Luigi Gelmi

Interessante incontro martedì 24 novembre con il prof. Padre Rafael Pascual, Decano della Facoltà di Filosofia e Direttore del Master in Scienza e Fede – Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, Roma, sul tema “Chi è l’uomo della Sindone di Torino?

Dopo un excursus sulla storia della Sindone e le sue travagliate vicende che, presumibilmente, l’hanno condotta da Gerusalemme, ad Edessa, a Costantinopoli, a Lirey (Francia) e infine a Torino nel 1578 grazie a San Carlo Borromeo, il nostro relatore si è immerso nella ‘calda’ tematica della serata, cioè il dibattito sull’autenticità del telo quale effettivo lenzuolo che avvolse il corpo di Gesù dopo la crocifissione. La premessa è stata che intorno all’autenticità della Sindone si è da sempre sviluppato un accesissimo dibattito: vi sono state dispute al riguardo già nel XIV secolo, quando la Sindone comparve per la prima volta in modo documentato, allorché Geoffroy de Charny depose il Lenzuolo nella chiesa da lui fondata, nel 1353, nel suo feudo di Lirey in Francia. Le discussioni sono riprese alla fine del XIX secolo, quando la prima fotografia della Sindone ha rivelato le particolari caratteristiche dell’immagine e ha suscitato l’interesse degli studiosi su di essa. I numerosi studi scientifici eseguiti da allora non sono serviti a chiarire in modo definitivo la questione, ma solo ad accendere maggiormente il dibattito nel quale si “scontrano” studiosi convinti che la Sindone sia una reliquia e studiosi altrettanto convinti che invece sia un falso. Tra le parti sorgono critiche accese sull’operato dei ricercatori della parte avversa, dibattito che migra sul confronto di convinzioni religiose ed antireligiose. Vi sono tuttavia “scettici” anche tra i cristiani e viceversa ci sono non cristiani convinti che essa sia autentica.

L’esame più recente, quello del cosiddetto Carbonio 14, eseguita contemporaneamente e indipendentemente nel 1988 dai laboratori di Oxford, Tucson e Zurigo, ha datato il campione esaminato tra il 1260 e il 1390, quindi in piena epoca medioevale; tuttavia, successivamente, altri studiosi hanno contestato la validità del test in quanto il campione scelto sarebbe stato oggetto di successive ricuciture della Sindone, e quindi avrebbe falsato l’esame.

Il nostro relatore, mediante l’ausilio di documentazione fotografica, ha sostenuto la tesi dell’autenticità della reliquia, avvalorandola con il supporto di esami probatori ottenuti mediante varie tecnologie, pareri medico-legali, ed anche valutazioni storico-artistiche, secondo le quali l’immagine dell’uomo della Sindone sarebbe stata presa come riferimento iconografico già da artisti orientali in epoca molto antecedente al medioevo, o addirittura in monete bizantine.

Va ricordato che la Chiesa cattolica non si esprime ufficialmente sulla questione dell’autenticità, lasciando alla scienza il compito di esaminare le prove a favore e contro, ma ne autorizza il culto come reliquia. Le chiese protestanti considerano invece la venerazione della Sindone, e delle reliquie in genere, una manifestazione di religiosità popolare di origine pagana, estranea al messaggio evangelico.

Vivace al termine il dibattito e le domande al nostro relatore, e non poteva essere altrimenti dato il tema così stimolante, per la cui analisi approfondita comunque non basterebbero mesi e mesi… Tuttavia una domanda, in particolare, è sembrata porsi come suggello della serata: ‘perché la Sindone’? Ovvero, è davvero così fondamentale sapere se si tratti di un oggetto autentico o no? Come più volte affermato da Padre Pascual, a ognuno la propria risposta.

Paolo Boselli