E’ stato difficile cercare di sintetizzare la ricca e complessa relazione del Prof. Umberto Zanetti, che ha toccato il tema delle radici basato sulla concezione anglosassone e americana, spaziando per il concetto di gente, di territorio, del senso di appartenenza ad una comunità, ma non solo. E’ meglio però andare con ordine: la serata è stata aperta dai saluti di rito del nostro Presidente, che ha anche introdotto il nostro relatore Prof. Umberto Zanetti, cultore della storia orobica, delle sue tradizioni, del nostro dialetto, accademico dell’ateneo di belle arti e lettere di Città Alta. Dopo la presentazione dell’illustre ospite Angelo ci ha introdotto al
particolare menù della serata a base di brasato, il piatto di carne povero per eccellenza. Tre erano le tipologie di pietanze accompagnate dalla polenta: gulasch, brasato classico, brasato con i funghi. Terminata la cena, perfettamente preparata dai cuochi del nostro ristorante, il Prof. Zanetti ci ha intrattenuto con una ricca relazione sul tema delle origini con grande maestria dialettica, tenendo accesa l’attenzione di tutti. Innanzitutto è stato precisato che il nome Bergamo non deriva, come i più sostengono, dai termini “Berg”-montagna e “Heim”–casa, ma dal più mediterraneo e prelatino “barga” ovvero capanna. La relazione ha spaziato dal concetto di radici che ha un significato ampio e concepisce l’appartenenza ad una “gens”, ad un territorio, ad una comunità.
Zanetti ha incentrato la sua relazione anche sul ruolo della donna nella nostra storia, una lettura esente da femminismo, ma molto chiara: la donna era la padrona della casa ed aveva un ruolo determinante nelle società celtiche, al punto da aver diritto di far annullare contratti stipulati dal marito o aprire una propria attività.
Il nostro insigne relatore ha poi condannato il concetto moderno di multiculturalità: le società possono essere multietniche, ma non devono perdere la loro identità annacquandosi in una multiculturalità forzata. In chiusura della lunga relazione il Prof. Zanetti ci ha fatto ascoltare un brano, inciso da Bortolo Belotti nel 1938 che in meno di due minuti ripercorre la storia di Bergamo, con l’eloquenza e l’oratoria dannunziana tipica del tempo. Diversi gli interventi, visti gli stimoli e le provocazioni lanciate, Tironi e Acerbis si sono complimentati con Zanetti per il grande livello dell’intervento ed hanno posto l’accento sul tema della società multiculturale.
Infine il Professore, sollecitato da Longo, ha condannato la rincorsa al dialetto con i metodi odierni, attraverso i fenomeni musicali quali il Bepi o l’insegnamento obbligatorio del dialetto nelle scuole. Zanetti ha sostenuto la necessità di insegnare la storia e le tradizioni locali, non semplicemente la lingua locale.
A fine serata, come ringraziamento, il Presidente ha consegnato al nostro ospite la medaglia del club e il gagliardetto. (n.d.r. è stata chiesta al Prof. Zanetti copia della sua relazione, appena sarà da lui rivista, sarà a disposizione dei soci)
Matteo Oriani