Ospite del Club la Sezione Bergamasca dell’Associazione Nazionale Alpini rappresentata dal sig. Enzo Nespoli, Presidente della Sezione di Bergamo Boccaleone e dal dott. Giuseppe Bonaldi, Presidente Nazionale della protezione civile degli Alpini.

Alla vigilia dell’83ª Adunata nazionale nella nostra città, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere più da vicino la straordinaria realtà di un gruppo di volontariato che è ben lontano da quegli aspetti di puro folklore su cui troppe volte si limita l’attenzione. Il Dott. Sonzogni ha illustrato come oggi l’A.N.A. sia costituita da 81 sezioni raggruppate intorno al Presidente
nazionale ed al Consiglio Direttivo, con 4400 gruppi circa e 380.000 iscritti (di cui ben 60.000 affiliati per pura condivisione di idealità e stili di vita).

La storia dell’associazione affonda le radici nei tragici bagliori del primo dopoguerra, nel 1919, e nasce in uno dei luoghi simbolo, il Monte Ortigara, proprio per non dimenticare e per continuare a coltivare e tramandare quei valori di umanità, abnegazione e spirito di servizio per la comunità nazionale che ancor oggi costituiscono i tratti salienti e distintivi degli “Alpini”. Seguì poi la drammatica epopea della Seconda Guerra Mondiale, con pagine di assoluto eroismo immortalate nei cieli della Storia.

Il Dott. Bonaldi, ha poi specificato che l’associazione ha sviluppato una sempre più marcata vocazione all’interno del sistema della protezione civile a partire dal Vajont e poi con il terremoto del Friuli, per terminare con quello d’Abruzzo, che ha visto impegnato il personale volontario sino a poco più di un mese fa, dove ben 8.500 soci si sono alternati da tutte le sezioni d’Italia su un’aliquota di 14.000 a disposizione del Dipartimento della Protezione Civile.

L’Associazione è oggi un punto fermo nel sistema nazionale di contrasto alle emergenze, anche in campo internazionale. E’ anche però un baluardo, non meno importante, contro
la deriva di valori identitari ed unitari che colpiscono la memoria storica, sottilmente posta in atto da più parti ed in più sedi. Così l’attività di informazione nelle scuole, non sempre
ben accetta da tutto il corpo insegnante allorquando dagli aspetti più esteriori si passa all’illustrazione dell’aspetto più “militaresco”, quasi che si volesse ignorare o sottacere
che gli Alpini erano e sono soldati d’Italia.

La promozione di numerose manifestazioni sportive nelle discipline più legate alla montagna è inoltre tratto importante dell’associazione nella società. Insomma, abbiamo avuto modo di apprezzare viepiù la differenza tra chi le cose le dice e chi le cose le fa; tra chi vive di parole e chi costruisce perchè crede in valori forti, non cristallizzati ma resi attuali nella vita di tutti e ciascuno con l’esempio nel quotidiano. “Alpini” è un modo di essere, sempre.
Numerose domande hanno poi confermato il  pieno successo della serata, al termine della quale si è fatto luogo ad un reciproco scambio di doni ed omaggi.
Filippo Crippa Sardi

Al termine della conviviale abbiamo incontrato alcuni amici rotariani provenienti dal Venezuela (D4370) che sono in visita
in alcuni Paesi europei tra cui l’Italia.
Il Presidente ha donato loro il gagliardetto del Club ed alcuni soci si sono a lungo intrattenuti con gli amici sudamericani
per scambiare opinioni e idee.
Un bel momento di affiatamento rotariano!