26 mag 2009
Inserito da : Andrea Lanfranchi in: Relazioni Ospiti
Serata all’insegna dei valori rotariani, e della loro definizione, con Luciano Deriu Campus, Past Governor del Distretto 2040 per l’anno ‘92-’93.
Quello dell’amicizia, ha esordito il relatore, è uno dei valori fondanti dell’azione del Rotary; prova ne è lo spazio dedicatogli in tutte le Convention internazionali e nell’ampia letteratura esistente.
Ma cosa si intende realmente per ‘amicizia’, in senso rotariano? Per illustrare il concetto, il relatore parte da lontano: dalla cultura greca e romana. Per Epicuro l’amicizia è ‘la più grande e gradita delle cose’; per Aristotele si divide in due categorie: quella ‘imperfetta’, finalizzata a scopi utilitari o alla ricerca del piacere, e quella ‘perfetta’, esistente in sé e per sé tra persone che si stimano. Per Cicerone, che si riferisce espressamente ai costumi della società romana del suo tempo, l’amicizia può sussistere solo fra persone virtuose, leali e disinteressate.
Giungendo al Rotary, e ai giorni nostri, il relatore cita i programmi dello Scambio di Amicizia (SARO), i frequenti riferimenti al valore dell’amicizia nei documenti ufficiali del Rotary, quali ad esempio il Manuale di Procedura, e ricorda i continui richiami all’amicizia a livello personale, di club, istituzionale, internazionale.
Tuttavia, il termine ‘AMICIZIA’, in senso rotariano, merita un approfondimento. Nella nostra lingua esistono più termini per illustrare sfumature legate ad un concetto, ma spesso manca quella precisione e univocità che sono caratteristiche della lingua inglese. Un esempio è proprio il concetto rotariano originale di ‘FELLOWSHIP’, che stenta a trovare un’adeguata traduzione italiana. (Ndr: Amicizia? Generico e spesso fuorviante. Cameratismo? Ha evidenti connotazioni da evitarsi! Amichevolezza? Poco incisivo. Allora ci si rifugia nel concetto di ‘amicizia rotariana’ che, tuttavia, non è autoesplicativo e rimanda ad una necessaria definizione di se stesso).
Il relatore precisa a questo punto: ‘amicizia rotariana’ non comporta necessariamente un rapporto ‘forte’ a livello personale; è invece caratterizzata da quel senso di appartenenza, di comunione di intenti, di cordialità costruttiva che consente a più persone di operare congiuntamente per la realizzazione di progetti di ‘utilità’, i cosiddetti SERVICE (altro termine di difficile traduzione). Si tratta quindi di un valore dal sapore prevalentemente mirato, operativo. Certo, la presenza anche di una forte amicizia personale consente l’amplificazione dell’azione in termini di efficienza ed efficacia, oltre che di piacevolezza nel compierla. Il Rotary in questo senso si configura come un potente strumento di creazione di opportunità. Tuttavia, questo senso di amicizia ‘profonda’ non può rappresentare una condizione ‘imprescindibile’ per i rotariani. Se così fosse, si rischierebbe di creare un alibi per la non-azione: ‘non mi impegno perché al Rotary non ho veri amici’…
Al termine dell’esposizione di Luciano Deriu Campus, il dibattito ha offerto nuovi stimoli e suggerito necessità di ulteriori approfondimenti: primo fra tutti, quale sia il senso da attribuire ai valori rotariani in un mondo in rapidissimo mutamento e caratterizzato dalla scomparsa di certezze. Ma questa sarà probabilmente un’altra puntata.
(trovate il testo integrale dell’intervento di Luciano Deriu Campus all’interno del bollettino del nostro Club).