Dopo la consegna da parte del presidente Luigi Gelmi di una medaglia dal particolare valore simbolico all’AG Fulvia Castelli, quale ringraziamento per la collaborazione prestata al nostro club, Il Dott. Marco Varini, illustre oncologo svizzero presentatoci dal nostro socio Roberto Labianca, ci ha intrattenuto sull’istruttiva tematica del ‘modello di oncologia integrata’, uno dei modi più attuali ed efficaci di interpretare l’approccio alle malattie tumorali.
Si tratta di una metodologia derivata dal lavoro di trentacinque anni del Dott. Varini e portata allo sviluppo odierno anche grazie all’attività dell’Associazione ‘il Triangolo’ di Locarno, fondata e presieduta dallo stesso Dott. Varini.
I presupposti di tale metodologia, oggi ampiamente riconosciuta e condivisa, affondano le proprie radici nel lavoro iniziato appunto 35 anni orsono, quando l’oncologia era agli albori e i medici oncologi erano considerati dei ‘visionari’, con la loro ‘pretesa’ di potere intervenire su una malattia considerata incurabile per definizione.
Negli ultimi quindici anni, contrariamente alla percezione comune, l’insorgenza delle malattie tumorali è in fase di diminuzione nelle sue forme più comuni (prostata, colon, polmone, seno) così come è in calo la mortalità generale a causa della malattia: si fuma meno, sono state introdotte abitudini meno nocive nello stile di vita, è disponibile una migliore diagnostica, sono state introdotte terapie più efficaci.
La ricerca in generale, inoltre, compie continui progressi, lasciando ben sperare per gli sviluppi dei prossimi anni.
Occorre tuttavia porre l’accento non solo sull’approccio al tema dal punto di vista medico-diagnostico-terapeutico, ma anche da tutta un’altra serie di punti di vista.
Ed è proprio questo il punto focale del ‘modello integrato’: il paziente affetto da tumore è un paziente ‘diverso’ dagli altri, per i motivi illustrati nel seguito. Inoltre, nel rapporto fra malato e curanti, intesi come l’oncologo e la sua struttura ospedaliera, occorre tenere conto anche di un terzo soggetto fondamentale, quale la famiglia del malato stesso.
Ecco pertanto definito il TRIANGOLO da cui trae nome l’associazione fondata dal Dott. Varini: curanti, paziente, famiglia.
In tale triplice relazione, occorre assolutamente considerare una serie di problematiche di ordine psicologico, socio-culturale, socio-economico, organizzativo. Il ‘cancro’, infatti, non è una sola malattia, ma un insieme di varie patologie che colpiscono organi differenti con specificità assolutamente diverse; tutte però accomunate dalla necessità di un approccio multitematico integrato.
Dal punto di vista clinico ci si trova infatti di fronte ad un ventaglio di problematiche ed obiettivi quali:
Inoltre, ci si trova ad affrontare tematiche di ordine psicologico e sociale quali:
Ma il paziente oncologico è diverso dagli altri anche dal punto di vista dei ‘bisogni’, e specificamente:
Da quanto esposto, appare evidente la necessità di un ‘trattamento globale’, che contemperi e ponga in equilibrio complessi aspetti clinici, psicologici e umani, dove con quest’ultimo termine si intende tutta quella serie di fattori che costituiscono la rete ‘ambientale’ della situazione: famiglia, lavoro, relazioni sociali, aspetti economici e organizzativi.
Per fare fronte a tali necessità, l’Associazione il Triangolo dispone oggi di strumenti quali:
L’associazione, che nel 2009 ha anche ricevuto il riconoscimento ESMO (European Society for Medical Oncology) si occupa inoltre di ‘formazione’, con particolare attenzione ai seminari sulle cure e sul rapporto medico-paziente-famiglia.
Il dibattito successivo alla relazione, ne ha approfondito alcuni aspetti significativi, quali l’effettiva possibilità di effettuare diagnosi sufficientemente precoci, le forme di prevenzione, l’incidenza della psicologia sull’insorgere e sulla guarigione del tumore.il ruolo delle singole strutture e dello Stato nelle campagne di informazione. E’ inoltre emerso dall’intervento di Roberto Labianca il fatto che il nostro ospedale di Bergamo applica da tempo una metodologia integrata tipo quella illustrata dal Dott. Varini ed è pure insignito del riconoscimento ESMO; fondamentale inoltre il ruolo attribuito al volontariato quale indispensabile supporto organizzativo e finanziario.
La serata si è conclusa con il ringraziamento del club al nostro relatore e il dono dei tradizionali omaggi rotariani.
Paolo Boselli