Gelmi_Zaccaria_Ophalders

Serata dedicata all’opera fotografica di Fernando Zaccaria, artista nato nel 1970, che si divide tra New York City e l’Italia, dove vive.
Un’interessante sintesi della recente opera di Zaccaria è stata presentata da Markus Ophälders, docente in filosofia estetica presso la Università degli Studi di Milano.
Diverse delle immagini presentate sono incentrate sul World Trade Center, insieme luogo geografico e simbolico, oggetto della ricerca di Zaccaria proprio un mese prima dell’ 11 settembre 2001. Alcune sue opere saranno presenti nel Museo “NATIONAL 9/11 MEMORIAL& MUSEUM”, che aprirà nel 2011 a Ground Zero, a testimonianza della rilevanza ‘newyorkese’ dell’artista. ‘Riflessi e Riflessioni’ il tema della serata: le fotografie di Zaccaria colgono infatti riflessi di luce nella vita quotidiana, innescando riflessioni sulla presenza – assenza della spiritualità nella nostra società. Zaccaria spazia nella sua indagine dalle architetture urbanistiche della città di New York, ai suoi abitanti, ritratti nello stile convulso e frenetico della metropoli, agli elementi naturali dell’ambiente.

Nella lettura del Prof. Ophälders, proprio l’astrattezza delle superfici dei grattacieli newyorkesi riflette e rispecchia la vita e l’esperienza moderne; queste immagini non sono la vita in quanto tale, ma ne sono pregne e si imprimono nella memoria di chi le guarda cercando di ricostruire ponti sopra l’abisso della catastrofe. Tale intreccio tra il concreto e l’astratto, tra l’immagine e la riflessione, costituisce la cifra della fotografia che non s’arresta mai al meramente visibile e porta lo sguardo continuamente oltre la cornice, verso un qualcosa che immediatamente e intuitivamente non si può cogliere.

Il Prof. Ophälders ha evidenziato come l’approccio di Zaccaria alla fotografia quale forma d’arte abbia una pressante esigenza filosofica; infatti nei suoi scatti si evidenzia la ricerca per il movimento, per un dinamismo originario letto attraverso le tracce di luce registrate dall’apparecchio fotografico. Ma l’immagine è ‘costruita’, e tale costruzione, poiché l’autore non fa uso di effetti digitali, filtri, o doppi scatti richiede tempi di preparazione molto lunghi; non si tratta solo di cogliere l’attimo, come la tecnica stessa della fotografia richiede, si tratta piuttosto di attenderlo, di cercarlo per poterlo scoprire, attraverso un lavoro di osservazione paziente, prolungato e soprattutto molto vigile e attento. ‘Occorre aver sognato a lungo per agire velocemente’, è stato detto, e in qualche modo la fotografia di Zaccaria segue una tensione analoga: sogna, osserva, contempla e ricerca prima di fissare l’istante, ma nel momento in cui lo fissa, non coglie mai l’attimo in modo diretto; molto spesso lo coglie di riflesso, come certa filosofia che non conosce immediatezza se non quella che risulta dal processo delle mediazioni.

Il dibattito successivo alla presentazione ha spaziato inoltre sui temi di più pressante attualità riguardanti la società americana, protagonista in questa fase storica sia nel bene che nel male: nel bene grazie alle grandi speranze suscitate nel mondo dalla elezione alla Presidenza di Barack Obama; nel male per essersi rivelata la culla della più grande crisi economica e finanziaria mondiale dal dopoguerra.

Paolo Boselli