02 nov 2010
Inserito da : Andrea Lanfranchi in: Relazioni Ospiti
Graditissima ospite e relatrice della serata di martedì 2 Novembre, la Prof.ssa Laura Viganò, Preside della Facoltà di Economia dell’Università degli studi di Bergamo.
Il tema della conviviale “Le donne in Africa: il ruolo della microfinanza” lasciava intravedere la possibilità di lanciare lo sguardo su di uno scenario economico-sociale sicuramente
inedito per la maggior parte dei partecipanti. Così è stato: la Prof.ssa Viganò, usando il linguaggio preciso ed accessibile tipico dei profondi conoscitori di una materia, ci ha condotto in un rapido e avvincente percorso ‘mirato’ all’interno della realtà del grande continente. Non sono mancate certo le sorprese: partendo da una carrellata di immagini raffiguranti personaggi in qualche modo rappresentativi dell’ampio panorama del mondo femminile africano – dalla Presidente della Liberia Ellen Johnson Sirleaf, al premio Nobel per la pace Wangari Maathai, da una maestra di scuola elementare a giovani operaie in una fabbrica per l’imbottiglia mento dell’acqua minerale, da madri di famiglia a gruppi di donne imprenditrici – la nostra relatrice ci ha mostrato quanto sia fondamentale il ruolo giocato dalle donne nel continente africano. Soprattutto, in riferimento allo specifico del tema della serata, è stato evidenziato quanto il mondo femminile rappresenti l’elemento trainante della ‘micro-economia’ in Africa. Particolarmente per quanto riguarda le regioni rurali, si assiste infatti al diffuso fenomeno della ‘micro-imprenditoria’, cioè la nascita di micro-imprese per lo più ‘personali’ e ‘al femminile’ nei più svariati settori: vi sono tessitrici, commercianti, produttrici di prodotti agricoli, di sale, fornitrici di servizi, quali ad esempio, negli ultimi anni, catering per cerimonie e ricorrenze e servizi per chi ‘viene da fuori’ (battesimi, matrimoni, funerali ecc.). Le donne, quindi, come protagoniste di un fondamentale ruolo sociale-economico: oltre ad organizzare la gestione familiare, partecipano infatti in modo sostanziale alla produzione del reddito, dando vita a microattività autonome, spesso complementari alla principale attività della famiglia-impresa. Il successo di tali attività ‘femminili’ è estremamente rilevante: prova ne sono gli elevati ‘tassi di riuscita’, decisamente più elevati che nel caso di attività maschili; tale dato è deducibile dal complessivo minore numero di insoluti in termini di rimborsoprestiti alle banche. Uno dei motivi di questa prevalente efficacia della micro-imprenditoria femminile risiede, oltre che nella
maggiore capacità di relazione ed aggregazione, dal fatto che il fallimento per una donna può avere conseguenze sociali molto rilevanti; pertanto la posta in gioco è molto alta, così come, di conseguenza, l’impegno profuso.
Ma cosa s’intende per ‘microfinanza’? Se la generale definizione tecnica di ‘finanza’ si riferisce al ‘trasferimento di saldi finanziati dalle unità in surplus a quelle in deficit’ – in pratica il trasferimento di fondi da chi risparmia a chi li utilizza – il termine ‘micro’ allude evidentemente all’entità del finanziamento; con la differenza che in Italia si può parlare di ‘microfinanziamento’ per un prestito di 10.000-15.000 euro, mentre in Africa può essere appena di 10-100 euro. E poiché le donne in Africa hanno sempre storicamente avuto
difficoltà di accesso alla finanza (diffusamente in Africa non hanno molto da offrire in termini di garanzia/proprietà), ecco la nascita delle prime forme di auto-organizzazione: le tontines. Le tontines sono delle associazioni spontanee in cui le partecipanti pagano una quota e alimentano una cassa comune di cui ciclicamente dispongono per portare a termine i loro progetti. A volte la tontine è il pretesto per un modo di associarsi ed aiutarsi a vicenda. Il denaro motiva le persone a riunirsi, ma l’obiettivo principale non è quello, e la quota può essere anche molto esigua. La priorità è data alla qualità dei legami sociali e d’amicizia che si creano. Si forma così una società reale, fuori dall’economia e fuori dallo Stato, che funziona con proprie regole, e che ha quindi anche inventato dei sistemi di regolazione dei conflitti e dei litigi. Il meccanismo può comunque consentire di avviare e fare crescere attività rilevanti, oltre che funzionare da stimolo alla circolazione e alla condivisione di idee, e quindi all’avvio di altre attività imprenditoriali. Dalla tontines possono poi nascere azioni più incisive, fino alla crescita di vere e proprie cooperative di risparmio e credito, in cui evidentemente si allenta il meccanismo rotativo a favore di metodi più elaborati.
La funzione comunque sociale delle tontines porta, per esempio, anche all’individuazione e organizzazione di azioni educative funzionali allo sviluppo (es. invito a relatori nelle comunità per tenere conferenze su determinati argomenti, fino ad arrivare a veri e propri corsi di formazione).
Ecco un esempio pratico di processo che nasce dalla tontine. Più donne di un villaggio sono dedite alla filatura della lana. Però vogliono farlo insieme, si riuniscono e intanto chiacchierano fra loro. Poi decidono di mettere un po’ di risparmio in cassa comune, e parte il meccanismo della rotazione: a turno si ha a disposizione un piccolo ma significativo capitale. La tontine cresce, ed assume anche un ruolo sociale. Può cominciare ad affacciarsi con credibilità alle richieste di prestiti finanziari presso banche. Può anche diventare portavoce o referente nei confronti di organizzazioni esterne o estere, che poi possono entrare in gioco per aiutare il villaggio, in collaborazione con le donne, ed aiutarle a dotarsi di struttura. La tontine a questo punto si trasforma in una vera propria associazione con segni identificativi, sedi ecc. Ecco pertanto realizzata la moltiplicazione di valore nata da piccole iniziative di risparmio. Ed ecco sorgere la frase riportata alla nostra relatrice da un interlocutore africano: ‘grazie alle nostre donne abbiamo capito come aiutare chi sta peggio nel villaggio.’ Volontà, determinazione, risparmio, rigore di gestione, iniziativa, coraggio, imprenditorialità rappresentano quindi, come indicato dalla nostra relatrice, gli ingredienti di successo della microfinanza. Che non si pone certo come una panacea per tutti i mali o una risposta esaustiva ai gravissimi problemi del grande continente africano; certamente rappresenta però un elemento importante di un mix di misure e interventi fondamentali nella lotta alla povertà.
Un sentito ringraziamento alla Prof.ssa Viganò, il cui intervento ha apportato un deciso contributo allo svolgimento del principale filo conduttore tematico delle conviviali di quest’anno, dedicato dal nostro Presidente Alberto alla donna e all’imprenditorialità femminile. (PB)