti di Palazzo Labia, poi accetta l&#8217;invito a decorare la nuova residenza del principe-vescovo di Würzburg, in Germania, che rimane il suo capolavoro (1750-53).<br />
Rientrato a Venezia, Tiepolo affresca la chiesa della Pietà e Ca&#8217; Rezzonico; a Vicenza nella Villa Valma-rana dipinge un ciclo di glorie dalla Gerusalemme liberata e dall&#8217;Orlando Furioso,<br />
insieme a temi dell&#8217;Iliade e dell&#8217;Eneide. Accanto a lui nella foresteria, opera ormai anche il figlio Giandomenico, suo fedele collaboratore. Terminato il lavoro alla villa di Stra (Venezia) per i Pisani (1762), parte per la Spagna, dove affresca quattro sale del Palazzo Reale di Madrid, seguite dalle tele per la chiesa reale di Aranjuez. Il sopravvento del gusto neoclassico, rap-presentato soprattutto dall&#8217;opera di Mengs, segna la fine del successo di Tiepolo, le cui opere su tela vengono persino disperse e dimenticate. Nell&#8217;intera opera del pittore veneziano hanno parte rilevante le sue acqueforti: i Capricci (1739-43), seguiti dagli Scherzi (1743-57); i disegni noti sono almeno duemila. L&#8217;artista muore a Madrid nel 1770, e va perduta addirittura la memoria della sua sepoltura. La presenza di Giovan Battista Tiepolo a Bergamo si colloca nel contesto della permanenza del pittore in Lombardia per la realizzazione di grandi cicli di affreschi nei palazzi milanesi tra il 1730 e il 1745. Tiepolo, infatti, lavorava alla decorazione di Palazzo Archinto a Milano quando, nel 1732, arriva a<br />
Bergamo con l’incarico di eseguire gli affreschi della Cappella Colleoni: le quattro Virtù nei pennacchi della cupola, le lunette del coro con S. Marco Evangelista e il Martirio di S. Bartolomeo, e le tre lunette maggiori sulle pareti principali della Cappella, con il Battesimo di Cristo, S. Giovanni che predica alle turbe e la Decollazione del Battista.<br />
A questo stesso periodo la critica ascrive anche il tenero dipinto raffigurante S. Giuseppe con Bambino conservato, sempre a Bergamo Alta, nella chiesa di S. Salvatore.<br />
Incalzato da importanti commissioni di cicli di affreschi, il Tiepolo lascia la città ma non rinuncia ad eseguire e inviare da Venezia, nel 1736, la grande pala di Rovetta. Da questo momento non risultano più rapporti dell’artista con località bergamasche, fino al 1743, quando firma il contratto per l’esecuzione della pala con il Martirio di S. Giovanni vescovo di Bergamo per la Cattedrale, dove è tuttora conservato. Si tratta dell’ultima opera realizzata per la città dal genio veneziano. La pala Gloria d’Ognissanti di Giovan Battista Tiepolo<br />
Concluso il lavoro di decorazione della Cappella Colleoni a Bergamo, Tiepolo esegue un’opera importante di committenza bergamasca: la grande pala con la Madonna in gloria,<br />
Apostoli e Santi, probabilmente realizzata a Venezia e collocata nel 1736 sull’altare della chiesa di Ognissanti a Rovetta. L’opera è di fondamentale importanza per diversi aspetti.<br />
Non solo è la prima delle due grandi pale, insieme a quella che nel 1743 eseguirà per il Duomo di Bergamo, che il grande artista lascerà in bergamasca ma è anche testimonianza<br />
dell’unico passaggio in provincia di Bergamo del Tiepolo e dell’esistenza, nel territorio, di una committenza generosa e attenta, che affida a uno degli artisti più richiesti<br />
e contesi del momento l’incarico di realizzare l’opera più importante della propria chiesa. L’esito è straordinario anche dal punto di vista esecutivo, come sottolineato anche dalla storica dell’arte Rossana Bossaglia ne “I Pittori Bergamaschi. Il Settecento”. L’effetto finale dell’opera è folgorante, grazie alla maestria con cui il pittore introduce elementi scenografici-teatrali: il taglio di luce bianca e il movimento che sembra proiettare “fuori dal quadro”, verso lo spettatore, le figure dei due Santi in primo piano; la meticolosa caratterizzazione degli attori non protagonisti; le pennellate corpose e increspate alternate a pennellate più liquide e distese; le cromie piene e brillanti che convivono con dei bianchi folgoranti e dei brani quasi monocromi. Un dipinto grandioso, dunque, che nella sede originaria è inoltre inserito in una sontuosa cornice della bottega dei Fantoni.</p>
<p>PB</p>
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		<title>Visita al Santuario di San Patrizio a Colzate</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 17:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Martedì 14 luglio si è svolta una conviviale itinerante in Valle Seriana: la prima di un doppio appuntamento fra Colzate e Rovetta, dove la prossima settimana visiteremo la chiesa parrocchiale e la grande tela del Tiepolo, oggetto di un prossimo importante restauro a cura del nostro club. La visita a Colzate ha riguardato lo splendido [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="imgright">
<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/visita-al-santuario-san-patrizio/2009-07-14-001.jpg" title="Un momento della Cena" class="shutterset_singlepic86" >
	<img class="ngg-singlepic" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/cache/86__320x240_2009-07-14-001.jpg" alt="2009-07-14-001" title="2009-07-14-001" />
</a>
</span><br />
Martedì 14 luglio si è svolta una conviviale itinerante in Valle Seriana: la prima di un doppio appuntamento fra Colzate e Rovetta, dove la prossima settimana visiteremo la chiesa parrocchiale e la grande tela del Tiepolo, oggetto di un prossimo importante restauro a cura del nostro club.</p>
<p>La visita a Colzate ha riguardato lo splendido Santuario di San Patrizio, che domina dall’alto i paesi della media valle ed è accessibile per la strada di collegamento tra Colzate e la Frazione di Bondo.</p>
<p>Aggrappato su uno sperone roccioso alle pendici del monte Cavlera, immerso nel silenzio di prati e boschi, il Santuario di San Patrizio sembra essere stato modellato dalla natura stessa, tanto appare stretto il suo rapporto con l’ambiente circostante. Le sue mura si fondono con la roccia: quasi una fortezza a picco sul fiume, la cui asprezza è tuttavia ingentilita da una serie di archi che invogliano a salire fin lassù per ammirare le vedute dalla balconata panoramica.<br />
Restaurato negli anni ’80, il Santuario presenta all’ingresso un vasto sagrato su cui prospetta la grandiosa mole della facciata nord, con i tre archi asimmetrici in pietra viva del pianoterra. Guidati da Antonio Zaccaria e Barbara Mazzoleni, che ci hanno intrattenuto con la consueta competenza e brillantezza, abbiamo imboccato la rampa pedonale fino al piano del portico superiore che cinge il Sacello e la Chiesa del Santuario. Salendo, si intuisce la complessità di questo edificio, fatto di alti e di bassi, di pieni e di vuoti, di spazi piccoli e grandi, in perfetta armonia.</p>
<p>Ma una domanda ‘sorge subito spontanea’: perché San Patrizio? Cosa ha a che fare il Patrono d’Irlanda, <em>Saint Patrick</em>, con un piccolo comune della Valle Seriana in provincia di Bergamo?<br />
Come sia giunto nella valle il culto del santo irlandese resta un mistero che ha favorito la nascita di numerose leggende: da quella secondo cui il Santuario sarebbe stato costruito da un gruppo di mercanti anglosassoni che scamparono all’invasione del Barbarossa rifugiandosi sul Cavlera, a quella per cui anche qui si sarebbe trovato un «pozzo di S.Patrizio», che scendeva fino a lambire le acque del Serio. La ragione di fondo, tuttavia, è probabilmente commerciale, legata ai tanti traffici che la valle aveva con l’estero, proprio in conseguenza della sua produzione di tessuti e coperte.<br />
Certo è che, tra miracoli e segreti, ci volle un lavoro di secoli per strappare successivamente alla roccia lo spazio necessario per trasformare l’edificio da tempietto medievale a vero e proprio santuario. Dopo la costruzione di una semplice tribulina del XII secolo, il nucleo più antico del Santuario (il Sacello) risale infatti al XIV secolo; la chiesa grande risale invece ad un periodo tra il ‘500 e ‘600 (con affreschi del ‘600 e del ‘700); ad abbracciarle tutto intorno, l’arioso portico del ‘700.</p>
<p>IL SACELLO E L’ALTARE<br />
Il piccolo Santuario trecentesco, il Sacello: è qui che ebbe origine e sviluppo il culto dei Vertovesi a S.Patrizio. Il semplice edificio, con l’altare rivolto a oriente, è ornato all’interno e all’esterno di numerosi affreschi iconografici e votivi, databili fra il 1450 e il 1520, restaurati negli anni ’80 proprio dal nostro Antonio Zaccaria.<br />
Antonio ci ha raccontato che, durante i lunghi mesi del restauro, la sorpresa più grande l’ha riservata l’altare: spostando la grande e pesante pietra della mensa è stato scovato un piccolo vano con un’urna lavorata in pietra in cui erano custodite reliquie (frammenti di ossa e stoffa) probabilmente di S. Patrizio (ma non è accertato). Inoltre, eliminando l’intonaco aggiunto nei precedenti restauri e spostando casualmente alcuni mattoni sul fronte dell’altare, è riemersa una crocifissione affrescata sull’altare originale.</p>
<p>IL SANTUARIO GRANDE<br />
Il Santuario grande conserva un ciclo pittorico del XVII secolo (ciclo degli apostoli) e del secolo XVIII (storie di San Patrizio). Sull’arco trionfale si può ora ammirare una vistosa annunciazione.<br />
L’interno della Chiesa presenta un tipico esempio di pittura scenografica che trasforma le superfici architettoniche in sfondati illusionistici, come era nel gusto della cultura settecentesca. Le pareti laterali narrano i fatti più salienti della vita di S.Patrizio. Sull’altare una bella tela settecntesca di Francesco Capella. Una statua policroma di San Patrizio, pregevole opera di Giovan Battista Caniana, spicca nella navata barocca del santuario.</p>
<p>La visita si è conclusa con la visione degli spazi modernamente restaurati nella parte superiore del Santuario, adibiti ad aree sia meditative che conviviali.<br />
E dopo il nutrimento dello spirito, quello del corpo: la serata si è conclusa felicemente presso il ristorante L’isola di Zio Bruno ad Albino, di cui altro non si può dire che: ‘ospitalità: eccellente; il rancio? Ottimo e abbondante!’</p>
<p><strong>Notizie utili</strong><br />
Il santuario di San Patrizio sorge su uno sperone di roccia sovrastante l’abitato di Colzate (Bg), in Val Seriana. Vi si giunge facilmente, uscendo dalla provinciale Bergamo-Clusone allo svincolo di Vertova.<br />
Chi volesse salirvi a piedi, come gli antichi pellegrini, può ancora percorrere la mulattiera che ha inizio in località Cerreti.<br />
Il santuario è visitabile tutto l’anno alla domenica, ma da Pasqua a settembre resta aperto anche al pomeriggio per l’intera settimana.<br />
Su appuntamento, tuttavia, possono essere concordate visite anche in altri orari: per questo, in ogni caso, è bene accordarsi con il parroco di Colzate, telefonando al numero 035.711512.</p>

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			<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/visita-al-santuario-san-patrizio/2009-07-14-001.jpg" title="Un momento della Cena" class="shutterset_set_7" >
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			<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/visita-al-santuario-san-patrizio/2009-07-14-002.jpg" title="Vista dal basso del Santuario di San Patrizio" class="shutterset_set_7" >
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		<title>Dal cielo alla tavola con Leonardo</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 18:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lanfranchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuori Sede]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[bergamo]]></category>

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		<description><![CDATA[Quale migliore auspicio per la prima uscita ufficiale del neo-presidente Luigi Gelmi ? Mercoledì 8 luglio, ore 18.06 – local time – l’intrepido Presidente, scortato dall’Incoming Governor Ettore e dal Tesoriere Claudio, ha infatti letteralmente ‘spiccato il volo’&#8230; ! Il tutto ha avuto luogo in una limpida giornata di sole presso l’Aeroclub di Bergamo ‘G. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/07/Luigi_Gelmi_in_volo.jpg" style="margin:0px"><img class="alignnone size-full wp-image-302" title="Luigi_Gelmi_in_volo" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/07/Luigi_Gelmi_in_volo.jpg" alt="Luigi_Gelmi_in_volo" width="295" height="195" style="margin:0px"/></a></span><br />
Quale migliore auspicio per la prima uscita ufficiale del neo-presidente Luigi Gelmi ? Mercoledì 8 luglio, ore 18.06 – local time – l’intrepido Presidente, scortato dall’Incoming Governor Ettore e dal Tesoriere Claudio, ha infatti letteralmente ‘spiccato il volo’&#8230; !<br />
Il tutto ha avuto luogo in una limpida giornata di sole presso l’Aeroclub di Bergamo ‘G. Taramelli’, dove un aereo guidato dal giovane ma esperto pilota Mario è stato a disposizione dei soci del Rotary Club Bergamo Nord per provare l’emozione di uno spettacolare volo nei cieli della bergamasca. Grande la soddisfazione di coloro che hanno approfittato della speciale opportunità: fra cabrate, picchiate e spettacolari virate si è avuto modo di ammirare dall’alto straordinari paesaggi della nostra città e delle nostre valli, godendo di punti di vista assolutamente irripetibili.</p>
<p><span class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/07/2009-08-07_img_001.jpg" style="margin:0px"><img src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/07/2009-08-07_img_001-300x195.jpg" alt="2009-08-07_img_001" title="2009-08-07_img_001" width="300" height="195" class="alignnone size-medium wp-image-306" style="margin:0px" /></a></span></p>
<p>All’altezza della situazione si è poi rivelata la conviviale ‘a tema’ svoltasi presso il ristorante dell’aeroclub: in una giornata dedicata al volo e alle ‘macchine volanti’ non poteva mancare la presenza del grande Leonardo da Vinci. Il genio fiorentino si è però manifestato in una veste del tutto inusuale: quello di esperto di arte culinaria…<br />
Forse non tutti sanno che l’eclettico artista/scienziato/inventore fino dagli anni dell’infanzia coltivò una grande passione per la gastronomia, che lo portò in seguito a sviluppare veri e propri studi e trattati sul tema. Negli anni della frequentazione della bottega artistica del Verrocchio, Leonardo aprì addirittura, con Sandro Botticelli, un’osteria chiamata <em>All’insegna delle Tre Ranocchie</em>, la cui cucina si distingueva per una audace raffinatezza che la farebbe oggi definire ‘Nouvelle Cuisine’…<br />
Gli avventori trovavano però difficile leggere da destra a sinistra il menu scritto dal mancino Leonardo, tanto che il Botticelli pensò bene di realizzare tavole illustrate a disegni raffiguranti le varie pietanze…<span class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/07/2009-08-07_img_002.jpg" style="margin:0px"><img src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/07/2009-08-07_img_002.jpg" alt="2009-08-07_img_002" title="2009-08-07_img_002" width="171" height="231" class="alignnone size-full wp-image-309" style="margin:0px" /></a></span></p>
<p>Naturalmente Leonardo non seppe trattenersi anche dall’inventare diavolerie per ottimizzare il lavoro di cucina: allla corte di Ludovico Sforza, nella veste di cerimoniere, progettò singolari macchine, come quella per scacciare i cattivi odori o quella per eliminare le rane dai barili dell’acqua potabile, oltre ad un gigantesco ‘tritamanzo’ o un ingegnoso frullatore con tanto di manovratore umano incorporato! Tutte queste interessanti e curiose informazioni sono emerse da un testo recitato con perizia, durante la nostra cena, da due lettoriinterpreti, che hanno accompagnato la degustazione di cibi preparati secondo antiche ricette leonardesche. Il tutto si è svolto a cura dell’Associazione Archeocucina che, della riscoperta delle antiche specialità e del risvolto culturale delle tradizioni gastronomiche, ha fatto la propria ‘missione’.</p>
<p style="clear:both">&nbsp;</p>
<p>Per concludere, riportiamo un curioso testo, tratto da una missiva inviata a Ludovico il Moro dal priore del convento di Santa Maria delle Grazie, dove Leonardo era stato incaricato di affrescare la celeberrima Ultima Cena.</p>
<p><span class="imgright"><a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/07/2009-08-07_img_003.jpg" style="margin:0px"><img src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/uploads/2009/07/2009-08-07_img_003.jpg" alt="2009-08-07_img_003" title="2009-08-07_img_003" width="225" height="159" class="alignnone size-full wp-image-310" style="margin:0px" /></a></span>&#8220;<em>Mio Signore, son oltre dodici mesi che avete incaricato Mastro Leonardo di questa commissione, e in tutto questo tempo egli non ha fatto un solo segno sul nostro muro. E nel frattempo le cantine del priorato si sono svuotate rapidamente e ora sono quasi asciutte, perché Mastro Leonardo insiste per saggiare tutti i vini al fine di trovare quello giusto per il suo capolavoro, ma non ne avrà altri. E nel frattempo i miei frati son tutti affamati perché Mastro Leonardo mette fuori uso le cucine giorno e notte per preparare quegli intrugli che dice essere le pietanze di cui ha bisogno per metterle su quel tavolo, ma non è mai totalmente soddisfatto, e poi due volte al dì fa accomodare i suoi seguaci e i servi perché mangino tutto. Mio Signore, urge che voi facciate affrettare Mastro Leonardo, perché ora la sua presenza, nonché quella di tutta la sua banda, minaccia davvero di ridurci in povertà</em>&#8220;.</p>
<p>Per chi volesse approfondire gli argomenti esposti, suggeriamo:<br />
Note di cucina di Leonardo da Vinci<br />
Shelagh e Jonathan Routh<br />
Editrice Voland, Roma 2005</p>
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		<title>Visita alla mostra &#8220;L&#8217;Oro dell&#8217;Anima&#8221; e realizzazione &#8220;service&#8221; a favore di Cesvi</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 06:48:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FCS</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Service]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel prima serata veramente estiva della stagione, numerosi soci del Club si sono ritrovati presso il Palazzo della Provincia per la visita guidata alla mostra “L’Oro dell’Anima – Icone russe dal XIV al XIX Secolo del Museo Tretyakov di Mosca”. Accompagnati da una giovane guida, si è potuto ammirare direttamente alcuni autentici capolavori che ben [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel prima serata veramente estiva della stagione, numerosi soci del Club si sono ritrovati presso il Palazzo della Provincia per la visita guidata alla mostra “<strong>L’Oro dell’Anima – Icone russe dal XIV al XIX Secolo del Museo Tretyakov di Mosca</strong>”.<br />
Accompagnati da una giovane guida, si è potuto ammirare direttamente alcuni autentici capolavori che ben riportano le atmosfere storiche e culturali dell’ambiente di provenienza lungo circa cinque secoli di storia della Russia.</p>
<div class="imgright"><a class="shutterset_" style="margin:0px;" title="Angelo Donizetti ed il Presidente del CESVI Giangi Milesi" href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/oro-anima-e-cesvi/cesvi-1024x768.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/oro-anima-e-cesvi/thumbs/thumbs_cesvi-1024x768.jpg" alt="cesvi-1024x768.jpg" style="margin:0px;"/></a></div>
<p>A seguire la conviviale presso il Club ha visto come ospite della serata Giangi Milesi, presidente del CESVI, che ha ritirato l’assegno frutto dell’ iniziativa “La partita del cuore – Memorial Guido Sacerdote” e della raccolta fondi attraverso gli Internazionali di Tennis di Bergamo.<br />
E’ stato giustamente sottolineato come, in un momento generale non facile, il service del Club ha tuttavia realizzato un eccellente risultato, che verrà destinato da CESVI alle lotta alle endemie presenti nella Repubblica Democratica del Congo.<br />
In particolare il Presidente Milesi ha ricordato che il Congo potrebbe essere uno dei Paesi più ricchi dell’Africa grazie alle sue risorse naturali, minerarie e umane. Purtroppo una lunga crisi politica, culminata nella guerra civile del 1997/2003, ha messo il Paese in ginocchio e solo con le elezioni del 2006 è stato possibile riprendere la difficile opera di ricostruzione.<br />
CESVI opera al fianco delle popolazioni più vulnerabili dal 2001 con un programma socio-sanitario che mira a rafforzare i servizi ospedalieri nell’area della capitale Kinshasa, concentrandosi in particolare sulla lotta alle grandi endemie (AIDS, malaria e tubercolosi). Dal 2006, nell’Est del Paese, CESVI assiste le vittime della guerra civile nel difficile passaggio dall’emergenza alla ricostruzione, con interventi di ristrutturazione di scuole e centri sanitari a favore delle popolazioni di returnees. Risale invece al 2007 l’avvio di un progetto a sostegno dell’infanzia abbandonata a Kinshasa, dove l’emergenza legata ai bambini di strada è tra le più gravi dell’intero continente africano.<br />
In particolare, con il contributo del Club sarà possibile garantire per un anno farmaci antiretrovirali, farmaci contro le infezioni opportunistiche e contro le malattie sessualmente trasmesse, reagenti CD4, all’interno di un progetto pluriennale di sviluppo, che vede come elemento fondamentale anche il capacity building, ossia la creazione di strutture e di sistema in un contesto assai degradato e l’educazione della popolazione.<br />
Al termine interventi di Rossi, dall’Olio, Colani.<br />
FCS</p>

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			[Show as slideshow]		</a>
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			<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/oro-anima-e-cesvi/cesvi-1024x768.jpg" title="Angelo Donizetti ed il Presidente del CESVI Giangi Milesi" class="shutterset_set_4" >
								<img title="cesvi-1024x768.jpg" alt="cesvi-1024x768.jpg" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/oro-anima-e-cesvi/thumbs/thumbs_cesvi-1024x768.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/oro-anima-e-cesvi/oro-anima-005-1024x768.jpg" title="Un momento della visita alla mostra" class="shutterset_set_4" >
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		<title>Visita stabilimento Agnelli Pentole</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 16:21:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FCS</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuori Sede]]></category>
		<category><![CDATA[bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[Conviviale del 05/05/2009 Serata ricca di partecipanti, tra cui l’AG Fulvia Castelli, quella che ha visto il Club in trasferta allo stabilimento di Pentole Agnelli, una delle società del Gruppo omonimo. Dalla sede storica di inizio &#8217;900 in via Fantoni in centro a Bergamo, alla moderna fabbrica di oggi a Lallio abbiamo potuto constatare attraverso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="imgright"><a class="shutterset_" style="margin:0px;" title="Il nostro ospite Baldassarre Agnelli ed il Presidente Angelo Donizetti." href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/visita-agnelli-pentole/056-1024x768.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-none" style="margin:0px;" src="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/visita-agnelli-pentole/thumbs/thumbs_056-1024x768.jpg" alt="Visita a Pentole Agnelli" /></a></div>
<p><strong>Conviviale del 05/05/2009<br />
</strong><br />
Serata ricca di partecipanti, tra cui l’AG Fulvia Castelli, quella che ha visto il Club in trasferta allo stabilimento di Pentole Agnelli, una delle società del Gruppo omonimo.</p>
<p>Dalla sede storica di inizio &#8217;900 in via Fantoni in centro a Bergamo, alla moderna fabbrica di oggi a Lallio abbiamo potuto constatare attraverso la guida del titolare, sig. Baldassarre Agnelli che l&#8217;atmosfera che si respira è sempre la stessa: operosità, ricerca assoluta della qualità e della perfezione nel più piccolo dettaglio, la capacità di rispondere alle richieste degli chef ed il desiderio di migliorarsi sempre.  Anche i numeri testimoniano il successo del gruppo Agnelli: 500 dipendenti e una presenza capillare sul territorio che va da Bergamo alla Valchiavenna, da Rosignano a Sassari passando per Milano.</p>
<p>La visita è poi proseguita all’esposizione dei prodotti finiti, che ha inevitabilmente attirato l’attenzione delle numerose signore presenti ed al museo storico dell’azienda, dove siamo stati riportati indietro nel tempo.  Fa una certa impressione verificare come l’automazione che oggi sovrintende largamente a tutto il processo produttivo, un tempo nemmeno troppo lontano fosse invece realizzata con la forza delle braccia e la perizia di mani artigiane nel vero senso della parola.</p>
<p>La serata è poi proseguita al Concept Restaurant dell’azienda, dove  l’alluminio, materiale classico delle pentole Agnelli, gioca da protagonista nella sala, enfatizzato dall’accostamento con elementi naturali come il Teak del pavimento, la stoffa dei tendaggi e le piante vicino alle finestre. Il Presidente Donizetti ha quindi ringraziato il sig. Agnelli per la squisita cortesia ed ospitalità, prima dell’ottima cena realizzata dallo chef Chicco Coria, che ha pure velocemente informato circa le caratteristiche dei piatti preparati ed il necessario rapporto con le tipologie di pentole e dei materiali che le costituiscono.</p>
<p>Nel corso della serata è stata inoltre conferita ad Antonio Zaccaria la Paul Harris con la motivazione che leggerete in altra parte del bollettino a riconoscimento dell’impegno che Antonio ha messo a disposizione del Club con la sua opera.</p>
<p>Al termine il Presidente ha ringraziato il sig. Agnelli omaggiandolo del nostro sigillo tra il plauso di tutti i presenti.</p>
<p>FCS</p>

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			<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/visita-agnelli-pentole/043-1024x768.jpg" title="Antonio Zaccaria riceve la Paul Harris dal Presidente Angelo Donizetti" class="shutterset_set_3" >
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			<a href="http://www.rotarybgnord.it/wp-content/gallery/visita-agnelli-pentole/056-1024x768.jpg" title="Il nostro ospite Baldassarre Agnelli ed il Presidente Angelo Donizetti." class="shutterset_set_3" >
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