Non è affato semplice racchiudere nelle poche righe seguenti l’intervento dell’illustre relatore sul complesso tema “Acqua, un’emergenza umanitaria”. Un pregevole filmato, realizzato dallo stesso relatore, ci accompagna dalle origini del nostro pianeta Terra fino ai giorni nostri dove l’acqua, apparsa 3,5 miliardi di anni fa, è stata e continua ad essere l’assoluto protagonista della vita sul nostro pianeta e resta indispensabile per la vitalità di ogni organismo vivente. Così, è proprio la mancanza d’acqua a rappresentare il pericolo maggiore che
minaccia la vita e il benessere di miliardi di esseri umani e lo scarso interesse e disattenzione della maggior parte della popolazione mondiale ai problemi dell’ambiente non fa che accentuare questo pericolo. Corriamo il rischio di rimanere a secco e ce ne siamo accorti troppo tardi.

L’acqua ricopre buona parte del nostro pianeta eppure, essa è una risorsa scarsa; basti infatti pensare che l’acqua sul nostro pianeta è salata per il 97,5%, il 2,5% rimanente è l’acqua che si trova in gran parte congelata nelle calotte polari e nei ghiacci e, pertanto, non immediatamente fruibile. L’ “acqua dolce” utilizzabile deriva principalmente dalle precipitazioni al suolo generate dal ciclo idrologico, ma solo una minima frazione di questa, dopo il fenomeno del ritorno in atmosfera per evaporazione, è indicata comunemente come “risorsa idrica” ed è disponibile per gli usi civili, agricoli e industriali. La crescita esponenziale dei consumi d’acqua segue la crescita demografica e si accentua sempre più la disarmonia nella
distribuzione dell’acqua in rapporto alla distribuzione della popolazione umana. Dal momento che sia l’acqua sia la popolazione sono distribuite in maniera non uniforme, la
situazione è già critica in vari paesi e regioni del mondo. Già oggi, si calcola che oltre 1 miliardo di persone bevano acqua comunque inquinata e oltre 2,5 miliardi di persone non abbiano sistemi igienici e fognari adeguati. Si assiste poi a consumi d’acqua che vanno dai 10 lt./giorno pro-capite in Madagascar ai 1.400 lt./giorno pro-capite in città quali Los Angeles; città come Milano si attestano su livelli di consumo pro-capite medi nell’ordine di 400 lt./giorno. Ne consegue che sempre più vaste aree del mondo sono afflitte da penuria
endemica d’acqua dolce e la competizione tra i popoli va crescendo e dunque si può parlare sempre più di un’emergenza planetaria. L’accesso alle risorse idriche diventa così fonte di disuguaglianza e tensione, alimentando i problemi legati alla sicurezza. Si pensi alla Cina che, nonostante l’alta concentrazione di risorse idriche sul proprio territorio si trova ad
affrontare una penuria d’acqua potabile e irrigua sì da mirare alle risorse idriche della catena Himalayana. O ancora, al ruolo avuto dal bene “acqua” nel conflitto Israelo-Palestinese.
Pensare che l’acqua potabile diverrà un bene per cui combattere non è più retorica.

Quello che si deve recuperare è una coscienza del valore sociale dell’acqua.

In conclusione, nel filmato si propongono tre vie di azione: Informare – Formare – Operare.

Il problema dell’acqua e della sua scarsità sta diventando sempre più grave e non è più ammissibile il disinteresse e la disattenzione nei confronti della sua qualità e del suo risparmio; la corretta informazione e l’esigenza di sensibilizzazione è un dovere morale. Formazione dei bambini a livello scolare sul significato che l’acqua riveste per la vita delle comunità.  Costruire una nuova leadership che sappia limitare gli sprechi nella propria vita quotidiana e sia finalmente consapevole del valore inestimabile della risorsa acqua. Infine, operare con il varo di progetti in Paesi in via di sviluppo, non servono fiumi di parole ma poche gocce di buon senso per insegnare a conservare e usare questo bene prezioso.
CF