Assemblea Generale

Alberto Longo e Giuseppe Chiesa

Annuale appuntamento questa sera con l’Assemblea Generale dei Soci per l’elezione del Presidente A.R. 2012-2013 e del Consiglio direttivo 2011-2012. Il Presidente del Club Longo ha designato, come da tradizione, il Presidente dell’Assemblea nella persona del nostro mitico socio Bordogna, il quale ha provveduto poi a nominare il comitato scrutinatori. I componenti di tale comitato sono stati i nostri soci Carnazzi, Maccarone e il nostro neo-socio Caterina Lorenzi. Dopo l’espletamento di tali formalità, si è proceduto alla votazione per il Presidente AR 2012/2013 e del Tesoriere, del Segretario e dei Consiglieri AR 2011/2012, alla presenza di 38 soci su 53 e con 4 deleghe, per un totale percentuale del 79,24% degli aventi diritto. Al termine della votazione di tutti i Soci, il comitato scrutinatori ha proceduto allo spoglio delle schede. Nel frattempo, il Presidente del Club Alberto Longo dopo aver ricordato le prossime conviviali – in particolare in quella del 23 novembre prossimo interverrà la Presidente della Comunità Tibetana in Italia sig.ra Kalsang Dolkar – ha provveduto a leggere la lettera del Governatore ricevuta dopo la sua recente visita: in sostanza il Governatore ci esorta a porre particolare attenzione alle tematiche della formazione, dell’entrata di giovani nel club e all’innovazione ed elogia gli sforzi del nostro club nel perseguire gli scopi da lui prefissati.

Il Presidente ha ricordato poi i programmi del suo anno rotariano. Uno di questi è rappresentato dalla trasparenza che si estrinseca tra l’altro nelle lettere che tutte le settimane egli stesso allega al bollettino, in cui invita a riflettere su cose accadute all’interno del club o a livello di Rotary nel territorio. Il Presidente ha comunicato, inoltre, che vorrebbe istituire un blog nel nostro sito all’interno del quale trovino albergo le opinioni di tutti i soci sulle tematiche che ogni settimana vengono proposte. Per ciò che concerne il programma delle Giovani Generazioni, Longo ha ricordato l’Interclub con l’Interact, in cui i ragazzi hanno potuto esprimersi liberamente. A tal proposito, questi ultimi ci hanno chiesto, essendo noi loro club padrino, di effettuare una rassegna delle nostre professionalità, per poter dar loro un orientamento sulle strade lavorative future. Per l’effettivo, Il Presidente ha poi ringraziato in modo particolare il nostro socio Dall’Olio per la sua attenzione nel portare nuovi soci al club ed ha esortato tutti noi ad incrementare il numero dei nostri iscritti. In tema di programmazione, Longo ha ricordato le gite primaverili in Istria e presso l’azienda agricola di GROM, nelle campagne di Cuneo, che daranno un ulteriore tocco di cultura e allegria al nostro anno rotariano. Per ciò che concerne i rapporti con il Distretto il Presidente ha ricordato che sono cordiali, pur riconoscendo una iniziale incomprensione tra il nostro club e il Distretto stesso. Nei rapporti con gli altri club orobici, Longo ha sottolineato il costante dialogo con i presidenti degli altri club in particolare sulla tematica di come il Rotary viene percepito dalla società bergamasca. Il Presidente ha poi reso merito al tesoriere Ferigo per la trasparenza ed efficienza nella tenuta dei conti. Longo ha infine comunicato la necessità di formalizzare la candidatura a Governatore distrettuale per il 2012/2013. In tale contesto viene proposto Fabio Bergama-
schi. L’Assemblea ha votato all’unanimità la sua candidatura. Successivamente, Bergamaschi ha ringraziato il Presidente e tutti i soci del Club. La parola viene quindi ceduta a Paolo Boselli per i programmi di quest’anno.

Boselli ci ha comunicato che per l’Anno Rotariano 2010-2011 il Rotary Club Bergamo Nord ha impostato, coerentemente con quanto realizzato nella storia del Club, iniziative di Service in qualità e quantità fedeli allo spirito rotariano. Particolare impegno è stato rivolto ad individuare attività che tenessero in dovuta considerazione le linee-guida espresse dal Rotary International, comportanti la necessità di attenzione ai seguenti fattori:

  • i giovani
  • il territorio
  • l’attività sociale
  • la dimensione internazionale con sviluppo di un progetto triennale

Sulla scorta dei vari incontri informativi delle Commissioni, delle decisioni assunte dal Consiglio Direttivo, delle consultazioni intercorse fra il Presidente (Alberto Longo), il Presidente Eletto per l’AR 2011-2012 (Luca Sacerdote) e il candidato Presidente per l’AR 2012-2013 (Giuseppe Chiesa), delle consultazioni intercorse con gli altri club del Gruppo Orobico, dell’apprezzamento sul programma di Service presentatogli nel corso della scorsa visita espresso dal Governatore Distrettuale in una lettera al presidente, si propongono qui di seguito le linee guida delle iniziative di service.

Area Giovani/Educazione-Territorio

  • Borsa di Studio Istituto Rezzara di Clusone : Continua la decisione di confermare le Borse di Studio che quest’anno proseguiremo ad intitolare oltre che a Fulvio Gamba anche ad Angelo Donizetti.
  • Progetto LABOROTARY GAMeC e Rotary Club Bergamo Nord per l’educazione artistica dei bambini. Per la prima volta un Rotary Club bergamasco partecipa ad una iniziativa di educazione artistica rivolta ai bambini, realizzata in collaborazione con la più prestigiosa istituzione di arte moderna e contemporanea di Bergamo, la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea. L’iniziativa, denominata LABOROTARY, prevede una serie di laboratori che, con cadenza mensile per tutto il 2011, GAMeC offrirà ai bambini della città grazie appunto al sostegno del Rotary Club Bergamo Nord. E’ disponibile ed è stato trasmesso ai soci il programma dei primi quattro laboratori.

Area Giovani-Rotary

  • Sostegno a Rotaract Club Bergamo Città Alta e Interact
  • Progetto Scambio Studio Giovani Prosegue l’attività di tutoring nei confronti di una studentessa australiana ospite presso famiglie bergamasche nell’ambito del progetto Scambio Studio Giovani

Area Territorio-Cultura

  • BergamoScienza: Prosegue l’appoggio del club, all’interno del Gruppo Orobico, alla prestigiosa manifestazione BergamoScienza, ormai riconosciuta realtà a livello nazionale ed internazionale

Area Territorio-Sociale

  • SCHEDA SUL REGISTRO TUMORI PROVINCIA DI BERGAMO – (Service in collaborazione con altri Club del Gruppo Orobico) : Obiettivo generale del Registro Tumori è quantificare incidenza, mortalità e prevalenza delle neoplasie nella popolazione coperta dalla ASL Provincia di Bergamo. Si tratta di un ondamentale strumento di monitoraggio continuo dell’andamento delle patologie oncologiche in termini di mortalità, incidenza e prevalenza, ma anche su “outcome” relativi ai profili di assistenza ed alla relativa valutazione. Inoltre permette di valutare l’efficacia dei programmi di screening avviati sul territorio e programmare eventuali altri interventi sanitari sul territorio.
  • PROGETTO ALFABETIZZAZIONE : Prosegue il sostegno del Club al progetto distrettuale Alfabetizzazione.

Area Rotary – Sociale – Internazionale
Secondo quanto riferitoci dal Governatore Dstrettuale nel corso della sua recente visita, il 1 gennaio 2010 Rotary International – Distretto 2040 e la società Expo 2015 S.p.A. hanno firmatun accordo per promuovere una collaboraziontra il Rotary ed EXPO 2015 per realizzare insieme il progetto AQUAPLUS per Haiti, sul temdell’acqua, con modalità nuove che ne rendanduraturi nel tempo i benefici per le popolazioninteressate e di cui presentare i risultati all’EXPO nel maggio del 2015. Il nostro club ha aderito al contributo relativo alla fase preliminare dell’operazione, secondo le indcazioni e richieste ricevute dal Governatore.

Area Giovani/Educazione – Sociale – Internazionale – progetto triennale
PROGETTO ‘CASA VIVA’ per i bambini di Rio De Janeiro : La proposta è nata da una precedente esperienza personale del nostro socio Giuseppe Chiesa, candidato alla Presidenza del Club nell’AR 2012-2013, che da oltre 10 anni sostiene a Rio De Janeiro un progetto di assistenza all’infanzia presso il Centro Tia Zilda. Dopo che il nostro club ha agito a livello internazionale prevalentemente in Africa (Benin, Congo, Camerun), è sembrata scelta condivisibile quella di orientarsi verso il continente americano, in cui tra l’altro si è anche presenti indirettamente ad Haiti con il progetto distrettuale. Il Centro Tia Zilda fa capo ad una organizzazione la ReteCCAP di Manguinho, Centro per la Cooperazione e Popolare Attività , che sarà nostro partner in loco in modo che ci sia assicurato un diretto controllo dell’attuazione del progetto. Questa associazione da 20 anni opera nella zona disagiata delle favelas di Rio de Janeiro, occupandosi di progetti educativi finalizzati al recupero sociale in particolare dei ragazzi e degli adolescenti. L’organizzazione brasiliana ha instaurato in Italia uno stretto e positivo rapporto di collaborazione con il Cesvi di Bergamo, con il quale pure il nostro club ha collaborato in passato; la presenza di tale struttura, con tutte le garanzie di affidabilità, professionalità e di assoluta correttezza nel processo di rendicontazione può certamente rappresentare per l’azione del club un ottimo veicolo ed un supporto ulteriore di cui ci si potrà avvalere senza, peraltro, precluderci possibilità di controlli e verifiche dirette.

Descrizione sintetica del progetto
Il PROGETTO CASA VIVA, concepito ai fini della promozione e difesa dei diritti dei bambini e degli adolescenti nella favela di Manguinho, prevede obiettivi
generali di:

  • sviluppo cognitivo
  • partecipazione
  • socializzazione.

Infine, Boselli ha ricordato la recente iniziativa di MACHING GRANT con l’India. Al termine di tale presentazione si è aperto un acceso dibattito nell’assemblea in cui i soci hanno espresso le proprie opinioni sulle iniziative illustrate. Terminato il dibattito, Bordogna ha comunicato i risultati delle elezioni.
Congratulazioni al Presidente eletto per l’AR 2012/2013 Giuseppe Chiesa, al Tesoriere 2011/2012 Claudio Ferigo, al Segretario 2011/2012 Sereno Locatelli Milesi.
Complimenti anche ai neo consiglieri 2011/2012 Paolo Boselli, Vittoria Signori, Filippo Crippa Sardi e Giorgio Dall’Olio.

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Strategia delle infrastrutture a Bergamo

Gianfranco Ceci e Alberto Longo

Come tutti ormai sanno, l’evento preparato con particolare cura per la conviviale del 9 novembre e che aveva riscosso moltissime adesioni grazie all’importanza del tema ed all’autorevolezza del relatore, ha dovuto essere annullato all’ultimo momento a causa dell’incidente di cui è stata vittima la dr.ssa Campanato, alla quale vanno i più sinceri auguri di pronta guarigione da parte di tutto il Club, che si auspica di poterla avere quanto prima come gradita ospite. Per merito “dell’efficiente rete di intelligence” di cui dispone il nostro Presidente (sono parole sue!) l’imprevista emergenza è stata affrontata in modo particolarmente brillante e tutto è andato nel migliore dei modi grazie alla disponibilità dell’avv. Gianfranco Ceci, vicesindaco del Comune di Bergamo, nonché assessore alle Infrastrutture ed alla Mobilità, che ha accettato di buon grado di trattare un tema scottante e delicato come quello della Strategia delle infrastrutture a Bergamo. Passare dal ruolo di ospite a quello di relatore nel giro di poche ore non era un compito facile, ma l’avv. Ceci lo ha assolto in modo egregio, mostrando di essere padrone della materia, oltre che perfettamente a suo agio di fronte ad una platea normalmente critica nei riguardi di un argomento spinoso come quello della viabilità e dei trasporti. Servendosi di una serie di slide di particolare qualità, il relatore ci ha mostrato con competenza e trasparenza tutte le criticità che affliggono il sistema viabilistico e infrastrutturale della città di Bergamo, a partire dall’aeroporto di Orio, che in termini di fatturato rappresenta il 7% del PIL della nostra provincia e che dovrà essere necessariamente collegato in modo più efficiente alla città, così da favorire in modo più consistente lo sviluppo della, per ora scarsa, vocazione turistica della città. In quest’ottica deve essere inquadrato anche il progetto di realizzare un parcheggio di interscambio all’altezza del casello autostradale e di dotarlo di una “torre degli eventi” – singolare emulo della storica torre dei venti – in grado di rendere edotti tutti coloro che transitano dal nostro nodo autostradale di tutte le manifestazioni in corso di esecuzione od in programmazione in città; per non dire poi del nuovo “Urban Center”, che verrà inaugurato già venerdì prossimo e che consentirà di trasformare una struttura sino ad ora completamente inutile ed inutilizzata – per intenderci quella struttura in acciaio e cristallo posta a margine delle pensiline della stazione autolineee – in un attrezzato Centro di Promozione Turistica dotato anche di deposito bagagli al servizio, appunto, dei turisti. Sempre sotto il profilo dello sviluppo turistico è stata di grande interesse la comunicazione che questa amministrazione sta dando esecuzione alla realizzazione della nuova risalita meccanica alla città alta che si affiancherà alla storica funicolare di Viale Vittorio Emanuele e che partirà dalla zona di via Baioni per raggiungere lo spalto di via S. Agostino mediante un ascensore interno e quindi senza l’impatto visivo della “torre di assedio” di cui si è fatto tanto parlare in un recente passato. Per quanto attiene al trasporto su ruote sono state accolte con soddisfazione da quasi tutti i presenti alcune notizie decisamente positive, come quella di rifare, rendendolo meno pericoloso, il famigerato svincolo autostradale, quella di sistemare il rondò delle valli in modo da consentire a chi scende dalla Valle Seriana
di non dover fare le solite, chilometriche code piuttosto che quella relativa alla prossima realizzazione di un sottopasso stradale per raggiungere il nuovo ospedale evitando il pas-
saggio a livello di via M.L. King.

Minor entusiasmo ha suscitato la notizia che per il sottopasso di via Moroni non c’è nulla da fare, così come non tutti hanno gradito apprendere che verrà fatto sempre più spesso ricorso alle telecamere per far rispettare le ZTL piuttosto che l’introduzione di nuovi sistemi per individuare le macchine parcheggiate in assenza di pre ventivo pagamento del ticket. Molto interessante è stato anche apprendere che il progetto di realizzare una tramvia analoga a quella che conduce ad Albino per collegare il centro città con Villa d’Almè è già in fase avanzata di studio e che si pensa di utilizzare la linea ferroviaria esistente come una tramvia per realizzare un asse infrastrutturale est-ovest. Se a questo si aggiunge la realizzazione di nuovi parcheggi di “attestamento” ed in particolare di quello previsto nell’area dell’ex gasometro – che grazie ad un sottopasso consentirà di raggiungere il centro in poche centinaia di metri – e soprattutto il rifacimento della stazione ferroviaria che comporterà la riqualificazione dell’intera zona circostante, ben si comprende che quella tracciata dall’assessore Ceci sia una vera e propria “città nuova” che i bergamaschi aspettano e che probabilmente si meritano da anni, essendo peraltro consapevoli che, in fondo, non è questione di volontà ma di vile denaro!

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Le donne in africa: il ruolo della microfinanza

La prof.ssa Vigano e Alberto Longo

Graditissima ospite e relatrice della serata di martedì 2 Novembre, la Prof.ssa Laura Viganò, Preside della Facoltà di Economia dell’Università degli studi di Bergamo.

Il tema della conviviale “Le donne in Africa: il ruolo della microfinanza” lasciava intravedere la possibilità di lanciare lo sguardo su di uno scenario economico-sociale sicuramente
inedito per la maggior parte dei partecipanti. Così è stato: la Prof.ssa Viganò, usando il linguaggio preciso ed accessibile tipico dei profondi conoscitori di una materia, ci ha condotto in un rapido e avvincente percorso ‘mirato’ all’interno della realtà del grande continente. Non sono mancate certo le sorprese: partendo da una carrellata di immagini raffiguranti personaggi in qualche modo rappresentativi dell’ampio panorama del mondo femminile africano – dalla Presidente della Liberia Ellen Johnson Sirleaf, al premio Nobel per la pace Wangari Maathai, da una maestra di scuola elementare a giovani operaie in una fabbrica per l’imbottiglia mento dell’acqua minerale, da madri di famiglia a gruppi di donne imprenditrici – la nostra relatrice ci ha mostrato quanto sia fondamentale il ruolo giocato dalle donne nel continente africano. Soprattutto, in riferimento allo specifico del tema della serata, è stato evidenziato quanto il mondo femminile rappresenti l’elemento trainante della ‘micro-economia’ in Africa. Particolarmente per quanto riguarda le regioni rurali, si assiste infatti al diffuso fenomeno della ‘micro-imprenditoria’, cioè la nascita di micro-imprese per lo più ‘personali’ e ‘al femminile’ nei più svariati settori: vi sono tessitrici, commercianti, produttrici di prodotti agricoli, di sale, fornitrici di servizi, quali ad esempio, negli ultimi anni, catering per cerimonie e ricorrenze e servizi per chi ‘viene da fuori’ (battesimi, matrimoni, funerali ecc.). Le donne, quindi, come protagoniste di un fondamentale ruolo sociale-economico: oltre ad organizzare la gestione familiare, partecipano infatti in modo sostanziale alla produzione del reddito, dando vita a microattività autonome, spesso complementari alla principale attività della famiglia-impresa. Il successo di tali attività ‘femminili’ è estremamente rilevante: prova ne sono gli elevati ‘tassi di riuscita’, decisamente più elevati che nel caso di attività maschili; tale dato è deducibile dal complessivo minore numero di insoluti in termini di rimborsoprestiti alle banche. Uno dei motivi di questa prevalente efficacia della micro-imprenditoria femminile risiede, oltre che nella
maggiore capacità di relazione ed aggregazione, dal fatto che il fallimento per una donna può avere conseguenze sociali molto rilevanti; pertanto la posta in gioco è molto alta, così come, di conseguenza, l’impegno profuso.

Ma cosa s’intende per ‘microfinanza’? Se la generale definizione tecnica di ‘finanza’ si riferisce al ‘trasferimento di saldi finanziati dalle unità in surplus a quelle in deficit’ – in pratica il trasferimento di fondi da chi risparmia a chi li utilizza – il termine ‘micro’ allude evidentemente all’entità del finanziamento; con la differenza che in Italia si può parlare di  ‘microfinanziamento’ per un prestito di 10.000-15.000 euro, mentre in Africa può essere appena di 10-100 euro. E poiché le donne in Africa hanno sempre storicamente avuto
difficoltà di accesso alla finanza (diffusamente in Africa non hanno molto da offrire in termini di garanzia/proprietà), ecco la nascita delle prime forme di auto-organizzazione: le tontines. Le tontines sono delle associazioni spontanee in cui le partecipanti pagano una quota e alimentano una cassa comune di cui ciclicamente dispongono per portare a termine i loro progetti. A volte la tontine è il pretesto per un modo di associarsi ed aiutarsi a vicenda. Il denaro motiva le persone a riunirsi, ma l’obiettivo principale non è quello, e la quota può essere anche molto esigua. La priorità è data alla qualità dei legami sociali e d’amicizia che si creano. Si forma così una società reale, fuori dall’economia e fuori dallo Stato, che funziona con proprie regole, e che ha quindi anche inventato dei sistemi di regolazione dei conflitti e dei litigi. Il meccanismo può comunque consentire di avviare e fare crescere attività rilevanti, oltre che funzionare da stimolo alla circolazione e alla condivisione di idee, e quindi all’avvio di altre attività imprenditoriali. Dalla tontines possono poi nascere azioni più incisive, fino alla crescita di vere e proprie cooperative di risparmio e credito, in cui evidentemente si allenta il meccanismo rotativo a favore di metodi più elaborati.
La funzione comunque sociale delle tontines porta, per esempio, anche all’individuazione e organizzazione di azioni educative funzionali allo sviluppo (es. invito a relatori nelle comunità per tenere conferenze su determinati argomenti, fino ad arrivare a veri e propri corsi di formazione).

Ecco un esempio pratico di processo che nasce dalla tontine. Più donne di un villaggio sono dedite alla filatura della lana. Però vogliono farlo insieme, si riuniscono e intanto chiacchierano fra loro. Poi decidono di mettere un po’ di risparmio in cassa comune, e parte il meccanismo della rotazione: a turno si ha a disposizione un piccolo ma significativo capitale. La tontine cresce, ed assume anche un ruolo sociale. Può cominciare ad affacciarsi con credibilità alle richieste di prestiti finanziari presso banche. Può anche diventare portavoce o referente nei confronti di organizzazioni esterne o estere, che poi possono entrare in gioco per aiutare il villaggio, in collaborazione con le donne, ed aiutarle a dotarsi di struttura. La tontine a questo punto si trasforma in una vera propria associazione con segni identificativi, sedi ecc. Ecco pertanto realizzata la moltiplicazione di valore nata da piccole iniziative di risparmio. Ed ecco sorgere la frase riportata alla nostra relatrice da un interlocutore africano: ‘grazie alle nostre donne abbiamo capito come aiutare chi sta peggio nel villaggio.’  Volontà, determinazione, risparmio, rigore di gestione, iniziativa, coraggio, imprenditorialità rappresentano quindi, come indicato dalla nostra relatrice, gli ingredienti di successo della microfinanza. Che non si pone certo come una panacea per tutti i mali o una risposta esaustiva ai gravissimi problemi del grande continente africano; certamente rappresenta però un elemento importante di un mix di misure e interventi fondamentali nella lotta alla povertà.

Un sentito ringraziamento alla Prof.ssa Viganò, il cui intervento ha apportato un deciso contributo allo svolgimento del principale filo conduttore tematico delle conviviali di quest’anno, dedicato dal nostro Presidente Alberto alla donna e all’imprenditorialità femminile. (PB)

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Visita del Governatore Giulio Koch

La prima novità è rappresentata dall’Interclub, fatto assolutamente nuovo, per la visita del Governatore. Infatti il Bergamo Nord ed il Romano di Lombardia si sono ritrovati insieme presso il Cristallo Palace per questa conviviale che rappresenta uno dei momenti più importanti per la vita del Club. L’altra novità è che il Governatore alla fine del mese di novembre avrà visitato tutti i club del Distretto e portato, per tempo, a tutti il messaggio del Presidente Internazionale per questo anno rotariano.

Dopo aver incontrato il Presidente ed il Consiglio di ogni Club, presentato dal Presidente del Bergamo Nord Alberto Longo e salutato da Giulio Bassi Presidente del Romano il Governatore Giulio Koch è entrato subito nel vivo della sua allocuzione che ha tenuto, non già da una postazione fissa, ma bensì girando fra i tavoli quasi a voler parlare singolarmente a ciascuno dei presenti. Subito sottolinea un dato comune dopo gli incontro con i dirigenti dei club: per entrambi esistono spazi enormi di crescita che sicuramente saranno colti e colmati, sulla scia del motto “Innovazione nella continuità” al fine di dare vita ad un organismo vivo e capace di adeguarsi al cambiamento del mondo che ci circonda ma confermando la continuità con i princìpi ispiratori: amicizia, capacità di servizio, integrità negli affari e nella vita, all’insegna della tolleranza e della pace mondiale; tolleranza e pace quali strumenti di crescita della società. Per innovare, però, occorre conoscere perfettamente dove si trova il Club, dove si vuole andare nel futuro e con quali programmi, al fine di garantire una base molto solida. Occorre innanzitutto conoscere il territorio dove opera e vive la sua vita il Club e, per fare questo, è necessario studiare il territorio e quindi attrezzare le risorse per affrontare i temi da realizzare e per garantire un sodalizio al servizio del territorio e questo aiuta a far conoscere correttamente il Rotary e poter cogliere le professionalità necessarie per concretizzare i programmi, perché il mettere a disposizione le nostre competenze professionali per concorrere a progettare ed eseguire i progetti è ciò che maggiormente distingue il Rotary da altre associazioni di servizio.

Il Governatore Koch ha poi illustrato il progetto Distrettuale che prevede di impegnare gli 86 Club del Distretto nel progetto pilota ad Haiti e nell’Africa sub-sahariana per affrontare il tema planetario dell’acqua. Questo intervento permetterà di dare l’acqua dove non esiste (sub-sahara) e l’acqua pulita (Haiti) per consentire lo sviluppo di attività agricole, zootecniche e per far crescere globalmente il livello di vita di queste popolazioni perché possano, in occasione dell’Expo 2015, raccontare la loro esperienza maturata grazie al Rotary. Il contributo che ogni club versa andrà a sommarsi a quello del Distretto che insieme ai fondi della Rotary Foundation, della Società dell’Expo, la Comunità Europea e la Regione Lombardia porteranno questa cifra a 1.000.000 di Euro.  Ecco perchè – ha sottolineato il Governatore – è importante sviluppare anche progetti di gruppo per cogliere tematiche sempre più vaste. Ed è sul tema dell’acqua che i 10 Governatori italiani hanno realizzato un convegno il 16 e 17 aprile del prossimo anno ad Assisi che ha riscosso il plauso del Presidente Internazionale che ha garantito la sua presenza a questo incontro che vedrà coinvolte le grandi organizzazioni internazionali: UNESCO, UNICEF, FAO, OMS e Banca
Mondiale che già operano in contatto con il Rotary sul tema dell’acqua.

Occorre dunque far conoscere queste iniziative e tutte quelle in atto per dare una corretta immagine del Rotary e sgomberare il campo dagli stereotipi.

Un’altra area importante è quella che riguarda i giovani, sempre più protagonisti diretti nella nostra società. Nei nostri Club hanno però bisogno di trovare un ambiente più vicino a loro, è necessario perciò parlare con loro, capirli, coinvolgerli e favorire un rapporto comunicativo con persone di età diversa e di diverse esperienze perché i giovani portano la novità, l’entusiasmo ed una opportunità che non si ripete. Il Rotary – ha concluso il Governatore Koch – non va vissuto come una serie di burocratismi e formalismi e se serve, si possono innovare i regolamenti senza perdere di vista i princìpi rotariani. La forma deve es-
sere l’espressione di un contenuto e non una cosa asettica quindi, se necessario, innovare per far vivere il Club in modo adeguato con il cammino del mondo, con il cammino di tutti, con una immagine riconosciuta e per uscire dall’eventuale immobilismo.

Un uditorio attento ha seguito con grande interesse i temi trattati sempre efficacemente dal Governatore ed è stata davvero una serata importante che ha ridato entusiasmo al nostro essere rotariani sottolineata anche da alcuni interventi (anche questa una novità) dopo l’intervento del Governatore.

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Il vetro dei Dogi

Domenico Caminiti e Alberto Longo

Come avranno avuto modo di notare tutti coloro che vi hanno partecipato, le ultime conviviali del nostro Club sono state contrassegnate da un denominatore comune, una sorta di fil rouge che le ha unite e caratterizzate, ci riferiamo alla passione per il lavoro e per la qualità dei prodotti di cui ci hanno parlato, appunto, gli imprenditori che si sono via via succeduti in veste di relatori. E anche il sig. Domenico Caminiti, parlandoci martedì scorso della fornace “Il vetro dei Dogi” non si è allontanato da questa traccia nel momento in cui ci ha detto di avere lasciato il mondo bancario per avvicinarsi, per pura passione, all’affascinate mondo del vetro d’arte e quindi, necessariamente, a Murano ed alle sue storiche vetrerie che risalgono ad epoche al 1300-1400. Mondo in crisi, ma solo – o quasi solo – per quella parte di esso rappresentata dalle aziende che alla qualità hanno preferito la quantità e che oggi, oltre alla congiuntura economica generale, subiscono la concorrenza dei Paesi orientali che, invece, sembra non toccare le fornaci che, privilegiando la qualità, hanno continuato nel solco della tradizione vetraria lagunare. Scelta difficile questa, non solo perché la lavorazione interamente manuale impedisce l’adozione di forme lineari e perciò più moderne, ma anche perché comporta la necessità di impiegare senza lesinare le foglie d’oro e d’argento che vengono incorporate in abbondanza in quasi tutti i lampadari, oltre che di sostenere il rilevante costo dei maestri vetrai, che si tramandano di padre in figlio i segreti dai quali dipende la buona riuscita dell’opera. A conferma del particolare interesse suscitato dai nostri ospiti e della realtà della quale sono stati buoni testimoni, la serata è stata caratterizzata da un insolito numero di domande e di interventi che hanno dato luogo ad una sorta di botta e risposta che ci ha permesso di apprendere una serie di nozioni che, se ci fossero state propinate in forma diversa, ci avrebbero forse annoiato.

Abbiamo appreso cosa sono le “murrine” – piccolissimi cilindretti di vetro colorato ricavati da “canne” precedentemente “soffiate” e poi raffreddate, che vengono fuse all’interno di una massa fusa per colorala e decorarla – e come le sabbie silicee ricche di carbonati di calcio e sodio vengano fuse in forni a temperature di 1300-1440 gradi, per essere poi colorate con l’impiego di ossidi di vario tipo – cobalto, manganese, cadmio, selenio – e lavorate manualmente in modo che nessun pezzo può mai dirsi simile all’altro. Il tutto finisce poi per essere assemblato in lampadari di straordinaria bellezza, che possono raggiungere dimensioni stupefacenti – anche 10 metri di altezza per 2-3 metri di diametro – e che sono ancora destinati ad ornare i palazzi di regnanti e magnati di mezzo mondo.

Anche ai più attenti, però, è sfuggito un particolare che ci piace evocare per dichiarato “spirito di corpo”: nonostante il perfetto accento veneto il sig. Caminiti è uno dei tanti figli del profondo sud – la sua famiglia proviene infatti da Reggio Calabria – che hanno saputo dimostrare come l’intelligenza, l’intraprendenza e la voglia di lavorare non abbiano patria, ma si possano incontrare ovunque.

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GROM : Il gelato come una volta

Caterina Lorenzi e Alberto Longo

Trentuno soci, dodici coniugi e ventidue ospiti, per un totale di sessantacinque presenti, questi i numeri di una conviviale coi fiocchi, quella del 12 ottobre scorso, che ha confermato, una volta di più, quanto siano importanti l’ottima organizzazione e la buona tavola per incentivare la partecipazione dei soci alle attività del nostro club. Sotto il primo profilo non vi poteva essere occasione migliore per presentare un nuovo socio, la dott.ssa Caterina Lorenzi, qualificata consulente gestionale di impresa, che ha avuto in Giorgio Dall’Olio il proprio mentore rotariano e che non mancherà di dare lustro ed impulso alle nostre iniziative future. Sotto il secondo profilo peperoni e bagna cauda, acciughe e bagnet, stracotto e barbaresco hanno fatto da cornice ad un tripudio di nocciole e gianduia, cioccolato noir e pere William, marrons glacés e moscato passito di Loazzolo nella più classica e ben interpretata tradizione piemontese. Diciassette milioni di euro di volume d’affari, da trecento a cinquecento dipendenti a seconda della stagione, cinquanta negozi, di cui più di quaranta distribuiti nel centro nord d’Italia e 7 nelle più importanti capitali estere, questi sono invece i numeri di GROM, una realtà che in meno di 10 anni – è nata infatti il 18 maggio del 2003 in un negozietto di 30 metri quadrati – si è imposta a livello mondiale come una delle catene più note e prestigiose nel settore del gelato di qualità. Qualità basata sulla coraggiosa decisione dei giovanissimi fondatori di rinunciare all’utilizzo dei comuni additivi per avvicinare sempre di più il proprio prodotto alla natura e questo indipendentemente dalla valenza che si vuole o si suole attribuire all’abusato termine “biologico”. Questo è quello che ha cercato di spiegarci Guido Martinetti – alias “gelato man” come l’ha definito il N.Y. Times – sottolineando appassionatamente come una produzione industriale sotto il profilo quantitativo ben possa definirsi artigianale nel momento in cui a questo termine si associ il significato di cura maniacale nella ricerca delle materie prime e della qualità del prodotto finito, mai uguale a se stesso ma diverso a seconda delle stagioni e dell’andamento dei raccolti. E nel presentare la propria “industria artigianale”, se ci si passa il termine, questo affascinante affabulatore ci ha parlato anche di amore per la terra e la viticoltura, di famiglia, di fortuna, di amicizia, di comunanza di interessi e di voglia di star bene e di far star bene, termini, questi, di cui stiamo sentendo parlare sempre più spesso nel corso delle nostre riunioni. Una conviviale ben riuscita, dunque, della quale ci sembra giusto rendere merito al nostro presidente, non solo a parole, ma anche ricambiando, in termini di presenze, l’impegno che Alberto Longo sta mettendo nell’adempimento del proprio, gravoso compito.

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Roadshow di esperienze professionali

Quella di martedì 29 settembre è stata una serata da non dimenticare, una vera serata Rotariana, come ha avuto modo di rimarcare il Presidente a chiusura della piacevolissima conviviale che ha visto tre imprenditrici, socie e mogli di soci del nostro club, parlare delle proprie esperienze lavorative nella poliedrica veste di imprenditrici, di mogli e quindi di madri di famiglia.

Tre relatrici d’eccezione, dunque, che hanno saputo attirare prima e tenere alta poi l’attenzione nel numeroso pubblico presente con storie diverse, ma in fondo simili perché percorse tutte da una sorta di fil rouge che le ha legate idealmente e che ci piace accomunare al fine di evidenziarne le affinità piuttosto che rimarcarne le differenze. È vero che tra la strumentazione industriale, i manufatti in cemento ed i polimeri elastomerici può essere difficile cogliere i nessi – anche se abbiamo saputo che le Officine Orobiche sono state fornitori di Triplok e probabilmente entrambe queste società hanno fatto uso del teflon di Fluorseals – ma Milena Salvi Roche, Manuela Ghidini Testa e Laura Lanza Dall’Olio hanno mostrato di avere molto in comune, sia come persone che come dirigenti di azienda, a partire da una sorta di predestinazione che  le ha quasi obbligate a seguire  le orme di  chi  le aveva precedute. Non  importa se padri, mariti o suoceri, ma  tutti maschi dei quali  hanno dovuto  prendere  il  posto  e   con  i  quali hanno dovuto indirettamente confrontarsi per portare avanti iniziative che tutte e tre hanno definito a vario titolo “pionieristiche”; attività importanti che non sono mai  state  circoscritte  ai  mercati  locali,  ma  che  da sempre sono state aperte al mercato globale quando la  “globalizzazione” era un concetto del  tutto sconosciuto.  E  nessuna  delle  tre  relatrici  ha  rivendicato, nemmeno  in minima parte, di essere  riuscita ad entrare e portare avanti con successo le aziende di famiglia  grazie  ad  un  bagaglio  tecnico  acquisito  a scuola  piuttosto  che  a  seguito  di  specifici  percorsi formativi;  tutte  hanno detto  di  studi  e  di esperienze completamente  slegate  dal  contesto  aziendale  nel quale poi hanno avuto modo di recitare ruoli di primo piano.

Tutte hanno detto  invece di essere state  ispirate  dall’amore  per  i  propri  cari,  prematuramente scomparsi, di avere trovato forza nelle famiglie, sempre unite e coese nello sforzo di portare avanti progetti  comuni, di essere  state guidate dallo spirito di sacrificio  e  dal  senso  del  dovere  e  quando  hanno tentato  di  “autodefinirsi”,  non  hanno  potuto  fare  a meno di ammettere di essere delle  “schiacciasassi” o  delle  “macchine  da  guerra”  accomunabili  alla “Miranda”  ottimamente  impersonata  da  Meryl  Streep. Tutte e tre sono state una volta di più solidali nell’attribuire – con singolare sincerità – una parte considerevole del proprio successo all’amore ed alla dedizione  dei  propri  mariti;  mariti  importanti  e  qualche volta ingombranti, ma tutti ben presenti nella vita delle nostre amiche, anche quello di Manuela, che ancora sembra starle costantemente accanto. La serata  sarebbe  stata  ancora  più  significativa  se  anche Marilù  Pasini  Zambaiti  avesse  potuto  dire  la  sua, come originariamente previsto, ma  impegni sopraggiunti le hanno impedito di partecipare.

Carmelo Maccarone

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Gli italiani sono generosi ?

Ospite della conviviale di martedì 21 settembre il Dott. Giangi Milesi, Presidente del Cesvi, ormai “di famiglia” nel nostro Club. Dopo un breve saluto in lingua italiana rivoltoci da Elisabeth Farrant, la ragazza australiana di cui il Rotary Club Bergamo Nord è tutor, il Dott. Milesi ha iniziato la sua interessante relazione sul tema “Gli italiani sono generosi?” E’ dapprima stata presentata, pur con qualche riserva espressa dal nostro relatore, un’indagine internazionale svolta dalla Gallup sugli effettivi risultati delle operazioni di raccolta fondi relative a grandi emergenze a livello internazionale, suddivise paese per paese. I dati emersi, a livello di pure cifre, non appaiono certo confortanti per l’Italia: termini di rapporto ‘euro donati/abitante’, mentre ai primi posti, insieme all’Inghilterra, si trova (in modo probabilmente inaspettato) la Svizzera, il nostro Paese appare in posizioni di classifica molto basse.

Una situazione che sembrerebbe piuttosto strana, come emerso anche dagli interventi dell’uditorio, data la fama di generosità del nostro popolo (virtù non altrettanto comunemente attribuita agli svizzeri…). Il nostro relatore attribuisce tale fatto, da un lato, alla metodologia di svolgimento dell’indagine, che probabilmente non tiene conto di alcuni fattori peculiari della nostra realtà specifica; dall’altro lato, tuttavia, evidenzia la superiorità di altri paesi a livello organizzativo, di coordinamento, di cooperazione fra singoli enti e soprattutto il vantaggio di normative fiscali e procedurali che consentono più efficaci possibilità di intervento solidale per singoli e aziende.

Il dott. Milesi ha poi esaminato altri aspetti che, in molti casi, non facilitano l’azione delle organizzazioni di raccolta di fondi per le grandi emergenze di solidarietà internazionale. Tra questi la ‘notiziabilità’ dell’evento e la presenza sul posto dei media: ad esempio c’è stata una copertura mediatica altissima per lo tsunami di qualche anno fa (con più di 200.000 morti) ma è stato quasi ignorato un terremoto in Pakistan di pochi mesi dopo (85000 morti), mentre in Italia i riflettori dell’informazione si puntavano prevalentemente sulla vicenda di Lapo Elkann.

Sempre a svantaggio di alcune raccolte, come appunto nel caso di Pakistan o quello della Corea del Nord, gioca il fatto che le strutture di governo di quei paesi vengono recepite come ‘non amiche’ e la fiducia nel versare contributi, inevitabilmente, cala. Quello della fiducia nei confronti dei destinatari, paesi o enti che effettuano la raccolta fondi, è comunque un tema di grande importanza, soprattutto in Italia: da noi molto spesso si preferisce volgere le proprie donazioni a persone o organizzazioni ‘vicine’ o ritenute affidabili (perchè così ‘so dove vanno a finire i miei soldi’) che versarli a grandi organizzazioni che svolgono opera a livello internazionale. Tale parcellizzazione del versamento solidale è sicuramente uno dei fattori più importanti nel determinare i bassi livelli di raccolta fondi italiana rilevati da ricerche tipo quella di Gallup, citata in apertura.

Il fatto pone tuttavia l’attenzione, in modo incontrovertibile, su quanto sia necessario, a detta del nostro relatore, che le organizzazioni di solidarietà (in Italia spesso organismi affidati ad una classe dirigente immutabile, senza ricambio), si facciano portatrici, a tutti i livelli, di meccanismi di assoluta trasparenza, la cui base fondamentale è la presentazione di un regolare bilancio. Un ringraziamento al nostro ospite per la chiarezza e l’obiettività dimostrate nel parlare di un argomento certamente non facile.

Paolo Boselli

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Assemblea dei Soci

Martedì 14 settembre presso  l’Antica Perosa si è tenuta la prima assemblea generale dei soci dell’anno  rotariano 2010-2011.

Presieduta  con  l’abituale  autorevolezza  da  Ernesto  Bordogna, la riunione ha avuto come oggetto principale la presentazione, da parte del  tesoriere Claudio Ferigo, del bilancio consuntivo dell’esercizio 2009-2010 e del budget per  l’anno in corso. Nonostante la crisi in corso, anche l’esercizio appena conclusosi ha chiuso con un segno positivo, in linea con le gestioni degli anni precedenti e soprattutto con  le  previsioni  fatte  all’inizio  della  Presidenza  Gelmi. Merito, questo, da attribuirsi certamente a Luigi ed al suo staff che, oltre ai services per così dire normali, ha saputo portare a  termine senza eccessivi oneri per  il Club, progetti  importanti,  come  quelli  del  “Tiepolo”,  costato 53.000,00 Euro  e  del “Camerun”,  che  invece  è  costato 6.500 Euro. Alla fine della presentazione il Presidente ha messo ai volti  l’approvazione del bilancio che è stato approvato all’unanimità dai soci presenti.

Quanto alle previsioni per  l’anno  in corso, mentre è previsto un calo delle entrate dovute principalmente alla constatata diminuzione dell’effettivo,  le spese straordinarie già previste e messe a  budget  riguardano  il  passaggio  delle  consegne  dell’ Incoming DG Ettore Roche e la pubblicazione, a chiusura del progetto, di un libro di particolare interesse scientifico sul restauro del Tiepolo; è poi  in corso  lo studio e  la messa  a  punto  di  altri  progetti  di  portata  internazionale dei quali verrà dato conto quando saranno stati definiti in termini più precisi gli impegni di spesa effettivamente necessari. Anche  il bilancio di previsione è stato approvato all’unanimità  ed  il  Presidente,  a  chiusura  dei  lavori  assembleari ed a nome di  tutti  i soci, ha ringraziato  il  tesoriere  per  la  singolare  chiarezza  con  la  quale  ha  saputo redigere il bilancio ed illustrarlo ai soci. A margine dell’assemblea  il nostro presidente, rientrato dal viaggio che gli aveva  impedito di presenziare alla prima conviviale dopo la  pausa  estiva, mentre  da  un  lato  ha  assicurato  che  il problema dell’effettivo è seguito dal consiglio e dal presidente della commissione con particolare attenzione, dall’altro ha  segnalato  la necessità di aumentare  la  visibilità del Club e delle sue attività.

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Parliamo Tra Noi

Dopo la pausa estiva i soci si sono ritrovati martedì all’Antica Perosa per un primo saluto rotariano nella serata dedicata al “Parliamo tra noi”.

In attesa della ripresa vera e propria dell’attività la prossima settimana, con l’importante appuntamento rappresentato dall’ Assemblea, la conviviale è stata contrassegnata dall’intervento dell’Incoming DG Ettore Roche, che ha sottolineato la novità del Congresso Distrettuale convocato il 2 e 3 Ottobre p.v. e le ragioni che hanno ispirato questa decisone. In sintesi, si è ritenuto opportuno anticipare l’analisi delle linee guide al fine di ottimizzare l’utilizzo delle risorse e delle energie finalizzate alla realizzazione dei “services”, soprattutto quelli triennali. Ettore ha quindi annunciato che la visita del Governatore al Club avverrà il 26 Ottobre ed ha poi illustrato alcune idee e progetti oggetto di confronto nel RI, un sodalizio che, un poco come tutti noi, sia a livello professionale ma anche personale, deve velocemente rapportarsi ad una realtà in continuo divenire con tempi assai più rapidi e meno preventivabili che in passato.

Successivamente si è dato vita ad un dibattito tra i soci su alcune questioni relative alla vita del nostro Club.

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