Viviamo in tempi a velocità esponenziale – È il tema della serata dedicata all’evoluzione dei computer, dell’informatica e della comunicazione digitale presentata dal nostro socio Andrea Lanfranchi. L’intera evoluzione del computer è stata caratterizzata da una crescita esponenziale, comprensibile solo se per un attimo diamo uno sguardo a cosa è successo dal 1600 fino al diciannovesimo secolo.

G.W. Leibniz, filosofo e matematico, nel 1666 pone le basi della logica simbolica, su cui si fonda il funzionamento dei calcolatori. Passeranno poi altri 150 anni prima di arrivare alla costruzione di piccoli sistemi meccanici capaci di compiere le 4 operazioni aritmetiche (Thomas de Colmar – 1820 – l’aritmometro). L’abilità costruttiva di questi congegni meccanici di grande complessità troverà poi un ulteriore spinta evolutiva grazie all’invenzione di A. Volta (1800- la pila) e A. Meucci (1871- il telefono). Queste quindi le basi che hanno portato al ventesimo secolo in cui avviene la vera rivoluzione:

  • nel 1943 nasce il progetto ENIAC (Electronic Numerical Integrator and Calculator) che porterà alla realizzazione pochi anni più tardi di una macchina calcolatore del peso però di ben 30 tonnellate;
  • nel 1968 il Dipartimento della Difesa USA commissiona il progetto ARPANET il cui obiettivo era quello di collegare tra di loro quattro Università americane. Diventerà la più grande rete mondiale con milioni di persone collegate e si chiamerà INTERNET;
  • nel 1970 si realizza il primo processore;
  • nel 1981 nasce il primo personal computer IBM e nel 1984 APPLE presenta il Macintosh elegante nel design e rivoluzionario nell’interfaccia grafica caratterizzata da un approccio amichevole e facilità d’uso fin prima sconosciute.

In questa breve panoramica, Andrea ci ha presentato tutta la storia evolutiva, l’intuito e il pensiero di scienziati e ingegneri che hanno aperto la strada alla realtà odierna di Internet e Web.  Il primo SMS viene inviato nel 1992 – oggi gli SMS inviati quotidianamente superano i 6 miliardi. 
Nel solo mese di gennaio 2009 Youtube ha registrato ben 100 milioni di visitatori i quali hanno “scaricato” una quantità di informazioni paragonabili a ben 1.250 volte la quantità di informazioni contenute nell’intera biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d’America. Google solo 3 anni fa riceveva mensilmente 2,7 milioni di richieste di informazioni, oggi le interrogazioni superano i 31 miliardi di richieste mensili.
Tutto ciò si è riflesso anche in mutamento nel nostro modo di vivere e di comunicare. I vocaboli della lingua inglese sono oggi circa 540.000, ben 5 volte superiori a quelli utilizzati al tempo di Shakespeare; nel mondo del lavoro si scopre che diventa sempre più frequente la ricerca di informazioni nel web sui potenziali candidati all’assunzione. In questi anni sono nate nuove professioni e già i giovani si preparano alle nuove professionalità che verranno.
Questo enorme potenziale comporta anche problemi generazionali tra coloro, i più giovani, nati nell’era digitale, i cosiddetti “nativi digitali”, che non hanno la cognizione del giusto/sbagliato e che necessiterebbero dell’aiuto dei più anziani e saggi della precedente generazione, i cosiddetti “immigrati digitali” in difficoltà però con l’uso della tecnologia, perché in un ambiente dove si può trovare di tutto, oggi c’è il grosso problema dell’attendibilità dei contenuti. Inoltre, il problema della valutazione critica dell’attendibilità delle fonti e dei contenuti delle ricerche così facilmente fruibili non è il solo; la sicurezza informatica e la tutela della privacy sono altri due temi di assoluta importanza nel mondo della moderna comunicazione. La maggior parte degli utenti si preoccupa di non subire danni da virus ma molto meno, si preoccupa della traccia di informazioni personali che lascia nella rete e che lì vi rimarrà per anni, priva di qualsiasi forma di tutela.
Soluzioni? Forse l’antico e meno tecnologico buonsenso del bibliotecario della scuola che comprava solo i libri che realmente servivano all’apprendimento può insegnarci a convivere meglio in questo mondo digitale dalle infinite potenzialità e ricordarci che in fondo sono solo le nostre azioni e scelte a minacciare noi stessi, e non la macchina.

Claudio Ferigo

Per coloro che fossero interessati è disponibile il file della proiezione cliccando sul link seguente:
viviamo-a-velocita-esponenziale