23 feb 2010
Inserito da : Andrea Lanfranchi in: Relazioni Ospiti
Ospiti del Club Leonardo e Riccardo Brigliadori, che, preceduti dal loro straordinario curriculum di titoli e vittorie, hanno introdotto i soci e gli ospiti nel magico mondo del volo a vela.
I due relatori hanno spiegato come si realizza oggi il sogno di Icaro, anche attraverso l’ausilio di due contributi video che hanno spiegato ai profani il delicato equilibrio tra tecnologia ed intuito che permette all’aliante di veleggiare. L’aria infatti è piena di energia ed il pilota comprende che le forze della natura sono a sua disposizione, se ha imparato a non temerle bensì a rispettarle, ad ascoltarle, a coglierne i minimi segni con la propria più totale attenzione.
I relatori hanno spiegato le varie fasi del volo, dal decollo all’atterraggio, suscitando numerosi interventi dei soci nel corso delle spiegazioni.
Il decollo può avvenire in vari modi, per esempio al traino di un aereo a motore oppure grazie alla trazione esercitata, tramite un cavo lungo anche 1000 metri, da un potente verricello fisso al suolo. Una volta in volo l’aliante, lentamente ma inesorabilmente, scende. L’energia potenziale dovuta alla quota viene infatti usata per vincere la resistenza aerodinamica e planare alla ricerca di energia. Se il pilota riesce a trovare una zona dove l’aria non è statica, ma sale verso l’alto, allora l’aliante salirà con essa, guadagnando di nuovo quota. Il vento non è l’unico responsabile dei movimenti verticali di una massa d’aria: il sole, in una bella giornata, scalda il terreno e quest’ultimo scalda l’aria di un sottile strato (qualche decina di metri) a contatto con esso; come una mongolfiera, anche l’aria intiepidita tende ad alzarsi e si organizza in una invisibile, stretta colonna ascendente che chiamiamo “una termica”.
Il pilota esperto mantiene il proprio aliante all’interno della termica il più a lungo possibile, compiendo una serie di spirali esattamente come gli uccelli veleggiatori quali rapaci e cicogne. Una normale termica ha un diametro compreso tra i 100 e i 400 metri, e sale fino al raggiungimento di una quota di equilibrio che dipende anche dalla differenza di temperatura rispetto all’aria circostante; spesso ciò significa almeno 1000 ma anche 3000 metri e oltre.
Con il crescere dell’esperienza, oggi un volovelista può ambire a mete che sembrano inverosimili. Il record mondiale di quota è di oltre 14.000 metri, ma ben più importante è quello di distanza pari a 3000 chilometri percorsi in un solo giorno (di notte, senza l’energia del sole, gli alianti non volano); il record di velocità su percorso di 500 o di 1000 Km. sono di oltre 200 km/h. Nessuno di questi valori è destinato a durare a lungo. Ogni anno vengono effettuati centinaia di tentativi per nuovi primati mondiali o nazionali. Il volo più lungo fatto in Italia è stato fatto attraversando tutta le Penisola da Como fino a Taranto (volo effettuato proprio da Leonardo Brigliadori) .
Qualunque buon pilota, dopo un paio di anni di esperienza, può volare per diverse centinaia di chilometri in una normale giornata, senza affrontare costi esagerati e utilizzando la flotta di un Club volovelistico, che in Italia sono circa trenta, con punte di eccellenza in Lombardia tra cui spiccano Alzate Brianza e Valbrembo, dove opera il nostro Andrea Lanfranchi, cui dobbiamo questa splendida serata, che ha avuto il merito di farci respirare atmosfere inconsuete e suggestive ma soprattutto di farci capire come la sintonia con l’ambiente rimanga la miglior medicina per vincere le mille tensioni che ci legano a terra.
Filippo Crippa Sardi